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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: fare coming out per sbloccarsi e vivere meglio
MessaggioInviato: lunedì 28 novembre 2011, 23:47 

Iscritto il: sabato 3 settembre 2011, 11:26
Messaggi: 14
Io mi sarei già lasciato andare da tempo se non fosse che sono gay. Fare i conti con la propria diversità sembra cosa da niente per chi non ci è dentro, ma, lo saprete bene, non lo è. Razionalmente ci si può convincere che non ci sia nulla di strano, ma fintanto che gli altri continuano a pesare come un’entità importante non ci si sbarazzerà mai, nel profondo, di pensare le stesse cose che essi pensano. Specialmente se l’età delicata dello sviluppo è proprio il periodo in cui si radicano queste convinzioni, quello in cui ci si sente messi alle strette e schiacciati. Se io fossi stato completamente ignaro, del tutto indifferente di fronte alle mie pulsioni e avessi “scoperto” più tardi la mia sessualità, quegli anni non avrebbero pesato tanto, ma sfortuna vuole che proprio in quel periodo, di delicata costruzione di me, sia stato bersagliato e mitragliato di opinioni. E’ lì, è proprio lì il nodo della mia insicurezza, della mia passività, della mia frustrazione. E’ così stupido e insensato, eppure è proprio lì che si radica tutto. La cosa più assurda è la mia debolezza, quasi fossi stato un germoglio in mezzo a querce, o quanto meno ad altri germogli che si atteggiavano da querce.
E se non fossi gay, almeno tre quarti di questo mio assurdo blocco non esisterebbero. Il quarto rimanente l’avrei facilmente sciolto vivendo.
E allora inconsciamente il messaggio arrivato è stato “devi nasconderti”, “non devi esporti”, “devi tutelarti”, “se agisci rischi sempre di soffrire”, ecco che cos’è la verità. E’ così pura, nuda e chiara, eppure l’ho forzatamente sepolta con diversivi, divertimenti, altri chiodi che scacciassero questo chiodo.
E’ incredibile che ancora in quest’ultimo periodo quando torno nella zona della mia scuola media la massa di ricordi emotivi negativi riemerge sotto forma di paura di essere giudicati, additati come diversi. Mi sento ancora a disagio. Su questo avrei dovuto riflettere, non passarci sopra come dicendo “assurdità, cose prive di peso”.
Ecco perché sono convinto di dover essere d’ora in avanti, anche se lentamente e gradualmente, molto più aperto sulla mia sessualità, perché è lì che si radica la mia convinzione di essere fondamentalmente diverso dagli altri, mentre pronunciare apertamente questo lato delicato di me, sono sicuro, mi farà sentire molto meno diverso di quanto non credessi, o quanto meno darà alla mia diversità lo spazio che le spetta di diritto. E allora sarà più facile dire altre cose, aprirsi di più. Non voglio lasciare irrisolto questo nodo, non voglio abbandonarlo e viverci sopra, sconquassato di qua e di là dagli eventi che subisco.
Allora non subirò, ma agirò, o almeno inizierò ad avere più coraggio.
Il primo passo è proprio quello di denunciare di fronte a me stesso questo mio centro emotivo ferito e coperto da altre cose.
Ora devo parlare.
Poi agirò.
O forse succederà tutto insieme, il parlare sarà un agire, l’agire un parlare.


