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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Chiamiamola condivisione!
MessaggioInviato: lunedì 26 novembre 2012, 17:37 

Iscritto il: sabato 24 novembre 2012, 6:20
Messaggi: 21
Buonasera, mi piacerebbe sentire la vostra opinione su come la penso io, premetto che non sento il bisogno reale di fare coming out momentaneamente, e che forse metterò in ballo certi pregiudizi che potrebbero violare la sensibilità di qualcuno, vi chiedo di comprendere che sono le prime volte che mi affaccio a questa realtà che è anche mia, ah e scusate se mi dilungo tanto e appare uno scritto confuso, ma na volta che parto xD. Non mi piace il fatto di chiamarlo "coming out", uscire fuori, uscire allo scoperto, ma da cosa? mi sembra come se si è fatto qualcosa di terribile e uno dice "si l'ho fatto!" , mi piace di più il termine condivisione, condivisione di un modo proprio di amare, di vivere i rapporti (che forse è unico in ciascuno di noi, indipendentemente dal genere), comunque sia, la cosa che mi spaventa tuttora se dovessi "condividere" questo aspetto di me è che le persone a cui tengo fortemente non abbiano più la stessa voglia di farlo, ho timore che le mie relazioni di amicizia cambino imprevedibilmente, e questa è una cosa che davvero mi contorce l'anima, non so , mi sono sempre sentito inferiore, le mie amiche donne non condividono spesso i loro racconti intimi con me, e francamente lo preferisco anche io, i miei amici uomini quando lo fanno mi mettono in forte difficoltà, perchè credo di non poter cogliere realmente i loro bisogni, ho parlato già delle mie amicizie e torno a ripetere che per me sono state fondamentali, ho sudato per guadagnarmi il loro rispetto e non ho intenzione di perderlo in tre parole; altra cosa è che allo stesso tempo mi sento in colpa perchè mi sento un falso, e temo che i miei amici mi conoscano più per come cerco di apparire che per come sono, il che varrebbe a dire non mi hanno mai conosciuto; io non so se loro abbiano capito o meno, credo di si, ma il fatto di esser messo sempre sottopressione con domande tipo " ti serve una ragazza!, quando te la trovi una ragazza?" e anche "ma sei gay?" mi confonde, come mi confonde inoltre il fatto che adesso con i miei amici , soprattutto maschi , c'è una tale intesa che non mi hanno mai più fatto sentire meno uomo di loro, e questa è una cosa che ho apprezzato tanto! Vabè metti caso che mi dichiarassi anche solo qui, dal momento che vivo fuori, mi spaventa terribilmente , ho paura che superata la difficoltà di dirlo io possa sentirmi talmente libero da fare quello che mi pare, mi spaventa l'idea di poter riavere certe movenze e certi atteggiamenti, che purtroppo ad oggi arrivo a non sopportare proprio! Diciamo che da un punto di vista interiore mi accetto tantissimo e mi piaccio (difetti a parte xD), ma esteriormente mi preoccupa molto quel che traspare di me, fino a diventare un'ossessione, (si, mi preoccupa anche che quel che scrivo possa farvi credere di me qualcosa piùttosto che un'altra!) Non mi interessa piacere al mondo intero, ma mi interessa essere come sono veramente, per cui se non ti piaccio perchè non ti piaccio mi va benissimo, ma se non ti piaccio perchè non mi sono riuscito a far capire ci sto di mer**! Capitolo famiglia , la faccio breve: i miei genitori non mi picchierebbero (credo xD) mi vorrebbero comunque molto bene, però soffrirebbero parecchio e già mi sento un figlio schifoso per altri motivi (anche connessi al mio carattere e di come mi comporto con loro) e non vorrei dare altro dolore! Se ce l'avete fatta a non addormentarvi vi invito a dire la vostra, magari se avete fatto "condivisione" di raccontarmi la vostra esperienza, soprattutto nei rapporti con gli altri cosa è cambiato, o se avete domande mi farebbe piacere rispondervi anche per capirmi meglio! A prestooooo


