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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Re: Chiamiamola condivisione!
MessaggioInviato: mercoledì 28 novembre 2012, 1:52 

Iscritto il: giovedì 7 luglio 2011, 22:56
Messaggi: 385
Amleto ha scritto:
Icaspita mi dico, se una madre può avere un limite del genere nei confronti di un figlio, figurati gli amici!


Credo che la posizione di una madre sia ben diversa: una madre ha delle aspettative, può convicersi d'avere delle avuto delle colpe o carenze nei confronti del figlio.
Ad un amico non frega poi molto. Dover tacere un lato di sè agli amici ti limita molto e limita anche l'amicizia in sè; un "amico" a cui non puoi svelare qualcosa di così cruciale come il tuo orientamento resta di fatto un conoscente, in particolar modo se vivi il tuo orientamento (frequenti altri gay o hai un compagno).
Nel tuo caso mi sembra però davvero fondamentale accettarsi appieno, prima di fare CO.
La ricetta dell'accettazione di sè non esiste; io posso dirti quali sono state le componenti che mi hanno consentito di farlo:
1) innamorarmi di un ragazzo e capire di provare altro, oltre a delle mere pulsioni sessuali;
2) riconoscere di non essere solo (PG è stato fondamentale in questo)
3) leggere quanto più possibile in merito a psicologia omosessuale, teorie sull'origine dell'omosessualità, omogenitorialità (PG contiene molto materiale a riguardo);
4) conoscere altri ragazzi gay e frequentare ambienti gay, per capire quanto di falso vi sia negli stereotipi (gli stereotipi esistono, ma non sono la norma, bensì l'eccezione);
5) in ultima istanza fare CO: è stato il passo finale, che ha normalizzato la mia vita, ma che non sarebbe stato possibile se non mi fossi documentato a dovere e non fossi stato in grado di spiegare le mie motivazioni e reggere un confronto. Ora mi dedico al volontariato in Arcigay e sono orgoglioso di ciò che sono e ciò che faccio; riconosco che la vita di un gay sia più difficile di quella di tanti altri, ma, del resto, ognuno ha le sue. Dobbiamo prendere quello che viene con filosofia.


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 Oggetto del messaggio: Re: Chiamiamola condivisione!
MessaggioInviato: mercoledì 28 novembre 2012, 17:25 

Iscritto il: lunedì 5 novembre 2012, 22:05
Messaggi: 232
Cita:
ho timore che le mie relazioni di amicizia cambino imprevedibilmente


E' una eventualità che devi mettere in conto. Comunque tutti i rapporti di amicizia possono cambiare e anzi direi che cambiano col tempo indipendentemente dalla tua volontà o da ciò che gli altri sanno o non sanno di te. E' raro che un legame di amicia rimanga con la stessa intensità nel tempo.
Comunque sia, tutti e ripetto tutti hanno i loro piccoli e grandi segreti, aspetti cioè della propria vita intimi e/o privati che preferiscono celare.
Condividere o meno dipende sempre dal grado di profondità del legame che si cerca di costruire. A me è capitato ad esempio di trovare certe resistenze da parte di alcuni amici e ho sempre rispettato questo loro desiderio perché non giudico un'amicizia dal numero di confidenze cui sono reso partecipe.
Secondo me non dovresti squalificare le amicizie che hai costruito solo perché non sanno di te.


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 Oggetto del messaggio: Re: Chiamiamola condivisione!
MessaggioInviato: domenica 2 dicembre 2012, 18:14 

Iscritto il: mercoledì 29 settembre 2010, 1:06
Messaggi: 151
Yoseph ha scritto:
Se tutti i 25, 30-enni d'Italia dovessero ragionare così di questo passo non si sa quando potremo conquistare qualche diritto in più.
Ho dovuto trascorrere le prime ore del giorno del mio compleanno con l'amara certezza che purtroppo quelle persone mi rispettano solo perché non sanno che sono gay o forse perché sono stato così bravo da non dirlo e non turbare il loro senso del pudore; se mi dichiarassi dubito di sicuro non mi risparmierebbero lo stesso tipo di critiche. So che ci sarà un momento in cui la mia omosessualità non sarà più un segreto ed allora forse le nostre strade si separeranno. Perché non devo essere me stesso, perché non devo amare per guadagnarmi il presunto rispetto di queste persone?


Queste persone che hanno criticato la coppia hanno sicuramente sbagliato, ma sono sicuro che non la conoscevano. Se conoscessero bene una persona gay non lo farebbero più. Se tu ti dichiarassi, dopo un po' cambierebbero atteggiamento. Figurati se tu perderesti l'amicizia. Questo è quello che penso.
Penso anche che se tutti gli omosessuali ragionassero come stai facendo tu ora non conquisteremo mai un diritto.
Non ti sto affatto giudicando o criticando, dato che anche io fino a poco tempo fa ragionavo come te.


