Domanda amletica che si ripete di continuo,lo sono opp no?

L'accettazione dell'identità gay, capire di essere gay
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antony
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Domanda amletica che si ripete di continuo,lo sono opp no?

Messaggio da antony » martedì 10 agosto 2010, 23:54

Sono anche io nuovo in questo forum e mai avrei pensato di arrivare a così tanto, e cioè scrivere il mio personale al pubblico e farmi leggere e commentare senza inibizioni. Sarà forse dovuto anche la mia età matura, quasi 33enne.
Pochi giorni fa sono tornato da una vacanza all'estero con un amico e ho incontrato un gruppo di ragazzi e ragazze per puro caso e siamo diventati da subito amici, ma tra di loro c'èra e c'è tutt'ora un ragazzo con il quale da subito c'è stata sintonia e simpatia, insomma una vera complicità, come se ci conoscessimo da anni... ma in realtà da solo poche ore. Quando abbiamo avuto più tempo da passare insieme lui ha iniziato a mostrare e a pormi delle piccole attenzioni a cui non davo peso in quanto mi parlava sempre della sua vita sessuale come da etero....però, a seguire il suo atteggiamento nei miei confronti è stato molto più esplicito, dal toccarmi la gamba e a qualche carezza in pubblico, al che ho chiesto ad una loro amica i gusti di questa persona....e mi ha confermato quanto sospettassi e cioè il suo non essere etero. A me queste sue attenzioni, una volta saputo la sua reale intenzione mi ha dato molto fastidio, nonostante quando le ricevevo non avevo fatto alcuna reazione credendolo etero. La nostra amica in comune, avvisa questo ragazzo del mio essere etero...il giorno successivo, apriti cielo, non mi guarda nemmeno più in faccia, lo chiamo in disparte e chiariamo e parliamo di tutto ma proprio di tutto nonostante lo conosca da pochissimo, mi parla persino della sua vita intima, mi confessa come gli piace fare l'amore, il prima ed il dopo, a me a sentire queste cose, mi viene un disgusto enorme, però devo accettare i suoi istinti.
Il problema vi direte dove sta? Io ho pianto per lui, non che mi faceva pena, anzi, lo ammiravo e lo ammiro tutt'ora, mi sento in colpa per un qualcosa che lui cerca da me e lo cerca ancora ma che io non posso dargli, mi sono anche chiesto se in me c'era una certa attrazione, fisica magari c'è, mi piace come persona, è bello, sicuro di se, insomma una persona da ammirare e da tenere come modello, ma l'attrazione, quella sessuale no, quella non c'è.
Allora mi chiedo e vi chiedo, perchè lo cerco visto che lui mi sta allontanando dopo il mio rifiuto? Perchè ci ho pianto? Perchè lo vedo indifeso? Perchè oggi sono andato a trovarlo 2 volte dove lavora visto che stamani lui non c'era e sono ritornato nel pomeriggio solo per salutarlo? Perchè ero felice dopo averlo rivisto anche se per 5 min?
Sarà il mio essere protettivo? Sarà che gli ho voluto bene da subito? Sarà che siamo diventati complici in pochissimo tempo? O sarà che sono attratto da lui?
Se pensassi ad un bacio da lui o che darei io a lui, mi viene la nausea, non lo farei mai, non ne sarei capace, se dovessi pensare a coccole o segni d'affetto verso di lui non lo farei mai, non riuscirei ma non perchè ho autocontrollo, ma perchè non sento l'esigenza di farlo nè la mancanza di mostrargli il mio affetto per lui nè l'istinto di doverlo fare, ne provo disgusto già a parlarne. Però, sento la sua mancanza, visto che mi ha allontanato dopo il mio rifiuto ai suoi approcci che manco avevo capito e che secondo lui se ne era accorto subito che non ci stavo in quanto se così fosse stato avrei trovato modo ed occasione per restare insieme...e tengo a dire che lui non è un tipo che si da a tutti, anzi lui mi ha rassicurato che non si svende e si vuole molto bene.
Inoltre non ho mai provato attrazione per altri ragazzi nonostante abbia fatto vacanze con soli ragazzi, ma mai sfiorata la idea o l'eros o solo sesso...mai un pensiero del genere, quindi perchè tutto questo???
A voi darmi delle risposte.

