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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Dirlo alla famiglia
MessaggioInviato: giovedì 13 febbraio 2014, 20:30 
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Iscritto il: venerdì 30 marzo 2012, 18:40
Messaggi: 1386
Ho trovato sul sito dell'Agedo (Associazione Genitori di Omosessuali), http://www.agedonazionale.org/, il seguente articolo sul coming out in famiglia (fate lo scrolling della pagina per leggere l'articolo), http://www.agedonazionale.org/approfondimenti/dirlo-alla-famiglia/.



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Ogni sera quando mi ferisco una parte di me si chiede cosa stia facendo, ma io non so cosa risponderle. Guardo il sangue colare dalla ferita, colare a terra, goccia dopo goccia, come una clessidra.
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 Oggetto del messaggio: Re: Dirlo alla famiglia
MessaggioInviato: venerdì 21 febbraio 2014, 14:45 
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Iscritto il: domenica 6 settembre 2009, 18:19
Messaggi: 619
Ho letto solo ora l'articolo, anche se Isabella l'ha pubblicato qui nel forum qualche settimana fa.

Devo dire che sono molto titubante sul coming out, specialmente nel modo in cui lo descrive la persona che ha scritto l'articolo.

"prepararsi all'evento, essere sicuro di se", e tanta altre frasi simili, non fanno che peggiorare la situazione, almeno dal mio punto di vista. Come se si dovesse passare un esame. Il coming out non è altro che una "dichiarazione" del proprio orientamento sessuale.

Ok, ci sono genitori che non sono preparati a questo e ci sono famiglie in cui i genitori non accettano i figli gay/lesbiche. Ma io credo che tutto sia impostato male dall'inizio.

"ti devo dire una cosa, ma non te la prendere" oppure "ti devo svelare una cosa molto intima", manco avessimo una malattia. Tanto per fare degli esempi.

Il coming out avviene anche normalmente e noi non ce ne accorgiamo. Provate a domandarvi quante persone sospettano di voi, che siano amici, parenti, genitori, fratelli o sorelle, cugini... Sicuramente non cadono tutti dalle nuvole, molti lo sospettano, come so che sospettano di me.

Non voglio giudicare chi fa CO nel modo descritto dall'articolo, ma sinceramente, mi sembra un tantino esagerato il modo in cui viene descritto.

Comunque come sempre, ti ringrazio Isabella per condividere cose interessanti con noi ;)



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Non è forte chi non cade, ma chi cade ed ha la forza per rialzarsi!
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 Oggetto del messaggio: Re: Dirlo alla famiglia
MessaggioInviato: venerdì 21 febbraio 2014, 16:04 
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Iscritto il: sabato 23 aprile 2011, 1:00
Messaggi: 888
Cita:
"prepararsi all'evento, essere sicuro di se", e tanta altre frasi simili, non fanno che peggiorare la situazione, almeno dal mio punto di vista. Come se si dovesse passare un esame.


Perché peggiorare la situazione?

Il tutto è altresì introdotto e contestualizzato da questa frase:

Cita:
La voglia di esplodere ti spinge a gridare ai quattroventi chi sei, che in fondo ti piaci così, anche se loro, nei loro progetti, non ti avevano previsto omosessuale, anche se in fin dei conti sei sempre quello/a di prima, magari solo con una carica in più che ti dà la voglia e la forza di parlarne anche a loro, per condividere la conoscenza di te che finalmente hai raggiunto.


Personalmente quelle frasi mi sembrano il frutto di esperienze ragionate, non ci trovo nulla di male nell'articolo, ma anzi, mi sembra che fornisca spunti importanti per chi è vicino all'idea e alla volontà di metterla in pratica.

Oltre al fatto che condannare un coming out a priori perde di significato.



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Per prima cosa portarono via i comunisti, e io rimasi in silenzio perché non ero un comunista. Poi se la presero coi sindacalisti, e io che non ero un sindacalista non dissi nulla. Poi fu il turno degli ebrei, ma non ero ebreo.. E dei cattolici, ma non ero cattolico... Poi vennero da me, e a quel punto non c'era rimasto nessuno che potesse prendere le difese di qualcun altro.
Martin Niemoller


Marc090 -- Amministrazione di ProgettoGay
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 Oggetto del messaggio: Re: Dirlo alla famiglia
MessaggioInviato: venerdì 21 febbraio 2014, 17:09 

Iscritto il: lunedì 5 novembre 2012, 22:05
Messaggi: 232
A me questo decalogo pare nella sostanza condivisibile, ma forse un po’ troppo solenne e “inutile”, nel senso che dubito serva a qualche omosessuale. Ognuno ha il suo modo personale di comunicare il proprio orientamento, non c'è bisogno di stabilire delle regole.
Il quarto punto, poi, - cerca di essere preparato sul tema dell’omosessualità... - mi fa un po’ sorridere. Cosa bisognerebbe sapere o studiare?
Io, piuttosto, consiglierei all’Agedo di cambiare nome all’associazione, chessò “famiglie arcobaleno”, perché la denominazione attuale pare una di quelle di pazienti malati di qualche cosa. Terribile!


