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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: DIGNITA' GAY
MessaggioInviato: venerdì 15 maggio 2009, 17:14 
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Iscritto il: sabato 9 maggio 2009, 22:05
Messaggi: 5112
admin ha scritto:
Ciao Project,
mi permetto di chiamarti così e di darti del tu come fanno tutti, a quanto vedo. Complimenti per i blog e per il forum, ultimamente ci ho passato tantissimo tempo perché volevo capire la vita degli altri ragazzi gay. Un po’ un’idea me la sono fatta. Però adesso la cosa che mi complica di più la vita non è l’essere gay, che sono così lo so in pratica da quando ero piccolo, il mio vero problema (ma forse non è un problema) è che di recente ho dato una svolta radicale alla mia vita perché a casa mia, o meglio a casa dei miei, mi sentivo spiato. Io ho fatto da qualche mese 18 anni e pensavo che avrei avuto diritto ad un po’ di privacy e invece non ne ho avuta nemmeno un po’. I miei sono relativamente giovani 41 anni mio padre e 39 mia madre, quindi in teoria un po’ di dialogo ci potrebbe pure essere, non sono bigotti e in tante cose come uscire la sera o stare a dormire dagli amici non mi hanno mai creato problemi, e poi sono di sinistra, parlano sempre della libertà di questo e di quello ma della libertà dai gay no! Una volta un paio di anni fa stavo con loro e con un gruppo di amici di papà ed è venuto fuori il discorso sui gay, mentre gli altri sembravano veramente gente che pensa che tra un gay e un etero non c’è differenza, per mio padre non era così, ci metteva i se e i ma e a me la cosa dava enormemente fastidio. Ma questo era due anni fa e allora che io fossi gay lo sapevo solo io e loro di sicuro non lo sospettavano minimamente. Nel mese di febbraio di quest’anno sono cominciati a uscire i soliti discorsi: “i tuoi amici hanno tutti la ragazza” ma così solo accennato, senza nemmeno aggiungere il seguito, tanto il seguito si capiva benissimo, io sono stato preso alla sprovvista e ho reagito in modo un po’ imbarazzato. Da questo credo siano cominciati i sospetti e la caccia alla streghe. Apparentemente era tutto come prima, ma qualche cosa di strano nei discorsi e nel tino della voce la notavo e non mi piaceva proprio. Avete qualcosa da dire? Beh, allora forza! Fatelo apertamente! Ma le ipocrisie non le sopporto proprio! Project, tu devi capire che io a casa mia non ho mai avuto nulla di gay se non nel computer. Fino a pochissimo tempo fa non avevo nemmeno un computer mio e accedevo a internet da quello di papà e quando loro hanno cominciato a sospettare io usavo ancora il computer di papà, che risultando amministratore, poteva accedere a tutti i file, anche i miei, pure se erano protetti da password. Dopo il discorso sui miei amici che hanno la ragazza, cosa che mi aveva messo parecchio in allarme, sono andato subito nel computer e ho eliminato tutti i file anche più vagamente gay. Io li tenevo tutti in una cartella speciale dove era scritto “Esercizi di Matematica”, però evidentemente qualche volta, nella fretta di chiudere tutto, perché quando i miei arrivavano a casa all’improvviso non mi dovevano trovare su siti gay, devo avere sbagliato e devo avere lasciato un file “vagamente gay” (poi ti dico di che cosa si tratta perché la cosa ti riguarda) fuori dalla cartella, quindi quando ho cambiato i contenuti della cartella e ci ho messo effettivamente degli esercizi di matematica che tenevo altrove, ho dimenticato di cancellare il file “vagamente gay” che era rimasto fuori. Che cosa intendo con “vagamente gay”? Intendo niente foto, niente video, e qui vengo al tuo forum, in pratica avevo fatto una copia del post “Come ho capito di essere gay” perché mi piaceva troppo. Io, dopo avere cancellato il contenuto della cartella “Esercizi di Matematica”, mi sentivo tranquillo e siccome secondo me nel computer non c’era più materiale gay, ho cominciato ad adoperarlo anche quando c’erano i miei, cosa che prima non facevo