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 Oggetto del messaggio: Re: Chiamiamola condivisione!
MessaggioInviato: lunedì 26 novembre 2012, 18:41 
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Iscritto il: giovedì 23 agosto 2012, 22:49
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Ciao Amleto!
Sai qual è stata la cosa che più mi ha colpito di ciò che hai scritto? Quando dici che ti sei sudato il rispetto dei tuoi amici. Questo aspetto non mi è piaciuto molto anche perché mi ricorda la mia esperienza passata. Anch'io sono stato sbeffeggiato in alcuni periodi della mia adolescenza per i miei silenzi, perché dicevano che ero troppo dolce, per ciò che mi piaceva... Poi, quando ormai stanco di soffrire per sentirmi dire che non ero come avrei dovuto essere ho iniziato a censurarmi, ad assumere un atteggiamento per compiacere di più gli altri, così mi sono guadagnato il rispetto di tutti e qualche amicizia in più. Capisco perfettamente che da ragazzini è tremendo rimanere soli, non avere un gruppo, ma sai che ti dico? Piuttosto che recitare una parte pur di guadagnarmi qualche falso amico che non mi accetterebbe per come sono veramente meglio stare soli e pazientare. Almeno ora la penso così. L'amicizia dovrebbe essere una sentimento spontaneo, non dovrebbe basarsi sul ruolo che ricopriamo.
A distanza di tempo cerco di mantenere i contatti solo con quelle persone che sono state rispettose nei miei confronti, cioè che non mi hanno mai insultato e non mi hanno fatto domande imbarazzanti, sono poche ma ci sono.
Scusami se con questa premessa mi sono reso magari un po' antipatico, non volevo giudicarti, ma questo è un argomento che mi coinvolge particolarmente:-)
Per andare al punto ti dico la mia esperienza personale: ho fatto coming out solo con il mio psicoterapeuta, per il resto, il contesto in cui vivo mi rende la faccenda abbastanza complicata e sono pieno di dubbi, però ho sicuramente voglia di dirlo, di certo non voglio continuare a fingere oltre, mi sento una persona come le altre ed in quanto tale esigo rispetto. Per vivere appieno la mia omosessualità sto aspettando che ci siano le condizioni per lasciare la mia casa di famiglia e vivere autonomamente.
Indubbiamente se facessi coming out in questo momento so che perderei molte delle amicizie che ho. Per farti un esempio sabato sera ero ad una cena con un gruppo di persone per festeggiare il compleanno di una mia amica. Tra gli ospiti c'era una coppia di gay di cui uno era un 55-enne effeminato che fa il truccatore. In un gruppo di una quindicina di persone solo un paio sono riusciti a stabilire un rapporto libero di pregiudizi con questi ospiti. Alla fine della serata ci siamo divisi ed un grupetto più piccolo mi ha convinto a proseguire la serata da un'altra parte anche perché dalla mezza notte in poi era anche il mio di compleanno. Purtroppo la serata è andata avanti con il resto dei miei amici che sparlava disgustato di quella coppia: chi diceva che il Tizio di 55 anni era un porco perché stava con un ragazzo di trenta, chi diceva che non apprezzava le persone così apertamente gay, chi diceva che l'omosessualità doveva essere contenuta. Se tutti i 25, 30-enni d'Italia dovessero ragionare così di questo passo non si sa quando potremo conquistare qualche diritto in più.
Ho dovuto trascorrere le prime ore del giorno del mio compleanno con l'amara certezza che purtroppo quelle persone mi rispettano solo perché non sanno che sono gay o forse perché sono stato così bravo da non dirlo e non turbare il loro senso del pudore; se mi dichiarassi dubito di sicuro non mi risparmierebbro lo stesso tipo di critiche. So che ci sarà un momento in cui la mia omosessualità non sarà più un segreto ed allora forse le nostre strade si separeranno. Perché non devo essere me stesso, perché non devo amare per guadagnarmi il presunto rispetto di queste persone?
Spero di non averti annoiato troppo, ho scritto davvero tanto:-)


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 Oggetto del messaggio: Re: Chiamiamola condivisione!
MessaggioInviato: lunedì 26 novembre 2012, 19:27 

