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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Re: Coming out con genitori: sì o no (nel mio caso)
MessaggioInviato: mercoledì 20 novembre 2013, 14:47 

Iscritto il: domenica 10 novembre 2013, 16:54
Messaggi: 17
progettogayforum ha scritto:
D'altra parte ormai è fatta e l'unica cosa sensata è guardare che cosa fare da adesso in poi. Sono molto diretto in quello che ti dico, col passare del tempo tuo padre troverà dei sistemi per rendere la convivenza con te in qualche modo possibile ma continuerà a considerarti come un diverso con cui un dialogo vero, cioè una condivisione di valori, di fatto non è possibile, ci starà anche male per questo ma resterà comunque una incapacità di capire e questo non dipende nemmeno da lui perché è stato cresciuto anche lui in un ambiente in cui l'omosessualità è stata sempre considerata una cosa turpe.
Che cosa fare? Molto sinceramente metterei da parte l'idea di ricostruire un rapporto con tuo padre come quello che c'era prima. Apertura sì, nel caso improbabile in cui ci fossero dei tentativi da parte sua, ma per il resto non prenderei iniziative tendenti a spiegare e a fare capire il tuo punto di vista, in pratica è tempo sprecato.


Ciao Noconclusion.
Cito Progetto perchè volevo darti il mio punto di vista, fortemente in contrasto con il suo. Io capisco profondamente il comportamento di tuo padre. La cosa è freschissima ed è normalissimo che la sua reazione a caldo sia questa. Sarebbe molto più strano che fosse tutto esattamente come prima, da subito. Questa persona ti vuole profondamente bene, altrimenti se ne fregherebbe! Perchè, Progetto, sostieni che non tornerà mai il dialogo? Addirittura lasci sottintendere che l'unica soluzione sia andare via di casa! Assolutamente no! La cosa giusta, secondo me è aspettare che quest'uomo rifletta...avrà i suoi tempi e magari saranno anche lunghi. Ha bisogno di pensare e confrontarsi con altre persone...lui, privatamente! Poi deciderà il da farsi: capire il figlio (non l'omosessualità) e quindi le cose torneranno esattamente come prima, o stabilire che per lui è impossibile. A quel punto sì che la soluzione sarà quella di andartene! Ma ora assolutamente no! Ora devi soltanto renderti conto di aver fatto la cosa giusta. Ora sei sincero e pulito. It's up to him, dicono gli americani. Dagli tempo e vedrai che le cose miglioreranno.
Un abbraccio


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 Oggetto del messaggio: Re: Coming out con genitori: sì o no (nel mio caso)
MessaggioInviato: mercoledì 20 novembre 2013, 15:24 

Iscritto il: venerdì 11 ottobre 2013, 15:17
Messaggi: 5
Volevo ringraziare tutti, siete fantastici come sempre.

Per il resto, tendo (o forse spero) anche io a pensare che le cose si stabilizzeranno pian piano. Inoltre, vorrei precisare che per me un dialogo posticcio e basato sulla menzogna non ha nessun significato. Continuando a tacere su una parte così importante della mia vita avrei magari risparmiato uno shock a mio padre, ma tutto sommato non gli avrei dimostrato un gran rispetto. E lo shock sarebbe forse stato ancora maggiore se fosse venuto a saperlo da altre persone o in seguito a eventi esterni.

È vero che per noi adesso si apre un periodo di asprità, ma non credo di lotta.

Sono economicamente indipendente (anche se di certo non benestante). Vivo con i miei perché al momento sono nella mia città di origine, ma negli ultimi 5 anni ho trascorso molto tempo all'estero o in altre città per lavoro o studio. Tra i miei progetti di vita c'è quello di tornare all'estero o andare in un'altra città, non certo per scappare ma per inseguire i miei interessi ed eventuali opportunità lavorative.

