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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Re: Aiutare una persona in un momento di difficoltà...?
MessaggioInviato: domenica 20 maggio 2012, 23:12 

Iscritto il: domenica 13 maggio 2012, 15:06
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boy-com ha scritto:
Ah scusa... davo per scontato che la risposta fosse no.


Non ho capito molto questa frase..però grazie comunque a tutti per le risposte ;)


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 Oggetto del messaggio: Re: Aiutare una persona in un momento di difficoltà...?
MessaggioInviato: domenica 20 maggio 2012, 23:32 
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ma ripeto io volevo solo sapere se potrei aiutarlo in qualche modo...vederlo tutti i giorni e vedere che sta male/triste quando lui era la prima persona allegra e pimpante mi fa star male.
Mi riferivo a questa frase, di qualuqnue cosa abbia bisogno è sicuro che non sei la soluzione, mentre rischi di diventare parte del problema. Le mie storie se ti può interessare cominciavano tutte con lunghe amicizie, un poco perché mi vedevo come lo sfigato che non piaceva, l'altro poco perché infondo di quagliare non mi interessava poi troppo. Questo lo dico rispetto all'idea che primaa foste amici, parliamoci chiaro amici non siete stati mai. Mi spiace, ma prima ti stacchi dall'idea di poterlo aiutare e prima cominci a percorrere le tue strade. Le persone non si aiutato, con le persone o si sta bene o non ci si sta.


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 Oggetto del messaggio: Re: Aiutare una persona in un momento di difficoltà...?
MessaggioInviato: domenica 20 maggio 2012, 23:50 
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Condivido e sottoscrivo. Avrei detto praticamente le stesse parole.



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 Oggetto del messaggio: Re: Aiutare una persona in un momento di difficoltà...?
MessaggioInviato: lunedì 21 maggio 2012, 12:08 
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Iscritto il: venerdì 30 marzo 2012, 18:40
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Ciao Michela, scusa se ti scrivo solo ora…
Sul fatto di aiutare questo ragazzo sono divisa in due, perché da un lato concordo con quanto ha scritto Alessio e da un’altra parte mi verrebbe voglia di dirti di stargli vicino.
Immagino che magari ti farà male quello che leggerai, però, penso che ora dovresti pensare a te stessa, e non per semplice egoismo. Questo ragazzo ti ha ferito profondamente e questa ferita ha bisogno di rimarginarsi, e scusami se te lo scrivo, ma penso che tu per lui provi ancora qualcosa e alla fine questo poterlo aiutare ti farebbe solo stare male, perché sarebbe come cercare in qualche modo di recuperare quello che si è perso.
Ti abbraccio forte, e ricordati che pensare a se stessi non è sempre sinonimo di egoismo… Isabella



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Ogni sera quando mi ferisco una parte di me si chiede cosa stia facendo, ma io non so cosa risponderle. Guardo il sangue colare dalla ferita, colare a terra, goccia dopo goccia, come una clessidra.
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 Oggetto del messaggio: Re: Aiutare una persona in un momento di difficoltà...?
MessaggioInviato: lunedì 21 maggio 2012, 14:15 

Iscritto il: domenica 13 maggio 2012, 15:06
Messaggi: 13
IsabellaCucciola ha scritto:
Ciao Michela, scusa se ti scrivo solo ora…
Sul fatto di aiutare questo ragazzo sono divisa in due, perché da un lato concordo con quanto ha scritto Alessio e da un’altra parte mi verrebbe voglia di dirti di stargli vicino.
Immagino che magari ti farà male quello che leggerai, però, penso che ora dovresti pensare a te stessa, e non per semplice egoismo. Questo ragazzo ti ha ferito profondamente e questa ferita ha bisogno di rimarginarsi, e scusami se te lo scrivo, ma penso che tu per lui provi ancora qualcosa e alla fine questo poterlo aiutare ti farebbe solo stare male, perché sarebbe come cercare in qualche modo di recuperare quello che si è perso.
Ti abbraccio forte, e ricordati che pensare a se stessi non è sempre sinonimo di egoismo… Isabella

Si che provo qualcosa per lui, mi pare di averlo scritto in modo chiaro...ma forse hai ragione..probabilmente starei ancora più male...è una situazione un pò complicata ma proverò a mettermi da parte...


