Amore e Internet

La realtà dei gay, storie ed esperienze di vita gay vissuta
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pavloss
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Amore e Internet

Messaggio da pavloss » giovedì 5 maggio 2011, 17:33

Caro Project,

Ti ringrazio per l’attenzione con la quale hai seguito la mia recente storia. Penso sia utile esporla nel forum per aiutare chi, come me, potrebbe cadere in fatali trappole presenti nel mondo virtuale.

4 Mesi fa ho incontrato su una chat un ragazzo. Non avrei mai immaginato quanto mi avrebbe coinvolto!
All'inizio, il dialogo era convenzionale ma, progressivamente, è divenuto sempre più affettivo, grazie al fatto che pure io desideravo incontrare una persona calda e coinvolgente, in grado di riempire la mia vita in un momento di grandi delusioni e difficoltà.
Ci siamo visti nelle rispettive foto e ci siamo piaciuti; io rappresentavo la persona che lui diceva d’amare, con una certa dolcezza e morbidezza sia esterna che di animo; lui rappresentava l'uomo che mi ha sempre attratto, manifestava una personalità di spicco e una bellezza maschile di molto superiore alla media.

Questo giovane uomo mi pareva, dunque, assolutamente affascinante, sia esteriormente che interiormente. Ben presto, il dialogo divenne molto affettivo: egli mi conquistò ed ebbi il comprensibile bisogno di sentirlo quotidianamente.
Da parte sua c’erano atteggiamenti di grande confidenza e affetto. Non era una pura amicizia, c’erano parole e atmosfere tali che indicavano un rapporto quasi tra amanti: “Tu sei l'aria che respiro, la saliva della mia bocca, il mio ventre caldo, il mio petto che respira”. La mia, dunque, non era illusione e non mi pareva di forzarlo in tal senso.

Tuttavia, c’erano delle stranezze che l’intenso rapporto riusciva spesso a porre in ombra: lui, benché molto coinvolto, non volle mai mostrarsi in cam, non volle mai parlare esplicitamente di appuntamenti, evitò l'idea di un possibile incontro, dicendo che, per il momento, non si sentiva psicologicamente pronto ad affrontarlo (pare fosse uscito da una precedente storia molto dolorosa).
Ho deciso di continuare così, nonostante tutto, nella mai sopita speranza di vederlo, speranza che, in certi momenti, lui negava ma pure coltivava. Si proseguiva tra alti e bassi: alti sempre più alti, dal punto di vista affettivo e di attrazione; bassi sempre più bassi, perché nascevano difficoltà di rapporto e, da parte sua, motivi di frizione e d’accusa nei miei riguardi per miei supposti errori e pretese, forse inevitabili, dati, però, da una relazione ancora solo virtuale, abbastanza singolare e difficile, tutta oscillante tra attrazione e repulsione, tra amore e una sua paura quasi patologica d’incontrarmi (almeno così si poteva credere in un primo momento).
Nell’arco di 7-10 giorni si passava ciclicamente da un grande affetto ed intesa ad un pesante sospetto e recriminazione. Momenti di autentico paradiso alternati a momenti d'incredibile prova che, però, speravo si superassero definitivamente nel dialogo.

Ho scoperto delle cose:

1) l'uomo di cui cominciavo ad essere veramente innamorato mi raccontava che, nell'adolescenza, fu per anni violentato da uno stretto parente il quale, un giorno, diceva d’amarlo e, il giorno seguente, gl’infliggeva pesanti sensi di colpa, picchiandolo pesantemente in caso di disobbedienza. I genitori erano lontani: la madre lo aveva rifiutato, il padre lavorava all’estero. A causa di queste violenze il ragazzo finì pure in coma, si riprese e fuggì lontano…

2) quest’uomo mi aveva confessato delle fragilità psicologiche che lo rendevano affettivamente instabile. Nella chat, nella quale ci siamo conosciuti, ci furono incomprensioni tra lui e alcuni chatters e moderatori. Egli decise d’allontanarsi da essa per ingiusti maltrattamenti subiti. Dopo due mesi, quando in una particolare occasione scoprì che m’intrattenevo ancora in quella chat (per un semplice dialogo che non lo riguardava), ebbe la ricorrente tentazione di credermi un "traditore" dei suoi affetti e del suo mondo ideale di correttezza e virtù. Il rimprovero di tale fatto ricorreva ciclicamente in modo sempre più pesante e stressante, praticamente indifferente alle mie ricorrenti accoratissime scuse e al fatto che, veramente, stavo oramai distante da quella chat.

