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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Perché no?
MessaggioInviato: lunedì 11 giugno 2012, 22:15 

Iscritto il: martedì 22 maggio 2012, 7:05
Messaggi: 21
Leggendo qua e là nel forum ho notato che molti utenti sono totalmente contrari al CO, e questo mi ha incuriosito. Prima di tutto volevo sapere se ho avuto un'impressione sbagliata, perché a me sembrano davvero tanti; poi vorrei sapere, se possibile in breve, le motivazioni di coloro che sono di questa opinione.

Spero di ricevere qualche risposta.


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 Oggetto del messaggio: Re: Perché no?
MessaggioInviato: lunedì 11 giugno 2012, 23:08 
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Iscritto il: mercoledì 4 aprile 2012, 21:00
Messaggi: 211
Ciao,provo un po' a rispondere a questa domanda :)
Io,personalmente,sono contrario al coming out pubblico perché penso che non ci sia motivo di sbandierare il proprio orientamento sessuale a tutti. Sono favorevole a quello fatto in una cerchia ristretta di persone(amici,parenti ecc...)ma sfavorevole a quello pubblico. Questo può variare da persona a persona però io,essendo una persona abbastanza timida,non riuscirei a sostenere tutto ciò. Io penso,per esempio,di non fare coming out perché vivo in un ambiente ostile e per me sarebbe la fine se qualcuno sapesse del mio orientamento sessuale. Questa penso che sia una delle motivazioni per cui molti ragazzi decidono di tenere tutto dentro di sé. Un'altra motivazione per cui molti decidono di non fare coming out è l'omofobia. Come si può pensare che le persone vogliano esprimere se stesse quando sanno,per certo,che il mondo in cui vivono non le accetterebbe?


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 Oggetto del messaggio: Re: Perché no?
MessaggioInviato: martedì 12 giugno 2012, 7:38 

Iscritto il: martedì 22 maggio 2012, 7:05
Messaggi: 21
Bene, perfetto, grazie Landon. Quindi io sono portato a pensare che dipenda dalla persona, dal carattere, dal modo di reagire alle ingiustizie e non ha senso pensare che chi non fa coming out sia migliore di chi lo fa o viceversa.


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 Oggetto del messaggio: Re: Perché no?
MessaggioInviato: martedì 12 giugno 2012, 9:34 
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Iscritto il: venerdì 30 marzo 2012, 18:40
Messaggi: 1386
Ciao Kirillov, scusami se ti do il benvenuto solo ora :oops: ,

Il motivo per cui io di solito sconsiglio il C.O. è perché, almeno nel mio caso, pensavo che così facendo gli altri mi potessero accettare per quello che ero invece di essere io la prima ad accettare la mia sessualità. Le persone con cui ho fatto C.O. mi hanno fatto pesare quello che ero e quindi tendenzialmente tendo a sconsigliare di parlare della propria sessualità. Leggendo il Forum ho notato che ci sono utenti che non hanno avuto il mio stesso problema perché sono stati accettati, e questo mi ha fatto riflettere un po’, e quello che posso dirti è che il coming out andrebbe fatto tenendo conto dell’ambiente in cui vivi…

Landon ha scritto:
Sono favorevole a quello fatto in una cerchia ristretta di persone(amici,parenti ecc...)

Rispetto a Landon non sono d’accordo sul fatto di parlarne solo a una cerchia ristretta, o meglio ne puoi parlare con amici e parenti se sei piu’ o meno sicuro che non reagiranno male…

Spero di non essere stata troppo negativa e di essere riuscita a spiegarmi….