mai. Un po’ di tempo dopo il discorso degli amici che hanno la ragazza apro il computer (io avevo cancellato ovviamente tutta la cronologia), la cronologia era vuota, secondo me segno evidente che nessuno ci aveva messo le mani, ma poi vado sui file recenti e mi vedo al primo posto “Come ho capito di essere gay”. Mi è cascato letteralmente il mondo addosso, ho provato una sensazione orribile, proprio quella di essere sputtanato di brutto, come se fossi un ladro beccato sul fatto, di essere spiato da mio padre che era arrivato a capire. Ti giuro Project, una sensazione orribile. Se te lo voglio dire, te lo devo dire io! Ma non devi essere tu a spiarmi, una cosa del genere è vergognosa. Vebbe’ ci sono stato malissimo. Io mi aspettavo che da lì a qualche ora sarebbe arrivata la resa dei conti, oramai ero deciso e glielo avrei detto comunque, tanto sputtanato ero e non avevo nulla da perdere, era il 21 di Marzo (primo giorno di primavera e avevo appena compito 18 anni), quel giorno non lo scorderò mai perché ha segnato il mio divorzio totale dalla mia famiglia. Contrariamente alle previsioni, mio padre, quando è tornato a casa, non ha detto nulla e io l’ho odiato per questo e ha fatto come se non fosse successo nulla, praticamente dal 21 di Marzo tra me e i miei non c’è stato più nessun rapporto serio, solo ipocrisie. Ah, mi ricordo adesso una cosa importante, quando avevo fatto 18 anni (primi di Marzo) e loro già sospettavano qualcosa mi avevano proposto di fare una festa a casa e io li avevo mandati a quel paese (Project, avevo scritto un’altra espressione ma l’ho tolta per rispetto a te!), con educazione cioè con ipocrisia perché la festa a casa serviva per spiarmi in situazione e solo per questo. I miei sono di buona condizione economica e, forse inconsciamente ma forse no, hanno pensato di essere molto importanti per me almeno da quel punto di vista. Beh, io dei loro quattrini e delle loro ipocrisie non ne volevo sapere più nulla. Io sono un ragazzo gay, sono solo e forse rimarrò per sempre solo, il mio problema non è trovarmi un ragazzo, campo bene pure da solo, il mio problema è essere libero, non dipendere da nessuno e meno che mai da mio padre e mia madre. Ho cominciato a fare qualche lavoretto il pomeriggio, lavoravo dalle 15.00 alle 20.00 in una pizzeria a preparare tutto il materiale per i cuochi, per la sera, mi davano 500 euro al mese, ma erano soldi miei. I miei non sapevano dove andavo il pomeriggio, ma io andavo a lavorare, e a fare un lavoro che a loro sarebbe sembrato assolutamente inaccettabile, ma per me era la liberazione, tornavo a casa morto di stanchezza, perché mi facevano lavorare duro, e mi mettevo a studiare, a scuola ho perso colpi, prima ero bravo, poi mi sono accontentato del passabile, però mi sentivo libero. Non ho più chiesto soldi ai miei né per i vestiti né per le scarpe, pagavo tutto da me, compravo solo cose di pochissimo prezzo, ma erano mie! Sono arrivato a comprarmi un computer portatile perché quello di mio padre non lo avevo usato più e finalmente ci ho schiaffato dentro tutto quello che volevo, ci ho messo mille password e l’ho lasciato sempre in giro. I miei non capivano chi mi avesse dato i soldi per comprare il computer e si stavano preoccupando, non lo so, loro pensavano che mi prostituissi o che avessi trovato un amante molto più grande di me che mi faceva regali costosi, ma io li ho lasciati friggere e ho risposto solo: “Sono affari miei”. Mio padre ha avuto l’alzata di ingegno di fare la voce grossa: “Finché stai qui noi dobbiamo sapere che vita fai!” Io ho ingoiato perché non potevo ribattere ma mi sono dato da fare, ho insistito alla pizzeria e mi hanno perso a fare il cameriere, lavorando tutte le sere dalla 19.00 alle 24.00 e la domenica tutta la giornata dalle 10.00 alle 24.00 mi danno 900 euro, ma sono cose regolari, è un lavoro da massacro e certe volte la sera non mi reggo in piedi, ma riesco a sopravvivere da solo, tramite la pizzeria mi hanno fatto conoscere una