FASI DI UNA VITA GAY

La realtà dei gay, storie ed esperienze di vita gay vissuta
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progettogayforum
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FASI DI UNA VITA GAY

Messaggio da progettogayforum » domenica 25 agosto 2019, 15:01

Caro Project,
sono un gay over 50, mi sa che di mail da over 50 ne ricevi poche! Credo di avere attraversato molte delle fasi tipiche della vita dei gay. Provo a riassumertele qui di seguito. Sottolineo che non mi sento esperto di niente, o meglio non mi sento maestro di niente, non voglio insegnare niente a nessuno, perché si impara (se si impara) solo dai propri errori e non da quelli degli altri, ma forse una riflessione può aiutare a capire senza ripetere sempre e comunque gli stessi errori.

Fase 1 (dai 16 ai 19 anni circa): sognavo di incontrare il ragazzo dei miei sogni per vivere con lui una storia di dedizione totale, di amore e di sesso perfetto e travolgente. Ma 35 anni fa non c’erano i social, non c’era niente e io sognavo e basta, compravo mille libri con storie gay ma continuavo a sognare perché il contatto con la realtà era praticamente nullo. Quanto alla pornografia avevo solo qualche video porno ma di quelli a nastro per il videoregistratore. Una cosa veramente deludente.

Fase 2 (dai 20 ai 24 anni circa, in pratica gli anni dell’università): prime cotte folli per ragazzi etero (chi non ci passa!) Primi contatti con ragazzi gay mediati dalla politica. Prime risposte intriganti, primi e fortissimi entusiasti, ero sempre in cerca del principe azzurro. Mi innamoro di un ragazzo a lui interessa solo il sesso, alla fine mi adeguo e ci sto. Il mito del sesso come felicità svanisce come scoppia una bolla di sapone, poi, quello che consideravo il mio ragazzo si trova un altro ragazzo e ciao! E io mi sento del tutto stupido, comincio a pensare che è bene ridimensionare i miei sogni: niente amore totale, se va va e finché va, ma almeno la sincerità la voglio.

Fase 3 (dai 25 ai 30 anni, primo lavoro) Entro in un ambiente di lavoro tutto maschile, che mi piace subito. Adocchio un ragazzo molto bello e diventiamo amici, molto amici, … ma è etero ed è veramente un peccato, perché è serio, oltre ad essere bello. Individuo un altro ragazzo, questa volta gay, ci parlo, diventiamo amici, ma non gli dico che sono gay perché fisicamente non mi piace. Lui all'inizio è in imbarazzo, si aspetta il mio coming out che non arriva e la relazione scade nel banale e arriviamo a odiarci ed ad accusarci tacitamente di ipocrisia.

Fase 4 (30-31 anni) Cambio lavoro, sono in un ambiente misto, ci sono anche donne, mi trovo in situazioni di totale imbarazzo, devo cambiare lavoro prima che mi crolli il mondo addosso. Ne deduco che piaccio alle donne probabilmente proprio perché non le desidero! Essere inseguito dalle donne, per un gay è proprio una ben misera cosa. Imparo una cosa fondamentale: “se vuoi sopravvivere, stai alla larga dalle donne!”

Fase 5 (31-36 anni) Cerco un nuovo ambiente di lavoro, ne scelgo uno “senza donne”. Incontro un giovane architetto, oggettivamente (anche soggettivamente, cioè per me) bello. Non voglio farlo scappare, gli dico che sono gay e mi dice che è gay anche lui, solo che ha già un ragazzo! Restiamo amici, con lui sto bene, ma non è certo quello che avevo desiderato. In pratica una storia impossibile, col suo ragazzo ci sta bene e il suo ragazzo è uno strafico ed è cotto di lui.

