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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: E' così importante dirlo?
MessaggioInviato: giovedì 14 marzo 2013, 22:58 
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Iscritto il: domenica 6 settembre 2009, 18:19
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Ammetto che non ho fatto ancora CO con nessuno, solo con mia madre.
Una mia amica se n'è accorta da sola, senza che glielo dicessi, non so come ha fatto a capirlo.

Ma io mi chiedo: è così importante dire della nostra omosessualità? Cosa cambia, se lo diciamo o meno?

Io credo che se nella vita incontrassimo persone intelligenti, secondo me, non starebbero lì a interrogarci sulle nostre fantasie erotiche, su chi siamo innamorati, e viceversa. Se ne fregherebbero altamente.

Questo ovviamente vale per chiunque, anche per un etero. Loro non fanno il cosiddetto Coming-out. Che poi non capisco perchè chiamarlo così.
Tutti questi nomi nel gergo omosessuale non fanno altro che distinguerci dagli altri.

Non credete che noi siamo uguali agli altri? Che siamo delle persone?

Ho come l'impressione che noi omosessuali dobbiamo dirlo obbligatoriamente, come se solo così ci sentissimo realizzati. Ma un etero non fa così. Mica si sente realizzato per la propria eterosessualità!?

Io per esempio, punto più sulla mia affermazione come persona, non come omosessuale. Sono omosessuale, mi piacciono gli uomini. Ma non è questo fattore che mi rende economicamente indipendente.

Essere omosessuali è come essere eterosessuali, non c'è nessuna differenza, almeno per me.

Siamo sicuri che agli altri interessi del nostro orientamento?

I miei sono solo punti di vista, potete condividerli oppure no.

;)



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Non è forte chi non cade, ma chi cade ed ha la forza per rialzarsi!
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 Oggetto del messaggio: Re: E' così importante dirlo?
MessaggioInviato: giovedì 14 marzo 2013, 23:09 
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Iscritto il: martedì 22 maggio 2012, 11:59
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Gio92 ha scritto:
Ma un etero non fa così.
;)

E chi l'ha detto che bisogna comportarsi come un etero?


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 Oggetto del messaggio: Re: E' così importante dirlo?
MessaggioInviato: giovedì 14 marzo 2013, 23:19 
Utenti Storici
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Iscritto il: domenica 6 settembre 2009, 18:19
Messaggi: 619
sam ha scritto:
Gio92 ha scritto:
Ma un etero non fa così.
;)

E chi l'ha detto che bisogna comportarsi come un etero?


Beh, un etero è una persona e noi gay siamo persone. Quindi perchè comportarci diversamente, se apparteniamo tutti alla stessa "categoria"? (da notare le virgolette)



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 Oggetto del messaggio: Re: E' così importante dirlo?
MessaggioInviato: giovedì 14 marzo 2013, 23:40 

Iscritto il: mercoledì 13 marzo 2013, 3:37
Messaggi: 12
La prima cosa che mi viene in mente è il fatto che considerando la società in cui viviamo la gente che ci circonda prende come parametro di normalità l'eterosessualità, per un etero non c'è bisogno di fare CO per il semplice fatto che già lo si tratta e lo si considera come tale.
Per quanto mi riguarda ho fatto CO solo con un amico, e solo con lui perché mi sentivo estremamente oppresso dal fatto di essere gay, ma di non poterlo manifestare con nessuno. Il mio desiderio è in un prossimo futuro fare CO con i miei famigliari e con i miei amici, e non perché la considero una tappa fondamentale del mio essere gay, ma perché mi piacerebbe poter smettere di indossare una maschera che non sono io. Fare CO dal mio punto di vista vorrei che fosse il punto di partenza per poter smettere di aver paura di essere scoperto. Capisco benissimo che fare CO non è fondamentale, lo diventa nel momento in cui è importante per te, se una persona non ne sente la necessità è assolutamente normale trovare strana questa ossessione di alcuni. Credo inoltre che per molti ragazzi significhi superare una sorta di prova del fuoco dove si scopre chi veramente è loro amica e chi per davvero gli sarà vicina.
Chiaramente questo è il mio punto di vista, come dici tu, condivisibile o meno.


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 Oggetto del messaggio: Re: E' così importante dirlo?
MessaggioInviato: giovedì 14 marzo 2013, 23:47 

Iscritto il: mercoledì 29 settembre 2010, 1:06
Messaggi: 151
Ciao!

Non possiamo/dobbiamo comportarci come eterosessuali riguardo a parlare del nostro orientamento sessuale perché la società non è come tu la stai immaginando o, forse, desiderando.