signora che affittava un monolocale in periferia a 400 euro al mese, un posto un po’ squallido, all’ultimo piano, senza ascensore, con davanti un pezzo di terra che sembra una discarica, ma è mio! Quando ho concluso il contratto di casa sono andato a casa dei miei, ho fatto le valigie e me ne sono andato senza dire niente a nessuno. Non mi hanno nemmeno chiamato al cellulare, poi ho saputo che del fatto che lavoravo alla pizzeria l’avevano saputo da amici loro che io non conoscevo e a loro è bastato questo per tranquillizzarsi. Adesso, da quando è finita la scuola, faccio anche altri lavoretti e faccio anche due turni alla pizzeria e devo mettere da parte un po’ di soldi perché l’anno venturo ho la maturità e dovrò studiare di più e quindi potrò lavorare di meno. Adesso il mio appartamentino è caruccio, me lo sono tutto ripulito che pare un gioiellino. C’è anche un bel terrazzo, più grande della casa, e ci ho messo qualche piantina. Project, ti dico una cosa assurda, mi piacerebbe tanto che tu potessi venire a vedere “casa mia”. Non lo se se io troverò mai un ragazzo, penso che succederà (e forse è già successo, ma ci vado piano) ma lo voglio serio, lo voglio con le palle, a me la gente che si lamenta e basta non piace proprio. Adesso un ragazzo che mi piace c’è, è uno che lavora nella pizzeria, è arrivato da poco, è un po’ più grande di me, ha 21 anni, si chiama Luca, io sono andato a lavorare per rabbia, lui lavora per necessità perché la famiglia sua non sta tanto bene a quattrini. Quando siamo sul lavoro io e Luca non possiamo parlare, però abita non molto lontano da casa mia e quando finiamo il turno prendiamo il notturno insieme e lì si chiacchiera un po’. È molto timido per avere 21 anni ma è un bravissimo ragazzo, non so se è gay o non è gay, ti giuro, per me l’importante non è portarmelo a letto, ma che mi voglia bene e lui me ne vuole e io lo sento. Una mattina è venuto a casa mia, mi ha fatto tantissimi complimenti e io sono stato felice, e poi ha un suo modo di sorridere, una gentilezza d’animo, una dolcezza di fondo che per me innamorarmi di lui è la cosa più naturale del mondo. Io ho un sogno, che in quella casetta ci si possa anche vivere in due. Lo so che lui deve lavorare per tirare avanti la sua famiglia, una volta sono stato anche a casa sua e mi hanno accolto benissimo e sono felice per lui perché ha avuto la fortuna di avere una famiglia come di deve. Lo sai, Project, io al sesso non ci penso proprio, a parte il fatto che arrivo alla sera distrutto, non ci penso perché sto bene così, io ho vicino Luca e mi basta, che sia come amico e che non sia il mio ragazzo non me importa veramente nulla e anche lui è felice quando sta con me, parliamo tantissimo, mi ha anche raccontato di una storia con una ragazza di due anni fa, ma ha voluto aggiungere che non era una cosa che sentiva veramente. Io non gli dico mai nulla di troppo impegnativo, gli dico che sono contento di poter parlare con lui e che siamo amici, una sola volta gli ho accennato che nella casetta ci si potrebbe stare anche in due e mi ha detto che piacerebbe anche a lui e mi ha fatto un bellissimo sorriso. Project, adesso mi sento felice, ma proprio nel senso profondo del termine, lavoro fino a scoppiare ma ho cominciato a fare la mia vita e indubbiamente l’idea della vita in due, della vita seria in due sarebbe proprio il massimo della felicità, ma deve essere con Luca, se con lui non sarà possibile resto solo. Project, lo sai che mi ha fatto piacere scriverti? Il mio contatto msn è [omissis], aggiungimi, così possiamo parlare un po’, in fondo mi manca parlare seriamente con persone della tua età e penso che mi potresti capire e poi, te l’ho detto, mi piacerebbe tanto che tu vedessi la mia casetta, magari avervi a cena tu e Luca! Però noi lavoriamo tutte le sere fino a mezzanotte, mi sa che ci dovemmo accontentare della colazione della mattina. Tu che dici? Si potrebbe fare? Ti mando pure una foto mia e di Luca, quella però non la pubblicare.