Iscritto il: sabato 24 novembre 2012, 6:20
Messaggi: 21
ehy, ti ringrazio per la risposta, ci tengo a chiarirti che quando dico "ho sudato" intendo che ho superato io delle difficoltà legate alla mia timidezza, mi sono messo nelle condizioni di aprirmi e di farmi conoscere oltre il punto di vista dell'orientamento sessuale ecco! Diciamo che ho portato la loro attenzione su altri aspetti della mia persona, tralasciando quello intimo (piùomeno). Ti ripeto che secondo me loro sanno che io lo sia, però è come se per "rispetto" continuano ad eseguire la farsa insieme a me! Anche quando un mio amico mi ha chiesto se lo fossi, non mi ha posto la domanda come se gli facessi schifo in caso di affermazione, ma come per dire "ma adesso non è inutile che continui?" solo che io non ce la faccio. Anche perchè sinceramente c'è il difetto in questo gruppetto che se dici una cosa a una persona, al 50% lo viene a sapere il mondo il giorno dopo! E sinceramente ti dico che mi metto nei panni loro e capisco i pregiudizi che possono avere e l'altrettanta insensibilità a riguardo!


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 Oggetto del messaggio: Re: Chiamiamola condivisione!
MessaggioInviato: lunedì 26 novembre 2012, 21:13 
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Iscritto il: giovedì 23 agosto 2012, 22:49
Messaggi: 369
ah allora avevo decisamente interpretato male!
Se i tuoi amici hanno imparato ad apprezzarti, credo che ci siano degli ottimi presupposti perché tu possa confidarti con loro, anche se magari sono partiti nel modo peggiore, dato che alcuni di loro di schernivano, forse si sono evoluti essendo persone che hanno voglia di capire.
In questo caso, a differenza del mio, sei circondato da persone in grado di capirti senza giudicare.
Quando ti sentirai pronto non aavrai nulla da temere.
In bocca al lupo!


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 Oggetto del messaggio: Re: Chiamiamola condivisione!
MessaggioInviato: lunedì 26 novembre 2012, 21:15 
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Iscritto il: martedì 22 maggio 2012, 11:59
Messaggi: 97
Amleto ha scritto:
E sinceramente ti dico che mi metto nei panni loro e capisco i pregiudizi che possono avere e l'altrettanta insensibilità a riguardo!


O.o


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 Oggetto del messaggio: Re: Chiamiamola condivisione!
MessaggioInviato: martedì 27 novembre 2012, 10:33 
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Iscritto il: venerdì 9 marzo 2012, 1:47
Messaggi: 104
Immedesimarsi nel ruolo di chi si ama, per comprendere e tollerare una possibile reazione negativa ... quante volte ci ho pensato, eppure per mia Madre non sono riuscito ad accettarlo nemmeno ora e credo che mai lo farò ... se passi anni, a crescere ed amare un figlio ( ad esserci sempre ), come puoi al primo ostacolo fermarti e distruggere tutto per via del parere di altri soggetti ?
Al tempo, quando ne ho avuto bisogno, mia madre ha fatto ciò che poteva per aiutarmi, mentre mio padre era troppo occupato a passare la sua esistenza in un Bar con la sua unica e vera famiglia, le carte e altri 4/5 mutevoli soggetti ... ad es. quante volte mi dimenticava al doposcuola, nemmeno facessi parte dell'arredamento o dell'ambiente esterno ... ore ad aspettare senza capire il perchè ... passano gli anni e non puoi fare altro che accettare, che prima di noi, avrà sempre altre priorità ... però ti rimane lei e allora concentri tutte le tue aspettative sulla sua figura, ma arriva il momento in cui scopri che anche questa magnifica madre, ha un limite che non riuscirà a sorpassare, forse mai ... non ti resta che farti due risate e ascoltarla al telefono, confabulare una mia possibile infatuazione verso una ragazza fantasma ... rassegnazione ...
Se un amico ti vuole davvero bene, non cambierà nulla, sarà come prima ... normale e sicuramente tutto più vero.
Auguri per quando arriverà quel giorno ;)


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 Oggetto del messaggio: Re: Chiamiamola condivisione!
MessaggioInviato: martedì 27 novembre 2012, 20:50 
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Iscritto il: mercoledì 20 ottobre 2010, 0:41
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E si... mi pare il caso di ridirlo, lo dico io che il tema dell'effemminatezza produce molti più danni di quel che si creda e che ne restano vittime anche e sopratutto i gay.
Ad ogni modo hai tirato fuori una quantità infinita di nodi da sciogliere, preferisco procedere per punti.

Fai c.o. e ritorni effemina?
Hai smesso di essere effemminato, come?
Hai degli amici perché non sei più effemminato e ti trattano come uno di loro?
Vuoi dirlo a casa (dove di fatto non vivi) e non dirlo fuori (dove invece vivi)?
Perché pensi di dirlo a maschi?