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 Oggetto del messaggio: Re: Chiamiamola condivisione!
MessaggioInviato: domenica 2 dicembre 2012, 19:07 

Iscritto il: sabato 24 novembre 2012, 6:20
Messaggi: 21
Grazie a tutti per aver contribuito con i loro punti di vista, volevo intanto fare i complimenti ad arrofus per il suo progetto di un gruppo su facebook affinchè soprattutto gli eterosessuali conoscano la realtà omosessuale! (@machilosa: Mi chiedevo anche ad esempio se le associazioni come Arcigay siano aperte ad eterosessuali, cioè se io gay dichiarato e iscritto ad arcigay facessi iscrivere anche i miei amici etero e i componenti della mia famiglia non ci sarebbe almeno la metà degli italiani a sostenere i diritti??) @arrofus: ho letto anche con molto interesse il tuo post sul dopo coming out, ti rispondo qui comunque, hai trovato in te la forza per poter affrontare qualunque reazione potesse avere la gente che ti circonda e quella forza credo che debba maturare di per sè, poi l'idea di dirlo al mondo intero personalmente non ce l'ho, ma più che altro perchè è una questione che riguarda la mia intimità e come tale vorrei fosse riferita ad altri, ma non credo che facendo così sto rappresentando un ostacolo per l'ottenimento dei diritti omosessuali. Grazie ancora e a presto!


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 Oggetto del messaggio: Re: Chiamiamola condivisione!
MessaggioInviato: domenica 2 dicembre 2012, 19:39 
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Iscritto il: giovedì 23 agosto 2012, 22:49
Messaggi: 369
Non preoccuparti arrofus non me la prendo, concordo, di sicuro se fossero stati tutti come me avremmo ancora i diritti che avevamo nel medioveo, ma purtroppo questi sono i miei tempi e questo è il mio carattere, ma ti assicuro che non sarà sempre così!


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 Oggetto del messaggio: Re: Chiamiamola condivisione!
MessaggioInviato: domenica 2 dicembre 2012, 21:56 

Iscritto il: mercoledì 29 settembre 2010, 1:06
Messaggi: 151
OK, vedo che mi sono fatto capire ( e che tu hai colto bene che intendevo).
Buone cose allora, a risentirci su questo forum.


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 Oggetto del messaggio: Re: Chiamiamola condivisione!
MessaggioInviato: domenica 2 dicembre 2012, 21:59 

Iscritto il: mercoledì 29 settembre 2010, 1:06
Messaggi: 151
Amleto ha scritto:
@arrofus: ho letto anche con molto interesse il tuo post sul dopo coming out, ti rispondo qui comunque, hai trovato in te la forza per poter affrontare qualunque reazione potesse avere la gente che ti circonda e quella forza credo che debba maturare di per sè, poi l'idea di dirlo al mondo intero personalmente non ce l'ho, ma più che altro perchè è una questione che riguarda la mia intimità e come tale vorrei fosse riferita ad altri, ma non credo che facendo così sto rappresentando un ostacolo per l'ottenimento dei diritti omosessuali. Grazie ancora e a presto!


Grazie per la risposta.
Ho trovato la forza in me e nell'identità omosessuale che mi sono creato grazie a quanto spiegato in un blog di cui vorrei dire il nome ma non posso perché è contro le regole del forum. Poi è stato utile l'amico a cui l'ho detto per primo, e i suoi atteggiamenti anche a tratti duri nel dirmi dovevo smetterla di vittimizzarmi (non sto dicendo che gli altri si vittimizzano, sto solo dicendo che il mio amico sosteneva, a ragione, che io mi vittimizzavo). Comunque ci tengo a sottolineare che non vedo il fatto di dichiararsi apertamente omosessuale come un dire una cosa intima di sé a tutti: mio padre è sposato con mia madre, tutti assumono quindi che siano eterosessuali. Non vedo cosa ci sia di intimo nel dire al mondo intero che si è eterosessuali, per noi perché dovrebbe cambiare qualcosa?
Ciao


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 Oggetto del messaggio: Re: Chiamiamola condivisione!
MessaggioInviato: lunedì 3 dicembre 2012, 14:54 
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Iscritto il: venerdì 9 marzo 2012, 1:47
Messaggi: 104
arrofus ha scritto:
Comunque ci tengo a sottolineare che non vedo il fatto di dichiararsi apertamente omosessuale come un dire una cosa intima di sé a tutti: mio padre è sposato con mia madre, tutti assumono quindi che siano eterosessuali. Non vedo cosa ci sia di intimo nel dire al mondo intero che si è eterosessuali, per noi perché dovrebbe cambiare qualcosa?
Ciao


Volevo risponderti come di mio solito, ma adotterò una via diversa :D, meno ironia.
Ritengo che se una madre o un padre, desiderano davvero il bene del figlio più di ogni altra cosa, non dovrebbero aver bisogno di sentirsi dire ciò che in fondo al cuore già sanno o cmq hanno sospettato come probabile ... sperare che le cose mutino o che quei dubbi fossero infondati rimane un problema loro, non mio, che sarò egoista fino al midollo osseo ^^ ... una simile soddisfazione non la darò, che comincino a dare un risultato alle loro "Addizioni" ...