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 Oggetto del messaggio: Re: Aiutare una persona in un momento di difficoltà...?
MessaggioInviato: lunedì 21 maggio 2012, 14:38 
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Iscritto il: venerdì 30 marzo 2012, 18:40
Messaggi: 1386
Ciao Michela, non sono una psicologa e quello che ti scrivo è dato dalla mia esperienza e dal buon senso....
Ho paura che aiutandolo tu possa credere di poter ricreare un rapporto che oramai non c'è più... E non vorrei che dopo il tuo aiuto lui possa andarsene... Facendoti di nuovo stare male...
Scusami se sono fredda o peggio, però penso che hai tutta la vita davanti e hai già sofferto abbastanza per amore...

Ricordati che un giorno, quando troverai una persona che a te ci terrà veramente, questi momenti saranno solo un ricordo...

Un abbraccio forte, Isabella



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 Oggetto del messaggio: Re: Aiutare una persona in un momento di difficoltà...?
MessaggioInviato: lunedì 21 maggio 2012, 15:01 
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Iscritto il: lunedì 27 febbraio 2012, 4:37
Messaggi: 383
Non credo sia la cosa giusta...magari lui lo sa ma non lo accetta, magari lui vuole accettarlo ma deve essere lui ad accettarlo...quando ero più piccolo avevo poche amicizie (se non conoscenze) e tra queste poche ragazze...a me piaceva stare piu con loro e parlare di tutto (ero piccolo, adolescente) e mi rendevo conto che mi piacevano i ragazzi...insomma loro hanno inziato con affermazioni e domande sull essere io omosessuale, beh in quel momento mi sentivo indicato preso in giro forse anche per la poca conoscenza dell omosessualità...io ero sempre chiuso in me sia un po caratterialmente (sinceramente persone che sbandierano i loro affari a destra e a manca non mi sono mai piuciuti) sia anche dovuto alla mia famiglia che è cattolica...io inizia a informarmi sull omosessualità trovando sia testi positivi che negativi...di positivo trovavo qualcosa come l amore dello stesso sesso e sinceramente non collegavo la cosa come orribile anzi, io credevo nell amare qualcuno ma lo vedevo dalla tv...la tv con film o programmi...alla fine sappiamo che in tv si segue un copione...comunque lasciai la tv per iniziare a frequentare persone vere, iniziai dai miei coetanei (avevo 16 anni) mi piaceva qualcuno ma trovandomi tra ragazzi ancora soggiogati da pensieri familiari e tv, ero circondato da omofobi...insomma alla fine ne parlai con i miei la quale con calma (ma ricordo gli sguardi colmi di non so quale rabbia) mi spiegavano che era un moda l omosessualità e allora ci cascai rinnegando non solo la mia sessualità ma anche me stesso...non credevo nello studio, nell amicizia (e ancora ho qualche dubbio) e quasi manco nella famiglia perché dal mondo esterno cercavo in casa l appoggio per sfogare, ma sfogare si ci sfoga fuori casa...mi appoggiai alla religione come un forsennato pregando ogni sera per ottenere risultati ma non ne ottenevo perché non facevo niente in primis...quindi per 10 anni andavo avanti così, uscendo pochissimo e relazionandomi poco...riuscii a diplomarmi e ad entrare nel mondo del lavoro, beh già qua avevo qualcosa in mano, il guadagno di una giornata di impegno lavorato insieme ad altre persone e nel mentre crescevo, maturavo...mi rendevo conto che qualcosa cambiava o che riaffiorava...io ho sempre pensato con la mia testa non come la massa, se fai lui quello lo faccio anche io o se lui ha quello lo voglio anche io, a volte si lo facevo ma non ero appagato...passai quattro anni lavorando in un settore che non mi piaceva e avevo paura sia del lavoro che delle relazioni che avevo ma alla fine ho atteso finchè loro non mi hanno licenziato (ahimè)...da allora sono passati 5 mesi e in questi 5 mesi si sono accavvallate mille e mille cose, come il desiderio di riprendere a relazionarmi, a fare sport, a studiare!!! vorrei laurearmi in architettura...andare fuori e vivere come vorrei o dovrei vivere...insomma ci si propone dei traguardi che solo noi dobbiamo e possiamo attraversare...oggi stranamente sono di buon umore e rispondo al tuo post per dirti che sbagli...come amica credo che tu debba solo aspettare che lui sia in armonia con se stesso...non mi piacerebbe essere seguito nelle fasi della mia crescita e delle mie scelte...non state partendo per un viaggio di una settimana assieme dove in gruppo fate tutto...concludo col dirti che prima o poi i conti ce li facciamo sempre...il peggio è quando li fai tardi :oops:



