Dichiararsi con tutti, fatelo

La difficoltà di uscire allo scoperto
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Alyosha
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Re: Dichiararsi con tutti, fatelo

Messaggio da Alyosha » sabato 3 novembre 2012, 21:09

ripeto che non sto cercando di forzare nessuno, come potrei farlo da dietro lo schermo di un computer?
Lo so a volte ci giro attorno e divento nebuloso, perdonami.... Cercavo solo di insinuare che stai cercando di convincere te stesso ;). A volte nelle discussioni si fa proprio così, si cercano possibili obiettori per chiarirsi le idee. Spero ti siamo stati utili... chisssà perché devi per forza convincere gli altri per fare cose che reputi utili, non hai bisogno della'utorizzazione di tuo padre, se non per la circostanza che dichiarantoti in un paesino e vivendo ancora con lui lo metteresti in forte imbarazzo... più o meno è questo il problema?

arrofus
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Re: Dichiararsi con tutti, fatelo

Messaggio da arrofus » sabato 3 novembre 2012, 21:54

Vedo che sto cominciando a farmi capire :) meno male.

Caro William27,
non intendo sbandierarlo, ma non nasconderlo. Secondo me evitare di fare commenti su un ragazzo che ci piace significa nascondere di essere gay. Ci sono mille occasioni in cui si può capire che siamo gay, e se le evitiamo significa nasconderci. Comunque ormai ci siamo capiti, poi sono dettagli.

Caro Yin-Yang,
grazie per il consiglio. Non riesco a concepire alcun problema possibile. Solo qualcuno potrebbe chiamarmi frocio, ma non mi frega nulla. Mio padre pensa che siamo nel Medioevo, crede che se si sapesse io e mio fratello potremmo venire picchiati per strada.... quindi lo ascolto ma su certe cose esagera. La sua esperienza di vita non ha a che fare con questa questione. Nel mio paesino c'è una transessuale, una giovane. Ora è fidanzata e lavora. Nessuno le ha mai fatto niente.

Caro Alyosha,
sono super convinto. Non vedo l'ora di poterlo fare. Sto cercando di aspettare che mio padre accetti la cosa perché non voglio farlo soffrire troppo. Fosse per me comincerei a farlo da ora.
Non sto cercando di convincere nessuno, ma far pensare chi legge che FORSE, dico FORSE, in alcune condizioni, la mia idea (che non è solo mia) potrebbe essere giusta, e potrebbe far sentire meglio anche eventuali altre persone che la attuassero.

Ciao a tutti.

william27
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Re: Dichiararsi con tutti, fatelo

Messaggio da william27 » sabato 3 novembre 2012, 22:48

[quote="arrofus"]Vedo che sto cominciando a farmi capire :) meno male.

Caro William27,
non intendo sbandierarlo, ma non nasconderlo. Secondo me evitare di fare commenti su un ragazzo che ci piace significa nascondere di essere gay. Ci sono mille occasioni in cui si può capire che siamo gay, e se le evitiamo significa nasconderci.


Ok, su questo mi trovi d'accordo, anche se pure in questo caso non si può generalizzare...io ad esempio, nemmeno quando ero convinto di essere etero, ho mai fatto commenti sulla ragazza di turno che mi piaceva, però effettivamente, se tu ti senti di comportarti in questo modo, è giusto che tu lo faccia, questo certamente! ;)

Alyosha
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Re: Dichiararsi con tutti, fatelo

Messaggio da Alyosha » domenica 4 novembre 2012, 1:39

Penso di aver capito la situazione. Mi pare del tutto evidente che fai bene a discutere la cosa con tuo padre, è una forma di rispetto nei suoi confronti. Mi chiedo solo se stai progettando di andare a vivere altrove, in luoghi che oggettivamente danno piu opportunità.

arrofus
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Re: Dichiararsi con tutti, fatelo

Messaggio da arrofus » domenica 4 novembre 2012, 4:05

Caro Alyosha,
ti dirò, ho una laurea triennale in una materia che spinge alla ricerca, cioè Fisica. Avevo cominciato a tal proposito la magistrale vicino Londra, ma sono dovuto tornare per un piccolo problema, rinunciandovi. Prima di partire ero già dichiarato con mio padre e mio fratello, stavo già portando avanti questo discorso, e lo avrei comunque portato fino in fondo(tanto le magistrali là durano solo un anno, quindi dopo un anno sarei tornato a casa!).
Ora mi iscriverò all'università del mio capoluogo di provincia per la magistrale (stessa in cui ho conseguito la triennale), vivendo a casa mia o forse affittando una stanza là e tornando per il week-end-

Fra due-tre anni, quando avrò la laurea magistrale(spero), vedrò cosa fare. Non escludo di continuare con il dottorato (la maggior parte di chi si laurea nella mia materia lo fa) provandolo sempre nell'università vicino casa mia.
Deciderò in base alle opportunità di studio superiore e/o di lavoro. Dipende da come va la magistrale e da cosa deciderò e avrò la possibilità di fare.