SenzaPeso
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Re: Domanda amletica che si ripete di continuo,lo sono opp no?

Messaggio da SenzaPeso » mercoledì 11 agosto 2010, 0:20

Sarà che semplicemente ti piace, ci stai bene, e non lo vuoi perdere solo perché non gli puoi dare ciò che vorrebbe da te. Forse è timore che dato che il suo interesse, mi pare, era amoroso, e il tuo no, ora lui si disinteressi a te e ti declassifichi, per così dire.

antony
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Re: Domanda amletica che si ripete di continuo,lo sono opp no?

Messaggio da antony » mercoledì 11 agosto 2010, 0:29

SenzaPeso ha scritto:Sarà che semplicemente ti piace, ci stai bene, e non lo vuoi perdere solo perché non gli puoi dare ciò che vorrebbe da te. Forse è timore che dato che il suo interesse, mi pare, era amoroso, e il tuo no, ora lui si disinteressi a te e ti declassifichi, per così dire.

E' verissimo quello che dici, non voglio perderlo, ci sto bene, è per me come quell'amico che ho sempre cercato e non so per quale forza del destino oscura, non potrò mai averne uno come voglio io.
Sì il suo interesse èera ed è ancora amoroso, il mio nò, e come ben dici, mi sento, declassificato, scartato ecco il termine giusto.
Ma potrò mai essere suo amico se si imbarazza solo a vedermi e si agita come un bambino? O forse è meglio dimenticarmi di lui per non farlo soffrire???

SenzaPeso
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Re: Domanda amletica che si ripete di continuo,lo sono opp no?

Messaggio da SenzaPeso » mercoledì 11 agosto 2010, 5:11

Sai, trovo questa storia vagamente divertente, non perché gioisca a prescindere delle "disgrazie altrui", ma perché di solito avviene il contrario, è la sessualità gay che si desidera reprimere, non quella etero. E credo ti metta in una posizione privilegiata ampliando la tua capacità di comprendere gli altri.

Tu per affetto sei arrivato a mettere in dubbio la tua natura, e quasi a desiderare di reprimerla per non perdere una persona a cui tieni, segno che gli vuoi un gran bene.
Correggimi se sbaglio ma, se tu potessi gli daresti il tuo completo amore sia su piano affettivo che fisico. Il punto è che non puoi, va contro la tua natura.
Ora, io definirei questo affetto "amore platonico".
Il tuo amico avrà probabilmente pensato una volta, per un istante, per un periodo, che avrebbe preferito essere etero per un qualche motivo, e si rende probabilmente conto di quanto alienare o annullare la propria natura sia del tutto estraneo alla volontà e al potere decisionale. Se gli spiegassi la situazione, che se potessi gli daresti il tuo amore in modo completo, ma che non puoi, credo capirebbe che non dipende da te, perché c'è probabilmente passato. Sempre se te la senti tu.
La decisione in fin dei conti spetta a lui, l'amore che prova per te è affar suo, tu ne sei oggetto ma non è colpa tua. Ben inteso, neanche sua. Quindi in buona parte sei nelle sue mani, impossibile prevedere se lo perderai o meno. Se sarà disposto a non scartarti o meno. Però magari se gli parli potrà capire fino a che punto ci tieni, e tenerlo in considerazione.

barbara
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Re: Domanda amletica che si ripete di continuo,lo sono opp no?