Isabella



_________________
Ogni sera quando mi ferisco una parte di me si chiede cosa stia facendo, ma io non so cosa risponderle. Guardo il sangue colare dalla ferita, colare a terra, goccia dopo goccia, come una clessidra.
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 Oggetto del messaggio: Re: Perché no?
MessaggioInviato: martedì 12 giugno 2012, 11:03 
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Iscritto il: venerdì 9 luglio 2010, 0:27
Messaggi: 278
Le persone che non lo fanno (me compreso) pensano semplicemente che i 'costi' che dovrebbero affrontare siano di gran lunga superiori ai 'benefici' che ne ricaverebbero.
Ed è logico che in tale 'analisi' gioca un ruolo fondamentale il carattere e la personalità dell'omosessuale in questione!
Io penso che non vada ne consigliato (errore grave) ne sconsigliato (errore un po' meno grave).... giustissimo invece sottolineare 'stai attento, valuta bene, perché poi indietro non si torna!'
Kirillov ha scritto:
non ha senso pensare che chi non fa coming out sia migliore di chi lo fa
Ovvio, soltanto che chi non lo fa si sente maggiormente affine a gay che hanno optato per la stessa scelta.... inoltre, soprattutto se vivono in una realtà ristretta, tenderanno a tenersi alla larga dai 'gay dichiarati'.... ma non tanto per disinteresse o cattiveria, ma semplicemente perché frequentandoli diverrebbero anche loro 'dichiarati di fatto'!


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 Oggetto del messaggio: Re: Perché no?
MessaggioInviato: martedì 12 giugno 2012, 11:44 

Iscritto il: martedì 22 maggio 2012, 7:05
Messaggi: 21
Tranquilla Isabella, non mi offendo per il benvenuto in ritardo. Apprezzo la risposta sincera, ti sei spiegata benissimo!

Grazie riverdog, sei stato molto chiaro. Condivido tutto e sottolineo la parte sul consigliare, penso sia molto importante.

Qualcuno ha avuto esperienze personali o conosce persone che sono da tempo "allo scoperto" e vivono la situazione in modo problematico o addirittura insopportabile?

Io conosco di persona solo due ragazzi che hanno scelto da tempo semplicemente si non nascondersi e gli sta andando molto bene. Certo, a volte c'è qualche situazione spiacevole, ma non pesa più di tanto. Sono persone come altre che fanno una vita simile alla mia, sono studenti universitari.

(Devo dire che quando sto con uno di loro nel suo ambiente, con le persone che lo conoscono e non conoscono me, mi piace pensare che i presenti potrebbero credere che sono gay. Curioso, vero?)


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 Oggetto del messaggio: Re: Perché no?
MessaggioInviato: martedì 12 giugno 2012, 16:53 
Utenti Storici

Iscritto il: mercoledì 20 ottobre 2010, 0:41
Messaggi: 2360
Kirillov non è che non voglia dire la mia è che l'ho detta tante di quelle volte che ormai sono stufo. Bisognerebbe prima mettersi d'accordo su cos'è coming out e poi il resto ha molto a che fare con la persona come ti hanno già detto. Per cui proverei piegare la domanda alle tue esigenze. Converebbe chiedere a te stesso se ti andrebbe di parlarne con qualcuno, se pensi ti possa servire a cosa esattamente, cercare ti capire se ci sono allo stato attuale relazioni amicali che possono essere inquinate da questo segreto, se lo vivi come un segreto che rende pesante i tuoi movimenti e infine vedere bene il contesto in cui ti trovi, sopratutto familiare e per chi ce l'ha lavorativo, più o meno per le stesse ragioni, ovvero non puoi cambiare famiglia e oggi come oggi nemmeno il lavoro. Questo per quello che riguarda il c.o. Sul gay dichiarato invece mi chiederei innanzitutto se voglio vivere una vita in cui divento una bandiera dei miei stessi ideali, se mi va di difenderli diffonderli ecc. ecc.
Abbandonerei l'illusione che il c.o. in se risolve problemi così come l'idea che un dichiarato ha più possibilità di un non dichiarato.
Quanto a me ci sono ormai un mucchio di persone che sanno di me, quasi tutti i miei amici, i miei genitori, mio fratello maggiore e due miei colleghi. Non mi ha creato nessun problema, probabilmente perché mi ero già inconsapevolmente messo nelle condizioni migliori per dirlo, prima ancor adi capirlo io. Con gli amici è stato molto meglio così, è uno stress di proporzioni disumane non poter parlare di questo o di quello. Per il resto le amicizie vanno coltivate a prescindere dal c.o. in ssé non è un elemento in grado di migliorarle o peggiorarle. Difendo i diritti delle minoranze da anni ormai in contesti completamente diversi tra di loro e davvero questo mi mette in contatto con una tipologia di persone già predispossta aconvivere con la diverssità. Forse questo mi ha agevolato. In più considera che i pregiudizi spesso e volentieri si accompagnato tutti in genere una persona razzista, maschilista ecc. ecc. è anche omofoba, ho sempre evitato o litigato con i primi, per cui per me è quasi automatico scartare la loro compagnia, che in genere trovo poco stimolante e a tratti noiosa. I problemi che ho nell'accettarmi sono più legati ad un percorso personale in effetti, anche e sopratutto questo per me è c.o. e lo vedo più come un percorso con tempi e modi assolutamente personali che come che come un gesto che si fa o non si fa. Spero di essere stato completo a sufficenza e sintetico quato basta. L'argomento è davvero complesso e delicato.