Queste domande non vogliono risposta era giusto per separare le questioni, giusto un pochetto e giusto epr quel che emerge ad una prima lettura. Al di là del fatto che non vedo una sola questione legata al c.o. in sé. Sei sicuro di aver superato la fase in cui ti sentivi giudicato dagli altri? Per quello che vedo dai molto al sensazione di uno che si sente sempre i riflettori puntati addosso. E se invece agli altri proprio non fregasse nulla di ciò che sei? E se la tua socievolezza non dipendesse dal fatto che non sei più effemminato, ma dal fatto che ti sei aperto agli altri e hai scoperto che non sono tutti brutti e cattivi, pronti a giudicarti? E se questo giudizio su di te ti facesse così male, perché vediamo un pò... ah si ti rimanda al giudizio di tuo padre e tua madre sui tuoi comportamenti? E se il prezzo da pagare per non risultare "effemminati" e camminare inamidati che neanche Frankstein saprebbe fare di meglio? E se i tuoi amici pensassero di te che sei gay, esattamente un pò effemminato sei rimasto? E se scoprissi che proprio a loro non gliene frega nulla del fatto che hai modi gentili e resta il fatto che l'unico schiavo di quei pregiuidizi resti tu? E SE L'EFFEMMINATEZZA NON ESISTESSE, pensa un pò che mondo sarebbe.
Lo ripeterò fino alla nausea e sarà il sottotesto nell'epitaffio della mia tomba "il caso non esistie" e sotto " e nemmeno l'effemminatezze". Si è effemminati solo rispetto ad un modello di masolinità esasperato, irreale, becero e tonto. Sol ad una società maschilista e barbara persino nell'espressione poteva venire in mente una parola come "effemminato". Per la gente normale i tuoi modi, sono la libera espressione di te stesso e sono forzati sia quando fai la diva davan spettacolo, che quando giochi a fare il macio tutto d'un pezzo. Il corpo va lasciato fluido, libero nei movimenti e nel pensiero.
Un pò di tempo prima di fare c.o. puoi prendertelo, mi pare che sia più fecondo riflettere, digerire e maturare le tue cose prima.
Un abbraccio


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 Oggetto del messaggio: Re: Chiamiamola condivisione!
MessaggioInviato: martedì 27 novembre 2012, 22:39 

Iscritto il: sabato 24 novembre 2012, 6:20
Messaggi: 21
Intanto vi ringrazio per le risposte, che dirvi? condivido quello che avete scritto ma metterlo in pratica risulta difficile non solo a me a quanto vedo, la prima cosa che mi risulta dagli ultimi due commenti , sinceramente è un pò di incoerenza, plausibilissima perchè anche io lo sono: skstatic dice se il tuo amico ti vuole bene te ne vorrà anche dopo, però con mia madre non ci riesco, cioè una madre? colei che ti ha messo al mondo, caspita mi dico, se una madre può avere un limite del genere nei confronti di un figlio, figurati gli amici! e qui mi sembra di aver chiarito con sam. quanto ad Alyosha di descrivo la mia reazione alla lettura della tua risposta, all'inizio mi stavo per sentire una merda, poi mi sono fatto una bella risata visto il tono abbastanza ironico con cui l'hai posta! :D , cmq sia ho letto vari tuoi post di risposta in altri argomenti, e sicuramente dai dei consigli saggi e utili, però sono tutti punti di vista che derivano dalle tue esperienze, ora tu dici se agli altri non fregasse nulla di ciò che sei, beh ci credo! sta di fatto che sono scaturite miriadi di domande e questioni per aver detto la mia, (il che era un risultato sperato stavolta xD) è come se tu mi stai dicendo non devi non essere effemminato ma te stesso ( e mi sta benissimo), ma io lo traduco (magari erroneamente) in hai passato 20 anni a non capire un cazzo di come sei, ahahhahaha può darsi ma come già detto sopra interiormente mi accetto e mi amo; mi chiedi di essere naturalmente me stesso? facile a dirsi credo se non hai passato un'infanzia a sentirti chiamare frocio solo perchè parlavi, facile a dirsi quando non hai passato un'infanzia a sentire tua madre dirti cose come "non devi fare danza perchè ti muoveresti ancora più da femmina", che dovrei fare odiare mia madre? Non posso, perchè mi rendo conto che anche lei è stata vittima di pregiudizi atroci che l'hanno portata a credere che reprimendo queste "innaturalezze " a modo suo , potessi avere una vità più felice, nella sua totale ed estrema ignoranza l'ha fatto per il mio bene. Di certo se dovessi educare un bambino non gli impedirei niente! Quello che intendo è che ciò che sono oggi, nelle mie consapevolezze, è frutto di ciò che ho vissuto e dal momento che mi voglio molto bene, non credo che per capirmi meglio debbo ripartire da zero. Una risposta alle tue prime domande la voglio dare: 1 non lo so cosa succede se faccio co, ma vorrei restare come sono, 2 ho limitato il flusso della mia naturalezza sin da bambino appunto per essere compatibile a ciò che chi mi circondava mi faceva capire accettare, ma sinceramente ti dico che ad oggi con le persone che conosco profondamente sono molto naturale 3 ho degli amici perchè ritengo mi vogliano bene, avendo un'attenzione primaria per come sono e poi nei confronti dei miei orientamenti, mi trattano come uno di loro? beh direi mi trattano come un amico senza farmi sentire inferiore (sto complesso è del tutto personale) sta domanda mi fa riflettere molto comunque, 4e5 queste sono ancora da stabilire, cioè sono in fase di capirlo meglio, al momento non vorrei dirlo, comunque a casa nel senso dei miei amici stretti perchè appunto non mi sentirei apposto nei loro confronti, ai miei amici maschi essenzialmente per lo stesso motivo, non vorrei che se dovessero provare disagio nei miei confronti non abbiano la possibilità di esprimerlo, e allo stesso tempo mi terrorizza questa cosa. Comunque se ci sono incongruenze nel discorso fatemele notare , per me è davvero utile per aprirmi dei punti di riflessione.


