Omosessualità egodistonica

L'accettazione dell'identità gay, capire di essere gay
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agis
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Re: Omosessualità egodistonica

Messaggioda agis » mercoledì 18 luglio 2018, 7:36

Doccatosperox ha scritto:Forse devo lasciarmi andare con un uomo in carne ed ossa.


Bene. Ci sono molti tipi di uomini in carne ed ossa. Ammettendo per ipotesi che non ci sia alcun soggetto giudicante, né te né altri, tu questo "lasciarti andare" come lo immagini? :)

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Re: Omosessualità egodistonica

Messaggioda Doccatosperox » mercoledì 18 luglio 2018, 8:30

La questione non è tanto del sentirmi giudicato, quello non mi turba. Mi turba avere questi pensieri che non mi lasciano tranquillo, gettandomi nella disperazione assoluta. Per lasciarmi andare, sia chiaro, ancora non ho sentito niente di forte che mi ha portato all'attivazione di freni inibitori da poter affermare di lasciare la presa. La mia era una ipotesi, una ipotesi estrema, non capendo per quale motivo versi in questa situazione.

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Re: Omosessualità egodistonica

Messaggioda Doccatosperox » mercoledì 18 luglio 2018, 8:36

Il fatto è che se decidessi di fare una cosa del genere per levarmi il dubbio, non servirebbe. Persino i miei genitori me lo hanno consigliato di fare questo :D

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progettogayforum
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Re: Omosessualità egodistonica

Messaggioda progettogayforum » mercoledì 18 luglio 2018, 9:05

Intanto non posso che sottoscrivere quanto detto da Hospes e da Niko. Mi fermo solo su un punto: il DOC a tema gay esiste eccome e ne ho visti molti casi (decine) e avevano sintomatologie molto tipiche e sovrapponibili, praticamente identiche alle cose che scrivi: idee ricorrenti o meglio timori ricorrenti di essere gay, reazioni fisiologiche che sembrano in chiave gay, fino alla masturbazione con pseudo-fantasie gay, preceduta, accompagnata e seguita da stati di ansia molto forte, idea di fare coming out e idea di “provare” con un uomo, ma, nota bene, tutte queste cose si presentano “sempre” con una insorgenza improvvisa, in ragazzi che hanno una storia etero al 100%, ricca di frustrazioni in campo sessuale etero. Sottolineo che anche i ragazzi che avevano un doc molto aggressivo, con vere crisi di panico e apparente rischio di “provare veramente con un uomo” non hanno mai fatto nulla di simile. Il meccanismo del doc è tutto interno. La mente crea un nucleo ossessivo e lo alimenta, ma i riscontri oggettivi non esistono. Nota bene che l’erezione e anche la masturbazione in chiave gay in stato di compulsione (tipico del doc) non hanno niente a che vedere con la sessualità. Un ragazzo con doc a tema gay non solo non farà mai sesso con un ragazzo, ma soprattutto non se ne innamorerà mai, è come se la presunta omosessualità fosse un modo di spiegare le difficoltà nel creare un rapporto affettivo con una ragazza. Uno psicologo competente in questo campo (quelli di indirizzo cognitivo-comportamentale, secondo me, sono più attrezzati nello specifico) potrebbe darti un certo aiuto, ma anche il clima intorno a te ha un suo peso. In un forum come questo puoi trovare un confronto con veri gay, e questo ti può aiutare a capire che con l’omosessualità non hai nulla a che vedere. L’ansia si combatte accettando il fatto che c’è e che per un po’ di tempo bisognerà conviverci e tenendo ben presente che la propria sessualità non cambia nel corso della vita e che “diventare” omosessuali è un’espressione priva di senso e indice solo si paure e insicurezze che nella maggioranza dei casi, anche se si manifestano nella sessualità non hanno motivazioni legate alla sessualità ma spessissimo alla vita familiare e affettiva non sessuale dell’infanzia e dell’adolescenza.

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agis
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Re: Omosessualità egodistonica

Messaggioda agis » mercoledì 18 luglio 2018, 10:35

Doccatosperox ha scritto:La questione non è tanto del sentirmi giudicato, quello non mi turba. Mi turba avere questi pensieri che non mi lasciano tranquillo, gettandomi nella disperazione assoluta. Per lasciarmi andare, sia chiaro, ancora non ho sentito niente di forte che mi ha portato all'attivazione di freni inibitori da poter affermare di lasciare la presa. La mia era una ipotesi, una ipotesi estrema, non capendo per quale motivo versi in questa situazione.