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 Oggetto del messaggio: Re: fare coming out per sbloccarsi e vivere meglio
MessaggioInviato: martedì 29 novembre 2011, 21:55 
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Iscritto il: mercoledì 20 ottobre 2010, 0:41
Messaggi: 2360
Io ho una storia molto diversa dalla tua e tuttavia ho trovato molto curioso il fatto che concluderei allo stesso modo. Mi sono scoperto abbastanza tardi e penso spesso a come sarebbe stata la mia vita se le mie scelte fossero state altre. A volte penso a tutto il tempo perduto altre invece esattamente a quello che scrivi tu. Ricordo la mia adolescenza molto tortuosa e complicata perché una certa introversione e "particolarità" me la sono sempre riconosciuta. Di sicuro c'è che il tempo scorre solo in avanti e che ha una fondamentale importanza guardarsi dietro, ma solo per capire cosa fare in avanti.
Non sono troppo sicuro che un c. o. aiuti perciò stesso. come non sono affatto sicuro che tutto il malessere di una persona dipenda dalla sua omosessualità e dalla mancata accettazione sociale di quest'ultima. C'è un po di misticismo e ingenuità nell'idea che dirlo in giro risolva per ciò stesso il problema. La cosa fondamentale è che ci autorizziamo noi a desiderare in modo completo e che giudichiamo sano questo desiderio. Gli altri in qualche modo ci riflettono e se ti hanno restituito un senso di rifiuto, è perché in qualche modo quel rifiuto è dentro te. Ma se già subivi in silenzio il loro giudizio altrettanto silenzioso e se reputi questo il problema, perché mai le cose in te dovrebbero cambiare se questo giudizio diventasse palese?
Insomma personalmente, ma è il mio personalissimo punto di vista, il c. o. cammina assieme al proprio percorso di "emancipazione". Man mano che ti autorizzi a fare cose, comincia a starti sempre più stretto il fatto che questo o quello non sappia di te e piano piano cominci a dirlo a chi reputi importante. Viene da solo viene spontaneo e riflette molto stili di vita e aspettative. Inquadrarlo come la soluzione di tutti i problemi però proprio no, qualche difficoltà la porta dichiararsi e non è detto che risolva quelle già esistenti.


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 Oggetto del messaggio: Re: fare coming out per sbloccarsi e vivere meglio
MessaggioInviato: mercoledì 30 novembre 2011, 16:58 

Iscritto il: sabato 3 settembre 2011, 11:26
Messaggi: 14
boy-com ha scritto:
Io ho una storia molto diversa dalla tua e tuttavia ho trovato molto curioso il fatto che concluderei allo stesso modo. Mi sono scoperto abbastanza tardi e penso spesso a come sarebbe stata la mia vita se le mie scelte fossero state altre. A volte penso a tutto il tempo perduto altre invece esattamente a quello che scrivi tu. Ricordo la mia adolescenza molto tortuosa e complicata perché una certa introversione e "particolarità" me la sono sempre riconosciuta. Di sicuro c'è che il tempo scorre solo in avanti e che ha una fondamentale importanza guardarsi dietro, ma solo per capire cosa fare in avanti.
Non sono troppo sicuro che un c. o. aiuti perciò stesso. come non sono affatto sicuro che tutto il malessere di una persona dipenda dalla sua omosessualità e dalla mancata accettazione sociale di quest'ultima. C'è un po di misticismo e ingenuità nell'idea che dirlo in giro risolva per ciò stesso il problema. La cosa fondamentale è che ci autorizziamo noi a desiderare in modo completo e che giudichiamo sano questo desiderio. Gli altri in qualche modo ci riflettono e se ti hanno restituito un senso di rifiuto, è perché in qualche modo quel rifiuto è dentro te. Ma se già subivi in silenzio il loro giudizio altrettanto silenzioso e se reputi questo il problema, perché mai le cose in te dovrebbero cambiare se questo giudizio diventasse palese?
Insomma personalmente, ma è il mio personalissimo punto di vista, il c. o. cammina assieme al proprio percorso di "emancipazione". Man mano che ti autorizzi a fare cose, comincia a starti sempre più stretto il fatto che questo o quello non sappia di te e piano piano cominci a dirlo a chi reputi importante. Viene da solo viene spontaneo e riflette molto stili di vita e aspettative. Inquadrarlo come la soluzione di tutti i problemi però proprio no, qualche difficoltà la porta dichiararsi e non è detto che risolva quelle già esistenti.