Copio, modificandole, le parole di un famoso blog, perché non riesco a dirlo meglio:
"in una situazione ideale, dove la società non discrimina non ci sarebbe mai bisogno di dire che si è omosessuali. In una società dove se tu non dici nulla gli altri pensano che potresti essere etero, gay, lesbica, bisessuale, transgender, asessuale o qualsiasi altra cosa, non ce ne sarebbe bisogno. In questa società o dici di essere gay, oppure sei etero. L’omosessualità non è contemplata come possibilità. E il trattamento in quanto a diritti non è il medesimo. I neri hanno dovuto lottare per la liberazione, e così le donne con i movimenti femministi. Sarebbero stati fuori luogo dei movimenti dell’ “orgoglio bianco” o “potere ai maschi”, non trovate?"

Inoltre, io sono convinto che si tratti di accettare sé stessi, e dopo non ci si porrà più il problema di "dirlo". Ovviamente, all'inizio si prenderà da parte i propri amici e le persone importanti per parlarne in privato, ma poi la cosa passerà, quando davvero essere omosessuali non significherà più nulla di particolare per NOI.

Poco fa ero in piscina e due ragazzi mentre si facevano la doccia parlavano dei rapporti sessuali con una ragazza. Io perché, se fossi stato là a farmi la doccia con un mio amico, non avrei dovuto parlare dei rapporti con un ragazzo? Senza però anticipare che sono omosessuale, come hanno fatto quei due ragazzi. Se fossi stato a farmi la doccia in compagnia di un mio amico (etero o gay che fosse stato) avrei tranquillamente, forse, parlato dei miei desideri sessuali. Così come faccio quando mi trovo in compagnia di alcuni miei amici: loro parlano di ragazze, io di ragazzi; o, se sono amiche donne eterosessuali, parliamo tutti e due di ragazzi. Senza porci il problema di chi ci sia intorno o del luogo dove stiamo. (ovviamente se ci sono altri gay nel gruppo si parla di ragazzi!)

Questo significa non reprimersi, non nascondersi, non "fare un annuncio". L'annuncio è naturale all'inizio, quando ci si libera del fardello (avvertito) portato per tanti anni.
Tu stai dicendo che gli etero non dicono che sono etero; beh, ma loro parlano del fatto di esserlo; anzi, gran parte dei discorsi, anche nelle docce e negli spogliatoi, ruota intorno al sesso e alle ragazze. Questo significherebbe comportarsi come eterosessuali, dato che siamo uguali: parlare dei ragazzi cbe ci piacciono liberamente.

Il tuo ragionamento, secondo il mio parere, deriva dal non aver accettato la tua omosessualità, dal viverla male, e consiste nel cercare di giustificare una repressione e un nascondersi con paragoni fallaci. Io l'ho fatto PER ANNI :-(, poi ho capito di aver perso tempo e che i timori erano infondati e solo nella mia testa.
Su questa stessa linea, sento decine di ragazzi che sostengono di non dire di essere omosessuali perché sono "riservati".

Ma quindi i miei genitori, quando si sono sposati, non sono stati riservati dato che hanno celebrato una cerimonia che faceva intendere che erano, molto probabilmente, eterosessuali?

Poi, molti ragazzi gay affermano di dire di essere eterosessuali perché sono riservati, e qua io credo che il vero motivo sia solo vergogna e non accettazione. Magari giustificate, magari meglio vivere così, non lo so e non mi riguarda. Ma il motivo è quello per me.

In riferimento a ciò che ha detto Zetsuen, io penso che non sentire ( o affermare di non sentire) le necessità di fare coming out significhi trovarsi a un livello di repressione molto forte, tale da negare quasi completamente il proprio orientamento sessuale, la propria sessualità. Non credo possa significare non dare importanza all'essere gay, a meno di casi rarissimi. Però è solo una mia ipotesi. Accettarsi significa non nascondersi: non credete mai che a una persona piacciano i suoi capelli se indossa per tutta la vita un cappello che li copre completamente, magari anche tra le lenzuola della propria stanza da letto.

Ciao :)


Ultima modifica di arrofus il venerdì 15 marzo 2013, 11:52, modificato 1 volta in totale.