Fase 6 (37-42 anni) vado a vivere e a lavorare in Francia. Ambiente serio, almeno sembra, c’è un collega giovane (circa 30 anni) proprio niente male, provo ad attaccare bottone e la cosa sembra funzionare, ma arriva una situazione imprevista: Il mio capo (52 anni) comincia a riservarmi molte attenzioni … troppe! Non è sposato, e facendo i conti non ci metto molto a capire che è gay e che ha un debole per me, solo che ha 14 anni più di me e fisicamente non mi piace proprio, mi sento in imbarazzo, non so come comportarmi. Il collega trentenne non male si rende conto della situazione ma pensa che io mi sia fatto convincere dal mio capo e non mi guarda più in faccia, mentre col mio capo non c’era mai stato niente di concreto. Alla fine mi licenzio e me ne vado. Sono ripassato in quello studio dopo 6 mesi per ragioni di lavoro e ho saputo che il bel 30enne aveva stretto una relazione “importante" col capo, che aveva 21 anni più di lui.

Fase 7 (43-48 anni) Torno In Italia, cerco di mettermi in proprio, impegnando in pratica tutto quello che avevo risparmiato in tanti anni, cerco un collaboratore e ne trovo uno 45enne, tecnicamente all'altezza, sposato e con figli, quindi al di sopra di ogni sospetto. Per un anno lavoriamo insieme in modo tranquillo, poi comincia a farmi discorsi strani, ha capito che sono gay, non so da che cosa lo ha capito, forse dal fatto che alla mia età non ho moglie e non ho nemmeno una ragazza. Non riesco a capire dove si possa andare a finire: un ricatto? Magari per avere una partecipazione più favorevole nella società che avevamo costituito insieme? I discorsi strani aumentavano e alla fine l’ho messo con le spalle al muro: “Ma che stai cercando?” Mi ha detto che si era innamorato di me e che non si aspettava assolutamente che una cosa simile potesse succedergli. Gli ho risposto che ero gay, che lo stimavo molto ma non ero affatto innamorato di lui. In pratica a livello lavorativo eravamo legati e non potevamo mettere in crisi la società. Sono stato costretto a diventare il suo mentore, cosa che non mi veniva affatto spontanea, andavo la domenica a pranzo a casa sua, davanti alla moglie ero il collega di lavoro, ma per lui ero soprattutto l’innamorato timido. Alla fine mi sono detto: “Se vado avanti così mi ricoverano alla neuro!” Sono andato da un notaio per sapere come fare a lasciargli la società, ma lui doveva essere d’accordo. Poi abbiamo concordato una strategia. L’ho chiamato e gli ho detto che volevo vederlo, chissà lui che cosa si aspettava, e gli ho detto che volevo fargli un regalo. In pratica gli ho venduto le mie quote della società per “un euro”, lui pensava che fosse una specie di regalo di nozze, ma dopo che ha firmato le carte dal notaio, gli ho stretto la mano e ci siamo salutati, come se ci si dovesse rivedere l’indomani per portare avanti il lavoro e sono sparito. Ho venduto casa sottocosto a dei parenti e sono andato a vivere in un’altra città.

Fase 8 (dai 48 anni fino adesso) Ho ricominciato tutto da zero. All'inizio è stata durissima, ma siccome il mio lavoro lo conosco molto bene sono riuscito a rimettermi a galla e a non fare debiti. Adesso lavoro alle dipendenze di una grossa ditta ma con un contratto che mi permette di lavorare anche da casa mia e, in effetti non vado quasi mai allo studio. Ho alcuni colleghi di lavoro, che vedo pochissimo. Se vedo qualche bell'uomo per la strada magari lo guardo pure, ma adesso i sogni sono altri, ho davanti a me altri 15 anni di lavoro prima di poter andare in pensione e sono moltissimi, ma cercherò di lavorare al massimo e di mettere da parte tutto quello che posso, poi vorrei comprare una casetta con un po’ di terra nel Piemonte occidentale, dove ci sono dei posti incantevoli . Le campagne sono abbandonate ed è un peccato! Vorrei un pezzetto di terra piccolo ai confini di un paesetto dell’Alessandrino, un paesetto piccolo, ma dove c’è tutto, dal medico alla farmacia, insomma tutto quello che può servire a un vecchio.

A che serve sognare tanto e fare esperienza? Serve solo a capire che quello che hai sognato erano tutte balle e che ti avevano messo in testa stupidaggini di ogni genere. Se non avessi fatto tutte le mie esperienze adesso penserei di avere perso qualcosa ma oggi come oggi so per esperienza che non ho perso proprio niente e che ho solo capito il valore della mia libertà!

G.G.

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