Alyosha
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Re: Dichiararsi con tutti, fatelo

Messaggio da Alyosha » domenica 4 novembre 2012, 8:52

Personalmente conosco un ragazzo che ai tempi era dichiarato nella città dove studiava, mentre a casa nessuno sapeva di lui. Potrebbe essere una soluzione, tanto trasferendoti per studio, la vita che ti interessa la spenderesti fuori casa per la maggior parte e in ogni caso se dovessero arrivare voci in paese resterebbero per l'appunto voci. Tuo padre lo sa, gli amici che contano pure e probabilmente per il tempo che spendi nel paese di origine può andar bene così. I compromessi non sono sempre sbagliati.
Comunque in effetti qualcuno da convincere c'era, ho sbagliato un pò il tiro, che ci vuoi fare comincio a perdere colpi. Vedi proprio il tuo pare un caso in cui sei assolutamente convinto di fare c.o. pari non correre pericoli oggettivi e ciò nonostante "non puoi" nell'immediato. Immagina quante altre situazioni diversissime dalla tua possono esserci. Tu alla fine stai dimostrando una posizione matura, vuoi bene a tuo padre e ti rendi conto che la cosa più giusta da fare e prendere assieme questa decisione, visto che la tua scelta avrebbe effetti anche sulla sua vita (le sue preoccupazioni che per te sono inutili ma per lui hanno un peso). Ci sono molti ragazzi che questa maturità non ce l'hanno e da un lato vivono nella disperazione perché non sono "coraggiosi" abbastanza da fare c.o., dall'altro quasi dovessero dimostrare chissà cosa, magari tentano colpi di mano. Sono assolutamente convinto che un ambiente in cui tutti sanno di te e ci si può esprimere liberamente sia migliore di uno in cui ci si debba nascondere, ma non sono convinto che questa sia sempre e concretamente la cosa migliore da fare e ancora di più sono convinto che questa pressione sul c.o. non sia necessaria. Nei tuo caso per esempio questo "rallentamento" rispetto ai tuoi desideri non è dettato dalla paura di quello che potrebbe succederti, ma se capisco bene dall'affetto che ti lega a tuo padre e chissà quante altre resistenza nella vita concreta possono esserci oltre alla paura di essere presi a botte per strada cui facevi riferimento nel primo discorso (che detto tra noi, poi è grosso modo l'obiezione di tuo padre al c.o.). Quando una persona se la sente di farlo, lo fa con chi vuole e nei i modi che impara a costruirsi. Tu all'inizio facevi un discorso in generale ed è proprio discorsi generali che eviterei sul c.o. Per questo ho preferito portare un pò la questione alla tua personale situazione perché è in quella che ha senso discutere su cosa fare. Questa nel complesso è la mia opinione :). In bocca al lupo per tutto!
Ultima modifica di Alyosha il domenica 4 novembre 2012, 14:08, modificato 4 volte in totale.

barbara
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Re: Dichiararsi con tutti, fatelo

Messaggio da barbara » domenica 4 novembre 2012, 10:11

Valutare a priori i rischi di una nostra scelta non è mai facile. Questo vale per ogni questione che ci sta a cuore. Nessun coming out è esente da rischi,come non lo è la scelta di restare nascosti.Ho l'impressione che la tua posizione , Arrofus, sia proprio legata al fatto che secondo te al momento attuale i rischi che corri (in termini di pressione psicologica ecc...) nel continuare a controllarti , sono maggiori di quelli che correresti nel comportarti come ti verrebbe naturale fare. Sei arrivato a un punto in cui per fingere dovresti fare violenza su te stesso . E' un punto di non ritorno, così importante per te che hai sentito il bisogno di comunicarlo a chi ha condiviso con te un pezzo importante del tuo percorso. Ora è ovvio che , poichèle situazioni sono differenti, ognuno avrà una propria bilancia di rischi a cui fare riferimento, ma la tua riflessione credo sia importante, perchè, se è vero che in questa operazione si può essere avventati, è altrettanto vero che l'eccessiva prudenza potrebbe portare ad autolimitarsi .
Ti auguro perciò di scegliere per il meglio e tienici al corrente degli sviluppi! :)
Ultima modifica di barbara il domenica 4 novembre 2012, 21:55, modificato 1 volta in totale.