Messaggio da barbara » mercoledì 11 agosto 2010, 8:29

Ciao Antony, qui ci sono tante storie di ragazzi che hanno molto sofferto per il fatto di aver scambiato per amore ciò che amore non era. Credo che leggerle ti possa far capire che questo ragazzo ha cercato di difendersi da te per una buona ragione. Gli sarà sicuramente già capitato di innamorarsi di un etero; non vuole ricadere nello stesso incubo.
Se gli vuoi bene devi anche , secondo me, evitare che possa scambiare il tuo affetto per un innamoramento di un gay represso. Se non vuoi perdere la sua amicizia non creargli false illusioni. Se lui é attratto da te gli sarà molto difficile resistere alla tentazione di vederti spesso e di creare un rapporto privilegiato con te, cosa che gli farebbe molto male se, come é possibile, tu ti renderai finalmente conto di essere etero. E nel frattempo lui?
Avrà un altro amore impossibile da portarsi sulle spalle?

antony
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Re: Domanda amletica che si ripete di continuo,lo sono opp no?

Messaggio da antony » mercoledì 11 agosto 2010, 10:03

SenzaPeso ha scritto:. Se gli spiegassi la situazione, che se potessi gli daresti il tuo amore in modo completo, ma che non puoi, credo capirebbe che non dipende da te, perché c'è probabilmente passato. Sempre se te la senti tu.
La decisione in fin dei conti spetta a lui, l'amore che prova per te è affar suo, tu ne sei oggetto ma non è colpa tua. Ben inteso, neanche sua. Quindi in buona parte sei nelle sue mani, impossibile prevedere se lo perderai o meno. Se sarà disposto a non scartarti o meno. Però magari se gli parli potrà capire fino a che punto ci tieni, e tenerlo in considerazione.

Grazie per la tua nuova risposta.
Io ho già avuto modo di parlargli appena ho capito le sue intenzioni e ti parlo di subito dopo che ho avuto la "dichiarazione" di un sentimento verso di me, ed è stato proprio questo a farlo allonanare da me.
Però perchè dici l'amore che prova per me è affar suo? Quasi lo stai condannando per un sentimento naturale che ha lui per me. Io non lo condanno, anzi, per me il suo sentimento sia che poteva essere etero che non, non ci trovo nulla di diabolico, la cosa che mi fa sentire in colpa, è che non posso ricambiarlo....Ma poi mi chiedo, perchè mi sento in colpa per un qualcosa che va contro mia natura?
Ma forse sono anche io gay e non me ne rendo conto?
Comunque esso sia, la vedo dura che lui possa restarmi amico, ma io combatterò fino al mio ultimo respiro senza però che lui stia male, non voglio che soffra e se dovrò e se sarà necessario, scomparirò.

antony
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Re: Domanda amletica che si ripete di continuo,lo sono opp no?

Messaggio da antony » mercoledì 11 agosto 2010, 10:12

barbara ha scritto:Ciao Antony, qui ci sono tante storie di ragazzi che hanno molto sofferto per il fatto di aver scambiato per amore ciò che amore non era. Credo che leggerle ti possa far capire che questo ragazzo ha cercato di difendersi da te per una buona ragione. Gli sarà sicuramente già capitato di innamorarsi di un etero; non vuole ricadere nello stesso incubo.
Se gli vuoi bene devi anche , secondo me, evitare che possa scambiare il tuo affetto per un innamoramento di un gay represso. Se non vuoi perdere la sua amicizia non creargli false illusioni. Se lui é attratto da te gli sarà molto difficile resistere alla tentazione di vederti spesso e di creare un rapporto privilegiato con te, cosa che gli farebbe molto male se, come é possibile, tu ti renderai finalmente conto di essere etero. E nel frattempo lui?
Avrà un altro amore impossibile da portarsi sulle spalle?


Le tue parole mi hanno dato un colpo allo stomaco, hai pienamente ragione, ma non posso accettare di perderlo, ma so che se sarà necessario lo dovrò fare, e al solo pensiero ci sto male.
Poi mi chiedi, anzi mi dici che mi devo rendere finalmente conto di essere etero? Lo sai che non so più se lo sono? Io in vita mia per una ragazza ne ho fatte di stupidaggini, ma con ragazze che conoscevo da mesi che frequentavo ecc ecc, ma per un ragazzo, soprattutto per un ragazzao che conosco da meno di una settimana, mai. Mai avrei immaginato o sognato di fare per due volte 10 Km di macchina (è anche vero che non sono tanti) ma per come sono io, un po' pigro, non avrei mai sognato di farli, solo per salutarlo, e la cosa non ti nego, mi ha reso felice, ci stavo bene, anche se solo per 5 min, visto che era a lavoro. Lì però ho anche capito e avvertito il suo sentirisi strano, agitato, emozionato, cosa che può essere solo perchè prova qualcosa per me. Ma io voglio che lui si abitui a me a vedermi come amico...ma sarà mai possibile??? Credo proprio di no....! Che persona strana che sono...!!!