Cioè, in sostanza, se non ho capito male, tu, da una parte, ipotizzi di poterti/doverti lasciar andare con un uomo ma, dall'altra, non ti sei fatto alcuna fantasia, alcun film mentale sul come ti piacerebbe far questa cosa? Per fare un paragone con la mia esperienza personale di gay, è dall'età di 12 - 13 anni che, quando penso di andare con un uomo, intrattengo una fantasia di un certo tipo che poi, col tempo, si è andata sì precisando ed arricchendo in conseguenza delle esperienze e dello sviluppo mentale ma sempre all'interno di un frame che è ancora quello originario.
Tu, invece, alla tua età, niente, zero? :)

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Re: Omosessualità egodistonica

Messaggioda Doccatosperox » mercoledì 18 luglio 2018, 12:25

Ho cercato di immaginarmi un possibile rapporto per capire appunto come potrei sentirmi, paragonandolo a quello con una donna. Capitava nei momemti in cui mi masturbavo e non riuscivo ad avere erezione e dicevo non riesco ad averla immaginando con una donna provo con un uomo ma niente, quando alla fine ero rilassato finivo per pensare qle donne spontaneamente. Ho ritrovato a vedere video gay ma quella eccitazione non c'è stata più. È na guerra.

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agis
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Re: Omosessualità egodistonica

Messaggioda agis » mercoledì 18 luglio 2018, 13:16

Ihihihihihi ecc'hai ragione doccy è una guera teribbbbile ^_^
anche perché non si capisce bene chi sia il nemico.
Onde per cui, se credi e quando troverò un po' di tempo ti posso raccontare una storiella così come me la raccontò tantissimi anni fa la mia grandissima nonna che fu esattamente la seconda persona dopo mia madre con cui feci coming out ed a buon diritto perché, sebbene fosse nata nel 1908, non sembrava una donna dei suoi tempi. Magari avrà letto qualcuno dei romanzi di project va a sapere. 8-)

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Re: Omosessualità egodistonica

Messaggioda Doccatosperox » mercoledì 18 luglio 2018, 16:03

Ti ascolto

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agis
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Re: Omosessualità egodistonica

Messaggioda agis » mercoledì 18 luglio 2018, 17:35

Bene. Te la abbrevio un po'

"Sai Agis, tuo nonno l'ho sposato soprattutto perché lui era bello e mi garbava fisicamente e mi ero ben resa conto da un sacco di allusioni e particolari che, al di là delle convenienze ed opportunità famigliari, anch'io garbavo un sacco a lui. Solo che, mentre io ero stata allevata piuttosto liberamente per quei tempi frequentando le scuole pubbliche addirittura fino ad adempierne gli obblighi, lui, che veniva da una famiglia molto numerosa ma anche piuttosto abbìente, aveva potuto completare tutti i suoi studi pre-universitari, trascorrendovi la giovinezza, in un collegio privato gestito da preti. Se pensi che a quei tempi era del tutto impensabile aver relazioni prematrimoniali ed al tipo di colpevolizzazione che veniva inculcata in certi ambienti a proposito delle pratiche sessuali in genere, devo dire che fummo molto fortunati perché, fin dapprincipio, le cose a letto andarono a meraviglia.
Sennonché, pochi mesi dopo, quando ero già incinta di tua madre, lui cominciò a manifestare un inusitato disturbo: sentiva un bisogno compulsivo di lavarsi continuamente le mani e, quando gli era possibile in dipendenza degli impegni, arrivava a farlo anche decine di volte al giorno. Inutile dire che non ci volle molto perché cominciassero a manifestarsi seri problemi di infiammazione della pelle per i quali si risolse infine ad andar dal medico. Visto che allora psicologi e psichiatri eran ancora di là da venire ed i medici di base di quei tempi eran gente semplice ma pratica, lui, semplicemente, gli disse:" Signor M., io, da medico, non posso aver nulla in contrario ad ogni pratica che riguardi l'igiene ma, nel suo caso, provi ad usare il sapone solo al mattino e, tutte le volte che sente l'esigenza di rilavarsi, si limiti ad una rapida sciacquata con un po' d'acqua tiepida, si asciughi immediatamente con una salvietta pulita e vedrà che la sua personale igiene non ne risentirà minimamente. Inutile dire che mi toccava lavare una montagna di salviette ma, lentamente, poco per volta, lui cominciò a lavarsi sempre meno fino a che questa cosa, all'arrivo di tua zia tre anni dopo, scomparve completamente".


