La mia esperienza personale

La difficoltà di uscire allo scoperto
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progettogayforum
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Re: La mia esperienza personale

Messaggioda progettogayforum » sabato 30 novembre 2013, 0:04

Sorry!! Torno su Marte!! :D Che però è un pianeta ad alta densità di popolazione! :D

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marc090
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Re: La mia esperienza personale

Messaggioda marc090 » sabato 30 novembre 2013, 15:11

Non vorrei trarre conclusioni per frasi fatte, ma secondo me il punto di vista di Silvia è più che condivisibile: ad ognuno la sua vita. Perché se è vero che questa cultura italiana tende molto alla discriminazione, è altrettanto vero che ognuno ha il suo contesto da vivere e il suo modo di viverlo.

Non andrei sulle posizioni ideologiche, perché semplicemente secondo me non funzionano. Un coming out che finisce male può esser equiparato ad una qualsiasi scelta della vita che non ha funzionato come avremmo sperato, ma temo non lo qualifichi come scelta sbagliata a priori.

Mentre

Io lo prendo come un caso di fortuna!
Fare CO capita una sola volta, e ci vuole fortuna...ne hai avuta anche da tanti altri individui! Complimenti!


no, non è semplicemente fortuna... Luca ha osato, ce l'ha detto anche lui; probabilmente conscio, entro una certa misura, dell'ambiente che aveva di fronte.
Per prima cosa portarono via i comunisti, e io rimasi in silenzio perché non ero un comunista. Poi se la presero coi sindacalisti, e io che non ero un sindacalista non dissi nulla. Poi fu il turno degli ebrei, ma non ero ebreo.. E dei cattolici, ma non ero cattolico... Poi vennero da me, e a quel punto non c'era rimasto nessuno che potesse prendere le difese di qualcun altro.
Martin Niemoller


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Blackout
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Re: La mia esperienza personale

Messaggioda Blackout » sabato 30 novembre 2013, 21:06

marc090 ha scritto:è altrettanto vero che ognuno ha il suo contesto da vivere e il suo modo di viverlo.


Bravo Marc, giustissimo non farne una questione ideologica ma una questione di che investe sia la persona che vuol fare c.o. per come è fatta e pensa, sia per tutto ciò che ad essa sta intorno. L ho scritto più volte, sono certo che il c.o. sia necessario, con i dovuti modi e tempi a seconda della situazione che si vive. Su una cosa Silvia e project sono d'accordo e cioè che il c.o. implica delle difficoltà così come il restare nascosti. Solo che nel primo caso si lotta per ottenere un risultato sempre più positivo che è l'affermazione di ciò che si è mentre mantenere nascosto ad oltranza il proprio essere non porta a nulla di positivo (scompensi psicologici che investono ogni lato della persona e delle sue relazioni con il mondo). Nella vita si deve lottare, inutile girarci attorno, ma sta a noi decidere come, quando e con quali mezzi. Bisogna scegliere bene, con prudenza e coraggio, ma prima o poi si deve cominciare a farlo.
Il vero Io è quello che tu sei, non quello che hanno fatto di te. (P. Coelho)


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