Crisi di un UOMO SPOSATO

La realtà dei gay, storie ed esperienze di vita gay vissuta
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zero
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Crisi di un UOMO SPOSATO

Messaggio da zero » giovedì 12 maggio 2011, 13:27

Sono in una profonda crisi!
Ho 35 anni sposato da poco più di tre anni, moglie bellissima giovanissima
e MIA FIGLIA un capolavoro della natura. Nella mia vita prima di convolare a nozze ho avuto diverse esperienze con diverse donne, mai con uomini. Ho una personalità molto passiva, pacata, tranquilla, romanticone e molto sorridente. Al mio fianco ho sempre avuto persone di carattere forte e decisionale. Un bambino mai cresciuto alla continua ricerca di sicurezza e protezione. Sono sempre stato consapevole della mia omosessualità latente, dico così solo perche non ho mai guardato un uomo con il desiderio di averlo accanto, ma ero attratto da uomini di carattere ... forse proprio quello che mi mancava. Essere qualcuno che non è (forti decisionali) e desiderlo. Quanto su descritto sono io.
La mia storia: sposato una bimba, ho avuto il coraggio di lasciare tutto per un uomo più grande che con i suoi modi di fare mi ha catturato l'anima. Dopo tre anni di matrimonio ho confessato a mia moglie di non amarla più e che questo sentimento lo provavo per un'altra persona, un uomo. Non sto a raccontarvi quello che è successo con lei e le famiglie. Fatto sta la mia vita è cambiata. Sono andato via di casa per andare a vivere con quest uomo. Sono trascorsi 7 mesi vedo periodicamente mia figlia (la sento tutti i giorni a telefono) e mia moglie. Dov'è la mia crisi. So che per mia moglie non provo nulla a parte un gran bene ed ho una figlia. Vivo con quest uomo provo un sentimento e tanta attrazione per lui, ma ho paura che stia facendo uno sbaglio. Non sono più la persona di prima, non sorrido più non c'è romanticismo questo dovuto al fatto che ogni santissimo giono porto con me un fardello di dolore che non mi fa vivere.
Penso sempre a mia figlia a quello che le sto facendo mancere e a quello che mi sto perdendo.
Penso che l'attrazione che provo per quest uomo non è da sottovalutare.
Penso a lui e alla sua età (42 anni).
Penso che sto cercando di razionalizzare un rapporto che invece dovrebbe essere vissuto.
Penso a cosa voglio ... ma non lo so visto che gli altri hanno sempre deciso per me. Non so cosa fare. Vorrei dei pareri che mi aiutino a capire cosa voglio dalla vita. Grazie
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aleksandro
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Re: Crisi di un UOMO SPOSATO

Messaggio da aleksandro » giovedì 12 maggio 2011, 13:52

ci sono 3 cose che non mi sono chiare del tutto(e magari nemmeno a te):
1)il tuo malessere è solo rivolto a tua figlia?
2)ti senti a disagio con te stesso perchè hai una relazione con un uomo?
3)sei sicuro di AMARLO?
il malessere verso tua figlia è più che comprensibile.sai a cosa hai rinunciato.
il malessere verso te stesso e verso la scoperta della tua identità più profonda è altrettanto naturale,specie a 35 anni e non-magari-a 17/18.la natura è natura,caro amico,e non ci si può fare nulla,se non assecondarla..tanto quello che le togli lei te lo rinfaccia a vita,togliendoti l'aria.
il malessere verso tua figlia non può sparire,ma quello verso te stesso o verso la situazione in sè dovrebbe essere compensato dall'amore verso il tuo compagno. se così non è,temo che tu abbia confuso attrazione con amore.
ti auguro di cuore di trovare la tua strada con più serenità. sei giovane,puoi farcela.nulla è irrimediabile,se lo vuoi davvero.cerca solo di fare chiarezza in te stesso e di non ingannarti più.
ti stringo le mani,rimani qui..cadrà la neve a breve..(niccolò fabi)

zero
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Re: Crisi di un UOMO SPOSATO