Tii ringrazio per la tua risposta. Lungi da me il modello di coming out plateale in cui si radunano i parenti e si dice "sono gay", come se si dicesse "sono diverso, dovete saperlo". Così come non ho alcuna intenzione di dirlo, da un giorno all'altro, a tutti i miei conoscenti, amici e non. Oltre al fatto che mi sentirei da me stesso ridotto a sessualità pura, come se il fatto di essere gay fosse così importante da determinare una persona, dubito fortemente che la cosa mi sarebbe di un qualche aiuto, anzi. Mi riferisco, quando dico di voler essere più aperto, ad alcune persone, che forse ora è il momento che sappiano. Credo che questo tipo di coming out mi aiuterebbe a fidarmi di più delle persone, o in caso di esito "negativo", mi aiuterebbe comunque a sbloccare altre cose, come per effetto domino. Quello che intendo è che può darsi che se il mio volermi sempre tutelare dagli altri (adesso estremizzo, non sono ancora patologico) deriva da quel periodo in cui in fondo i miei patemi ruotavano proprio attorno alla sfera della sessualità, forse svelando a qualcuno proprio quel nodo pesante altre cose si sbloccherebbero. Innanzi tutto dovrebbe perdere peso il nodo stesso, cioè dovrei convincermi fino in fondo (perché forse non ne sono ancora convinto a livello inconscio) del fatto che la mia sessualità non è poi questa gran stranezza.
E' un problemino generale il mio, con le altre persone, che consiste nell'avere fondamentalmente paura di espormi che deriva dalla paura di soffrire. Non escludo che la cosa si radichi proprio nel nascondere questo lato di me. Poi, ovvio, non lo sbandiererò mai ai quattro venti. Sarebbe la stessa cosa vedere uno che va in giro sventolando un cartello con su scritto "mi piace la vagina!!" Ma con alcune persone sì, potrei proprio aprirmi di più, anche sotto quest'aspetto e forse a partire da esso.


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 Oggetto del messaggio: Re: fare coming out per sbloccarsi e vivere meglio
MessaggioInviato: mercoledì 30 novembre 2011, 20:53 
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Iscritto il: sabato 23 aprile 2011, 1:00
Messaggi: 888
Ciao persona, stavo seguendo il topic anche io. C'è una cosa che non mi è chiara però... in che modo il tuo C.O. dovrebbe garantirti di smuovere le cose come le desideri? Credo volesse dirti anche questo boy-com... sei davvero sicuro che quello che desideri sia un cambiamento radicale, che influirà appunto su molte cose della tua vita e che può anche essere pesantemente negativo?

Non riesco a capire perchè, non fidantoti di quello che è stato diciamo, il tuo progresso il tuo sviluppo, vorresti fare un passo così grande.. sei davvero sicuro che sia quello che vuoi? E d'altonde... hai già messo al vaglio altre possibili soluzioni che ti possan far risolvere il problema?

Non è questione di coraggio eh, è solo che ci sono così tanti altri modi di risolvere il problema, partendo da te principalmente, dal tuo modo di fare o di vivere il problema, che potresti anche rischiare molto con questa soluzione..



_________________
Per prima cosa portarono via i comunisti, e io rimasi in silenzio perché non ero un comunista. Poi se la presero coi sindacalisti, e io che non ero un sindacalista non dissi nulla. Poi fu il turno degli ebrei, ma non ero ebreo.. E dei cattolici, ma non ero cattolico... Poi vennero da me, e a quel punto non c'era rimasto nessuno che potesse prendere le difese di qualcun altro.
Martin Niemoller


Marc090 -- Amministrazione di ProgettoGay
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 Oggetto del messaggio: Re: fare coming out per sbloccarsi e vivere meglio
MessaggioInviato: giovedì 1 dicembre 2011, 1:05 

Iscritto il: sabato 3 settembre 2011, 11:26
Messaggi: 14
Non avete tutti i torti, ma infatti il mio intento non è quello di fare un coming out che sia una svolta radicale. Ci sono giusto tre o quattro persone a cui forse sarebbe meglio che lo dicessi. Quello che intendo per essere aperti sull'argomento significa che mi piacerebbe, molto gradualmente, non dover mentire o trovare scuse quando con certi amici si parla di certe cose. In fondo si tratta sempre di nascondere qualcosa di me. Io conoscendomi ho la sensazione che dirlo appunto a quelle persone (così, se capita l'occasione) mi aiuterebbe molto.
Forse mi sbaglio, ma anche la prospettiva di prendere una grossa cantonata non mi sembra così probabile soprattutto considerata la ristretta (e scelta) cerchia di amici a cui vorrei dirlo.


