COMING OUT: UNA SCELTA DIFFICILE

La difficoltà di uscire allo scoperto
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progettogayforum
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COMING OUT: UNA SCELTA DIFFICILE

Messaggio da progettogayforum » martedì 27 novembre 2018, 15:46

Ciao Project, ho visto che il forum è sparito, poi ho trovato Essere Gay e ho capito che il forum è in ristrutturazione. Mi sarebbe piaciuto mettere il post sul forum per sentire il parere dei ragazzi, ma magari può darsi che qualcuno mi risponda anche qui. Almeno mi rispondi tu.

La storia è molto breve. Ho 31 anni, gay convinto da sempre. A 24 anni ho conosciuto Alberto e mi sono messo con lui, niente convivenza perché proprio non potevamo perché stavamo in un paesetto remoto dove tutti sanno tutto di tutti. Diciamo che va tutto bene per sei mesi, poi lui conosce degli amici di Milano e comincia a frequentarli, e già la cosa non mi piace per niente, li conosco anche io ma non li frequento, con loro non mi trovo molto bene, hanno una mentalità da gente che ha i soldi e io proprio non ne ho, sarà stata pure intolleranza per quelli che sono più ricchi di me, ma quando venivano qui in paese Alberto se ne andava con loro e io stavo a casa mia solo. Alberto ha cercato in tutti i modi di coinvolgermi ma io proprio non ne ho voluto sapere. Non ho detto che sono tutti amici gay, tre ragazzi con belle macchine ecc. ecc., vabbe’. Alberto parla spesso in chat con loro e non sono minimamente geloso, perché per quanto riguarda il sesso le cose tra noi vanno bene, come al solito, non abbiamo mai avuto problemi di quel genere. Col passare dei mesi però qualche cosa tra noi ha cominciato a scricchiolare, non da parte di Alberto, che probabilmente non si è accorto di nulla, ma da parte mia. Lo vedo cambiato e non in meglio, lo vedo più ambizioso, più facile a buttare soldi in cose inutili, più spaccone, più facilone, come se ormai facesse parte pure lui del mondo dei suoi amici milanesi, ma anche a questo mi sono adattato. A lui non ho detto niente, ma certi atteggiamenti mi davano proprio fastidio. Un giorno che c’erano i suoi amici, mi si presenta e comincia a insistere che li dovevo conoscere, ma a insistere in modo molto pesante, come se io fossi maleducato e non volerli incontrare, ma guarda che in sei mesi non ci siamo mai detti nemmeno ciao. Comunque io ad Alberto ho detto che subito non me la sentivo e che ci dovevo pensare, per me era solo un modo per prendere tempo, cioè per me era un no, ma per lui era un sì e ha cominciato di nuovo a insistere ma gli ho detto: “Adesso no!” e poi mi ha detto che lui aveva capito una cosa che non aveva mai capito e cioè che un gay serio non può non fare coming out. Gli ho chiesto: “Ma tu vuoi fare coming out qui?” e lui mi ha detto: “Sì!” tutto raggiante. Ho cercato di fargli capire che siccome la gente ci vedeva sempre insieme, se si dichiarava lui, coinvolgeva per forza anche me e io non volevo proprio essere messo in mezzo da una sua scelta ed essere costretto a subire una cosa che non volevo fare. E lui è partito a farmi la predica, si sentiva superiore, parlava come i suoi amici milanesi ricchi, solo che lui non era ricco, come non lo sono io, poi ha concluso: “Io tanto lo faccio! E lo faccio anche per te! Poi tu fai come vuoi!” Io ho pensato che uno che mi fa un discorso del genere di me se ne infischia al 100% e mi mette nei guai per le fantasie dei suoi amici milanesi. Mi sono sentito fortissimamente in imbarazzo. Se fossi rimasto in paese sarei stato veramente a disagio, allora sono andato da mio padre, che fa il contadino, ha un pezzo di terra, ha gli animali, vende il latte e il formaggio, e gli ho detto: “Babbo, io voglio cambiare vita! Voglio rimettermi a studiare.” Lui non sapeva che dire e mi ha chiesto che cosa e io gli ho detto Veterinaria, è stato un po’ zitto e poi mi ha chiesto: “E quanti soldi ci vogliono?” Io gli ho detto quanto costavano le tasse e che poi avrei dovuto dividere un appartamento con altri ragazzi e che sarebbe stato necessario pagare pure quello. Lui m’ha detto: “Lo dico a tua mamma e vediamo se si può.” Se ne è andato a parlare con mia madre, poi mi ha detto: “Ha detto che tutto quello che abbiamo te lo puoi prendere e noi ci arrangeremo lavorando, che qui per sopravvivere ce n’è d’avanzo” Insomma, Project, sono andato a studiare Veterinaria, ed è stata una scelta ottima, eravamo pochi e seguiti, dopo la laurea ho trovato subito lavoro, purtroppo lontano da casa, ma lavoro in modo stabile. Ho scritto tante volte ad Alberto, le prime volte rispondeva seriamente, poi piano piano solo due righe e alla fine non rispondeva proprio. Tornava in paese molto di rado e in 5 anni non l’ho mai incontrato né d’estate né a Pasqua né a Natale. Quest’anno quando sono tornato a casa per le ferie i miei genitori mi hanno fatto una festa che nemmeno al figlio del re. Ho chiesto di Alberto ma questa volta non lo avevano più visto da molti mesi, sapevano che era andato a Milano ma non sapevano esattamente dove, io l’ho cercato a Milano e l’ho trovato che faceva il buttafuori in una discoteca, mi aspettavo che mi abbracciasse ma mi ha risposto a insulti: “C’hai pure la faccia di presentarti! Stronzo!” data la situazione me ne sono tornato al paesello. Non sono dichiarato, non ho un ragazzo, i miei genitori sanno di me e in paese mi stimano molto. Scrupoli nei confronti di Alberto ne ho avuti parecchi, dopo che l’ho rivisto, ma uno che cosa può fare? Se non ci fossero stati gli amici milanesi adesso staremmo ancora insieme. Mi chiedo tante volte che cosa avrei dovuto fare e Alberto mi manca. Forse poteva andare solo così. Penso che resterò solo tutta a vita, o forse no, non lo so, ma ormai è andata così.