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 Oggetto del messaggio: Re: Dirlo alla famiglia
MessaggioInviato: sabato 22 febbraio 2014, 11:22 
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Iscritto il: sabato 23 aprile 2011, 1:00
Messaggi: 888
K-01, però dimentichi quello che da senso alla frase "[...],pronto a rispondere a tono (gentilmente e con pazienza, visto che i genitori hanno bisogno di molto tempo per metabolizzare).".

Non penso parlino di cultura, penso si riferiscano al fatto che in un modo o nell'altro, proprio perché hanno in mente tutti quegli stereotipi da tv e via dicendo, arrivino a tirare fuori le peggior e classiche teorie freudiane, o comunque a rimettere in discussione la persona di chi fa CO.

Se uno è preparato a rispondere a queste cose e non culturalmente, ma rimarcando certezze, punti di vista o anche solo l'inutilità di giudicare una persona attraverso teorie psicologiche, ha sicuramente più chanche di terminare un colloquio tranquillo.

Secondo me queste cose andrebbero prese come degli spunti, non fa male pensare a quei suggerimenti, alla fine aiutano a farsi un'idea mentale su cosa potrebbe succedere, cosa no e a cosa fare più attenzione.

Sul nome concordo, è tragico :P



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Per prima cosa portarono via i comunisti, e io rimasi in silenzio perché non ero un comunista. Poi se la presero coi sindacalisti, e io che non ero un sindacalista non dissi nulla. Poi fu il turno degli ebrei, ma non ero ebreo.. E dei cattolici, ma non ero cattolico... Poi vennero da me, e a quel punto non c'era rimasto nessuno che potesse prendere le difese di qualcun altro.
Martin Niemoller


Marc090 -- Amministrazione di ProgettoGay
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 Oggetto del messaggio: Re: Dirlo alla famiglia
MessaggioInviato: sabato 22 febbraio 2014, 11:58 
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Iscritto il: giovedì 29 dicembre 2011, 1:07
Messaggi: 527
Io penso che alla fine in quel momento, si è così tesi che tutto quello che si era prefissati di dire va al diavolo... è così nasce la più comune improvvisazione



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Ora che sono pioggia
e come il mare vado via,
che la lunga strada del tempo
io l'ho vissuta
che ho accettato il principio
di non capire me stessa
che ho odiato ed amato, come tutti del resto
la mia vita.
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 Oggetto del messaggio: Re: Dirlo alla famiglia
MessaggioInviato: domenica 23 febbraio 2014, 10:42 

Iscritto il: lunedì 5 novembre 2012, 22:05
Messaggi: 232
D’accordo Marc, però avrebbero fatto meglio a scrivere un decalogo per i genitori, dato che è ad essi che si rivolgono. :)


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 Oggetto del messaggio: Re: Dirlo alla famiglia
MessaggioInviato: domenica 23 febbraio 2014, 12:25 
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Iscritto il: mercoledì 14 aprile 2010, 9:22
Messaggi: 2861
in realtà nel sito c'è anche una guida per i genitori. La maggior parte dei documenti si rivolge ai familiari.
Comunque quello che non mi piace di questo documento sono due cose:

-il fatto di chiamare omologazione la scelta di non fare coming out non mi pare rispettoso nè realistico . la maggior parte delle persone che non dicono nulla ai genitori non lo fanno per omologarsi ma perché il contesto esterno è ostile. lo fanno quindi per proteggere il loro diritto a esistere e la loro autonomia .
giudicare in questo modo la scelta di un ragazzo che avesse genitori omofobi mi pare proprio fuori luogo

-la seconda cosa è che si consiglia un atteggiamento , secondo me, che può essere efficace se ci sono buone probabilità che dopo una reazione iniziale negativa il genitore cambi atteggiamento. Non si prende in considerazione la possibilità che il genitore possa compiere atti anche pesanti, che possa buttare fuori di casa il figlio, che possa agire limitazioni ingiuste e non rispettose di lui come persona, ma poiché questi casi esistono, predicare la pazienza in senso generale mi pare non utile. Un ragazzo deve sapere che oltre certi limiti può anche denunciare i genitori e che la pazienza ha un senso solo nel contesto di una relazione positiva. Un figlio ha i propri diritti e un genitore ad esempio non può negare il suo mantenimento o non pagargli gli studi solo perché il figlio frequenta persone come lui. Farlo è , tra l'altro ,contro la legge.

Per il resto , i consigli sul prepararsi li condivido, anche se non sono cose che si possono controllare.


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 Oggetto del messaggio: Re: Dirlo alla famiglia
MessaggioInviato: domenica 23 febbraio 2014, 13:39 
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Iscritto il: venerdì 30 marzo 2012, 18:40
Messaggi: 1386
Cita:
però avrebbero fatto meglio a scrivere un decalogo per i genitori, dato che è ad essi che si rivolgono.

Lo trovi nella sezione GENITORI DI RAGAZZI GAY, ti posto qui il Topic:
http://progettogayforum.altervista.org/viewtopic.php?f=15&t=4356



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 Oggetto del messaggio: Re: Dirlo alla famiglia
MessaggioInviato: domenica 23 febbraio 2014, 18:26 

Iscritto il: lunedì 5 novembre 2012, 22:05
Messaggi: 232
Sì ho visto, grazie.

Comunque sarei curioso di conoscere la tipologia del genitore che si rivolge a questa associazione. Sono genitori che cercano supporto per se stessi o lo fanno per difendere e far qualcosa di concreto per i figli?


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