3) Non si schiodò mai da questo pensiero fisso, quasi paranoico (“dimmi i nomi e cosa dicono di me”), come se avesse paura ch’io scoprissi qualcosa su di lui (o, forse, sulla sua identità?) parlando con alcuni chatters, cosa mai avvenuta. Alla fine, vide in questo mio “capitale errore” l’erosione definitiva dei suoi desideri di vedermi realmente: non avrei mai rappresentato per lui una persona degna d’amore e di fiducia, non corrispondendo sufficientemente al suo mondo elevato e puro. La mia dedizione per lui fu considerata inutile e dannosa (avevo addirittura trascurato i miei doveri per lui!). Attualmente, dopo aver affermato di non essere più in Italia, ha deciso di troncare ogni relazione.

Tuttavia, esiste un elemento molto importante, direi determinante, per capire la stranezza di questa storia, elemento che tu, Project, mi hai giustamente messo in luce: la presenza di una ragazza.
Quest’uomo, dopo un certo periodo, mi parlò d’una sua grande amica che gli fu vicina nelle sue incredibili peripezie (il suo passato sembra essere una storia tratta da Indiana Jones, cosa per cui tu, Project, mi hai manifestato dubbi e forti perplessità). La donna gli fu vicino anche in sue recenti pesanti prove (ricovero ospedaliero, perdita della madre che continuò a rifiutarlo pure in punto di morte, allontanamento dall’unico amato parente restatogli…).
Iniziai a conoscerla e a parlare sempre più con lei. La ragazza, di fatto, s’interpose nel nostro rapporto e mediò davanti a molte situazioni difficili.
La sua presenza fu così preponderante da essere dietro ad ogni decisione che mi riguardasse, alimentava o leniva la mia ansia, a seconda dei momenti, ed è stata lei a comunicarmi la fine del rapporto e la definiva partenza di quest’uomo. Solo con lei, di fatto, esisteva un contatto reale: fino ad una certa data la si poteva raggiungere parlandole telefonicamente o per msn. Poi, pure lei si dileguò divenendo irraggiungibile.

Caro Project,

l’intensissimo modo con cui è stata condotta e vissuta tutta questa storia mi ha gettato per due mesi in una forte crisi depressiva. La tua risposta a questa mia esperienza è stata come una luce, forse difficile da accettare in un primo momento, ma sicuramente terapeutica:

“Guarda: la probabilità che tutta la storia non sia vera è molto alta. Sono i tipici comportamenti di soggetti patologici che giocano con l'ansia altrui ma tali storie non sono affatto vere. Ne ho viste altre di questo genere, sempre più tragiche, sempre più ad alzare i livelli dell'ansia a nome di persone diverse”.

Detto differentemente, quanto mi suggerisci significa la probabilità che, per motivi a me non chiari ma forse patologici, qualcuno (questa ragazza?) ha costruito una storia per illudermi svolgendo più ruoli contemporaneamente (anche quello d’un giovane che avrebbe incontrato dal vero quest’uomo testimoniandomelo per e-mail). Che evidenti prove ho per dire il contrario? Ho, forse, mai incontrato personalmente o parlato direttamente con lui? Mai! Eppure, in quattro mesi, ce ne sarebbero state di possibilità! Sono stato rimproverato d’essere irrispettoso e pretenzioso perché chiedevo un riscontro reale. Ma, semmai, la mancanza di rispetto è dalla parte di chi non da chiara prova della sua reale esistenza, in modo diretto ed inequivocabile, fosse solo per dire: “Eccomi, esisto davvero!”. E’ vero che nessuno dovrebbe forzare nessuno ma, giunti a certi livelli, è naturale scoprire le proprie carte. Se non lo si fa, a lungo andare, è lecito sospettare delle irregolarità. Anche gli amanti che si lasciano hanno il coraggio di dirselo direttamente, senza coinvolgere persone esterne al loro rapporto.