Conoscendo mio padre, sono profondamente convinto che il suo sostegno non verrà a mancare, anche se adesso c'è da ripartire su altre basi, spero fondate sulla rispettiva comprensione e accettazione. Se dovessi avere bisogno, oltre agli amici che ho la fortuna di avere, so di poter contare su numerose realtà associative LGBT che potrebbero, nel caso, darmi una mano, esattamente come voi del forum state facendo adesso.


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 Oggetto del messaggio: Re: Coming out con genitori: sì o no (nel mio caso)
MessaggioInviato: giovedì 21 novembre 2013, 11:49 
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Iscritto il: venerdì 30 marzo 2012, 18:40
Messaggi: 1386
Ciao noconclusion, intanto scusa se arrivo in ritardo a scriverti :oops: ...
Cita:
Sinceramente non mi aspettavo una reazione così negativa dato che lui si mostrava abbastanza aperto sulla tematica omosessualità.

Diciamo che molte persone sono “aperte” alla questione omosessuale se non li riguarda direttamente... Oltretutto una cosa di cui mi sono resa conto è che le persone, comprese i nostri genitori, non si conoscono mai abbastanza... ci sono situazioni in cui mi immagino già le possibili reazioni di mio padre... e poi vedi che reagisce in maniera completamente diversa...
Cita:
È andata abbastanza male: incredulo, mi ha chiesto due o tre volte se ero sicuro. Poi mi ha chiesto come fosse possibile, dato che a lui l'idea di andare con un uomo fa ribrezzo. Gli ho risposto che non siamo tutti uguali e che con il mio ragazzo è anche una questione di sentimenti. Alla fine, mi ha detto che mi vuole bene nonostante tutto, anche se per lui è uno shock visto che non sospettava nulla.

Purtroppo quella di tuo padre mi sembnra una reazione che hanno molti genitori... quello che mi fa più male è il suo: “nonostante tutto”...
Cita:
Nelle ore successive, la situazione è peggiorata, ha iniziato a ritenermi colpevole di qualcosa. Adesso, a un giorno di distanza praticamente non mi parla se non per banalità, praticamente non mi saluta più e si vede che è depresso. Mi ha persino detto che è come se ci fosse un morto in casa.

Lo so che forse sbaglio a scriverlo, però molte volte mi chiedo il perché di questo bisogno di fare coming out... lo so che tu scrivi:
Cita:
fondamentalmente non mi andava più di mentire su una parte così importante della mia vita, stava diventando pesante fargli credere che avessi la ragazza quando ho il ragazzo e prima o poi l'avrebbe comunque scoperto.

però il vedere la delusione negli occhi di un genitore... il rimanere allibiti di fronte a una reazione esagerata, (“Cioé ti ho detto che sono gay, non che ho ammazzato qualcuno!!!!”)... mi fanno pensare che molte volte una parte della nostra vita non andrebbe condivisa con gli altri...
Cita:
Non potete capire quanto ciò mi dispiaccia! L'ultima delle mie intenzioni era quella di dargli un dolore

Il vero dolore non lo sta passando tuo padre, ma tu... avere un figlio omosessuale non è una disgrazia o altro... se uno non riesce a capire una cosa simile, sinceramente, e con tutto il rispetto, non provo né pietà, né compassione... un genitore dovrebbe augurarsi che un figlio sia felice...

Scusami se mi sono permessa di scrivere qualcosa che ti può aver ferito...

Isabella



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Ogni sera quando mi ferisco una parte di me si chiede cosa stia facendo, ma io non so cosa risponderle. Guardo il sangue colare dalla ferita, colare a terra, goccia dopo goccia, come una clessidra.
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 Oggetto del messaggio: Re: Coming out con genitori: sì o no (nel mio caso)
MessaggioInviato: giovedì 21 novembre 2013, 17:00 