Messaggio da zero » giovedì 12 maggio 2011, 14:38

Ciao Aleksandro
ti rispondo:
1) il mio malessere è rivolto a mia figlia e alla mia scelta di vita
2) Non mi sento per niente a disagio, anzi non provo imbarazzo a dire questo è il mio compagno
3) Prima ero sicuro di amarlo ora ho dei dubbi;
Lui essendo cmq più grande e avendo avuto diverse esperienze ha paura tremendamente di soffrire, so che mi ama, so che mi darebbe l'impossibile ma, è frenato da questi miei stati d'animo e dalla mia cupidigia. Questi veti che si pone, come abbracci o carezze piccole cose che ti fanno sentire amoto, danno contributo alla causa e al mio stato d'animo negativo. Cmq so che ho bisogno di capire me stesso e soprattutto cosa voglio.
Grazie ALEKSANDRO

N1c0L4s
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Re: Crisi di un UOMO SPOSATO

Messaggio da N1c0L4s » giovedì 12 maggio 2011, 15:29

Penso che paradossalmente dovresti parlare con tua figlia ed esprimerle il tuo punto di vista che pensi che non abbia compreso(o non l'hai compreso bene tu?).

"Penso che sto cercando di razionalizzare un rapporto che invece dovrebbe essere vissuto. " su questo ti do ragione.

Comunque le cose non funzionano come dice la società: che ci vuole una famiglia, ci vuole questo e ci vuole quest'altro per essere felici o per dare felicità.
La felicità si autocrea da sé e non ci vuole il parroco per dirti come devi essere felice. Chi ti ha detto che in una società coscienzialmente evoluta esistano le famiglie?e per coscienzialmente evoluta intendo più vicina a conoscere D'io nonché in fin dei conti vivere liberamente sé stessi.

Quindi per me hai ragione e stai molto razionalizzando..succede anche a me e non ti consiglio di trovare una soluzione al problema perché dal mio punto di vista se continui così non la trovi perché ti sei imposto di non trovarla.
Quindi dalla razionalizzazione ci esci dimenticandoti di essa. Pensaci, non è sicuramente la prima volta che ti succede...come né sei uscito le altre volte??come ne escono tutti:non lo so. O meglio succede sempre che c'é qualcosa di grande che ti fa cambiare idea e ti fa convincere che hai uno scopo in questa vita, che stai agendo per un bene comune compreso anche il tuo.

Non dico di dimenticarti del problema....però di accantonarlo e che comunque risorgerà tutte le volte(se non era questo sarebbe risorto un alto problema) che ti servirà di cadere in basso di nuovo. Finché non ce la farai più e lo risolverai. Ma in sé non vuoi risolvere il problema, vuoi solo buttarti giù di morale.
LoL

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Re: Crisi di un UOMO SPOSATO