Invece, l’unica cosa “concreta” che la ragazza è stata in grado d’ottenermi è stata un saluto, dal suo lavoro, da parte d’una bella voce maschile, voce che non parlava neppure direttamente al suo telefono ma per interfono, dunque poteva essere chiunque, visto che non si è neppure presentato. Poi c’è un’altra incongruenza: visto che quest’uomo aveva ottenuto da poco congedo dal proprio lavoro (lavorerebbe nello stesso luogo di questa sua amica), come poteva parlarmi dalla sua sede lavorativa mentre vi lavorava ancora? E’ sicuramente un mistero che non mi è dato conoscere!

Le persone alle quali mi sono confidato non riescono a credere come sia possibile affidarsi quasi ciecamente ad uno sconosciuto che potrebbe prendere in giro i nostri sentimenti. Anch’io, normalmente, rimango stupito per storie simili a questa, non differentemente da come saranno stupiti i lettori. Ma, evidentemente, questo è possibile anche alla persona più razionale nel momento in cui entra, per volontà sua e/o altrui, in un rapporto che la getta in uno stato quasi ipnotico.

Sento il pressante dovere, passato questo pesante periodo, d’esporre questa mia storia nel forum per lanciare un avvertimento a tutti quei ragazzi che, in buona fede, cercano amicizia o amore attraverso internet. Che la rete, per molti versi, possa facilitare la nostra vita, è un dato di fatto. Ma che, attraverso la rete, ci possano giungere possibili contatti con personalità singolari o disturbate è un altro evidente fatto da cui guardarsi con grande attenzione.

Grazie per l’ospitalità e per l’attenzione ricevuta.
Ultima modifica di pavloss il venerdì 6 maggio 2011, 12:33, modificato 1 volta in totale.

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Annabel Lee
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Re: Amore e Internet

Messaggio da Annabel Lee » giovedì 5 maggio 2011, 21:17

Che brutta storia =S

Il peggio è che se dall'esterno ti rendi conto che c'è qualcosa che puzza, quando ti ci trovi in mezzo non è facile accorgersene o in via generale accettarlo. Ora uno direbbe che a lui non accadrebbe mai, ma in realtà sul momento, mentre sei preso dall'altra persona fatichi perfino a credere che possa ingannarti, per quanto grosse le spari. Credo sia il brutto di internet, non ci si può fidare con tranquillità, forse perché manca proprio il piano visivo.

Quello che però effettivamente mi sconvolge ogni volta è pensare che c'è qualcuno che in qualche modo si diverte: per internet gira una perversione folle, che fa paura.
Posso dire che non concepisco la mente che fa una cosa simile? Giocare con i sentimenti, la vita, di un'altra persona è la cosa più orribile del mondo e, certo, accade pure nella vita in 3D. Solo che non lo concepisco, non lo farò mai, è vergognoso.

pavloss, mi spiace immensamente per quello che è accaduto, spero ti riprenderai presto.
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pavloss
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Re: Amore e Internet

Messaggio da pavloss » giovedì 5 maggio 2011, 21:21

La ragazza che mi scriveva sul messanger il 19 marzo annotava:

Lui ti desidera, me lo dice, mi fa’ tremare con quanta serietà. Io lo calmo ma si chiude tantissimo; è capacissimo di scriverti ‘vediamoci’, sta scoppiando. Lui è un angelo ed anche un giovane uomo. Tu lo vuoi vedere ora, lo so, ma che fate che fate adesso? Per poi ritrovarvi com’è successo a me di non essere serena con C.? Anche se l'amavo? Sì non ho parole, non ho parole, ma non sò sai, io sono molto arrabbiata con molti uomini….”