Fammi sapere che cosa ne pensi, Project, e se vuoi metti tranquillamente la mail nel blog.

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Birdman
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Re: COMING OUT: UNA SCELTA DIFFICILE

Messaggio da Birdman » giovedì 29 novembre 2018, 2:48

Dirò una banalità, ma sono sempre dell'idea che, in presenza di un sentimento profondo e strutturato, si debba cercare delle mediazioni e che non si antepongano delle questioni di principio al rapporto con la persona che si ama, se la si ama davvero. Mi chiedo quanto fosse forte il legame tra il protagonista e Alberto, se la frequentazione di amici che vivono in una realtà totalmente diversa sia bastata a quest'ultimo per imporre praticamente un outing indiretto per il suo ragazzo. Non si è cercato nessun compromesso. E' chiaro che le frequentazioni influenzino il modo di pensare di una persona, ma se queste influenze finiscono col travolgere il rapporto di coppia, evidentemente questo non doveva essere granché robusto. Ma anche (e forse soprattutto) da parte del protagonista, che di fatto ha optato per una rottura del rapporto, pur di andar via dal paese per evitare le conseguenze della decisione di Alberto.
Il risentimento attuale di Alberto dal suo punto di vista può avere un perché, visto che la rottura del rapporto è dipesa più dal protagonista che da lui, però denota anche una certa immaturità di Alberto, che evidentemente non ha mai preso in considerazione le proprie responsabilità, preferendo scaricarle tutte sul suo ex, altrimenti capirebbe che non c'è motivo di essere risentiti. In una coppia immagino che si debba crescere insieme, mentre qui semplicemente ognuno ha preso la sua strada. Se da un lato Alberto ha creato la prima crepa col suo comportamento categorico e non incline al dialogo, dall'altra il protagonista ha causato il crollo del rapporto, ma in fondo non gli si può dar torto per la decisione presa.