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Re: Domanda amletica che si ripete di continuo,lo sono opp no?

Messaggio da progettogayforum » mercoledì 11 agosto 2010, 10:18

Ciao Antony,

innanzitutto benvenuto nel forum. Ho letto la tua mail con estrema attenzione perché presenta molti aspetti significativi.

In primo luogo, se tu tendessi a dare alla tua storia il senso di un rapporto gay-etero non la posteresti nella sezione del forum “Capire di essere gay”. È chiaro che non è il tuo amico a dover capire di essere o di poter essere gay ma il discorso è riferito a te stesso.

In secondo luogo, quando un ragazzo etero posta su questo forum la storia di un’amicizia gay-etero, anche molto importante (ed è accaduto), mette nettamente in evidenza in proprio essere etero e lo fa in modo esplicito e forte marcando la differenza mentre nella tua mail non c’è un autentico riferimento esplicito al tuo essere etero, se non in un discorso riferito dalla tua amica mentre si sottolinea che da parte tua non c’è mai stato “coinvolgimento fisico” per un ragazzo, quindi tu sottolinei quello che a tuo dire manca ad un innamoramento gay di cui peraltro riconosci in modo esplicito la parte affettiva.

Tutto l’insieme dei fatti, cioè del vivere le cose dal tuo punto di vista, non ha l’apparenza di una tipica amicizia gay-etero. Quando ti chiedi se sei attratto da lui la risposta te la sei già data, solo che nella tua ottica vedi questo tuo, diciamo così, innamoramento parziale come anomalo rispetto a quello che ti aspetteresti sulla base della tua idea di essere gay.

Un etero, se è veramente convinto di essere etero, non mette in dubbio il suo orientamento per il fatto che un amico gay si è innamorato di lui, ma nel tuo caso non è solo il tuo amico ad essersi innamorato di te ma sei tu stesso che ravvisi in te i sintomi di un innamoramento, parziale quanto vuoi, senza sesso, ecc. ecc., ma di un innamoramento vero. I tuoi comportamenti sono difficilmente riferibili ad un amicizia.

L’insieme stesso del tuo post non ha come punto centrale la domanda tipica dei ragazzi etero che si sentono coinvolti in un’amicizia con un ragazzo gay che si è innamorato di loro, cioè come mi devo comportare con il mio amico gay, il punto centrale della tua mail sta nel chiederti se quello che ti sta capitando, cioè l’essere veramente preso a livello affettivo da questo ragazzo, non sia il segno di qualcosa che sta affiorando adesso per la prima volta alla tua coscienza.

Dare una risposta a questa domanda sulla base di un post, per quanto interessantissimo, è certamente difficile perché gli elementi sono veramente pochi, ma, con tutte le riserve del caso, dietro queste cose si potrebbe vedere una forma di omosessualità latente che tende a risvegliarsi. Cerco di spiegarmi meglio e di chiarire i termini. L’omosessualità latente non ha nulla a che vedere con la situazione di un ragazzo gay che in pubblico si nasconde e si atteggia ad etero e nemmeno con l’omosessualità repressa. L’omosessualità latente resta a livello inconscio per parecchi anni e spesso per tutta la vita e non presenta nessun elemento che possa considerarsi omosessuale né oggettivamente né soggettivamente. Un ragazzo con omosessualità latente non solo si comporta come etero al 100% ma si considera etero al 100%, per molto tempo non è minimamente sfiorato neppure dal dubbio di poter essere gay, poi, in alcuni casi, avvengono dei fatti nuovi che modificano la situazione e favoriscono la risalita dall’inconscio di dimensioni affettive omosessuali, dico affettive perché in questi casi, trattandosi di ragazzi che hanno vissuto per molti anni una vita tipicamente etero, è impossibile che si manifesti una dimensione gay anche in chiave esplicitamente sessuale. Un ragazzo che ha vissuto per anni in modo convinto coinvolgimenti sessuali etero, che si è sempre masturbato pensando alle ragazze, manca dell’abitudine mentale a vedere il rapporto con un altro ragazzo anche in chiave sessuale.

