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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Re: Dichiararsi con tutti, fatelo
MessaggioInviato: lunedì 5 novembre 2012, 22:56 
Utenti Storici

Iscritto il: mercoledì 20 ottobre 2010, 0:41
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k-01 Benvenuto ti infili subito in un argomento bello tosto. Conto in una tua presentazione, mi pari un bel tipetto ad occhio e croce!


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 Oggetto del messaggio: Re: Dichiararsi con tutti, fatelo
MessaggioInviato: lunedì 5 novembre 2012, 23:20 

Iscritto il: mercoledì 29 settembre 2010, 1:06
Messaggi: 151
Skstatic, inutile arrabbiarsi. Via forum ci si fraintende. Certo che io sono stato vittima dell' omofobia interiorizzata, è quello che ho detto. Sto cercando di condividere la mia esperienza in in modo che può essere utile. Magari sbaglio. Tutti ne abbiamo passate comunque, e anche io mi arrabbiavo tantissimo quando un mio amico etero mi faceva questi discorsi.

Non sto cercando di forzare nessuno, caro Alyosha, cerco solo di alimentare il processo che ha aiutato me. Non posso forzare nessuno da dietro un PC.

Per me è una cosa utile, se volete dire che sbaglio non leggetemi più.


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 Oggetto del messaggio: Re: Dichiararsi con tutti, fatelo
MessaggioInviato: lunedì 5 novembre 2012, 23:26 
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Iscritto il: venerdì 9 marzo 2012, 1:47
Messaggi: 104
Curioso, non hai toccato l'unica cosa che era consigliabile smentire a mio modesto parere eheh ^^ ... buona fortuna !


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 Oggetto del messaggio: Re: Dichiararsi con tutti, fatelo
MessaggioInviato: lunedì 5 novembre 2012, 23:39 

Iscritto il: lunedì 5 novembre 2012, 22:05
Messaggi: 232
Ciao Alyosha,
grazie del benvenuto. Ma la presentazione è obbligatoria? :?
Io preferirei farmi conoscere tramite quello che scrivo...comunque ci penserò.

Caro arrofus,
confesso di non aver capito la tua risposta. L'omofobia esiste indipendentemente dalla visibilità dei gay perché ci sono ragioni culturali che la sostengono. Così come esistono molte altre discriminazioni. Esistono anche nei paesi che hanno legalizzato le unioni gay.
Uno quindi può anche gridare al mondo di sè senza smuovere di un millimetro la coscienza sporca dei malpensanti.
Una società può migliorare solo se cresce la cultura della tolleranza e del rispetto che si deve anche a chi per ragioni sue preferisce svelare di sè nelle modalità più opportune e con le persone che preferisce.
Criticare gli altri per le loro scelte è il modo migliore per alienarsi la loro simpatia sortendo l'effetto opposto a quello desiderato.


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 Oggetto del messaggio: Re: Dichiararsi con tutti, fatelo
MessaggioInviato: lunedì 5 novembre 2012, 23:40 
Utenti Storici

Iscritto il: mercoledì 20 ottobre 2010, 0:41
Messaggi: 2360
Non sto affatto dicendo che sei tu che forzi, tante volte la gente si forza da sola, ottenendo il risultato esttamente contrario a quello desiderato. Tu stai solo dicendo come la pensi siamo qui per scambiarci opinioni e se tutti la pensassimo allo stesso modo il confronto sarebbe piuttosto noiosetto!
K-01: No quale obbligatoria, non c'è niente di obbligatorio era giusto per scambaire quattro chiacchere fuori da questa discussione, quando ti andrà e se ti andrà.


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 Oggetto del messaggio: Re: Dichiararsi con tutti, fatelo
MessaggioInviato: martedì 6 novembre 2012, 1:28 

Iscritto il: mercoledì 29 settembre 2010, 1:06
Messaggi: 151
Caro Skstatic,
spero sia chiaro che non voglio essere offensivo. Se ti va dimmi pure qual è il punto in questione così ci penso. Altrimenti fa nulla. Grazie per l'augurio.

Caro k-01,
1- vale la pena di nasconderci e vivere una vita non nostra per l'omofobia?
2-secondo me, al contrario, l'arma più importante per far progredire la societa è appunto fare coming out con le persone care e non nascondersi con tutte le altre, cioè fare in modo che si sappia che siamo gay. Rimando alla lettura del blog la stessa medaglia, sezione abbattere il pregiudizio, parte introduttiva, per una completissima spiegazione del motivo.
http://www.lastessamedaglia.com/2011/02 ... egiudizio/

Alyosha, alla fine noi ci intendiamo anche se non condividiamo.

Ciao


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 Oggetto del messaggio: Re: Dichiararsi con tutti, fatelo
MessaggioInviato: martedì 6 novembre 2012, 1:33 
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Iscritto il: sabato 23 aprile 2011, 1:00
Messaggi: 888
Ne approfitto anche io k-01 per darti il benvenuto :) Alyosha dice bene: se ti va di presentarti, ci fa assolutamente piacere :) E per qualunque cosa non esitare a chiedere.

Per ritornare in tema invece, concordo assolutamente col discorso di alyosha... mi sembra il punto di svolta di tutta la discussione e non so se avrei saputo trovare parole migliori. In particolare:
Cita:
[..] Dire per esempio che se tutti fossimo dichiarati le cose cambierebbero equivale a dire che siccome tutti non si dichiarano le cose non cambiano e questo non è un pò come attribuire responsabilità ai non-dichiarati di un contesto omofobo? So che non è assolutamente questo che intendevi, ma certi ragionamenti hanno coseguenze a prescindere dalle intenzioni di chi li formula e a quelle conseguenze bispgna guardare e sopratutto avere pazienza.