Francesco1999
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Re: COMING OUT: UNA SCELTA DIFFICILE

Messaggio da Francesco1999 » giovedì 29 novembre 2018, 22:17

Caro non so chi
Una speranza c'è davvero, dovrai costruirla e sarà molto difficile, ma se ci tieni sinceramente e avrai cura di questa non c'è nessun motivo valido di non riuscire.
Però al centro ci deve essere Alberto e non tu questa volta, lui non ha cercato il compromesso con te, ma ricordati che quando lui voleva fare outing tu non hai cercato un compromesso con lui, adesso provo a spiegarti il perché.
Voi in quel paesello per timore del giudizio altrui non siete stati capaci di vivere la vostra vita insieme, lui ne ha sofferto molto se le cose sono andate così.
Con te aveva sognato una vita insieme giorno dopo giorno, e non di vivere in un ambiente senza ossigeno dove il vostro volersi bene non aveva spazio se non di nascosto.
Lui quando ha visto questi amici gay milanesi, furono per lui una sorta di sogno americano, loro erano dichiarati, vivevano alla luce del sole e in un modo anche "edonistico", mentre a lui sarebbe bastato di vivere accanto a te ogni giorno anche nella pochezza di ogni cosa.
Ma a lui è mancato il contatto quotidiano che è una cosa che se manca è irrimediabile, in Alberto avrà causato davvero tanta sofferenza, perché tutti i gay che si amano e gli etero che conosce e che si amano vivono la loro storia alla luce del sole, con tranquillità e lui invece no?
L'errore qui è stato tuo, ma chi può biasimarti? Con un lavoro che non so quale avevi in un piccolo paese magari omofobo c'erano ragioni concrete di tacere, ma intanto lui era molto insofferente a questa situazione.
Poi sono arrivati questi amici che avevano una vita di lusso e di rapporti gay alla luce del sole, per lui incarnavano la vita che non avete saputo costruire al paese per motivi che purtroppo non sono dipeso da voi.
Lui è ovvio che li ha inseguiti, tu non eri altro che il suo desiderio frustrato e lui cercava quello che non aveva mai potuto avere.
Fino a qui quello che ha fatto Alberto è legittimo, poi però si è fatto prendere la mano da una frenesia che lo ha distolto da quello che desiderava, e se ora ce l'ha con te è perché non avresti mai dovuto lasciarlo solo in balia di quale marea, dovevi inseguirlo e non lasciarlo perdere così per inerzia, avresti dovuto essere più forte, superare tutto quello che ha fatto e stargli vicino comunque, chiedendogli come stava un po' tutti i giorni.
Il risultato è che siete soli ed infelici, lui adesso ti odia perché in certo senso non hai saputo avere cura di lui, ed è finito a fare il buttafuori in una discoteca, il quale, nonostante come ogni impiego dal medico all'ingegnere al contadino all'operatore comunale abbia uguale dignità in se, però il mestiere del buttafuori nella discoteca è inserito in un ambiente sociale molto difficile fatto di tanta confusione e di silenzi.
Se così è andata sei stato tu l'anello debole che si è spezzato, ma adesso le cose sono cambiate, sei un signor veterinario, hai una laurea molto facoltosa ed impegnativa, ora hai un impiego che darà quello che darà, ma è stabile.
Adesso penso sia il momento che tu ti riprenda cura di Alberto e ora gli puoi dare quello che prima lui desiderava e che solo ora puoi dargli.
La ricetta per riportarlo con te c'è l'ho e non ce l'ho, io ti posso dire cosa devi fare, ma sei tu che dovrai applicarla e ci vuole tanta costanza.