Questo testo è significativo e lo conservai perché testimoniava il desiderio d’incontro da parte del “ragazzo” verso di me e nello stesso tempo la sua impossibilità pratica. Un’affermare e negare sempre, continuo, intenso, insostenibile, che snervava. Poi l’appunto “sono molto arrabbiata con molti uomini” che non pare chiaro perché non ho riportato il seguito ma che, nella probabilità che questo piano sia stato architettato da questa donna, potrebbe avere un inquietante significato…

Pare che l’indirizzo msn con il quale lei mi scriveva fosse lo stesso con il quale il “ragazzo” scriveva ad un altro, che ha subito come me una vicenda simile con annessa depressione bimensile. Un’altra vittima?
Ultima modifica di pavloss il mercoledì 11 maggio 2011, 12:55, modificato 3 volte in totale.

pavloss
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Re: Amore e Internet

Messaggio da pavloss » venerdì 6 maggio 2011, 12:12

Ecco un altro breve testo, che ci dona la sensazione della singolare difficoltà di questo rapporto.
Siamo verso la fine dei nostri dialoghi. Qui il “ragazzo” cerca di motivare con delle argomentazioni dolorifiche la sua via di fuga cercando anche d’impressionarmi. E’ il momento della repulsione.

“La cosa che mi addolora, perché è una mia croce, è il fatto che avendomi creduto un transessuale [il moderatore di quella chat] mi abbia definito ‘acqua sporca per destino d'infelice natura’. Credo si stesse riferendo a me e al fatto che persone come me che, secondo lui, non hanno sesso definito per sfortuna della natura, sono acqua sporca che si versa su acqua.
Non lo so, io sono entrato [nella chat] per capire e ho capito: ho sbagliato me ne rendo conto e pagherò questo mio sbaglio!
Se non avessi messo le mie foto non sarebbe successo nulla. La gente mi cercava per l'aspetto.
Ora io vorrei scrivere al moderatore [omissis] No, voglio andare, voglio misurarmi con questa croce e levarla di dosso per la mia vita.
[omissis]
Io sono stanco vorrei ora riposare ma ho bisogno di andare e tu non coinvolgere la mia amica le ho vietato di avere contatti con te”. [Poi in realtà questa amica ebbe contatti con me fino all’ultimo dal momento che, probabilmente, era solo lei a muovere tutta questa storia].

Verso la fine del rapporto, gli ho fatto osservare l'impossibilità d'averlo incontrato, dopo che lui lo aveva pensato e negato alcune volte, e quindi la mia sofferenza. Mi pareva d'avere avuto un rapporto con un "fantasma informatico". A questa osservazione lui rispose:

"Non mi fai essere nulla, neanche uno che ti ha desiderato, nulla! Tu sai perché io ho scelto certe cose [= non dare prova evidente di sé] ? Tu eri d'accordo. Volevi punirmi mi hai scritto quelle cose per punirmi e sono stato ben ben bastonato. Ora vado se no mi torna un misto di rabbia e dolore per quello che mi hai scritto. Non ci riesco, a pensare te cosi. Io ci sono ma il cuore è altrove è stato troppo scioccante, troppo...".


Il “ragazzo” scriveva abbastanza spesso testi di questo tenore alternandoli con altri molto radiosi e affettivi. I suoi testi recriminatori e accusatori mi creavano forte pena, depressione e totale impotenza.

Purtroppo, secondo qualche attento studioso della psiche umana, sembra che tutto questo faccia parte di un metodo piuttosto lucido con il quale, poi, chi veniva impressionato e inquietato ero solo io. Chi ha subito violenze, ricorda Project, non ne parla mai e, soprattutto, non dovrebbe usarle ad ogni pié sospinto come nell’esempio appena citato.
Questo significa che, prima di credere ad una storia con contrasti molto accesi, bisogna andarci molto cauti altrimenti veniamo trascinati e rovinati emotivamente.
Ultima modifica di pavloss il giovedì 12 maggio 2011, 12:59, modificato 3 volte in totale.

