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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: CAPIRE DI ESSERE GAY A 40 ANNI
MessaggioInviato: venerdì 15 maggio 2009, 13:39 
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admin ha scritto:
Ciao Project,
ti mando molto volentieri il post che mi avevi chiesto, in pratica ho solo modificato un po’ le mail precedenti, ma la sostanza è rimasta quella. Vedi se può andare bene e pubblicale. Sarei felicissimo se potessero servire a qualcuno.
Mario
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Ciao Project,
non immagini quanto mi sento in imbarazzo a scriverti questa lettera, anche se so che te la devo, ci ho provato già parecchie volte ma poi ho cancellato tutto, a mandartela non ce la facevo proprio, ma questa volta prendo il coraggio a due mani e lo faccio. Mi chiamo Mario e ho compiuto 40 anni da qualche mese. La gente che mi conosce mi invidia. Ho un ottimo lavoro che mi assorbe quasi totalmente. Prima pensavo che avere poco tempo per pensare a e stesso fosse una fortuna ma adesso ho cambiato idea. Sono single e fino a poco fa pensavo che sarei rimasto single per il resto della vita. Ho una casa mia che ho cominciato a pagare più di 10 anni fa. In teoria, per quello che si vede, dovrei essere felice. Faccio in modo da apparire sempre sicuro di me stesso perché con il lavoro che faccio è indispensabile ma fino a poco tempo fa quando stavo solo mi venivano dei momenti di depressione totale. Ma cerco di spiegarti il perché. Ho sempre pensato di essere etero o meglio di non essere niente. Tra i 18 e i 20 anni ho avuto la mia prima e unica ragazza. Dire che tra noi non c’è mai stato sesso mi sembra superfluo e scontato, ma non c’è mai stato nemmeno amore e poi sono cose lontanissime. Sono sempre molto galante con le ragazze ma evito nel modo più assoluto qualunque coinvolgimento e succedeva così anche prima, almeno dai 30 anni in poi. Non mi ero mai posto il problema di essere gay, mi sentivo piuttosto un etero sessualmente fallito. Le mie fantasie erotiche le facevo sempre sulle ragazze, erano cose forzate ma, a livello cosciente almeno, non mi sono mai sentito un gay represso. Per i ragazzi non provavo proprio nulla. Ho letto il tuo articolo sulla masturbazione come problema e mi ci sono ritrovato paro paro (mi sento imbarazzatissimo a parlare queste cose). In pratica per me spesso la masturbazione era una forzatura frustrante e allora preferivo viverla senza pensare a nulla come una specie di necessità esclusivamente fisiologica che con i miei desideri non aveva niente a che vedere. Qualche mese fa avevo cominciato a girare su internet per capire perché la masturbazione per me fosse solo un problema (Project, cerca di capire che a 40 anni sto facendo uno sforzo titanico per andare avanti a scrivere queste cose) e ho trovato quel tuo articolo, ma nel titolo parlavi di masturbazione gay, ero tentato di leggerlo ma poi mi sono detto: ma io non sono gay! E non l’ho letto. Ti sembrerà assurdo ma evitavo sistematicamente i siti gay, tutti, di qualunque tipo. Mi reggevo praticamente solo lavorando, stavo in ufficio dalla mattina alla sera e qualche volta pure la notte ma cominciavo a stare proprio male, ero sempre agitato anche se dovevo essere controllatissimo. Ti puoi immaginare quanto per me fosse deprimente provare a masturbarmi. E’ stato allora che sono ricapitato sul tuo post sulla masturbazione come problema, mi sono fatto forza e l’ho letto anche se era in chiave gay. Più andavo avanti più mi veniva il batticuore, avevo l’ansia di arrivare fino alla fine, poi ho cominciato a girare un po’ su progetto gay che è proprio monumentale (ma come hai fatto a raccogliere tutta quella documentazione?). Leggevo e non mi stancavo di leggere, leggevo quelle cose ancora dall’esterno, però continuavo a leggere e il fatto che fossero cose gay non mi respingeva. Quello che leggevo mi stupiva ma in positivo. Mi chiedevo: ma chissà come sarebbe innamorarsi di un ragazzo? Ma non lo pensavo come un tabù. Ho letto tantissimo dei blog e del forum, poi ho cominciato a fare qualche ricerca a partire della masturbazione e ho scoperto che ne parli tantissime volte, poi ho letto delle storie d’amore e mi sembravano belle. Ho fatto mente locale sul fatto che stavo leggendo un sito gay ma ho continuato a leggere e la lettura mi ha preso parecchio, in pratica ci sono stato tutta la notte, più andavo avanti più mi sentivo incuriosito. Non avevo mai letto nessun sito con lo stesso interesse. L’indomani sera ho continuato. Mi dicevo: ma come fanno queste persone a parlare di cose così intime con questa semplicità? Poi ho letto i post su quelli che si scoprono gay tardi e lì il mio cervello si è messo in moto ad un’altra velocità e mi sono detto: e se fosse? Ero perplesso, non te lo nascondo, ma era una cosa possibile. Intanto, mentre il cervello girava su questa ipotesi, continuavo a leggere il blog ma molto meno dal di fuori. Ho letto il post