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Cambiare è difficile

Non cambiare è impossibile

Nel cambiare, ti ferisci, rimarrai ferito, rimarrai segnato e non potrai farne a meno

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 Oggetto del messaggio: Re: Aiutare una persona in un momento di difficoltà...?
MessaggioInviato: lunedì 21 maggio 2012, 23:23 

Iscritto il: domenica 13 maggio 2012, 15:06
Messaggi: 13
ho capito che non posso aiutarlo...dovrei prima aiutare me stessa...con le vostre parole ho realizzato che senza lui sto malissimo e che il mio esser consapevole che non potremo mai più stare insieme è andato a farsi benedire...ma questo è un altro discorso...questo non è un forum per cuori infranti quindi non mi resta altro che ringraziarvi per tutte le risposte...:)
Baci, Michela!


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 Oggetto del messaggio: Re: Aiutare una persona in un momento di difficoltà...?
MessaggioInviato: martedì 22 maggio 2012, 1:21 
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Messaggi: 5112
Vedi, Michela, la situazione è del tutto analoga a quella di un gay che si innamora di un ragazzo etero e magari lo vede in difficoltà per questioni di ragazze. Il ragazzo gay ci può stare malissimo (e succede spesso) ma prima o poi deve rendersi conto che le cose unilaterali non sono storie d'amore. Prima se ne rende conto meglio è. Ho visto ragazzi gay aspettare decenni che il ragazzo etero che a loro interessava si accogesse di essere innamorato di loro, cosa che, ovviamente, non è accaduta. La prima cosa che un ragazzo gay deve capire è che innamorarsi di in etero è come innamorarsi della luna che comunque continua ad anadre per la sua strada. Quello che succede ad una ragazza innamorata di un gay è esattamente la stessa cosa che accade ad un ragazzo gay innamorato di un etero.



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 Oggetto del messaggio: Re: Aiutare una persona in un momento di difficoltà...?
MessaggioInviato: martedì 22 maggio 2012, 6:28 
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Provo a girartela diversamente. Il problema non è semplicemente non puoi aiutarlo, il fatto è che aiutarlo significa cambiarlo. Dietro l'idea di potere aiutare il proprio partner, c'è infondo la malcelata convinzione che risolvendo il suo problema si risolveranno anche i problemi che ci sono dentro la relazione e in più c'è anche l'idea che lui così per com'è non vada bene. Insomma ami una persona che però non ti sta bene per quello che è... in poche parole chi o cosa ami? I
Le relazioni di bisogno sono molto solide, praticamente inespugnabili, tant'è che reggono anche all'idea che ti abbia messo le corna con un ragazzo. Il fatto che siano particolarmente solide non è affatto la garanzia che siano salutari tuttavia anzi.
Devo inoltre sottolinearti che l'istinto da "crocerossina" è tutto materno, purtroppo (e qui sconfineremmo nell'ignoto e oltre), confondere questi due tipi di "istinti" chiamiamoli così, produce effetti devastanti sia sul rapporto di coppia che ahimé nel rapporto con i figli. Insomma se ami una persona dovresti amarlo da donna, che è attratta fisicamente dal suo uomo e non da "mamma", disposta a perdonare il "figlio" qualsiasi cosa gli combini, perché è bisognoso di cure e incapace di cavarsela da solo. Insomma anche se sono certo che questo appunto ti infastidirà parecchio, quando una donna accetta questo genere di relazioni, in cui vale a dire pur essendo palesemente bistrattata resta, in genere fa appello al suo istinto materno e non al suo istinto femminile, perché di base ha qualche difficoltà a viversi in modo maturo e completo il suo essere donna all'interno di una relazione.


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