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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Scoperchiare il Vaso di Pandora
MessaggioInviato: martedì 2 luglio 2013, 12:48 

Iscritto il: martedì 2 luglio 2013, 12:47
Messaggi: 1
Ho venticinque anni. Rientro a casa dopo un anno passato all'estero dove, tra le tante cose successe, è finita una storia di cinque anni ed e ne è iniziata un'altra internazionale, che adesso voglio e devo poter mandare avanti. Non ho mai sentito il bisogno di dover parlare ai miei della mia omosessualità, il mio ragazzo è per anni venuto a casa come amico ma i viaggi insieme, le vacanze, le uscite a due pensavo fossero sinonimi abbastanza palesi di una relazione tra due uomini. I miei stessi amici mi avevano più volte detto di andare tranquillo perché da come i miei genitori ci guardavano si capiva che avessero inteso come stessero le cose e che potessi andare tranquillo. Forte di questa cosa e soprattutto forte dell'affetto che provo verso questo ragazzo con il quale ormai sto in pianta stabile decido di confessare a mia madre tutta la verità.
Fu lì che mi è crollato il mondo addosso.

Fortunatamente mia madre non mi ha cacciato di casa. Mi vuole bene e continuerà a volermene. Scopro tuttavia, a mio malgrado, che anni addietro ha scoperto che mia sorella fosse anche lei omosessuale. Mi dice di aver passato momenti bui, di aver affrontato tutto da sola, di averla voluta curare, ma che alla fine ha capito. E che sono fortunato che non debba passare per questo iter anche io. Non capisce ma ha bisogno di tempo. Quando le dico chi era il ragazzo che per anni è venuto a casa raggela. Non avevano mai capito niente, l'avevano tenuto sotto gli occhi per anni e avevano sempre ignorato il suo vero ruolo nella mia vita. Poi non ha chiesto più nulla, né del mio ex ragazzo, né del mio attuale. Come se la cosa fosse solo passeggera, di poca importanza. Ma ripeto, lo capisco, perché ha bisogno di tempo. Mi fa domande come "sei sicuro della tua SCELTA sessuale?" e cose del genere. Cerco di farle capire che il mio processo di accettazione è finito da anni, che non è una scelta. Lei cerca di non farmelo pesare, ma ogni suo movimento o ogni sua espressione in volto, per quanto involontaria, sono pugnalate.

Mio padre non lo deve sapere. O almeno, non adesso. Vengo a sapere di un passato di omosessualità in famiglia, di un parente che non c'è più e che non venne mai accettato. Venerato perché persona meravigliosa ma della cui omosessualità non si è mai parlato. Mia madre mi dice che mio padre avrà bisogno di aiuto per accettare questa cosa perché se lei, donna aperta con ideologie liberali, ha tutta questa difficoltà non sa come possa prenderla lui. Io non riesco più a guardarlo in faccia. Un po' perché mi fa rabbia sapere di questo comportamento omertoso, un po' perché ho il terrore che mio padre non mi vorrà più bene.

Sono giorni che appena sono solo piango. Piango perché penso di essere una delusione per mia madre e una possibile delusione per mio padre. Il mio ragazzo, per quanto sia all'estero, cerca di sostenermi quanto più possibile. Il mio migliore amico idem, dice che tutto andrà bene ma io non vedo via d'uscita. Ero tornato con la voglia di condividere tutto con la mia famiglia, di essere libero finalmente di avere la felicità che per anni pensavo mi fossi negato per codardia. Invece, alla fine, ero più felice quando mi nascondevo. Mia madre mi ha detto di andarmene di nuovo, quando potrò. Di costruirmi la mia vita e che quando sarò pronto potrò dirlo a mio padre, e lei sarà al mio fianco. Ma questo significa altri tempi rosicati, altre bugie, altre cose non dette. Ed ho venticinque anni, sono stanco di fare questa vita.
Un passo avanti mi ha fatto solo tornare indietro.


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 Oggetto del messaggio: Re: Scoperchiare il Vaso di Pandora
MessaggioInviato: martedì 2 luglio 2013, 14:24 
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Iscritto il: venerdì 28 giugno 2013, 9:26
Messaggi: 19
Bhe, che dire, hai mentito per 25 anni.. non vedo perché tu non possa farlo fino ad andare a vivere da solo o comunque non con i tuoi genitori. Hai detto che stavi meglio quando non sapevano nulla, no? Quindi perché rischiare di rovinare tutto quando i tuoi stessi genitori non riuscirebbero nemmeno ad accettarti?
Sarà che volevi condividere le tue scelte con i tuoi, ma se questo significa rovinare i rapporti allora non credo sia una cosa tanto positiva.