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Re: Amore e Internet

Messaggio da progettogayforum » venerdì 6 maggio 2011, 12:37

Ciao pavloss, ho dovuto sostituire con degli omissis alcuni tratti del tuo ultimo post perché troppo specifici. Il rispetto della privacy è una regola dalla quale non si può derogare perché il Forum è pubblico ed accessibile quindi a chiunque. E' possibile parlare di tutto, ma evitando riferimenti troppo personali o specifici.

barbara
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Re: Amore e Internet

Messaggio da barbara » venerdì 6 maggio 2011, 12:45

ho riesumato un vecchio post che mi aveva colpito moltissimo:

viewtopic.php?f=24&t=509

quello che mi sento di dire è che , a prescindere dalla volontà di mentire, credo che sia impossibile comunicare per settimane o mesi con una persona senza essere se stessi . Certo, è possibile mentire su alcune cose, anche molto importanti e con conseguenze tragiche , come in quel post, ma trovo difficile credere che una persona possa recitare ciò che non sente ogni volta che chatta con qualcuno. Non è possibile farlo nemmeno quando si scrive un romanzo, perché alla fine i personaggi rivelano i nostro desideri, le nostre paure.
Certo è molto differente avere una relazione di amicizia o una relazione amorosa.
Nel secondo caso il tema della sincerità diviene una condizione ineliminabile allo stesso rapporto.
Ma il problema è anche un altro. Alcune manipolazioni della realtà possono avere a che fare con una patologia, come diceva Project e ciò spiega come mai alcune relazioni virtuali possono risultare così deleterie per la psiche di chi sta dall'altra parte. Ci si deve chiedere innanzitutto in questo casi se si è abbastanza solidi psicologicamente da poter avere una storia con una persona che sta così male oppure se una semplice amicizia non sarebbe una scelta più saggia.
Ultima modifica di barbara il venerdì 6 maggio 2011, 13:11, modificato 1 volta in totale.

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Re: Amore e Internet

Messaggio da progettogayforum » venerdì 6 maggio 2011, 12:58

Come ho avuto già occasione di dirti in privato, quando con persone incontrate in chat ci si rende conto che c’è qualcosa che non si capisce o che ci mette in allarme bisogna tenere conto che tutto quello che si dice in chat è privo di qualunque riscontro e che la possibilità di incontrare mitomani o persone che per vari motivi giocano a tenere in ansia i loro interlocutori con storie al limite (e spesso ben oltre il limite) dell’incredibile è reale. È successo anche su Progetto Gay e i vecchi utenti se ne ricorderanno. Mi sono pervenute nel giro di pochi giorni diverse mail ricchissime di dettagli e molto cariche emotivamente di personaggi alquanto improbabili: un quindicenne che sembrava voler fare a tutti costi sesso non protetto con un sieropositivo , un attore drogato che stava per farsi il buco definitivo, un prete gay in lite col suo vescovo e tutta una serie di “amici” di questi personaggi. Abbiamo assistito al falso ricovero dell’attore, che si sarebbe ripreso, ma poi sarebbe morto mentre il fratello chattava con noi, ecc. ecc.. Poi abbiamo affinato gli strumenti informatici di difesa e abbiamo visto che era sempre la stessa persona che diceva di collegarsi da vari posti di Italia e faceva più parti in commedia, soprattutto nella chat, ma ci siamo organizzati e adesso queste cose sono tecnicamente molto più difficili. Quando ci si sente raccontare una storia un po’ troppo caricata, un po’ troppo ansiogena, un po’ troppo fuori del comune, la possibilità che sia falsa è decisamente concreta.

pavloss
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Re: Amore e Internet

Messaggio da pavloss » venerdì 6 maggio 2011, 13:37

barbara ha scritto:Alcune manipolazioni della realtà possono avere a che fare con una patologia, come diceva Project e ciò spiega come mai alcune relazioni virtuali possono risultare così deleterie per la psiche di chi sta dall'altra parte. Ci si deve chiedere innanzitutto in questo casi se si è abbastanza solidi psicologicamente da poter avere una storia con una persona che sta così male oppure se una semplice amicizia non sarebbe una scelta più saggia.
Cara Barbara,
è possibile, come mi è stato suggerito, che qui si tratti di mitomania o delirio lucido. C'è qualcuno che finge d'essere un bellissimo ragazzo innamorato di me e architetta tutta una storia. Poi, nella misura in cui sono preso dentro, inizia un gioco di contrasti, d'attrazioni e repulsioni, di gratificazioni affettive e pesanti colpevolizzazioni che durano anche mesi.

