GAY DICHIARATI E NON DICHIARATI – UN UNICO MONDO

La difficoltà di uscire allo scoperto
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progettogayforum
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GAY DICHIARATI E NON DICHIARATI – UN UNICO MONDO

Messaggio da progettogayforum » lunedì 25 maggio 2020, 8:49

Ciao Project,
il tuo sito mi è stato raccomandato da un amico che stimo molto e sono andato a dare un’occhiata, per la verità lo avevo già sentito nominare ma non lo avevo mai aperto. Il forum è enorme e molto interessante ma è sostanzialmente un monumento ad un’altra epoca, adesso praticamente è abbandonato o quasi. Mi piace leggere tanti interventi diversi di persone che ragionano nei modi più vari, queste cose sul forum c’erano, ma adesso non ci sono più. Ti sei mai chiesto perché è andata a finire così? Io ormai sono vecchio e non mi sento proprio la persona più adatta a fare la predica ai ragazzi, quando ero giovane non sopportavo i vecchi che chiacchieravano troppo, ma adesso i ragazzi (scusa l’espressione) del Progetto se ne fregano proprio, hanno ben altri mezzi per stare in contatto gli uni con gli altri e poi le mail che ti mandano non sono veramente uno spaccato della realtà gay, vengono da persone che a loro modo sono allineate con il modello del Progetto, e così si è formato un gruppetto di benpensanti, diciamo così, che se la cantano e se la suonano ma sono sempre tra di loro. Non ci sono voci dissonanti, sostanzialmente non ricevi critiche e qui posso entrare in scena io, perché io vengo da esperienze gay del tutto diverse da quelle del Progetto. Prima di tutto sono pubblicamente dichiarato, ma la gente, data la mia età, oltre i 65, non si scompone più di tanto, loro non pensano che sono gay, ma che sono stato gay in altri anni e poi sono finito nel crepuscolo del sesso e invece non è così. Project, ho letto il tuo post su gay e tempo, beh ci si sente odore di depressione, dovresti darti una mossa. Perché pensi che ci sia un’età oltre la quale non è opportuno avere un compagno? Io un compagno ce l’ho, litighiamo spesso ma poi facciamo la pace, siamo due vecchi che le loro battaglie le hanno fatte proprio per le strade, andando anche ai pride mezzi nudi quando eravamo già vecchi. Sì, l’omofobia c’è, lo so benissimo anche io, ma non mi piace pensare che possa averla vinta e che i ragazzi debbano avere paura, io e il mio compagno per questo abbiamo combattuto e continuiamo a combattere ancora adesso. Io non penso affatto che i non dichiarati “non hanno le palle”, per usare una tua espressione, capisco che in certi casi è molto difficile, ma se non si comincia a spaccare le convinzioni sociali più radicate e assurde, ci faranno a pezzi o ci costringeranno a seppellirci nelle catacombe. Io ho vissuto per anni nella militanza gay, ho organizzato circoli e gruppi e ho cercato di non fare nessuna selezione, ho cercato di prendere tutti. Qualche volta mi hanno anche messo nei casini comportandosi da irresponsabili. Tanti venivano alle riunioni solo per cercare qualcuno per fare sesso, è così, Project, ma non c’è niente di male. Se vuoi veramente essere utile a qualcosa devi uscire dal buco, ti devi buttare nella mischia in prima persona, sei un uomo intelligente ma hai paura, e quindi sei te stesso solo a metà, parti col freno tirato e ti fermi quasi subito. Anche io conosco tantissimi ragazzi gay ma sono ragazzi di un altro genere, un genere che tu probabilmente consciamente o inconsciamente hai tenuto lontano. Ma lo sai quanta adrenalina scatena l’andare al pride insieme con centinaia e centinaia di persone che rivendicano “pubblicamente” la loro identità? Non ho mai detto ai ragazzi che dovevano fare coming out ma certo non li ho scoraggiati. Project, tu la chiami prudenza ma a me sembra proprio paura, e tu non dovresti avere paura di nessuno. Non pensare che i dichiarati e i non dichiarati sono due mondi distinti perché non è così. Un dichiarato non è un malato di sesso, i dichiarati hanno bisogno d’amore come tutti gli altri! Non sto dicendo che i dichiarati sono meglio ma soltanto che non sono un altro pianeta. Certo ragionano in un altro modo, hanno altri problemi perché hanno fatto una vita diversa, più libera certamente e anche più rischiosa. Non c’è o meglio, qui sono d’accordo con te, non ci dovrebbe essere alcun orgoglio di essere dichiarati, Forse quell’orgoglio c’è ancora ma bisogna superarlo, ma stai certo che non c’è affatto in questa mail, io rispetto il tuo lavoro, per carità! Ma non facciamoci la guerra tra gay, non segreghiamoci reciprocamente, sforziamoci di capire il mondo gli uni degli altri, perché visto da vicino è lo stesso mondo. Vai avanti in quello che stai facendo ma, ti prego non avere paura e non alzare steccati.

AlbusDumbledore
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Re: GAY DICHIARATI E NON DICHIARATI – UN UNICO MONDO

Messaggio da AlbusDumbledore » mercoledì 27 maggio 2020, 10:10

Probabilmente è una richiesta un po' ingiusta da farti, ma vorrei che tu scrivessi una possibile risposta a questo post, Project.
Te lo chiedo solo per avere una controparte, un modo di vedere entrambi i pareri così da farmi un quadro generale più completo.

Personalmente, per il momento, non mi sento né di giustificarlo né di condannarlo.
Come per ogni altra cosa, credo veramente che la verità sia nel mezzo.
"La causa fondamentale dei problemi è che nel mondo moderno gli stupidi sono sicuri di sé, mentre gli intelligenti sono pieni di dubbi."