Son d'accordo con tua madre quando dice: "Mia madre mi ha detto di andarmene di nuovo, quando potrò. Di costruirmi la mia vita e che quando sarò pronto potrò dirlo a mio padre, e lei sarà al mio fianco."
Visto che, molto probabilmente da quello che hai scritto, tuo padre è uno chiuso mentalmente e non riuscirebbe ad accettarti, magari è meglio costruirsi un "rifugio" dove tornare nel caso lui ti rifiutasse.
Son sicuro che con il tempo inizierebbe ad accettarti ma sarebbe brutto aspettare quel momento con l'aria familiare carica sempre di tensione.



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<< Se solo quelle spoglie rocciose potessero parlare… Ma non possono.
È un bene, non credete? >>
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 Oggetto del messaggio: Re: Scoperchiare il Vaso di Pandora
MessaggioInviato: martedì 2 luglio 2013, 15:05 

Iscritto il: giovedì 29 luglio 2010, 1:42
Messaggi: 37
E' vero che i genitori non si scelgono, ma anche i genitori non possono scegliersi i propri figli, ai quali spesso si richiede di essere una estensione dei genitori stessi che proiettano su di loro tutti i propri desideri e auspici. Ma quando al programma si apportano variazioni impreviste (omosessualità) si trovano completamente impreparati, assumendo atteggiamenti che tu chiami pugnalate, ma che, secondo me, non sono altro che frutto della loro ignoranza (intesa come non conoscenza) al riguardo e delle loro paure. Riporto una bella frase dell'utente Candido: "Nel frattempo crescevo in seno (...) alla mia famiglia, così premurosa e affettuosa, ma anche così impreparata e inadatta alla diversità".

I meccanismi familiari si alterano facilmente di fronte alla scoperta dell'omosessualità del figlio, e secondo me l'unica colpa dei tuoi genitori è quella di essere stati educati e aver vissuto in una società eterosessista. In ogni caso da un figlio si pretende rispetto verso i genitori e credo che la fuga non serva a niente. E' solo un modo per non affrontare il problema, la vita è fatta di equilibrio, dialogo, sentimenti, non di ricatti e fughe.

Non conoscendo niente di te e della tua famiglia, mi sento di dirti che solo tu conosci il modo per renderti felice e solo tu puoi renderti felice. E una volta che sarai felice anche i tuoi genitori lo saranno e capiranno che anche variazioni nel programma conducono a risultati positivi.

Buona fortuna


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 Oggetto del messaggio: Re: Scoperchiare il Vaso di Pandora
MessaggioInviato: martedì 2 luglio 2013, 16:11 

Iscritto il: mercoledì 19 giugno 2013, 17:21
Messaggi: 134
Prima di tutto, Benvenuto mrwant :)
Mi spiace molto per la tua situazione; è proprio brutto arrivare contenti e con le migliori intenzioni per poi ricevere un brutto colpo basso come questo.
Io non ho detto ancora a nessuno della mia omosessualità ma ti capisco benissimo quando dici

Cita:
Piango perché penso di essere una delusione per mia madre e una possibile delusione per mio padre


Con gli amici credo che sia più facile dichiararsi, con i genitori c'è questo grande problema della stupida paura di "deluderli"...tu ti dichiari, i tuoi genitori rimangono spiazzati, poi con i loro tempi "accettano" l'idea e non arrivano fortunatamente all'orribile estremo di ripudiarti. Però si istaura questo pesante clima di "delusione": tu sei dispiaciuto/a per i tuoi perché di fatto non sono completamente contenti di questa tua natura, i genitori vogliono sempre bene al loro figlio/figlia ma cominciano a farsi domande del tipo "dove abbiamo sbagliato?" "perché proprio a me!".

Bisogna però convincersi che nessuno deve scusarsi o essere dispiaciuto!Non c'è nessuna colpa o nessun difetto nell'essere omosessuali.
Poi questi sono solo miei timori, io non ho alcuna esperienza personale in fatto di coming out e tu hai l'umore a pezzi....è inutile rimuginarsi sulla questione del coming out in famiglia e mettere il dito nella piaga.