sulla sessualità gay, diciamo sulla sessualità morbida gay e mi sono detto esplicitamente: beh, dovrebbe essere bello! Io mi dicevo che fare l’amore con un ragazzo in quel modo doveva essere bello! Prima non lo avrei mai immaginato ma ho cominciato a fantasticare su quelle cose e non ne avevo né paura né disgusto, immaginavo proprio di ricevere un ragazzo a casa mia, di abbracciarlo, poi di portalo con me nella cucina, di cucinare insieme, di parlare di tutto, ma sapendo entrambi che siamo gay, e poi di vederlo sorridere. Io sorridevo al pensiero di vedere sorridere un ragazzo gay a casa mia. Il mondo mi sembrava proprio capovolto, immaginavo di accarezzargli lievemente la mano durante la cena. Poi mi sarei seduto sul divano e lui si sarebbe steso poggiando a testa sulle mie ginocchia e io avrei potuto accarezzargli il viso. C’era un’unica cosa della quale mi vergogno un po’, quel ragazzo lo immaginavo di 20, massimo 25 anni. Chi lo sa perché ma credo che non mi innamorerei di un coetaneo. Erano pensieri belli, di grande tenerezza, pensavo che se mi fosse venuta un’erezione sarebbe stata un’ottima cosa ma non succedeva nulla e anche con le mie benedette fantasie gay, che avevo appena scoperto e che mi piacevano, perché mi sembravo dolcissime, la mia sessualità non sarebbe miracolosamente resuscitata. Mi dicevo, forse stupidamente, che avrei accettato perfino di essere gay se la mia sessualità si fosse risvegliata. Ma non succedeva e pensavo che sarebbe stata l’ennesima frustrazione. Sono tornato molto deluso a leggere il sito ma era già tardissimo e sono andato a letto e, contrariamente ad ogni aspettativa, per la prima volta in vita mia ho avuto un sogno erotico, e un sogno erotico gay. Ho sognato che stavo in guerra, forse la guerra del Vietnam, non lo so, ero solo e stavo tornando al campo a piedi da una missione pericolosa. Ci sono morti dappertutto, sento un lamento, mi avvicino è un soldato che non conosco , non ce la fa a parlare ma è vivo, non lo posso lasciare lì, devo portarlo con me ma sono stanco morto, alla fine lo prendo in braccio e comincio ad andare verso il campo ma sono stanchissimo e temo che mi si spacchi il cuore. Vado avanti con la forza della disperazione, a un certo punto lo sento inerte, come se fosse morto, respira appena, ha perso molto sangue mi sento dentro una disperazione terribile, mi metto a piangere e a strillare, ma passa una gip del servizio feriti, ci caricano, arriviamo al campo. Io supplicavo che non morisse, un ragazzo giovane, di poco più di 20 anni, lo vede il medico e mi di dice che è morto. Io sono sicuro che non è così e prendo il medico per il collo e lo minaccio. Il medico si convince e tentano di rianimarlo ma non mi fanno entrare. Io aspetto con l’angoscia dentro. Dopo mezz’ora esce il medico e mi dice: ha la pelle dura quel ragazzo, vedremo come reagirà nelle prossime ore. Il sogno che, da come era cominciato, aveva tutto l’aspetto dell’incubo mi lasciava un filo di speranza. Poi cambia tutto, quel ragazzo è in ospedale, ma è cosciente, io gli stringo la mano per confortarlo, apre gli occhi e mi dice: ho paura! Gli stringo forte la mano, poi viene sera e il ricordo è confusissimo. Da ultimo lui sta con me a casa mia, è seduto sul divano, sta bene, sorride, a quel punto mi sento eccitato ma non oso dirgli nulla, lo guardo solo un attimo negli occhi, lui si illumina e apre le braccia. A quel punto mi sono svegliato con il batticuore ed ero in erezione, ma proprio come si deve, una cosa del tutto anomala per me. Quello che ho fatto te lo puoi immaginare, erano molti anni che non provavo cose di quella intensità, anzi penso di non averne mai provate prima. Mi sembrava incredibile. Pensare che ero stato sul punto di farmi prescrivere il viagra. Mi sono detto: la mia sessualità non è morta! Io sono gay! E me ne sono accorto a 40 anni! Per mia fortuna le mie paure mi hanno impedito di fare scelte senza ritorno come il matrimonio. Mi sentivo sconvolto ma totalmente felice. Gay! Sì! E allora? Mi ripetevo stupendomi proprio perché non mi sembrava nemmeno un problema. Un primo passo avanti enorme credo di averlo fatto, almeno so chi sono. Project, il forum l’ho letto in lungo e in largo ma è proprio di me che devo capire tante cose. Non mi metto in testa nulla … e so che a 40 anni mi sono svegliato decisamente tardi però almeno mi sono svegliato. Sembra paradossale, ma negli ultimi giorni ho dedicato molto meno tempo al lavoro e molto più tempo a una cosa che prima non riuscivo a fare e adesso sì. Non me ne vergogno, solo mi dispiace di esserci arrivato così tardi perché ho perso delle occasioni importantissime. Ultimamente, rileggendo le sorie dei ragazzi del forum mi accorgo di leggerle proprio come uno che sa esattamente di che cosa si tratta. Non mi sono mai innamorato di un ragazzo o dovrei dire non ancora, d’altra parte non sono nemmeno tre settimane che ho capito chi sono.
Project, un grazie te lo dovevo
____________________________