Iscritto il: sabato 2 giugno 2012, 18:00
Messaggi: 42
progettogayforum ha scritto:
Ciao noconclusion! Beh onestamente penso che tu abbia fatto un errore, hai confuso i tuoi desideri con la realtà. In effetti è molto raro che un genitore possa capire un figlio gay e dopo il coming out familiare l'equilibrio si rompe comunque. Mi piacerebbe dirti che tutto passerà in fretta, oggettivamente non credo che sarà così, la testa delle persone non puoi cambiarla, per tuo padre è ovvio che quello che ha vissuto e che vive lui sia l'unico modello possibile di vita e non arriverà mai a capire il senso vero di quello che vuoi dirgli tu, cioè che l'omosessualità è una questione d'amore, non ci arriverà perché per lui non è così e anzi ha elaborato o meglio assorbito una repulsione forte nei confronti dei gay.
D'altra parte ormai è fatta e l'unica cosa sensata è guardare che cosa fare da adesso in poi. Sono molto diretto in quello che ti dico, col passare del tempo tuo padre troverà dei sistemi per rendere la convivenza con te in qualche modo possibile ma continuerà a considerarti come un diverso con cui un dialogo vero, cioè una condivisione di valori, di fatto non è possibile, ci starà anche male per questo ma resterà comunque una incapacità di capire e questo non dipende nemmeno da lui perché è stato cresciuto anche lui in un ambiente in cui l'omosessualità è stata sempre considerata una cosa turpe.
Che cosa fare? Molto sinceramente metterei da parte l'idea di ricostruire un rapporto con tuo padre come quello che c'era prima. Apertura sì, nel caso improbabile in cui ci fossero dei tentativi da parte sua, ma per il resto non prenderei iniziative tendenti a spiegare e a fare capire il tuo punto di vista, in pratica è tempo sprecato. Cercherei di tenermi strette invece le amicizie che contano, di quelli che ti hanno dimostrato nei fatti che ti capiscono. Un ragazzo gay può sognare di avere una famiglia pronta ad accettarlo ma tra i sogni e la realtà c'è una differenza enorme. Però tutta questa situazione più darti una spinta fortissima anche in positivo e può metterti nella condizione di spirito di cercare di realizzare il prima possibile la tua autonomia. Essere indipendenti il più presto possibile, a tutti livelli, prima di tutto economici e poi affettivi, è assolutamente fondamentale. Questo non significa rompere i legami con la famiglia ma non dipenderne e in particolare non stare male continuando ad aspettarti una comprensione e un dialogo che non c'è. Tu adesso senti la pressione dell'ambiente familiare, ne sei condizionato, quando avrai un tuo mondo manterrai ancora un rapporto con la tua famiglia ma avrai la tua vita. Se il tuo modo di essere non va bene a tuo padre non significa che tu devi cambiarlo, ma solo che il dialogo tra voi, a livello sostanziale non esiste. E non puoi stare male per questo, non ha proprio senso. Ormai è fatta e da adesso in poi il vero obiettivo deve essere non il recupero del dialogo, per quale, almeno al momento, non ci sono le premesse, ma la ricerca dell'autonomia. Stai certo che la otterrai!


No Project, non sono daccordo con quello che dici! Intanto ogni persona è diversa dalle altre e ciascuno ha il proprio modo di elaborare il coming out di un figlio. Se ho capito bene noconclusion ha un rapporto stretto con suo padre (anche perché è figlio unico e la madre sta male) se si sentiva di raccontare una cosa così importante della sua vita significa che mentire incominciava ad essere un peso e che il rapporto di fiducia che ci dovrebbe sempre essere tra un genitore e un figlio stava venendo meno. Noconfusion ha preferito dirglielo direttamente piuttosto che rischiare che suo padre venisse a saperlo da altri. Noconfusion hai fatto bene! E spero che tu questa cosa a tuo padre gliel'abbia detta. Per quanto riguarda la mia esperienza quando lo dissi a mia madre mi accettò da subito, però non posso negare che abbia avuto un periodo di smarrimento durato tre mesi in cui mi continuava a chiedere se ne fossi sicuro, se non fosse colpa sua, che a guardarmi non sembravo gay....
Ripeto ognuno è diverso, ognuno ha i suoi tempi. Ricordo bene gli anni impiegati per accettarmi (ben 11!) e allora vi dico se noi stessi abbiamo impiegato così tanto tempo per accettarci come possiamo pretendere che i nostri genitori ci accettino in un giorno! Sarebbe impossibile e falso, a meno che i genitori non avessero avuto del tempo per elaborare la cosa (nel caso avessero sospettato). In questi momenti è importante che tu faccia capire a tuo padre che sei sempre lo stesso, che il tuo essere gay fa di te quello che sei e che sei sempre stato, quindi se prima i rapporti erano buoni in futuro non potranno cambiare per questa cosa perché gay eri e gay rimani. Da quello che scrivi noconfusion non mi sembra che tuo padre veda la cosa come un abominio, è solo stato preso alla sprovvista per una cosa che non si sarebbe mai aspettato.Spero che col tempo, vedendo la normalità della tua vita potrà accettare questa cosa e vivere serenamente insieme. Quando un genitore accetta l'omosessualità di un figlio veramente, la vita diventa molto più bella, io con mamma ho raggiunto livelli di complicità impensabili fino a pochi anni fa.
Auguri :)