Purtroppo, se sei "preso dentro", non ti fai le domande "sono abbastanza solido psicologicamente?" semplicemente perché desideri fortemente l'altro e lo segui ovunque va, fosse pure all'Inferno.
Tanto meno ti dici "scelgo l'amicizia che è più saggia". Tenti tutto, con le carte che hai a disposizione, per stare con colui che senti d'amare fortemente. E così fu per me ma, mi rendo conto, è stata come un'ipnosi.
Appena mi è stato rivelato che questa storia è inverosimile, che il "ragazzo" puo' essere un'invenzione al 99 per cento, mi sono svegliato, mi sono sentito leggero e libero, ma pure umiliato e molto stupido!

Rimane il mistero di come sia possibile e di quali motivazioni può mai aver avuto questa donna, o chi per essa, per agire in un modo così lucidamente crudele verso di me. Ma, forse, la risposta l'abbiamo nel post che lei stessa mi scrisse, dove involontariamente lo confessa: "Io sono molto arrabbiata con molti uomini...".
E' molto possibile che si tratti d'una persona molto lucida che ha giocato fintanto che ha sentito di poterlo fare. Poi, nel terrore d'essere scoperta, ha fatto perdere le sue tracce.

Attenzione, dunque, chiunque può cadere e farsi molto male, anche chi, ora, ritiene IMPOSSIBILE per lui certi avvenimenti! Nel mio caso, poi, si sono trattate di molte cadute in cui, ogni volta, veniva elevato il punto di caduta per farmi sbattere giù con più violenza.
Avevo veramente l'impressione d'essere come sulle montagne russe ma questo modo di fare NON E' AMICIZIA E NEPPURE AMORE è solo patologia!!!!

barbara
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Re: Amore e Internet

Messaggio da barbara » venerdì 6 maggio 2011, 13:59

Ciao Pavloss, è come dici tu. Al momento non ci si fanno domande, specie se è la prima volta che ci si trova davanti a certe movimenti di vicinanza e rifiuto così legati fra loro. Quello che intendevo dire è che ci sono persone che proprio funzionano così nelle relazioni affettive, ciò indipendentemente dal fatto che mentano in internet o meno.
Cercano uncoinvolgimento per poi prendere le distanze non appena il legame diventa possibile, e tuttavia non lasciano l'altro libero , lo richiamano a sè, per poi rifiutarlo di nuovo.
Il senso del mio discorso è che in fondo ciò che ti ha ferito non è solo la menzogna, ma proprio questa situazione , che per l'appunto nella realtà può capitare anche con chi non mente affatto. Ora le domande semmai è necessario porsele in un successivo momento, ma vale sempre la pena di farlo.
Una rondine non fa primavera, come diceva la mia nonna, ma ci si deve almeno chiedere se questa specie di "ipnosi" o di attrazione verso chi si mostra così duro con noi sia una situazione isolata oppure faccia un po' parte di noi.
Ogni esperienza ,anche la più terribile, può essere un'occasione per farci delle domande su noi stessi e trovare nuove risposte.

pavloss
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Re: Amore e Internet

Messaggio da pavloss » venerdì 6 maggio 2011, 13:59

Se per caso dovesse leggere questo forum, desidererei che anche l'altra persona, che ha subito il mio stesso "trattamento", esponesse qui la sua esperienza. Sarebbe un utile avvertimento in più per i lettori. Grazie.
Ultima modifica di pavloss il venerdì 6 maggio 2011, 21:57, modificato 1 volta in totale.

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