E' la stessa cosa che, ti sta contestando skstatic...

Quella sorta di filo comune che hai posto tra omofobia interiorizzata, (che adesso sostituisce il termine "represso" ma non cambia di significato...) significato dell'azione sociale e coming out massivo...

In pratica, portando alle estreme conseguenze il tuo ragionamento e considerandolo semplicemente sotto un altro punto di vista.. Chi è oggetto di discriminazione, sembra egli stesso artefice di tale discriminazione...

Come appunto, per riagganciarmi a quello che volevo intendere, se chi diventasse oggetto di prepotenze, fosse responsabile delle stesse.

Come avrebbe senso impostare il discorso? Secondo me riportando oggettivamente i motivi della propria soddisfazioni, gli elementi che hanno avuto successo in tutto quel modo di agire e i contro che si son dovuti superare / considerare.

Il tutto, lo dico, non per minare la discussione, ma perché, diversamente, la trovo più una presa di posizione che cercare "[..] di condividere la mia esperienza in in modo che può essere utile."



_________________
Per prima cosa portarono via i comunisti, e io rimasi in silenzio perché non ero un comunista. Poi se la presero coi sindacalisti, e io che non ero un sindacalista non dissi nulla. Poi fu il turno degli ebrei, ma non ero ebreo.. E dei cattolici, ma non ero cattolico... Poi vennero da me, e a quel punto non c'era rimasto nessuno che potesse prendere le difese di qualcun altro.
Martin Niemoller


Marc090 -- Amministrazione di ProgettoGay
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 Oggetto del messaggio: Re: Dichiararsi con tutti, fatelo
MessaggioInviato: martedì 6 novembre 2012, 2:35 

Iscritto il: mercoledì 29 settembre 2010, 1:06
Messaggi: 151
A parte che avevo dimenticato di dare il mio piccolo benvenuto a k-01... sarà che non scrivo molto qua. Benvenuto!

Comunque sì, si può parafrasare che io sto dicendo che siamo noi che ci rendiamo oggetto della discriminazione. Non è sempre cosi, ma lo è nella maggior parte dei casi.
C'è bisogno di uno che si discrimina e uno che si LASCIA discriminare. Non siamo in un caso in cui rischiamo l'incolumità, la vita o c'è il carcere.

Vi assicuro che non sono l'unico a pensarla così. So che mi odiate sempre di più, ma anche io odiavo chi mi esortava a smettere di nascondermi. Mi trovavo tutte le scuse, e dicevo che aveva torto e io ragione.


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 Oggetto del messaggio: Re: Dichiararsi con tutti, fatelo
MessaggioInviato: martedì 6 novembre 2012, 8:23 
Utenti Storici

Iscritto il: mercoledì 14 aprile 2010, 9:22
Messaggi: 2861
L'omofobia , a mio parere, si può combattere in molti modi. Essendo frutto dell'ignoranza , può essere combattuta presentando una verità diversa da quella del pregiudizio. In questo concordo con l'opinione di Arrofus , secondo il quale il coming out è un cambiamento non solo per se stessi, ma anche per gli altri. Se conosco direttamente una persona gay perchè questa persona si svela a me, sono costretto a rivedere tutti i miei stereotipi , perchè mi rendo conto che non corrispondono alla realtà. In questo senso il coming out può produrre , secondo me, cambiamento.
Ma è uno dei tanti modi che esistono. Giustamente questo non deve coincidere con l'assunto che la discriminazione deriva dall'atteggiamento di chi la subisce. E' proprio il contrario secondo me .
A tale proposito credo che in una società civile la battaglia contro l'omofobia per esempio non debba essere appannaggio delle persone LGBT. Se molti eterosessuali facessero propria questa battaglia , non ci sarebbe bisogno per molti omosessuali che non possono permettersi di svelarsi di doverlo fare.
Recentemente ho proposto nella azienda in cui lavoro che sia svolto un corso di aggiornamento sull'omofobia. Ciò ha suscitato curiosità in chi non sa ancora del fatto che mi interesso alle tematiche LGBT , ma certamente corro meno rischi e imbarazzo io a proporlo che una persona omosessuale .
Penso che la discussione di Arrofus sia molto interessante proprio perchè ci obbliga a riflettere su un aspetto che sta a cuore a tutti . Tanto è vero che ci si scalda nel confronto.
Trovo anche interessante il fatto che Arrofus non consideri il dichiararsi una ribellione. Il che mi ha fatto riflettere, poichè lo davo per scontato.
Ci penserò su.


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 Oggetto del messaggio: Re: Dichiararsi con tutti, fatelo
MessaggioInviato: martedì 6 novembre 2012, 8:36 

Iscritto il: mercoledì 29 settembre 2010, 1:06
Messaggi: 151
Cara Barbara,
il primo amico a cui ho detto che sono gay, molto tempo fa, quando per me è stato difficilissimo, ora in molte occasioni si prodiga per abbattere gli stereotipi e i pregiudizi. Con le persone che incontra e si trova a parlare.
Effetto del mio coming out.

Nel frattempo ribadisco che per me non è una ribellione.


Ed ecco, quello che voglio dire è anche questo. Un contesto omofobo dipende anche da noi. NON SOLO, ma anche e soprattutto da noi. Ci sono i casi di persone che non possono agire, ma di sicuro ci sono anche persone che possono agire.

Se non da noi, da chi può partire il cambiamento? Chi aspettiamo venga a migliorare la situazione? Se tutti aspettano chi lo farà? Se tutti gli attivisti avessero aspettato dove saremmo ora? E io non dico di essere attivisti, dico solo di non nasconderci.

Anche se noi ci crediamo assolti, siamo lo stesso coinvolti. Per sempre.


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