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 Oggetto del messaggio: Re: Coming out con genitori: sì o no (nel mio caso)
MessaggioInviato: giovedì 21 novembre 2013, 17:18 
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Messaggi: 5084
Non voglio insistere sulla mia linea (anzi mi auguro che sia del tutto sbagliata) ma osservo che le posizioni che in questa discussione incoraggiano al coming out vengono da persone il cui CO magari difficile, alla fine si è risolto positivamente, con tante contrarietà ok, ma positivamente. Questo mi ricorda l'idea che i delfini salvino i naufraghi caduti in mare. In effetti naufraghi spinti a riva dai delfini ce ne sono e raccontano la loro storia che, generalizzata impropriamente, viene interpretata nel senso che i delfini sono amici dell'uomo e salvano i naufraghi. In realtà i delfini spingono a caso quello che galleggia in acqua, alcuni naufraghi sono spinti verso riva, si salvano e raccontano la loro storia, altri sono spinti al largo e semplicemente affogano e l'altra parte delle verità affoga con loro. Con questo certamente anche io auguro a noconclusion che le cose vadano per il meglio, l'ottimismo della volontà deve avere il suo spazio anche se è difficile mettere da parte il pessimismo dell'esperienza. Condivido quello che dice Isabella, che mi pare capire anche le ragioni dei naufraghi affogati.



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 Oggetto del messaggio: Re: Coming out con genitori: sì o no (nel mio caso)
MessaggioInviato: giovedì 21 novembre 2013, 18:00 

Iscritto il: sabato 2 giugno 2012, 18:00
Messaggi: 42
Nel fare il mio commento ho dato per scontato che un minimo di accortezza, sulla capacità della persona di capire un coming out venga tenuta prima di farlo. Ci sono casi in cui dirlo può essere davvero controproducente, sono sempre meno questi casi ma ci sono. Sto leggendo un libro di Jean-Marie Périer che si intitola Casse-toi! (potremmo tradurlo con "Levati dai cogxxoni") questo giornalista racconta le esperienze di giovani ragazzi e ragazze gay che sono stati buttati fuori di casa dai loro genitori. Sono storie incredibili, allucinanti. Certi genitori dovrebbero vergognarsi, alcuni titoli dei capitoli valgono più di mille parole: "Che Dio gli mandi l'aids" ,"Se avessi un figlio gay lo seppellirei vivo","Farai bene a correre veloce che ti sgozzo", "Tu non sei più mio figlio". Molti di questi genitori omofobi sono ferventi cattolici....