Quando un ragazzo etero è attratto solo sessualmente da un altro ragazzo, senza coinvolgimenti affettivi, secondo il modo di esprimersi comune si dice che se ne è innamorato, cosa che però non è vera. Il ragazzo etero continua ad essere etero, cioè ad innamorarsi livello affettivo solo di ragazze.

Quando un ragazzo portatore di una omosessualità latente è attratto livello affettivo da un atro ragazzo, senza coinvolgimenti sessuali, secondo il modo i esprimersi comune si parla invece di amicizia ma anche questo è un errore, derivante dalla mentalità corrente che distingue amore e amicizia dalla presenza o meno di coinvolgimenti sessuali. In questi casi si tratta di veri innamoramenti per i quali, in questa fase, una dimensione sessuale non può proprio esserci, per quello che si è detto prima.

Le problematiche tipiche di un ragazzo che vede risvegliarsi la propria omosessualità latente sono connesse proprio alla difficoltà, per questi ragazzi, di accettare e direi perfino di capire il significato della sessualità vissuta con un altro ragazzo. Aggiungo alcune osservazioni di fondo. Innanzitutto le cose devono trovare da sé la loro via evolutiva, senza forzature, e l’evoluzione è nettamente favorita dal fatto di vivere in concreto un innamoramento gay condiviso. In pratica si arriva al coinvolgimento sessuale sempre e solo a partire da un coinvolgimento affettivo profondo. Un ragazzo che vede affiorare la propria omosessualità latente non ha mai avuto condizionamenti da parte della pornografia gay e quindi “per sua fortuna” manca del tutto di tendenze imitative e cerca di costruire innanzitutto un rapporto affettivo importante. Proprio per questa ragione, questi ragazzi, se si trovano di fronte dei ragazzi gay cresciuti sulla pornografia e portati a staccare l’affettività dalla sessualità possono sentirsi notevolmente a disagio. In secondo luogo, per il ragazzo gay che si trova coinvolto in un rapporto con un ragazzo che sta vedendo affiorare la sua omosessualità latente è molto difficile capire i comportamenti dell’altro ragazzo che non si comporta come farebbe un gay in situazioni analoghe ma rifiuta la sessualità, cosa che per un ragazzo gay è spontaneo interpretare come un rifiuto della persona. Aggiungo che spesso si creano incomprensioni che portano o alla rottura del rapporto o a forzature che mirano ad arrivare presto ad un contatto sessuale. Entrambe le cose dovrebbero essere evitate, ma per un ragazzo gay innamorato, capire la logica di un ragazzo che vede emergere la sua omosessualità latente è realmente difficile.
In una situazione come la tua, in cui ti trovi di fonte un ragazzo gay serio che si è innamorato di te, quello che è realmente importante è fare chiarezza con te stesso, quando lo avrai fatto potrai parlare con lui a cuore aperto, perché se un ragazzo gay ha la possibilità di capire chi ha veramente davanti e se gli vuole bene, può rendersi conto e cercare di costruire un rapporto di coppia importante rispettando i tempi dell’altro.

Ribadisco che tutto quello che ho scritto sopra è solo un’ipotesi ma non mi sembra del tutto astratta.

In bocca al lupo Antony!

antony
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Re: Domanda amletica che si ripete di continuo,lo sono opp no?

Messaggio da antony » mercoledì 11 agosto 2010, 12:48

progettogayforum ha scritto:Ciao Antony,

innanzitutto benvenuto nel forum. Ho letto la tua mail con estrema attenzione perché presenta molti aspetti significativi.

Grazie per la risposta...anche se mi ha reso ancora più confuso di prima.