Rivelare ad un amico, di essere omosessuale in questo contesto, perdonami ma è come donare una parte di se stessi, tanta fiducia e altrettanto affetto quando e se servirà ... ora se vuoi venire a degradare o cerchiamo di essere più simpatici, sminuire il mio passato di silenzio e sofferenza con due parole e con l'ottimismo che ti pervade perché hai avuto fortune che forse mai avrò, sarò costretto a ricordarti che non siamo nel Paese dei Balocchi e che non siamo tutti Arrofus e non diventeremo nemmeno un agglomerato di Arrofus pronti a stravolgere un mondo che non vuole cambiare ... domani non ci sveglieremo, tutti uniti con in mano la medesima causa e con la speranza che eventuali omofobi verranno magicamente privati delle loro convinzioni ... non urleremo di essere omosessuali, al primo sconosciuto che cercherà innocentemente di recarsi sul posto di lavoro, senza essere aggredito verbalmente come minimo ... non andrò ad infilarmi in mezzo ad un gruppo omofobo, per farmi pestare a sangue o anche solo per farmi definire con disprezzo con una delle solite dolci parole che ci concedono, non perderò le paure/timori che mi avvolgono, creandomi disagio e altre spiacevoli sensazioni, perché so che ad Arrofus è andata alla grande.

Tendo a prenderla sul personale, purtroppo ... ma trovo stancante la tua mancanza di sensibilità, visto che asserisci che una volta ragionavi in un modo simile al nostro e che quindi ci sei passato ... quindi cerco di capire perché ... perché poni domande di cui conosci perfettamente la risposta ? Che tipo di scopo persegui per curiosità ?
Sottolineo che anche io adorerei una situazione da favola, come quella che tanto promuovi, ma per ora devo limitarmi a sorridere ... quindi vai a chiederlo a chi spinge al suicidio. quei soggetti che non hanno la forza di reagire ...


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 Oggetto del messaggio: Re: Chiamiamola condivisione!
MessaggioInviato: lunedì 3 dicembre 2012, 20:29 

Iscritto il: mercoledì 29 settembre 2010, 1:06
Messaggi: 151
Caro SkStatic,
nessuno scopo, condivido la mia esperienza come facciamo tutti qua. Se non ti piace leggerla non lo fare. Cosa dovrei fare, ora che non ho più problemi a mostrarmi come omosessuale, abbandonare il forum? Non penso sarebbe interessante sentire soltanto una campana in ogni post, se tutti quelli che sono "fortunati" come me non scrivessero più, qui si leggerebbe solo un tipo di opinione. E poi perché non potrei scrivere che mi è successo? Non è una storia di vita gay vera?

Non sono uno psichiatra non posso aiutare chi medita il suicidio. Di certo non lo si aiuta dicendogli di non dire nulla a nessuno, di nascondersi, sperando di conoscere un ragazzo che si scopre essere gay anche lui(senza però dirgli che si è gay, altrimenti lo dice in giro), con cui si scopre esserci attrazione reciproca, con cui si costruirà una vita insieme all'insaputa di tutti, genitori compresi, per poi condurre una vita insieme a lui sempre all'insaputa di tutti. Questo è il vostro scopo? Sto solo chiedendo. Perché se tu vuoi dire che io ho uno scopo, io potrei dire che questo è il tuo.

Poi non ho la minima idea di cosa mi abbiano detto alle spalle le persone che hanno letto su Facebook che mi piacciono gli uomini, o hanno visto i miei post del blog di cui non posso scrivere il nome. Ma qualunque cosa dicano non mi interessa. Non mi è andata una favola, mi vado solo bene così come sono. Ho avuto fortuna?? Mah..se lo dici tu. Tutte le sventure che tu hai preconizzato, sei sicuro che ti accadrebbero? Hai qualche prova? Non so dove vivi, se vivi in luoghi dove accadono okay hai ragione, sono più fortunato di te. Altrimenti non puoi dirle.

Non so perché la prendi sul personale, e non voglio azzardare un'ipotesi. Io, quando il mio amico mi diceva che l'unico modo che ha una persona omosessuale per stare meglio era fregarsene di cosa potessero pensare gli altri ed essere se stessa, la prendevo sul personale e mi arrabbiavo con lui perché avevo problemi con la mia omosessualità. Gli dicevo che affermava stupidaggini, utopie, cose irrealizzabili e per pochi fortunati in situazioni privilegiate e favorevoli in cui si erano trovati per caso. Lui diceva che chi si trovava in quelle situazioni positive, tranne ovviamente casi eccezionali, era chi aveva lottato, non aveva avuto paura, chi si era fatto sentire ed era stato sé stesso, facendosi conoscere per com'era. E diceva anche che l'unico modo per avere un miglioramento nella società era che più persone si dichiarassero. Gli dicevo sempre che sparava assurdità, abbiamo litigato molte volte. Ora mi accorgo che aveva ragione al 100%, e che gli rispondevo in quel modo perché avevo problemi con me stesso.

Sai già cosa penso riguardo al "dono" del dire ad un amico che si è gay. All'inizio è importante, i primi coming out sono carichi di emotività e pieni di tensione. Ma sempre perché noi li rendiamo tali dato il modo in cui ci sentiamo. Poi penso decisamente che si debba sfatare anche questa concezione.


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