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 Oggetto del messaggio: Re: Coming out con genitori: sì o no (nel mio caso)
MessaggioInviato: giovedì 21 novembre 2013, 22:36 
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Ho letto da qualche parte posizioni secondo cui un omosessuale non può trovare una sua serenità se evita di fare coming out . Io questo non lo penso.
Credo che le situazioni siano differenti e che sia la persona stessa ad avere gli elementi per decidere cosa fare.
Se non c'è indipendenza economica penso che si debba fare molta piu attenzione.
Ad ogni modo si tratta sempre di una scelta che è un po' una scommessa , sia nel farlo che nel non farlo.
Diversi ragazzi anche in questo forum hanno raccontato di reazioni negative dei genitori, che li hanno poi portati a disinvestire dal rapporto con i genitori.
Ma qualche volta non c'è stato un coming out: semplicemente il ragazzo è stato scoperto in qualche modo . Un genitore spesso intuisce e più passa il tempo più si fa domande e indaga. Non è come un tempo, in cui i genitori magari avevano diversi figli ed erano forse meno attenti.
Se si ha un figlio unico o due figli , come si fa a non notare che non c'è mai una fidanzata ?
Penso che spesso il coming out è solo una conferma di un sospetto che già esiste.


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 Oggetto del messaggio: Re: Coming out con genitori: sì o no (nel mio caso)
MessaggioInviato: venerdì 22 novembre 2013, 12:58 
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Magari non ai livelli che si trovano nel libro citato da Stellagemella ma di esiti molto sgradevoli di coming out familiare ne ho visti parecchi. In genere si avverte una formalizzazione dei rapporti, una sistematica rimozione di qualsiasi argomento attinente anche vagamente alla sessualità, un non voler sapere, una sostanziale interruzione del dialogo, un imbarazzo per non sapere come ci si dovrebbe comportare, un cercare di evitarsi, stando negli stessi ambienti il meno possibile. Ho visto in una situazione un figlio allontanato da casa perché aveva dei fratelli più piccoli e quindi era considerato pericoloso per i fratelli piccoli avere un fratello grande gay, quando va bene la famiglia se ne lava le mani del tutto, in qualche caso prevalgono gli atteggiamenti interventisti tipo mandare per forza il figlio dallo psicologo, oppure quelli vittimistici che portano i genitori a non rispettare la privacy del figlio e a cercare aiuto presso altri parenti, atteggiamento quanto mai odioso, ma si registrano anche tentativi di riportare il figlio sulla buona strada attraverso ricatti di tipo economico che arrivano fino al non consentire al figlio la prosecuzione degli studi in un’altra città. Ricordo la situazione di un ragazzo che viveva in un paese ed è andato a fare l’università in una grande città, dove aveva un appartamentino in affitto, pagato dai genitori, quando i genitori hanno saputo che il figlio era gay hanno cominciato ad andarlo a trovare a sorpresa a casa a tutte le ore del girono e della notte, con tutte le scuse possibili. Concordo anche io che, se e quando ce ne sono le condizioni, possa avere un senso parlare chiaro con i propri genitori ma, lo ribadisco, solo se e quando ce ne sono le condizioni, perché in certi casi non si tratta di affrontare un rischio che vale la pena di affrontare ma c’è la certezza di andare a sbattere al muro. Ricevo qualche volta anche mail di genitori, e per scrivere a me, devono essere genitori di un tipo molto particolare. Bene, anche quei genitori sono comunque convinti di trovarsi in una situazione imbarazzante e non normale. Una mamma mi scriveva: ”Non so più come prendere mio figlio, mi sfugge, se cerco di parlarci mi aggredisce e nemmeno mi sta a sentire, non so che cosa si aspettasse da me, in fondo io ho fatto un solo errore e cioè ne ho parlato con mio marito, e mio figlio l’ha presa come una cosa terribile fatta contro di lui. Ma io che dovevo fare? Non so più dove sbattere la testa.” Riporto qui il link a un audio di Radio Progetto Gay che chiarisce la situazione: http://progettogayradio.blogspot.it/201 ... ranza.html Provate a sentire questo audio e poi chiedetevi se avreste fatto coming out in casa al posto di Michele.