Rodeo e unluckyboy hanno già fatto considerazioni intelligenti.
Anche tua madre, nonostante i suoi limiti, si è comportata in modo "positivo" e ti ha già dato un buon consiglio: costruisciti una tua vita.
Soprattutto, non ti scoraggiare e ritrova un po' di serenità! :)
Guarda i lati positivi: tua madre non l'ha presa tutto sommato proprio così male (anzi, ha detto che ti aiuterà quando vorrai parlare a tuo padre) e, soprattutto, non sei solo mai hai una persona al tuo fianco!
mrwant ha scritto:
questo significa altri tempi rosicati, altre bugie, altre cose non dette. Ed ho venticinque anni, sono stanco di fare questa vita.


Sì, capisco che tu vorresti condividere la tua felicità con la tua famiglia, è una cosa bellissima e normalmente nelle famiglie succede così. Ma purtroppo nel tuo caso questo, almeno fin'ora, non è possibile. Per tua madre è stato un brutto colpo, mentre per tuo padre la questione è momentaneamente fuori discussione. Difficilmente, da come dici tu, sarebbe capace di accettare questa realtà. Quindi, alla luce di tutto ciò, la soluzione più sensata direi che sia quella di accantonare momentaneamente il discorso "dichiarazione in famiglia" e pensare ad altro.
Con ciò non voglio dire che tu debba fuggire dai tuoi e dal problema del coming out: costruirsi una propria vita significa in questo caso allontanarsi un po' dai tuoi cari ma non per forza significa che tu debba tagliare completamente tutti i rapporti o inventarsi menzogne assurde; né tanto meno significa ritenere impossibile poter un giorno condividere la tua vita di coppia con i tuoi genitori.
Semplicemente, al momento mi sembra solo controproducente insistere sul coming out e, alla luce dei fatti, mi sembra più saggio "separarsi" un po' per il tuo bene e anche per quello dei tuoi genitori.
Non pensare che la tua vita sarà una vita di "serie B" perché non ti sei ancora (e magari non potrai ancora per molto) dichiarato ai tuoi genitori.
Ti auguro buona fortuna per tutto, cerca di ritornare sereno presto :)


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 Oggetto del messaggio: Re: Scoperchiare il Vaso di Pandora
MessaggioInviato: mercoledì 3 luglio 2013, 9:07 
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Iscritto il: sabato 9 maggio 2009, 22:05
Messaggi: 5111
Benvenuto nel forum mrwant,
il tuo post ha un valore enorme, perché mette n guardia dall’eccesso di fiducia nel coming out. Chi vive in ambienti molto evoluti e ha fatto coming out in famiglia con successo è portato a credere che chi non lo ha fatto non lo abbia fatto per codardia, ecc. ecc. in realtà i contesti familiari e sociali sono così abissalmente diversi che il coming out deve essere valutato “prima” con la massima attenzione perché dal coming out non si torna indietro. Se uno ha una sua autonomia economica e in caso di necessità può andarsene a stare per contro proprio è una cosa, ma se quella autonomia non c’è alla fine ci si riduce a una convivenza forzata a sgradevole. E la tua situazione non è comunque delle peggiori, ho visto cose di gran lunga peggiori. Ma c’è una cosa che devo sottolineare, un ragazzo gay non si può sentire a disagio se non soddisfa le attese dei suoi genitori, sono quelle attese che sono del tutto incongrue e non tengono conto della sua libertà. È un po’ come tanti anni fa quando una famiglia religiosissima voleva che il figlio si facesse prete, il ragazzo finiva in seminario a 11 anni e subiva un autentico lavaggio del cervello, se qualcuno, una volta più grande non se la sentiva di andare avanti doveva pure fare i conti col fatto di avere deluso i genitori… ma tutto questo è assurdo! Tu hai la tua vita da vivere e se ci rinunciassi per non deludere i tuoi genitori ne avresti delle ripercussioni tremende in termini di frustrazioni e di depressione col passare degli anni. La vita è TUA ed è UNA SOLA. Se i tuoi non sono in grado di rendersi conto non puoi che evitare di coinvolgerli in cose che non possono capire e che vivrebbero solo al negativo. Molti disagi dei ragazzi gay, direi la maggior parte, derivano da atteggiamenti di chiusura delle famiglie. Oggi molte associazioni gay presentano ai ragazzi il coming out familiare come un problema di onestà verso i genitori e in questo modo, certe volte almeno, li spingono al macello anche in età giovanissima. Il tuo post ha il merito di fare aprire gli occhi e di fare riflettere sul fatto che l’Italia non è la Svezia!! Grazie del contributo e benvenuto nel Forum!!