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 Oggetto del messaggio: Re: Perché no?
MessaggioInviato: martedì 12 giugno 2012, 21:50 

Iscritto il: martedì 22 maggio 2012, 7:05
Messaggi: 21
boy-com ha scritto:
Abbandonerei l'illusione che il c.o. in se risolve problemi così come l'idea che un dichiarato ha più possibilità di un non dichiarato.
In god we trust, all others bring data

A parte gli scherzi, visto che non so se siamo d'accordo sul termine coming out parlerò in generale senza usarlo, uscendo da i limiti imposti dalla mia domanda iniziale. Tuttavia non penso che ci capiremo purtroppo, le nostre realtà sono troppo diverse.

boy-com ha scritto:
se lo vivi come un segreto che rende pesante i tuoi movimenti
Non proprio.
boy-com ha scritto:
Con gli amici è stato molto meglio così, è uno stress di proporzioni disumane non poter parlare di questo o di quello.
Anche per me.

Non cerco qualcuno con cui parlare di me come un confessore, con cui confidarmi. Questo lo faccio già con le persone care e l'omosessualità non centra niente, rientra nei discorsi ogni tanto in modo spontaneo. In questo momento non penso di rivolgermi a qualcuno con "ti devo dire una cosa" e rivelarmi con una dichiarazione, non mi interessa. Per esempio non ho mai detto "sono gay". Anche quando ne ho parlato con mia madre è stato tutto semplice: mi vedeva triste allora mi chiese perché e io risposi con tutta naturalezza che c'era questo ragazzo che mi piaceva ma ero sicuro di non essere corrisposto, e di qui è seguito il resto.

Se una persona non mi mostra certe qualità che implicano la mancanza di pregiudizi non ha nessuna possibilità di diventare mia amica. Sono molto selettivo, forse è per questo che non ho amici (uno sì) ma solo conoscenti.

In pratica voglio dire che non c'è dubbio che con le persone che passano il mio severo giudizio (quasi nessuno) ne parlo, non mi pongo nemmeno la questione. Ma odio le rivelazioni teatrali, non ho l'ossessione di essere scoperto e l'ansia prima della rivelazione.

Quello che mi tormenta è altro. La mia è una questione di principio, per questo credo che molti penseranno che le mie motivazioni siano stupide. Dubito fortemente che sarò capito.
Se non temessi i pregiudizi mi comporterei in modo diverso. Sento la mia libertà di espressione limitata dall'omofobia e ho difficoltà ad accettarlo e rimanere nascosto.
Ho questa convinzione indimostrabile che in un mondo senza discriminazione mi comporterei in un modo diverso nella vita di tutti i giorni. Niente di eccezionale: tante piccole cose. Ma questo non mi va proprio giù, il fatto che non posso. È un'ingiustizia che non sopporto. Sarò io troppo idealista e poco pragmatico, non lo so. È solo un capriccio?