Alberto come si sta ora? Male, ha seguito un'illusione, ma nel nucleo di tutta la vostra vicenda desiderava avere una vita tranquilla e serena con te, amarti dove e quando vuole senza nessuna paura, perché la vita è una, e davvero è peggiore condanna dell'esistenza trovare chi ti vuole bene, chi fino alla tua morte ti reputera importante, e doverlo lasciare andare così per colpa dell'opinione altrui.
Tu per stare con lui devi non di fare coming out, ma che se ti vuole baciare o tenere la mano in pubblico può farlo, poi quei corpi di tormenta che è la gente intorno lasciargli pensare quello che vuole.
A te deve importare che hai sì il tuo lavoro, ma che Alberto stia bene perché NELLA VITA SOLO QUESTO CONTA.

Tu devi scrivergli ogni giorno, chiedergli come stia, CONCENTRARTI SOLO DI LUI, devi capire perché tutto questo è avvenuto, ed è stato perche lui è stato insofferente, ed una piccola ferita come la sua insofferenza (tu dovresti sapere meglio di me cosa fa un infezione di me che sono al primo anno di università) peggiora e diventa più grande e grave.
Lui ti ha cacciato, ma quelle parole vorranno dire solo "stronzo?" Verso di te ha tantissimo rancore per quello che non hai saputo dargli.
Dovete capire che però la vita ora è vostra e potere avere una vita insieme finalmente perché ve la meritate.

Scrivigli ogni giorno, nonostante quello che pensi, assunti ogni colpa (anche se la colpa non sarà tua), perché tu devi dimostrargli che hai capito cosa lui davvero vuole e puoi darglielo solo tu!!
DA SOLO NON È STATO CAPACE DI REALIZZARE QUELLO CHE VOLEVA PERCHÉ NON C'ERI TU, NON ERANO GLI AMICI MILANESI GAY CHE LO PORTANO ALLA FELICITÀ, MA TU ZUCCONE!!!!!!!

Devi comprenderlo, riprendeterlo, anche se non ti vuole più all'inizio, abbine cura comunque, cerca dove abita, lasciagli lettere dove gli chiedi di lui, dove hai cura di lui, inviagli messaggi, cercalo al limite dello stalking perché:
Tu SEI UN SIGNOR VETERINARIO IN UN AMBIENTE SANO, LUI NON SONO SICURO CHE STIA BENE IN QUELL'AMBIENTE, SI È PERSO E DEVI RITROVARLO.

Mostragli che è importante e che lo cerchi, ci vorrà tanto, perché ha sofferto e Alberto ha messo gli aculei, ma tu devi perseverare perché QUESTO LO FAI PER LUI, tu bene o male starai bene, lui non è detto a livello proprio di tutto.

Io più di questo non saprei dirti perché ho il cervello abbastanza fuso dallo studio, ma considera le mie parole, METTI LUI AL CENTRO.

TU TI PERDI SEMPRE
MA SAI SEMPRE DA CHE PARTE È IL MARE.

DAGLI LA MANO E PORTALO CON TE! (IL MARE È UNA POVERA METAFORA DI SICUREZZA E DI CASA, MA PENSO SI SIA CAPITO).

il messaggio non lo rileggo perché domani ho un esame ed ho proprio bisogno di dormire!!!

(Perdonatemi i toni e gli errori di ogni tipo commessi nel messaggio)
Invecchiare non sarà niente
se nel frattempo saremmo rimasti giovani.

Da "l'utilità della memoria" Maria Luisa Spaziani.

Francesco1999
Messaggi: 34
Iscritto il: giovedì 6 luglio 2017, 11:24

Re: COMING OUT: UNA SCELTA DIFFICILE

Messaggio da Francesco1999 » giovedì 29 novembre 2018, 22:22

E invece ritorno a scrivere ancora un ultima cosa;

Il modo nel quale vi siete persi davvero non vale niente, l'importante è ricostruire un legame.

Ho 12 anni meno di te, ma essendo più piccolo non è detto che scriva cosa insensate, tu leggile con attenzione e valuta se davvero tieni ad Alberto o meno.
E nonostante sarà difficile non devi mollare per lo stesso Alberto
Invecchiare non sarà niente
se nel frattempo saremmo rimasti giovani.

Da "l'utilità della memoria" Maria Luisa Spaziani.

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