Ciao Project,
non sai quanto avevo aspettato la tua risposta alla mia prima mail, pensavo che non sarebbe arrivata, ma poi è arrivata e mi è piaciuta moltissimo l’idea della sessualità come cosa normale (Il patologico è nel tabù! È vero!). La chiacchierata di ieri sera è stata bellissima. Solo un mese fa non avrei mai immaginato di potere parlare liberamente della mia sessualità fino a questo punto, alla fine è proprio come dici tu, ti accorgi che ha vissuto rinchiuso per 25 anni per paura dei fantasmi. Provo un senso di leggerezza e di liberazione incredibile. Il Progetto, come lo chiami tu, è unico ed è una cosa importantissima, per me è stato proprio determinante. Non mollare!! Capito!! Qualche volta ti fai prendere un po’ dalla stanchezza, ma puoi dare un po’ di serenità a tante persone, con me è successo.
Un abbraccio, Project! (ti chiamo venerdì prossimo, perché vado fuori per lavoro)
Mario



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 Oggetto del messaggio: Re: CAPIRE DI ESSERE GAY A 40 ANNI
MessaggioInviato: venerdì 29 maggio 2009, 21:59 

Iscritto il: mercoledì 20 maggio 2009, 9:16
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Una storia che lascia a bocca aperta. Non è mai troppo tardi per essere felici e mi auguro che Mario riesca ad esserlo presto.


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 Oggetto del messaggio: Re: CAPIRE DI ESSERE GAY A 40 ANNI
MessaggioInviato: sabato 30 maggio 2009, 12:27 
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Iscritto il: venerdì 15 maggio 2009, 19:41
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Come ha detto Tommy non è mai troppo tardi. E poi a 40 anni non si è vecchi.

Ora potrai vivere la tua adolescenza con la maturità di un uomo, il che anche questa è un'esperienza non per tutti.


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 Oggetto del messaggio: Re: CAPIRE DI ESSERE GAY A 40 ANNI
MessaggioInviato: domenica 14 dicembre 2014, 1:54 
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Iscritto il: venerdì 22 agosto 2014, 14:45
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Mi è capitato tra le mani questo post così vecchio, se ci penso è stato scritto durante il periodo del terremoto dell'Aquila. Sembra che siano passati secoli, quando sostanzialmente sono passati solo 5 anni. La cosa mi fa molto impressione. Comunque, già fatico a leggere le storie di ragazzi che a 20 anni scoprono in maniera inattesa la loro omosessualità, figuriamoci quella di un uomo di 40 anni. Possibile che in 40 anni della sua esistenza non ci sia stato uno, e dico un solo momento in cui avesse attuato una masturbazione totalmente spontanea dove gli venisse naturale pensare a uomini? Ok, non sapeva della sua omosessualità e pensava di essere etero, ma diamine... come si fa ad arrivare a 40 anni e a non essere divenuto cosciente della propria omosessualità? Ne ho lette di storie di scoperta improvvisa della propria omosessualità, devo dire: ragazzi che improvvisamente "capiscono" (verbo che sempre ricorderò che è improprio, ma un altro non mi viene) di esserlo a 18 anni, altri a 20, alcuni addirittura a 25... Ma per me, tutti quelli che si "scoprono" oltre i 25 anni, non è che si sono scoperti, semplicemente hanno cominciato ad accettarsi. È una legge che, più o meno, mi sono inventato io, ma per me è attendibilissima. perché io non ci credo che uno arrivi a 40 anni e a non aver mai capito di provare attrazione per gli uomini. Casomai, dopo 40 anni finalmente ha deciso di vedersi allo specchio e dirsi le cose come stanno, che è diverso.


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 Oggetto del messaggio: Re: CAPIRE DI ESSERE GAY A 40 ANNI
MessaggioInviato: domenica 14 dicembre 2014, 2:12 
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Credo che tu abbia ragione, anche se la rimozione certe volte (e non raramente) ha portato i gay fino al matrimonio.



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