Poi non so, sarò io che son fatto così e non so se è un bene o un male, però nelle mie scelte non riesco a non pensare agli altri e agire solo per me. Sento il dovere di fare la mia parte e mostrare alle persone che incontro che sono gay e allo stesso tempo una persona come le altre e che la mia omosessualità è solo una piccola parte di quello che sono. Mi sento in colpa perché non faccio la mia parte. Se c'è qualcuno che soffre come me, non fare niente per aiutarlo mi fa star male.


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 Oggetto del messaggio: Re: Perché no?
MessaggioInviato: martedì 12 giugno 2012, 23:22 
Utenti Storici

Iscritto il: mercoledì 14 aprile 2010, 9:22
Messaggi: 2861
Kirillov ha scritto: Quello che mi tormenta è altro. La mia è una questione di principio, per questo credo che molti penseranno che le mie motivazioni siano stupide. Dubito fortemente che sarò capito.
Se non temessi i pregiudizi mi comporterei in modo diverso. Sento la mia libertà di espressione limitata dall'omofobia e ho difficoltà ad accettarlo e rimanere nascosto.
Ho questa convinzione indimostrabile che in un mondo senza discriminazione mi comporterei in un modo diverso nella vita di tutti i giorni. Niente di eccezionale: tante piccole cose. Ma questo non mi va proprio giù, il fatto che non posso. È un'ingiustizia che non sopporto. Sarò io troppo idealista e poco pragmatico, non lo so. È solo un capriccio?
Poi non so, sarò io che son fatto così e non so se è un bene o un male, però nelle mie scelte non riesco a non pensare agli altri e agire solo per me. Sento il dovere di fare la mia parte e mostrare alle persone che incontro che sono gay e allo stesso tempo una persona come le altre e che la mia omosessualità è solo una piccola parte di quello che sono. Mi sento in colpa perché non faccio la mia parte. Se c'è qualcuno che soffre come me, non fare niente per aiutarlo mi fa star male.



(Scusa , nn ho ancora imparato a quotare) .Pur non essendo gay, ti comprendo benissimo. Se non fossi sensibile alle inguistizie non sarei qui.
Tampo fa inventai un personaggio che aveva il tuo stesso dilemma
Se ti va di leggerlo, eccolo. Così mi dici se intendevo la stessa cosa.
Il personaggio è Marco.


viewtopic.php?f=20&t=973


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 Oggetto del messaggio: Re: Perché no?
MessaggioInviato: mercoledì 13 giugno 2012, 21:08 

Iscritto il: martedì 22 maggio 2012, 7:05
Messaggi: 21
barbara ha scritto:
Pur non essendo gay, ti comprendo benissimo. Se non fossi sensibile alle inguistizie non sarei qui.
Tampo fa inventai un personaggio che aveva il tuo stesso dilemma
Se ti va di leggerlo, eccolo. Così mi dici se intendevo la stessa cosa.
Il personaggio è Marco.


viewtopic.php?f=20&t=973
barbara, non puoi farmi questo: ho un esame venerdì, devo studiare! No dai scherzo :D , non fa niente: non ci ho messo molto, leggo veloce se voglio (anche se lo schermo del computer non aiuta). Grazie per la risposta e complimenti per il racconto. Ho provato una grande empatia per Marco ma non completa identificazione. Per essere chiari, tu cosa intendevi di preciso?

(P.S.: non vorrei uscire troppo fuori argomento ma devo proprio dirti che scrivi bene. Leggendo mi sono chiesto quanto è passato tra la prima stesura e quello che ho letto e quanto lavoro c'è dietro.)


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