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 Oggetto del messaggio: Re: Coming out con genitori: sì o no (nel mio caso)
MessaggioInviato: venerdì 22 novembre 2013, 21:17 

Iscritto il: venerdì 11 ottobre 2013, 15:17
Messaggi: 5
noconclusion ha scritto:
Cita:
Diciamo che molte persone sono “aperte” alla questione omosessuale se non li riguarda direttamente... Oltretutto una cosa di cui mi sono resa conto è che le persone, comprese i nostri genitori, non si conoscono mai abbastanza... ci sono situazioni in cui mi immagino già le possibili reazioni di mio padre... e poi vedi che reagisce in maniera completamente diversa...

Effettivamente credo che questo sia anche il mio caso. Cioè, mi aspettavo una reazione molto più comprensiva, o almeno mi aspettavo che mio padre facesse lo sforzo di capirmi. Certo, è presto per dirlo, ma le premesse non sono le migliori.
Quello che scrivi mi ha ferito perché ha il sapore della realtà, quindi ti ringrazio.

Ieri mio padre è scoppiato in lacrime dicendo che non avrebbe mai accettato questa parte di me, che è un fulmine a ciel sereno, che non era mai stato così male, che è una disgrazia, che non lo ho mai ascoltato quando mi ha detto (fin da piccolo) di "stare attento a dove metti i piedi", che avrei dovuto reprimere la mia omosessualità, che non sa se riuscirà a superare tutto ciò e che non dorme da tre giorni. Io lo ho abbracciato come si fa con un genitore in lacrime, ma francamente il tutto mi sembra assurdo.

Ovviamente questo sfogo mi ha turbato tantissimo, sono stato e sto male per tutto ciò, vorrei non avergli detto nulla ma al tempo stesso mi dico che nella verità non può esserci nulla di male visto che mi sentivo pronto a questo passo, e che a 28 anni uno possa ritenersi pronto ad affrontare il proprio destino e ad essere trasparente con la propria famiglia.

Sono sinceramente preoccupato che lui possa fare qualche idiozia in preda al panico. Speravo che dopo essersi sfogato la situazione sarebbe migliorata, adesso lo vedo indifferente e freddo, anche se ha ricominciato a parlarmi (ma per banalità, ad esempio per commentare il telegiornale).

Per me si tratta di una grande delusione, di uno spaccato di medioevo nel 2013. Ovviamente mi dispiace per lui, mi ripropongo di passarci più tempo insieme e gli faccio delle proposte ad esempio andiamo a funghi, andiamo in campagna, ma lui è solo indifferente e dice che non ha voglia, il più delle volte quando gli rivolgo la parola neanche si degna di rispondermi. Io faccio la parte dell'allegrone fischiettante per dimostrargli che sono OK, ma non so quanto sia credibile. Il mio equilibrio psicologico regge solo perché ci sono altre persone che mi sostengono, e perché cerco di distrarmi con il lavoro e lo sport.

Francamente non so se mandarlo da qualche professionista che possa aiutarlo, o in un'associazione di genitori di omosessuali. Per il resto non so se abbia ragione Progetto o gli altri, credo che dipenda molto anche da come uno riesce a gestire la situazione.

Grazie ancora a tutti per il sostegno!


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 Oggetto del messaggio: Re: Coming out con genitori: sì o no (nel mio caso)
MessaggioInviato: venerdì 22 novembre 2013, 21:45 
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Iscritto il: sabato 9 maggio 2009, 22:05
Messaggi: 5084
Ciao noconclusion, secondo me c'è stato un errore di fondo nel pensare che bastasse il fatto che ti sentivi pronto tu, se dall'altra parte non trovi persone preparate e soprattutto disposte a capire, alla fine alimenti solo le incomprensioni.
Due cose vorrei dirti, la prima è di non farti prendere dall'ansia, le cose andranno comunque come devono andare e non ci potrai fare molto, e la seconda e di non cercare di ricucire o di riprendere un dialogo sostanziale perché cambiare le cose non dipende da te, o cambia il modo di vedere le cose di tuo padre (cosa improbabile) o bisogna mettersi l'anima in pace e cominciare a pensare in modo indipendente dalla famiglia, che comunque, data la situazione, può essere molto opportuno.



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