Bertrand Russell

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Re: GAY DICHIARATI E NON DICHIARATI – UN UNICO MONDO

Messaggio da progettogayforum » venerdì 29 maggio 2020, 12:43

Caro Albus, se devo essere sincero mi metti un po’ nei pasticci, perché pensavo di starmene da parte buono buono come faccio sempre, però avevo già in mente una possibile risposta che avrei potuto inviare privatamente all’autore della mail. Dopo la tua sollecitazione, però, metto la risposta anche nel forum.

“Ciao!
Quando ho letto la tua mail quasi non ci credevo! Credimi, è la prima volta che qualcuno, diciamo così, non “benpensante” si prende la briga di scrivermi seriamente e non mi liquida come uno che ha messo su un sito per gente senza palle. Nelle cose che scrivi si sente una posizione per molti aspetti lontana dalla mia ma anche una tendenza, che apprezzo molto, a superare le ghettizzazioni reciproche. In linea di principio non ho nulla contro i gay dichiarati (ci mancherebbe altro!) ma tante volte mi sono sentito vittima della loro aggressività e del loro orgoglio. Così come non ha senso considerare i gay come una categoria omogenea, perché le differenze individuali sono moltissime e spesso inconciliabili, coì non ha senso dividere i gay in due categorie (dichiarati e non dichiarati) supponendo che ciascuna delle due categorie sia omogenea al proprio interno. Ho anche amici dichiarati, in realtà pochi, perché alla fine ciascuno cerca di integrarsi nell’ambiente che sente più congeniale. Su cose delicate come il modo di intendere la sessualità gay, ovviamente, ciascuno è libero di avere il suo punto di vista. Io non dico assolutamente che il mio punto di vista sia quello giusto per tutti, ci mancherebbe altro, ma più di qualche volta ho avvertito dei pregiudizi molto radicati da parte dei dichiarati nei confronti dei non dichiarati. Non voglio fare la vittima ma le situazioni di disagio ci sono state eccome. Tu sei dichiarato, sei legato attivamente al movimento gay ma, soprattutto non aggredisci e non giudichi quelli che non la pensano come te. Ti dico sinceramente che ti stimo e ti ammiro, perché tendi a fare un’opera di conciliazione di cui c’è bisogno. Dici che si è formato in Progetto un gruppo di benpensanti e che quindi si è fatta una selezione mentre tu hai cercato di lasciare le porte aperte a tutti. Intanto io non ho fatto nessuna selezione, nessuno è mai stato cacciato da Progetto, ma le porte sono state sempre aperte. Certo qualcuno arrivava e molti se ne andavano, ma proprio perché Progetto aveva ed ha una connotazione sua particolare che non è quella di un’associazione che mira a tenere dentro tutti, anche quelli che non ci si sentono totalmente a loro agio. D’altra parte chi sono i frequentatori di una libreria? Sono quelli che sono interessati a leggere, gli altri non sono esclusi, semplicemente non sono interessati e, se sono entrati per caso, se ne vanno. Quanto al pride sto lentamente cambiano idea. Penso che abbia avuto e che abbia ancora un valore sociale importante, perché dà una visibilità alla dimensione gay ed è una rivendicazione di diritti di libertà che non sono per i gay ma sono per tutti. In questo senso è ovvio che tutti quelli che hanno a cuore le libertà civili siano interessati a partecipare al pride, tanto più che ultimamente la dimensione spettacolare è andata scemando e la partecipazione è andata via via aumentando, proprio perché si è sottolineata la dimensione del pride come difesa delle libertà civili. Ciascuno ha una sua vocazione specifica, alcuni partecipano al pride con entusiasmo, altri invece si sentirebbero almeno parzialmente a disagio. Non partecipare non è un atto di svalutazione del pride o un giudizio verso chi partecipa, ci mancherebbe altro! Perché una cosa del genere sarebbe assurda, ma un modo di lasciare il pride ha chi sa organizzarlo, gestirlo e viverlo nel modo giusto. Un punto, che nella tua mail compare due volte, mi ha fatto molto riflettere: io parlo di prudenza ma tu dietro quella prudenza vedi sostanzialmente una paura della società. Su questo, onestamente penso che tu abbia ragione, il discorso però vale solo per me e non si può estendere a tutti i non dichiarati. Circa la scelta tra dichiararsi e non dichiararsi dico solo che nella quasi totalità dei casi, il non dichiararsi non è una scelta ma una necessità difensiva di fronte ad una società sempre più aggressiva nella sostanza anche se “tollerante” (brutta parola) in teoria. Il non dichiararsi può anche avere ragioni ideologiche o morali ma penso che alla base la paura ci sia sempre, più o meno cosciente, ma ci sia sempre. È una paura superabile? È solo paura o è un misto di paura e riservatezza? Io penso che sia proprio questo. Alzare steccati per escludere gli altri è una cosa che non farei mai, ma se il fine fosse quello di difendersi, beh, allora lo farei eccome. Al di là del rispetto reciproco che si deve a chiunque, non credo che si possa andare d’accordo con tutti. Certo si può mantenere un ottimo rapporto con una persona come te, perché hai un modo di fare rispettoso anche di quello che non condividi, magari fossero tutti come te! Purtroppo le brutte esperienze mi hanno messo nel cervello il germe della diffidenza (prudenza), penso anche io che quella diffidenza dovrebbe essere molto ridimensionata e che le generalizzazioni siano una cosa sostanzialmente stupida, però chi si è scottato è inevitabile che si tenga lontano dal fuoco. Concludo ringraziandoti per la tua mail e augurandoti di poter portare avanti nel modo migliore tutto quello che credi giusto, che io rispetto e in gran parte anche condivido. Nei tuoi confronti non mi sento affatto su un altro pianeta!
Project”

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