Messaggio da progettogayforum » giovedì 12 maggio 2011, 16:17

Ciao zero,
intanto benvenuto nel forum. Spero che tu possa confrontarti seriamente con le persone che lo frequentano. La tua storia non è una cosa così rara, mi è capitato diverse volte di vedere situazioni simili. Non ha senso, ora come ora, andare alla ricerca del perché di scelte fatte nel passato mettendo tra parentesi l’omosessualità come se non esistesse. Adesso la tua situazione è ben definita e qualsiasi cosa tu faccia ti porterai appresso la tua storia precedente ma con questo non intendo affatto dire che sarà un condizionamento al negativo. Certo sul momento la situazione non è semplice. Non potrai comunque vivere la vita di un gay senza problemi, hai una dimensione importantissima di vissuto familiare e non te ne staccherai. In altri termini, gay o non gay, il rapporto con tua figlia e al limite anche quello con tua moglie avranno comunque per te un valore enorme. Dico anche quello con tua moglie perché nonostante una dimensione gay repressa sei arrivato a sposarti, a vivere la sessualità con tua moglie e a costruire una vita con lei e questo non si può e non si deve cancellare. Poi c’è l’altra metà di te, quella gay, c’è il tuo compagno c’è una vita che per un verso ti attira e per l’altro ti complica enormemente le cose. Innanzitutto il fatto che il tuo compagno si autolimiti nei tuoi riguardi è comprensibilissimo, d’altra parte un uomo di 42 anni che sta con un uomo sposato e con figli ha fatto una scelta che per un gay è veramente difficile, perché il tuo compagno è certamente cosciente che non potrà mai rappresentare tutto per te e che tu avrai comunque un’altra vita nella quale lui non potrà entrare. È ovvio che nell’accettare un rapporto omosessuale con queste premesse si fa una scelta coraggiosa ma anche molto difficile. In una situazione di questo genere sarebbe fondamentale capire che rapporto tu hai con tua moglie. È evidente che una donna sposata che si sente fare dal marito un discorso come quello che le hai fatto tu può andare in crisi, ma molto spesso l’influenza delle due famiglie di origine complica le cose al punto da indurre la moglie a tagli netti ai quali non è così scontato che sia portata in modo spontaneo. Potresti non essere sessualmente attratto da tua moglie, ok, ma non è questo il punto, perché tra te e lei potrebbe esserci nonostante tutto un rapporto affettivo profondo che potrebbe durare anche indipendentemente dall’attrazione sessuale. D’altra parte, prova a vedere le cose dal punto di vista di tua moglie. Se non aveste figli le cose sarebbero più semplici, ma i figli ci sono e quindi anche per lei le possibilità di rifarsi una famiglia, come comunemente si dice, sono solo un’ipotesi irrealizzabile perché questo metterebbe in crisi molto più seriamente i rapporti madre figlia. Tra le vostre famiglie può esserci anche une situazione conflittuale ma tu e tua moglie avere in comune l’affetto per vostra figlia che, al di là di qualunque considerazione, vi lega e vi legherà sempre. In buona sostanza, in una situazione del genere una soluzione radicale non è consigliabile per nessuno, tu potresti prima o poi non sentirti più a tuo agio col tuo compagno e d’altra parte essere gay in modo radicale, rinunciando a tutto il resto, penso che per te sarebbe solo una situazione lacerante e per niente soddisfacente. L’unica cosa che mi sento di consigliarti, se la strada ti sembra praticabile, è di parlare a cuore aperto con tua moglie per cercare insieme di mantenere un equilibrio che non finisca per schiacciare nessuno dei sentimenti che ti porti dentro e nemmeno i sentimenti di tua moglie. Per un gay sposato e con figli vivere un rapporto omosessuale come unica dimensione affettiva è realmente impossibile. Non so quale rilievo abbia per te il rapporto con tuo compagno, ma anche quello potrebbe essere vissuto in modo equilibrato tenendo conto che il tuo è un essere gay molto particolare. Tutto dipende più che oggettivamente dalle situazioni, soggettivamente da chi sono le persone con le quali ti trovi a confrontarti. Ti direi di non correre troppo verso l’idea della separazione o del divorzio che in queste situazioni possono non essere affatto la scelta migliore.

zero
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Re: Crisi di un UOMO SPOSATO

Messaggio da zero » giovedì 12 maggio 2011, 16:24

Ciao N1c0L4s
Ringrazio anche te per la disponibilità ed il sostegno morale.
Purtroppo non posso spiegare nulla a mia figlia visto che è molto piccola.
In merito al mio rapporto con il mo compagno tendo, purtoppo, a razionalizzarlo solo perchè per vivere con lui me ne sono andato in un'altra città lasciandomi tutto alle spalle famiglia, parenti e amici. Oggi mi trovo in un'altra realtà è a ricominciare da zero. RICOMINCIARE TUTTO. E' difficile e questa è un'altra componente che non mi da pace. Spero solo di rinsavire quanto prima a questi miei problemi. Fortuna che non vivo l'omosessualità come un problema, anzi la vivo in modo normale. Non Vi nascondo che all'inizio vivevo l'omosessualità con infelicità ... saranno forse per i post che leggevo buona parte di questi dicevano: delle difficoltà di trovare la persona giusta; la solitudine a 60 anni; il tradimento nel mondo gay è all'ordine del giorno ecc. Ma questo è passato, meglio vivere in pace con se stessi che vivere una vita di menzogne. Grazie

zero
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Re: Crisi di un UOMO SPOSATO