Non avevo mai sentito parlare di "omosessualità latente", restano comunque molto interessanti sia la risposta sia le tante spiegazioni fornite.

Allora, partiamo da quanto sto per scrivere:
ho sempre preso sbandate e legami di natura etero, mai di diversa natura.
Magari se non avessi saputo il suo essere gay in modo chiaro, manco mi sarei posto tanti problemi e tante domande, io mi definisco etero, mi sono sempre definito tale, se avessi dei dubbi, o magari in me stesse affiorando il mio lato nascosto di omosessualità, ne sarei felice, perchè accetterei qualsiasi cosa purchè io riesca ad uscire da quasto limbo. Ma tengo a precisare che a me il solo contatto fisico con un ragazzo mi disgusta, il solo pensare ad un bacio che è la cosa più naturale al mondo, mi infastidisce, e ne ho visti di ragazzi gay baciarsi ma non ho avuto nessuna reazione nè positiva nè negativa verso di loro, anzi ero felice per loro per essere così forti da emergere nella società così spietata e che ti addita all'istante. Insomma per me è una coppia come tante altre. Se io fossi gay farei come loro, tutto alla luce del sole....io premetto che uso sempre il "se" non perchè non ne sono certo di essere etero, ma solo perchè non li vedo diversi da me, sono persone con un cuore e un cervello, insomma sono degli esseri umani, e credo che il mio è solo un senso di protezione verso chi è in difficoltà, il mio carattere è iperprotettivo, geloso degli amici e delle amiche. E sapendo le persone che sono in giro e cosa pensano di loro mi rende triste e angosciato.
Poi, come ben scrivi, il tempo farà luce su tutto...intanto io sto facendo di tutto per rivederlo, proprio per capire se il mio starci male è solo perchè mi manco l'amico che credevo di aver finalmente trovato a mio pari o forse perchè c'è dell'altro. Ma dubito che mi manca perchè mi stia legando a lui o peggio ancora già lo sia. L'amico mi manca, ne sono certissimo...adesso mi serve capire se è solo amicizia.

SenzaPeso
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Re: Domanda amletica che si ripete di continuo,lo sono opp no?

Messaggio da SenzaPeso » mercoledì 11 agosto 2010, 13:03

Il senso di colpa in genere deriva dall'aver ferito i sentimenti di una persona a cui si vuol bene, è naturale premura. Ma per quanto sia naturale, con i suoi sentimenti i conti ce li deve fare lui da solo, sono affar suo in quel senso. Non è una condanna a lui, ma un sollevare te da una responsabilità che in fin dei conti non hai, quella di preoccuparti dei suoi sentimenti, che per quanto non preoccuparsi sia impossibilie, in certe cose ognuno di noi se la sbriga da solo sempre e comunque.
Sarà che vedo la troppa premura per i sentimenti altrui una grave mancanza di rispetto nei confronti di chi hai davanti come dire "se non ci penso io a stare attento ai tuoi sentimenti, ho paura che tu da solo non te la sai sbrigare. Mi devo prendere cura io di te perché ti ritengo un debole".

Poi io ho le mie idee strambe, lo so da me, spiegare per filo e per segno troppo lunga sarebbe.

Posso farti un esempio pratico però: metti che tu abbia un gelato che vuoi tanto mangiare, il tuo gusto preferito, ma che non puoi mangiare. È il gelato che è troppo buono, o è a te che piace troppo? Che c'entra il gelato se tu lo desideri? È il gelato che si deve nascondere per non farti star male? O sei tu che ti devi regolare nei suoi confronti? Facile dire "è il gelato che è troppo buono", di perse è solo un gelato, e che piaccia o meno dipende da individuo a individuo. Affar tuo se lo desideri, se ti piace troppo. Affar tuo se ci stai male perché non lo puoi avere. Non è il gelato che deve regolarsi affinché tu non lo voglia, responsabilità tua e questione della tua forza di volontà.

Vale per entrambi eh.
Ultima modifica di SenzaPeso il mercoledì 11 agosto 2010, 13:29, modificato 1 volta in totale.

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