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 Oggetto del messaggio: Re: fare coming out per sbloccarsi e vivere meglio
MessaggioInviato: giovedì 1 dicembre 2011, 1:58 
Utenti Storici

Iscritto il: mercoledì 20 ottobre 2010, 0:41
Messaggi: 2360
Persona per me è stato comunque un momento fondamentale dire di me. Se è vero che tu lo sai da sempre infondo è davvero da un bel pò che ti nascondi e sarà stata una vera tortura. Ti dico la mia personalissima visione della cosa. Qualcuno deve pur sapere chi sei veramente e sarà un gran sollievo. Questo cambierà la tua vita? Assolutamente no. I tuoi problemi saranno perciò stesso risolti? Neanche per idea. E tuttavia ti sentirai un attimo più presente a te stesso. E' un passo piccolino, ma pur sempre un passo verso te stesso. Non caricarlo di troppe aspettative come momento, ma mi pare che il mondo là fuori non sia tutto un covo di lupi e qualcuno di cui fidarsi lo trovi sempre. Scegli con cura le persone cui dirlo e assicurati che tengano la cosa per sé. Penso personalmente che la situazione nella quale la cerchia ristretta delle persone che ti sono davvero amiche sappiano sia un ottimo compromesso tra lo spiattellare i fatti propri e il nascondersi a tutti. Valuta bene la situazione che ovviamente solo tu puoi conoscere nel dettaglio e per il resto non temere, vedrai che per le persone che ti conoscono davvero non dirai alcunché di nuovo e per quelle che ti vogliono bene niente sarà cambiato. Ti faccio i miei più sentiti auguri!


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 Oggetto del messaggio: Re: fare coming out per sbloccarsi e vivere meglio
MessaggioInviato: mercoledì 7 dicembre 2011, 9:46 

Iscritto il: sabato 3 settembre 2011, 11:26
Messaggi: 14
Grazie boy-com per l'incoraggiamento e per i consigli. In effetti forse sto proiettando troppe aspettative su quel momento. E' di piccoli passi che ho bisogno. Ma spesso ho paura di prendere l'iniziativa per il solo rischio di soffrire che accompagna sempre la possibilità di gioire.


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 Oggetto del messaggio: Re: fare coming out per sbloccarsi e vivere meglio
MessaggioInviato: giovedì 15 dicembre 2011, 12:38 

Iscritto il: mercoledì 29 settembre 2010, 19:45
Messaggi: 30
Ci sono passato anche io come molti in questo forum e posso darti un piccolo consiglio.
Se senti di volerlo dire a qualcuno importante per te fallo.. Io sono sempre stato dell'idea che se non mi accetti in ogni piccola parte fai bene a stare alla larga.
L'ho detto ai miei amici più stretti qualche mese fa e qualcuno si è allontanato (ben venga) ma con altri, maschi o femmine, il rapporto è decisamente migliorato, posso dirti che fino a quel momento non ero veramente legato a loro perchè nascondevo un buon 60/70% di me, non riuscivo mai ad essere me stesso completamente e a lasciarmi andare.. Ora sto meglio quando esco con loro e so che posso parlare liberamente delle mie cose e anche sfogarmi se serve.. Naturalmente è successo tutto con piccoli passi, ho impiegato un po per riuscire a parlare di me senza problemi anche se lo sapevano. Ma purtroppo se si è abituati a nascondere se stessi, se lo si è fatto per 21 anni allora non è un semplice passo, devi attraversare un grattacielo per riuscire a mostrarti.. Ma quando finalmente lo fai ti senti libero.



_________________
Che disastro ragazzi...
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 Oggetto del messaggio: Re: fare coming out per sbloccarsi e vivere meglio
MessaggioInviato: giovedì 15 dicembre 2011, 22:58 

Iscritto il: venerdì 7 agosto 2009, 19:08
Messaggi: 167
Ciao Persona, :)
ho letto il tu post tutto d'un fiato permettimi di condividere, di dire la mia sul c.o
Prima di fare c.o pensaci molto bene, io sul c.o tipo apertura radicale a tutti te lo sconsiglio. :o Capisco la rabbia, lo sfogo urlare a tutti ma attenzione potrebbe avere efetti negativi. Il problema va preso in maniera e modo delicato.
Dico si e ti consiglio al c.o. a persone care che prima ti dimostrino comprensione,
fiducia ,complicita, affetto ed altro in quel caso si ne vale la pena e l c.o sarebbe del tutto una cosa buona e naturale. Ma un c.o derivato da un momento di sfogo, rabbia lo vedo pericoloso.
Il c.o deve essere un dialogo tra due persone che si capiscono, sicuramente ci sono e deve essere fatto in modo sereno e tranquillo E poi essere gay è un segreto e come tale va tenuto nell'anima, un segreto di grande valore che va conservato e custodito nel profondo dell'anima finche non viene svelato alla
persona che si ama.
Concordo con boy e alberto ci sono persone che meritano di conoscere questo segreto ed altri no dovresti sentirti libero e sereno per ambidue i casi, quindi vivi sereno e meglio sei un ragazzo che meriti lo si capisce ti auguro tutto il meglio un abbraccio Clark ;)