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Re: Dichiararsi con tutti, fatelo

Messaggio da marc090 » domenica 4 novembre 2012, 16:29

Innanzitutto dovrò chiedere scusa, perché non riesco a fare una risposta che inglobi ogni singolo discorso.... :P Ho visto che il topic si è diviso in più filoni e riassumere una risposta valida per tutti mi sembra semplicemente impossibile...

Volevo, però, dare anch'io la mia visione di alcuni punti, che mi sembra tolgano un po' di basi a tutta la questione di fondo, che mostrano, in particolare, come già l'impostazione di base della questione "Dichiararsi con tutti, fatelo" non sia così ovvia come si vorrebbe presumere...(ovviamente si tratta di opinioni assolutamente personali)

In particolare, ho visto che due cose risaltano dal primo ragionamento di arrofus ( il primo messaggio) e poi a seguire da tutti gli altri; due termini nello specifico: repressi e NOI.

Viviamo in una società, in cui essere gay può essere un problema. Non è sola paura sbandierata ai 4 venti, è una cosa che da circa 40 anni ha smesso di essere reato, è un fattore che può essere discriminante nella stragrande maggioranza dei contesti di tutti i giorni... (potrei parlare per me e basta, ma abbiamo un archivio di storie che testimoniano un dato più oggettivo).

Ecco... con una società tale per cui, avvertendo il peso dei pregiudizi, dei ragazzi o ad'esempio uomini maturi già inseriti nella società, arrivano... dopo anni.. semplicemente a capire quale verità non volevano accettare e preferivano nascondere, persino a se stessi...
Con un contesto in cui, accettare questa verità, pone improvvisamente di fronte ad un mondo che sembra molto più complesso da vivere, per un fattore così banale... Mi chiedo.. Com'è possibile parlare di "repressi"?

Dopo che vivo il peso di tanto pregiudizio, quindi, dopo che soffro, rinunciando addirittura ad una parte di me e, con mille sacrifici, giungo semplicemente a poter affrontare la questione senza filtri tra me stesso e quella verità che avrei desiderato fosse diversa... Dopo tutto questo, dovrei pensare che il problema sia mio ed unicamente mio e non, invece, di una società che questo problema, se non l'ha direttamente posto, l'ha semplicemente avvalorato?

Oltre al fatto che, per assurdo... parliamo di società, per semplificare. In realtà è un concetto che alla fine (dal lato pratico della cosa) riguarda la nostra realtà.. Hai ragione quando dici che non è vero che abbiamo tutto il mondo contro.. ma il nostro mondo, è quello fatto dalla persone che abbiamo attorno.. (anche perché il ruolo delle persone sconosciute nella nostra vita non è particolarmente rilevante...)

Ora, di qui a generalizzare, a consigliare a tutti di uscire allo scoperto, se non rischiano episodi di violenza, dove può trovare degli effettivi riscontri con la realtà, nel vissuto delle persone... se non considera niente del loro contesto?
Come si fa a generalizzare, a partire dalla proprie esperienza e dai propri contesti, un modo di fare valido per tutti? Ovviamente, a prescindere che la questione sia suggerita, obbligata... Parlo anche io molto in generale.

Ciò che voglio dire... è che, ad un certo, punto, dopo aver già premesso le questioni di cui ho parlato sopra, arrivi a suggerire una serie di consigli che sembrano poter risolvere in un colpo solo, problemi che migliaia di ragazzi arrivano a vivere nel loro quotidiano, per una miriade di motivi.

Ecco... Consigli, come ti è già stato fatto notare, di ignorare la persona che alimenta il pregiudizio e di ignorare, oltre a questo, anche i suoi modi; anche, tutto quello che fa per mancarci di rispetto... Consigliando oltretutto, per linee generali, di fare questo per sentirsi più liberi..

Mi portano alla mente (scusami l'analogia ma vuole essere solo per rendere l'idea), quei consigli che alle elementari sentivo dare dai padri dei miei amici; quelli, in cui il padre o, suggeriva di ignorare il bullo, oppure di reagire con altrettanta violenza... Col piccolo dettaglio che la questione finiva solo quando un ente terzo prendeva una posizione netta e contraria alla situazione.