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 Oggetto del messaggio: Re: Scoperchiare il Vaso di Pandora
MessaggioInviato: mercoledì 3 luglio 2013, 10:29 
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Iscritto il: lunedì 27 febbraio 2012, 4:37
Messaggi: 383
Permettimi di dirti che non stai perdendo niente, anzi stai guadagnando terreno...tua madre ti ha raccontato di un parente che in passato ha rivelato alla famiglia la sua omosessualità, anni fa sappiamo come veniva etichettato un omosessuale, però tua madre non mi sembra si sia fermata a quel tempo, anzi ti consiglia di vivere appieno la tua vita, con il tuo ragazzo, in un altro ambiente e credo che questi siano segnali di una realtà riscontrata...ci vorrà tempo, anche per tuo padre ma non vuol dire che lui non abbia capito, il compiersi del CO non credo che sempre sia una soluzione, un atto dovuto, però c'è chi lo fa e chi no..."conoscere i propri polli" conosci questo detto? Ecco, da qui dovremmo comprendere se e quando e soprattutto a chi!

Un saluto, m875
PS: ben arrivato sul forum ;)



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Nel cambiare, ti ferisci, rimarrai ferito, rimarrai segnato e non potrai farne a meno

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 Oggetto del messaggio: Re: Scoperchiare il Vaso di Pandora
MessaggioInviato: mercoledì 3 luglio 2013, 21:53 
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Iscritto il: mercoledì 6 febbraio 2013, 17:10
Messaggi: 241
Ciao mrwant. Ti parlo schietto perchè sto vivendo la tua situazione. La sento mia,e quindi immagina come la posso capire. Se ti sentirai offeso,mandami pure a quel paese. Ma prima prova ad ascoltarmi.
Si vede che vuoi davvero bene ai tuoi. E probabilmente anche loro te ne vogliono. Dico probabilmente perchè l'affetto,l'amore ha sì bisogno di dedizione e cure,ma anche di rispetto,di comprensione,di compassione(nel significato greco di provare le stesse emozioni dell'altro). Tua madre non ci riesce,per ora. E non lo può fare perchè per lei l'omosessualità è qualcosa di sconosciuto,che non comprende,che non riesce ad afferrare per ciò che è. Non ci riesce perchè è stata educata in un certo modo,perchè l'ha vissuta male,perchè ha ricevuto più di un messaggio distorto sull'argomento. E per farlo,è necessario che faccia un percorso,suo personale,che la porti a rivedere il modo col quale ha sempre visto le cose,le sue convinzioni,le sue certezze. Anche l'idea dell'omosessualità stessa. Non è una cosa facile,perchè non è più una ragazza,e cambiare è difficile già per chi è giovane,figuriamoci per chi lo è meno. Da sola non so se ce la farà,forse sarebbe opportuna una figura esterna,un esperto(psicologo,ad esempio) che l'aiuti. Che ruolo hai tu in questo suo “problema”? Secondo me,nessuno. Già,perchè il problema è il suo,non il tuo. E questo dovrebbe farti capire che il senso di colpa,di delusione che provi non ha motivo d'esserci. Tua madre aveva delle aspettative? Certo. Ma avere delle aspettative vuol dire aspettarsi che la realtà sia incontrovertibilmente come la desideriamo,sempre e comunque. Cose da psicopatici,per intenderci. Si,lo so. Tutti lo facciamo. Abbiamo continue aspettative sulla realtà e sugli altri. Poi però né la realtà né gli altri sono mai come noi li vogliamo. E ne soffriamo. Ecco,è questo il problema. E prima o poi lo capirà.
Tuo padre idem. Magari è anche più anziano di tua madre,o forse no. E probabilmente è pieno di stereotipi e pregiudizi,di stampo machista ed eterosessista. Del tipo che uomini e donne hanno ruoli e caratteristiche ben definite,e che quindi un uomo che ama un altro uomo è una stortura del sistema, qualcosa che sfugge alla (paleolitica) considerazione delle dinamiche uomo/donna. Ci sarà probabilmente da lavorare,magari parecchio. Ma alla fine le cose cedo si risolveranno.