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 Oggetto del messaggio: Re: Chiamiamola condivisione!
MessaggioInviato: martedì 27 novembre 2012, 22:56 
Utenti Storici

Iscritto il: mercoledì 20 ottobre 2010, 0:41
Messaggi: 2360
Amleto mi spiaccio tanto per quello che hai dovuto subire e per quanto dia crudo nei modi, cerco sempre di dire cose chiare. Litigo dalla mattina alla sera con tutti quelli che qua dentro dicono sugli effemminati delle autentiche sciochezze proprio perché so quando male fa sentirsi rifiutati sin da bambini. PErò è con quel rifiuto che devi fare i conti, perché i tuoi amici non ti rifiutano affatto, il che rende quasi parassistica la cosa, un etero accetta meglio l'effemminatezza di un gay. Vedi non vedo nessuna relazione tra il dirlo e i timori circa il fatto di essere presi in giro.
Se ti chiedono di ragazze è perché vorrebbero sapere.
Però ti voglio dire anche un'altra cosa, quello non è modo di chiedere. Mi piacerebbe riflettessi molto più su quello che hai saputo fare, piuttosto che avere quest'anima rifiutante verso te stesso. Scusami ma da come scrivi almeno pare quasi tu abbia fatto una semiriparazione su te stesso, provando a rimuvere le parti più gaie di te e adesso pare anche che se emerge il tuo orientamento riemerge la parte gaya, scusami ma questa è autentica violenza su se stessi... Manda a fanculo tutti quelli che ti hanno critica sino ad adesso piuttosto.
Però terrei separata questa question dal c.o., perché invece su quello posso di dirti che buona parte dei ragionamenti che fai li condivido.
P.S.: Comunque alla gente non interessa nulla di quello che sei, intendevo non gli interessa sapere se sei gay o meno non che non gli importi di te.
.


Ultima modifica di Alyosha il martedì 27 novembre 2012, 23:17, modificato 1 volta in totale.

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 Oggetto del messaggio: Re: Chiamiamola condivisione!
MessaggioInviato: martedì 27 novembre 2012, 23:16 

Iscritto il: sabato 24 novembre 2012, 6:20
Messaggi: 21
No ma per me fai benissimo a dire le cose in modo chiaro e crudo, non posso adottare definitivamente il tuo punto di vista ma mi da modo di riflettere tanto ed è quello che cerco di fare :) se possibile ci sentiamo in chat mi farebbe piacere!


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