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 Oggetto del messaggio: Re: fare coming out per sbloccarsi e vivere meglio
MessaggioInviato: domenica 18 dicembre 2011, 9:06 

Iscritto il: venerdì 16 dicembre 2011, 6:34
Messaggi: 5
Diciamo che è un po' il dilemma di tutti! Io sinceramente non mi sono mai posto questo tipo di problema, anche perché non ho mai avuto bisogno di gridare al mondo delle mie attrazioni, delle mie fantasie, dei miei gusti. Per me sono cose private. Molti magari pensano che non è il caso di dirle perché poi si è inevitabilmente giudicati, forse criticati. E' come un eterosessuale che deve sentire il bisogno di confidare al mondo la propria eterosessualità! Non lo fa perché per lui è scontato che l'eterosessualità sia una cosa normale, sia per lui, che per la società!
E' proprio quest'ultima alla fine il vero problema: la società!
Se la società non avesse pregiudizi, rancori, critiche, e vedesse l'omosessualità come l'eterosessualità, manco gli omosessuali sentirebbero il bisogno psicologico di gridare al mondo intero dei propri gusti.
Per me è tutto normale, conduco una vita normale...ho degli amici, chi sa e chi non sa! Se qualcuno non sa, è perché non c'è motivo che sappia.
Una cosa che penso: il problema molte volte sono proprio queste persone che hanno attrazioni emotive e sessuali con persone del proprio sesso, ovvero gli omosessuali. A me sinceramente non piace etichettare le persone, anche perché a mio avviso è assolutamente impossibile.
A un uomo che piace un uomo, è omosessuale. A un uomo che piace una donna, è un eterosessuale. A un uomo che piacciono entrambi i sessi, è bisessuale. Fin qui ci siamo. Ma assolutamente no!
Le attrazioni sessuali, i gusti...le passioni, le fantasie sessuali, sono così piene di sfumature, di situazioni assolutamente da non giudicare, né tanto meno da etichettare.
A un uomo che piace una donna, che riesce ad avere rapporti sessuali solo con donne, perché effettivamente, gli piace il corpo femminile, i genitali femminili ecc. E però una tantum, chiede alla propria donna, di essere "sottomesso". La donna in quel caso, può anche utilizzare dei giochi erotici: falli in gomma per esempio. In quel caso quel tizio viene etichettato come? Omosessuale? Eh no...non gli piacciono gli uomini! Bisessuale? Nemmeno. Sicuramente alcuni penseranno: "sarà un omosessuale represso, che non si accetta".
Signori, chiamatele come volete, magari anche perversioni sessuali. Ma quell'uomo non fa altro che fare l'amore con la propria compagna, e si diverte come meglio crede. Perché etichettarlo?
Per questo dico: il problema è la società, e di conseguenza anche quegli omosessuali che non sentendosi capiti, ma giudicati e trattati male, si pongono a volte facendo cose assolutamente sbagliate, come se fossero una minoranza!
L'omosessualità a mio avviso, non è una minoranza, nemmeno una diversità.
Se a te piace la pizza, a me piace la lasagna. A te può piacere la frutta, a me no! A te può piacere un bel sedere femminile, a me invece quello maschile.
Perché andare a gridarlo ai 4 venti? Non mi pare che quando si esce in comitiva, qualcuno sente il bisogno di dire: ragazzi, a voi tutti dico che a me piace la margherita! Lo si dice, nel momento in cui magari ti chiedono che pizza preferisci, o se magari vedi una pizzeria e quindi ti viene di parlarne.
Affrontate la cosa con più "normalità", non state confidando a qualcuno di avere ucciso delle persone, o di avere rubato.
Vivere meglio? Se dirlo alla tua migliore amica, per fare assieme a lei degli apprezzamenti su qualche ragazzo, può farti sentire meglio, bene...fallo!


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