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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Lo si pensa … ma non lo si dice … Obama e le nozze gay
MessaggioInviato: domenica 3 giugno 2012, 10:06 

Iscritto il: giovedì 2 giugno 2011, 16:40
Messaggi: 423
Riporto qui di seguito un breve articolo di Armando Massarenti (filosofo ed epistemologo), comparso sulla pagina culturale de “Il Sole 24 ore” del 20 maggio scorso. Mi è parso molto interessante. Lo inserisco in questa sezione perché, malgrado le apparenze, mi sembra sottilmente legato al tema del c.o. Buona lettura.

“Quanti avrebbero scommesso sulla rischiosità estrema di esporsi elettoralmente su un tema delicato come le nozze gay? Se Obama ha osato tanto è perché era consapevole di un fenomeno piuttosto noto agli studiosi di teoria dei giochi e di scienze sociali, cioè dell’esistenza di «maggioranze silenziose» che non osano esprimere un’opinione giudicata impopolare, coltivata in privato finché qualche voce autorevole non la esprime pubblicamente in maniera plateale. Non deve stupire che la maggior parte degli americani ora si dichiari d'accordo con Obama. D'altro canto è probabile che il dato sarebbe stato diverso se Obama non si fosse espresso in quei termini. Egli ha colto il momento in cui probabilmente l’opinione era abbastanza matura per essere sdoganata. Come aveva osservato Mark Twain «il movimento antischiavista, quando ebbe inizio nel Nord non suscito nessuna simpatia. La stampa, il clero e la grande maggioranza delle persone rimasero indifferenti. Questo accadde per timidezza, per paura di esprimersi e diventare impopolari, non perché si approvasse la schiavitù o non si avesse pietà degli schiavi». «Non c’è individuo – aggiungeva – che non nutra convinzioni impopolari, che coltiva e accarezza, ma che il buon senso gli vieta di esprimere» vista l’estrema ostilità, che spesso si trasforma in crudeltà, che tali opinioni suscitano tra i benpensanti. Ma spesso ciò è solo il frutto di un calcolo sbagliato sulle opinioni degli altri. Un insegnante, alla fine della lezione, chiede se è tutto chiaro o se ci sono domande. Nessuno ha capito un granché ma nessuno alza la mano. Tutti hanno paura di fare brutta figura, ma, soprattutto, ognuno pensa di essere l’unico a non aver capito e sopravvaluta le capacità altrui. Più in generale, osservando bande giovanili, scuole, prigioni, chiese, si è capito che i gruppi umani sono tenuti insieme da una variegata condivisione di valori e comportamenti, che vanno dall’ostentata violenza delle bande giovanili ai divieti di giocare a carte o di avere rapporti extraconiugali predicato dai gruppi religiosi. Si è però anche visto che, entro quei gruppi, ogni individuo pensa che i suoi compagni siano attaccati a quei valori e comportamenti molto più di quanto lo sia egli stesso. E dunque si adegua. I membri delle bande giovanili, intervistati singolarmente, spesso prendono le distanze dai loro stessi comportamenti antisociali, ma vi si conformano perché non osano criticare pubblicamente i loro stessi compagni. Allo stesso modo, in certe comunità apparentemente razziste, buona parte dei membri nutre molti meno pregiudizi di quanto appaia, Pensando che gli altri siano più razzisti di loro, tendono ad adeguarsi all’opinione comune e, per il buon vivere, ad aderire agli stessi pregiudizi. Salvo poi scoprire, grazie a gente come Obama, che si può vivere ancora meglio liberandosi, tutti insieme, dei pregiudizi in cui in fondo neppure si credeva”.



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 Oggetto del messaggio: Re: Lo si pensa … ma non lo si dice … Obama e le nozze gay
MessaggioInviato: domenica 3 giugno 2012, 10:55 
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Iscritto il: sabato 9 maggio 2009, 22:05
Messaggi: 5112
Sì, non c’è dubbio che sia così, è classico il caso del ragazzo etero che, in gruppo, ostenta sentimenti omofobi e poi, in privato, ha amici gay e non è affatto omofobo. Questa è la ragione di fondo per la quale il coming out pubblico è molto più rischioso di quello privato, in privato la reazione è libera, in pubblico domina l’atteggiamento “esterno” più diffuso.



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