Dopo tutto questo, ti chiedo scusa arrofus se son stato un po' veemente coi toni, quello che intendevo dire... E' che:

chi non è dichiarato, chi ha deciso di non fare questo passo, così come invece tu hai fatto... Non solo, non va colpevolizzato (cosa che invece sembrano fare quel termine "represso", usato fuori contesto, frasi come "Il punto è, che se rimaniamo invisibili, come pretendiamo che le cose migliorino?" o il semplice fatto di parlare per via troppo generali, ignorando migliaia di contesti), non solo, non va spinto in direzione contraria (come invece sembrano fare frasi come "se vogliamo convincere il 90% ad occuparsi di noi 10%, dobbiamo far sapere chi siamo noi. Tutti gli omosessuali devono uscire allo scoperto in ogni parte dello stato, ovunque essi siano. Avvocati, medici, accallappiacani. A cominciare da questa stanza." Ecco, io dico a cominciare da questo forum.)ne convinto verso soluzioni di chissà quali tipo...

Chi non ha fatto quello che hai fatto tu, ha il suo contesto davanti, i suoi problemi, che in quanto tali, vanno rispettati.

Tutto questo, implica che tale persona vada supportata... Affinché possa essere se stesso, affinché possa inquadrare, secondo i suoi modi e la sua realtà, quali sono gli ostacoli che si frappongono fra lui e una vita più serena...

Di certo, a mio parere, non va spinto ad ignorare tutto questo.. Specie in nome di un NOI, che non dovrebbe esistere (Gli Etero (LORO), sono persone qualunque ) o in nome di una soluzione, che vuole già, di base, ignorare tutto quello che sono e tutto quello che hanno di fronte.

Giusto per concludere, prendi tutto questo come una posizione personale. Ho trovato ingiusto il modo di porre la questione, ma vedi il tutto sempre, come un'opinione personale.
Per prima cosa portarono via i comunisti, e io rimasi in silenzio perché non ero un comunista. Poi se la presero coi sindacalisti, e io che non ero un sindacalista non dissi nulla. Poi fu il turno degli ebrei, ma non ero ebreo.. E dei cattolici, ma non ero cattolico... Poi vennero da me, e a quel punto non c'era rimasto nessuno che potesse prendere le difese di qualcun altro.
Martin Niemoller


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arrofus
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Re: Dichiararsi con tutti, fatelo

Messaggio da arrofus » domenica 4 novembre 2012, 17:02

Caro Alyosha,
alla fine condivido quello che dici. Crepi!

Cara Barbara,
sostanzialmente è quello: sono a un punto in cui ho deciso che è meglio uscire fuori che continuare a nascondermi. Ma credo che auspicabilmente debbano arrivarci tutti, parlo io che fino a un anno fa non credevo mai di arrivare a questo punto. Perciò sto condividendo le mie idee, di cui ora sono convinto.

Caro marc090,
tu hai ragione in ciò che dici. Tutti noi in un modo o nell'altro facciamo un percorso tortuoso, accompagnato da tante sofferenze. Sacrifichiamo una parte di noi.

Ecco, appunto, dopo un tale percorso, dopo anni di simili "inconvenienti" io credo che l'obiettivo, anche se non si sa quando si raggiungerà, debba essere il coming out totale. Quando non ci fregherà nulla di cosa potrà pensare chiunque. Quando non ci preoccuperemo se perderemo un amico che non ci accetta.

Quello che voglio dire, è che se non consideriamo nemmeno di uscire allo scoperto, ci RASSEGNIAMO a permettere che siano gli altri a definire la nostra vita, a fare di noi delle vittime. Ma lo permettiamo NOI.

Quindi, badate bene che non ho MAI criticato chi non è dichiarato. Sarebbe assurdo, perché fino a un anno fa io ero dichiarato solo con 3 amici. E fino a 3 anni fa nemmeno con loro. Ma per favore, lasciate passare questa mia opinione personale.

Fidatevi che può servire far circolare anche la mia idea, perché se io non avessi letto e ascoltato di altre persone che avevano l'idea che io ho ora, non sarei a questo punto ora, in cui sento DAVVERO che non c'è alcuna differenza tra me e un eterosessuale. E se per qualcuno c'è, è un errore che fa lui (nel senso, se c'è per qualcuna delle persone che incontrerò).

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Re: Dichiararsi con tutti, fatelo

Messaggio da Pugsley » domenica 4 novembre 2012, 17:24

La fase della vita che sto passando mi porta a dire che Arrofus ha pienamente ragione.
C'è da dire che anni fa non la pensavo così...
Ovviamente ogni storia è a sé, ha il proprio contesto, il proprio luogo di origine...senza scadere in banalità io vedo che chi è dichiarato col mondo vive meglio e acchiappa di più...e ha come amici solo chi è gay-friendly.
Nel mondo del lavoro questa cosa potrebbe essere di ostacolo, ma se si è seri, si ha professionalità, e non si aspira a diventare Amministratore Delegato di qualche potente lobby...si può vivere benissimo bene.
Pompeo

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