Ed era vero quel che raccontava nonna ché, quando io cominciai ad aver l'età per conoscere mio nonno, lui era già un vecchio mugugnone provato da due guerre e da diversi malanni ma, non fosse stato per nonna, di questo specifico problema non avrei mai potuto sospettare.

La morale di questa favola doccy è che, a mio avviso, sia pur inconsapevolmente, il medico curante di mio nonno tramite una lieve e tollerabile modifica comportamentale aveva applicato una psicoterapia di accettazione e di accoglienza del sintomo tipo mindfulness ante litteram e, man mano che il sesso con mia nonna da nuova eccitante ma peccaminosa scoperta andava sempre più trapassando nella routine, anche il senso di colpa con relativo rimedio compensatorio andò via via riducendosi fino a sparire del tutto.

E veniamo quindi a noi. Mentre ai tempi di mio nonno era "normale" vivere una costante repressione del sesso in ogni sua possibile e sia pur povera rappresentazione, ai nostri tempi la facile fruizione dei contenuti dell'industria del porno può portare a pensare di ritener "normale" un insieme di rappresntazioni sessuali che, pur esprimendo le fantasie più diffuse, viene esibito a livelli performativi, appunto, del tutto fantasiosi. Come lavarsi le mani era per mio nonno rimedio rispetto a sensi di colpa inculcatigli durante l'intera giovinezza, non sarà che la tua omosessualità, talmente presunta da non saperne neppure immaginare i modi, è il rimedio che tu invochi e vai cercando per liberarti di un altro nemico che potrebbe essere, ad esempio, il carico di un'ansia prestazionale che non ha ragion di esistere? Guarda che anche la masturbazione deve essere un piacere. Dovessi tirarmi le pugnette per dovere, necessità o dimostrazione di qualcosa, se permetti, esco, mi faccio un giro, me ne vado al cinema o a teatro o, se fossi uno studente, fastidio per fastidio, mi metto a studiare per il prossimo noiosissimo esame ^_^

Hospes91
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Re: Omosessualità egodistonica

Messaggioda Hospes91 » mercoledì 18 luglio 2018, 22:20

Doccatosperox ha scritto: Persino i miei genitori me lo hanno consigliato di fare questo :D
Ma questo è fantastico! Intendiamoci: non che i tuoi genitori vogliano indurti ad essere per forza omosessuale, ma in qualche modo ti hanno fornito la possibilità della massima tranquillità da parte loro! Dicendoti: "Se proprio non ci capisci più niente, falla pure un'esperienza" ti hanno fatto capire un po' di cosette: 1) che tu con loro puoi parlare (e credimi, è una fortuna RARA nel rapporto tra genitori e figli, per giunta su questi temi!);
2) che loro, nel caso fossi stato omosessuale o bisessuale, non ne avrebbero fatta una tragedia, ti hanno confermato che per loro resteresti il figlio, come lo sei sempre stato, anche questo è immensamente lodevole, anche perché ti hanno dato la conferma in anticipo che, tra tanti motivi di ansia e di disaccordo che potrebbero esserci, questo non lo sarebbe affatto! Insomma, una causa di sofferenza ENORME in meno per te, amico! Se devo dirla tutta probabilmente i tuoi genitori, sicuramente persone aperte (almeno su questo punto di vista, e forse anche su altri, chissà!), si rendono conto perfettamente che tu sia etero, e siccome non ce la faranno più a vederti in preda al logoramento esistenziale avranno pensato "Magari se un'esperienza omosessuale provasse ad averla (che poi, aggiungo io, sapranno benissimo che un SACCO di gente etero ha sperimentato anche solo una volta la sessualità omo, in gioventù) si renderebbe finalmente conto che quella realtà non gli appartiene". Io ad ogni modo continuo a sconsigliartela, per i motivi che ti ho elencato nell'altra risposta. Poi ovviamente vedi tu, ma se dopo devi stare a farti schifo e stare male (o malissimo!) evita!


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