Messaggio da zero » giovedì 12 maggio 2011, 16:49

GRAZIE AMMINISTRATORE :)

barbara
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Re: Crisi di un UOMO SPOSATO

Messaggio da barbara » giovedì 12 maggio 2011, 20:20

Ciao Zeno, rispetto a ciò che hai detto vorrei mettere a fuoco il rapporto con tua figlia. Dici che la vedi periodicamente. Ora il tempo qualitativo sarà anche importante, ma un bambino, specie se piccolo ha bisogno di continuità.
E' importante assicurarsi che questa periodicità sia in funzione del suo benessere più che della tua disponibilità o possibilità. Essere genitori comporta una responsabilità che si si assume o non ci si assume.
Mi piacerebbe su questo capire meglio quanto tempo le dedichi, come vive lei la lontananza da te, perché è adesso che tu ti stai giocando il tuo ruolo di padre. Se non tieni in dovuto conto i suoi sentimenti di oggi, domani sarà troppo tardi per rimediare. Il fatto che tu ti senta in colpa è un segno che le vuoi bene, ma per sistemare le cose ci vogliono soluzioni concrete, altrimenti starai male tu quanto lei.

zero
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Re: Crisi di un UOMO SPOSATO

Messaggio da zero » venerdì 13 maggio 2011, 10:35

Ciao Barbara
Nel momento in cui mi sono sposato mi sono assunto delle responsabilità, a queste sono venuto meno dopo tre anni per una crisi esistenziale. Purtroppo mia figlia la vedo poco, una volta ogni 45 gg. Fortunatamante con mia moglie è rimasto un bellissimo rapporto. E' molto paziente e intelligente tutto quello si sta facendo è solo ed esclusivamente per la sua serenità ... almeno ci proviamo. Purtroppo il bastardo che per egoismo se ne andato sono IO. Non c'è giustificazione al mio atteggiamento, mi viene da dire solo che ero infelice. Cmq la vedo poco anche perchè con questa scelta di cambiare città mi sono dovuto spostare con il lavoro e quando ho del tempo libero corro da lei. Mia figlia quando mi vede è felice come la pasqua, si illumina, mi sorride e quando mi chiama il mondo cambia inprovvisamente, da chiari e scuri magicamente diventa colorato. E' una senzazione indescrivibile. C'è crisi interiore ... sono in crisi. Grazie per la tua disponibilità ...

pavloss
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Re: Crisi di un UOMO SPOSATO

Messaggio da pavloss » venerdì 13 maggio 2011, 12:49

Caro zero,
la tua situazione è molto complessa e penso che, per certi versi, sollevi molta emotività. Questa è come una cortina di fumo. Bisogna aspettare che il fumo si diradi per poter vedere bene nella propria vita.
I legami con il tuo mondo precedente sono una delle cose sicure che vedo. La vita con il tuo attuale compagno dev'essere ben motivata e penso che pure lui ti darà ottime motivazioni per offrirti un'altra sicurezza.
Mi sembra che tu sia come strattonato tra il tuo passato e il tuo presente da cui la tua sensazione d'insoddisfazione. Spero che questa tua situazione si risolva perché non è agevole vivere così.
Eppure hai lottato per trovarti in una nuova condizione, sei riuscito a fare una scelta quasi radicale! E' forse la tua sensazione di "egoismo" a farti nascere sensi di colpa e d'infelicità?
Penso che parlarne con un buon analista ti possa aiutare a mettere ordine nei tuoi sentimenti e a raggiungere una relativa tranquillità, cosa che ti auguro di cuore.
Buon cammino!

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