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 Oggetto del messaggio: Re: E' così importante dirlo?
MessaggioInviato: venerdì 15 marzo 2013, 9:28 

Iscritto il: martedì 4 settembre 2012, 21:50
Messaggi: 213
Se dirlo vuol dire smettere di nascondersi è un passo fondamentale,
altrimenti il problema non si pone; Se fare coming out volesse dire
raccontare ad ogni essere umano che si incontra d'essere gay, ancor
prima d'avergli detto il nome, allora il coming out diventerebbe
qualcosa di perverso; ma se si è finto d'essere eterosessuale con le
persone più vicine, con i propri genitori, allora la conquista della
propria libertà non può che passare per quella rivelazione di se che
si cela dietro " coming out", per il semplice fatto di porre fine allo stato di malessere causato dal dover fingere ;


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 Oggetto del messaggio: Re: E' così importante dirlo?
MessaggioInviato: venerdì 15 marzo 2013, 19:58 

Iscritto il: lunedì 5 novembre 2012, 22:05
Messaggi: 232
Mettiamo che tu abbia un ragazzo. Lo nasconderesti a tutti per salvare le apparenze?
Se ti comportassi così non attribuiresti di fatto un gran valore a questa relazione.

Penso che anche tu preferiresti che il tuo ragazzo forse orgoglioso di te e ti presentasse come tale e non ti celasse perché si vergogna di te.


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 Oggetto del messaggio: Re: E' così importante dirlo?
MessaggioInviato: sabato 16 marzo 2013, 0:56 

Iscritto il: giovedì 7 luglio 2011, 22:56
Messaggi: 385
Cosa cambia?
Beh, prova a pensare a tutte le volte in cui dici una bugia o trattieni un commento che vorresti fare o reprimi un atteggiamento che potrebbe farti additare come gay.
Finché la vita gay si limita a fantasie erotiche ed innamoramenti il CO può cambiare effettivamente poco; ma arriva un momento della vita in cui si passa da "credenti" a "praticanti"; a quel punto gli sforzi e le energie necessari per frequentare "la messa" di nascosto si moltiplicherebbero all'infinito.
Molti eterosessuali ci accusano di ostentare il nostro orientamento; forse che loro non lo fanno di continuo? "mia moglie ha detto, mio marito ha fatto" "guarda che tette c'ha quella là" "questo Natale lo passo dai miei suoceri" "devo comprarle un regalo per San Valentino"; la nostra foto insieme sulla scrivania in ufficio; le cene aziendali coi partner... e poi tutto quello che riguarda i figli. Il solo fatto di dire che la società si basa sulla famiglia, avendo poi in testa un unico modello di famiglia, potrebbe essere considerato un'ostentazione di eterosessualità.
Un'altra cosa che a volte ci viene detta (penso a mia madre...): "Adesso ti leggi solo libri gay! E guardi tutti quei film gay!" Beh, allora tu non guardi solo "film etero" e non leggi solo "libri etero"? Se un film parla di una storia d'amore etero è una commedia romantica e se parla d'una storia d'amore gay è un film gay? Se un libro parla degli ebrei nei campi di concentramento è un libro storico, se parla degli omosessuali nei campi di concentramento è un libro gay? Non mi sembra equo.


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 Oggetto del messaggio: Re: E' così importante dirlo?
MessaggioInviato: sabato 16 marzo 2013, 1:35 
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Iscritto il: venerdì 10 luglio 2009, 23:27
Messaggi: 23
fondamentalmente però sono d'accordo con Gio.
Il punto, per come l'ho capito io, è che non dovrebbe esserci la necessita di "etichettarci" prima per poi sentirsi liberi di fare quel che si vuole..

Uno è libero di agire come vuole, al massimo sarà l'altro che porrà la domanda, ovvia chiaramente, "ma sei gay?".

Così come un amico dovrebbe dire "lui è un mio amico" non "è il mio amico gay" e così via..


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 Oggetto del messaggio: Re: E' così importante dirlo?
MessaggioInviato: sabato 16 marzo 2013, 12:02 

Iscritto il: giovedì 7 luglio 2011, 22:56
Messaggi: 385
Sarebbe bello poter portare il fidanzato a casa e baciarlo davanti ai propri genitori senza dover spiegare nulla! O fare altrettanto con gli amici!
Purtroppo il problema nasce proprio dal fatto che la società è eteronormata; dal fatto che tutti coloro che ci conoscono hanno una serie di aspettative su di noi e che noi percepiamo il peso di queste aspettative.
Una persona tremendamente forte potrebbe anche fare così; con gli amici meno intimi anche io ho presentato direttamente il mio ragazzo senza troppe spiegazioni (che, comunque, mi sono state chieste dopo), ma sempre di un CO si tratta, nel senso letterale di "uscire allo scoperto".
Tutti siamo fondamentalmente d'accordo con Gio: è questa società malata che ci impone di sentirci diversi e di dover continuamente dimostrare la nostra "diversità".
Quando questa diversità sarà vissuta per davvero come una normalità, a quel punto sparirà il senso di esistere del CO. E tutti auspichiamo questo momento!


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