Quindi vieni tu. Le soluzioni sono diverse. Se stai a casa coi tuoi,puoi vivere mantenendo un clima di sostanziale e reciproco menefreghismo. Una sorta di “don't ask don't tell”,in cui tu ti fai gli affari tuoi,e i tuoi si fanno i loro. E' quello che sto facendo io,per ora. Perchè mia madre sa ma non dice e fa nulla(o almeno ci prova,a volta con scarsissimi risultati),mentre mio padre non sa nulla. Certo,si creano delle distanze,ci si allontana,ci si capisce sempre di meno. E vivere in casa assieme a delle persone care sentendosi un estraneo,un alieno,un passeggero su di una nave della cui storia non interessa sapere nulla a nessuno non è bello. Ti senti un po' stretto,limitato,non libero di esprimere pienamente te stesso. Tuttavia in questo clima bene o male si riesce a sopravvivere(temporaneamente).
Oppure dici tutto,a tutti,e non perdi occasione per farlo presente. Metti sul piatto la questione perchè si affronti. Lo fai perchè vuoi essere riconosciuto e rispettato in tutto quello che sei,senza zone in penombra. Vuoi poter essere te stesso in casa. Vuoi affermarti. E lo puoi fare,se però sei pronto ad accettarne i rischi (e le possibili sofferenze). Che vuol dire mettere in conto la possibilità che i tuoi non ti riconoscano,e non accettino e rispettino questa parte di te,almeno per i primi tempi. Potrebbe venir meno anche la loro approvazione,e quindi il loro sostegno. E potresti anche poter pensare che sia venuto meno il loro affetto(il che non è possibile,perchè se è vero affetto,il fatto che a te piacciano gli uomini e non le donne non lo può certo cambiare. Se poi vero non è, averlo scoperto sarà stata una buona cosa,e vederli in questa nuova luce ti farà sicuramente sentire meno in colpa).
C'è anche una terza via. Andartene di casa. (Che è quello che dicono tutte le madri,anche la mia. Ma sfido io a vedere,se veramente chiudessimo la porta di casa per poi non farci più sentire,come la prenderebbero. Sia le madri che i padri,che apparentemente sembrano meno sensibili). Andar via di casa vuol dire 2 cose: indipendenza economica(ma non sempre,in quanto un buon genitore,se può,una mano coi soldi te la dà sempre. Anzi,credo sia pure obbligato per legge a farlo.) ma soprattutto indipendenza affettiva. Che vuol dire essere felici(o almeno sereni e psicologicamente stabili) senza bisogno che questo dipenda dagli altri,o meglio dalla loro approvazione o meno. Quando dici che credevi che condividere tutto ti avrebbe reso felice,intendevi piuttosto che ti avrebbe reso felice vedere(e sapere) che i tuoi sarebbero stati felici di ciò che sei. E non essendo questo avvenuto,la loro infelicità ha fatto venir meno anche la tua,di felicità.
Essere affettivamente autonomi vuol dire riuscire a “coccolarti” da solo,e a fartelo bastare. Vuol dire volerti bene,abbastanza da non aver necessariamente bisogno che te ne vogliano anche gli altri(che poi,gli altri,anche i tuoi,ti vogliono bene,ma questo dovrebbe essere un affetto extra,da cui non far dipendere la propria felicità e il proprio volersi bene).
So che è difficile da fare,anzi difficilissimo. Io infatti non ci riesco,ed è il motivo per cui,per ora, sto optando per la soluzione 1.
Tu però,a differenza mia,hai un ragazzo,anche se lontano,a cui vuoi bene. E che rappresenta un buon “serbatoio” di affetto. Questo non vuol dire sfruttarlo,ma potrebbe essere un buon incentivo per affrancarti dal bisogno di affetto da parte dei tuoi. Fermo restando,però,che il modo migliore è quello di far leva sul proprio,di affetto,altrimenti si rischia di passare dalla dipendenza dai genitori a quella da un loro surrogato.
Spero di essere stato utile. E di non essere stato inopportuno. Dovrei parlar così a me stesso. E lo faccio,in realtà. Ma sentirselo dire dagli altri a volte è meglio,ed è per questo che l'ho fatto con te.
Buona permanenza nel Forum,e in bocca al lupo. :) So che non ci credi,ma stranamente le cose,in un modo o nell'altro, si risolveranno,prima o poi. A presto


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