Fuori strada...

La difficoltà di uscire allo scoperto
Tails
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Fuori strada...

Messaggioda Tails » martedì 25 settembre 2012, 18:06

Ciao a tutti.
Avevo idea di scrivere questo post da qualche giorno...
Io non ho mai fatto Co a nessuno, tranne a una persona (come ho scritto nella mia presentazione)... a volte mi verrebbe da dirlo a tutti, poi ci ripenso e preferisco tenerlo per me.
Lo so che è uno dei momenti più difficili, così cerco di prendere come punti di riferimento storie di altri ragazzi qui sul progetto, ma se prima ero leggermente confuso ora sono disperso...
Quindi a chi a un po' di bontà per ridarmi una retta via chiedo se può aiutarmi...

Un abbraccio a tutti e grazie ;)

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progettogayforum
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Re: Fuori strada...

Messaggioda progettogayforum » martedì 25 settembre 2012, 21:03

Beh, per quanto riguarda il coming out, non ha senso pensare a regole generali, gli ambienti sociali e familiari sono così diversi che le situazioni non sono nemmeno comparabili. Il coming out non è un obbligo morale né una condizione per sentirsi gay al 100%, può anche essere un grosso rischio. In ogni caso è un grosso rischio un coming out pubblico e non altamente selettivo (cioè limitato a persone affidabili al 200%). Il coming out va fatto se e solo se ci si sente sicuri al 100% e si è assolutamente determinati e consapevoli delle possibili conseguenze.

Alyosha
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Re: Fuori strada...

Messaggioda Alyosha » mercoledì 26 settembre 2012, 3:07

Penso grosso modo la stessa cosa, un c.o. ha senso solo rispetto alle persone e non in astratto. E' chiaro che quando lo cominci a dire devi mettere nel conto che la cerchia delle persone che sa di te potrebbe malauguratamente allagarsi e devi poter essere nelle condizioni di fronteggiare la situazione. Dirlo senza rischi a un paio di amici fidati da abbasta garanzie di risevatezza, quando già diventano tre gli amici, il terzo un pò di preoccupazione te le deve dare... Insomma pensare ad un c.o. selettivo per poi essere ossessionati dall'idea che qualcuno parli è anche peggio che non farlo. Il c.o. è un mezzo non n fine e il fine è sempre ricavarsi un contesto dentro il quale si viva serenamente con se stessi e la propria omosessualità. Questo spazio devi saperlo costruire prima dentro di te, quello che succede fuori sarà un pò una conseguenza del tuo modo di stare al mondo e ognuno si sa c'ha il suo.
I modi fanno la differenza. L'ultima cosa che deve succedere è che il c.o. diventi motivo di stress, nei due sensi: "nessuno sa di me" "o mio Dio mi hanno scoperto". L'ultima cosa che volevo dirti è che maturare un problema non è come starci dentro, quando uno è dentro un problema in realtà neanche lo vede, quando si accorge che certe cose cominciano a diventare problematiche co si è già posto fuori di esso. Intendo dire che questa fase in cui ti interroghi su cosa fare non è sterile, stacci dentro per per un pochetto, tutto il tempo che ti serve, prova a sentire cosa si muove e piano piano ti porterai spontaneamente verso le cose che vuoi fare...


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