Un abbraccio.
Tuo Alberto
_____________

e-mail di Alberto, di cui ho pubblicato una precedente mail: http://progettogay.forumfree.net/?t=29040167

Ciao Project,

ti scrivo perché mi è difficilissimo sentirti in chat e quando arrivo a casa devo assolutamente dormire e per me non c’è né sabato né domenica. Penso di essere vicino al tracollo, non ce la faccio sto lavorando come un matto per cercare di mettere un po’ di soldi da parte che mi permettano di sopravvivere da settembre in poi, perché da settembre dovrò tornare a scuola e ho la maturità che mi aspetta, quindi di lavoro per guadagnare qualche soldo ne potrò fare ben poco e vorrei cercare di mantenere questa mini-casa per non essere costretto a tornare in famiglia. I miei non mi cercano nemmeno, per loro sono solo un problema risolto in tutti i sensi, se riesco a spesarmi da solo, ma poi, dopo la maturità, che potrò fare? Come farò a sopravvivere, a lavorare, a studiare? Non ci sarà proprio il tempo materiale, la vedo come un incubo che si avvicina. I miei amici di scuola, chiamiamoli così, se ne stanno tutti comodi a fare nulla, se ne vanno in vacanza e si divertono, io sto qui ad ammazzarmi di lavoro per sopravvivere. Queste sono le prospettive di studio e di lavoro, belle vero! Almeno prima avevo Luca vicino, ma adesso lavora fuori città, c’ha la ragazza, quando ci vediamo sono contento perché ci vogliamo bene ma mi prendono pure delle malinconie terribili, a lui, di me, non ho detto nulla, siamo due buoni amici che adesso non lavorano più insieme e che si vedono sì e no due ore alla settimana. Una volta è venuto alla pizzeria e mi sono sentito in un imbarazzo terribile, l’ho servito al tavolo, stava con la ragazza, io sono stato sorridente e disinvolto come se niente fosse, ma dentro mi sentivo morire. Io dicevo che Luca mi sarebbe stato bene comunque ma adesso lo sento come un estraneo, un estraneo al quale in qualche modo voglio pure bene, ma lui ha la sua vita e io non c’entro niente. Quindi adesso coi miei genitori partita finita, con Luca pure, che cosa mi resta? Lavorare fino alla follia, studiare, e poi l’università per me non esisterà proprio, i miei amici si stanno facendo tutti i loro conti, uno vuole andare a medicina, l’altro a ingegneria, ecc. ecc. e quando lo chiedono a me io che posso rispondere? Io non ci andrò! Perché per poterci andare dovrei tornare a casa dei miei e dovrei chiedere a loro i soldi e io non lo farò, poi adesso, da quello che sento l’università è tosta e selettiva, quindi o fai solo quello o non vai da nessuna parte. Il mio sogno sarebbe stato fare statistica, non so perché ma ho sempre avuto questa fissa e lì ci sono pochissimi studenti e si deve frequentare per forza. Che schifo la vita! È tutto casuale, puoi vincere la lotteria o finire sotto il treno, con c’è un perché. Ho provato a dare uno sguardo a quel sito Universo-MIUR che mi hai mandato, ma è un caos, non ci si capisce nulla, ti perdi in un mare enorme di possibilità e di scelte. Magari potremmo provare a guardarcelo insieme, ma tanto temo che alla fine sarà solo una cosa inutile perché per me resteranno solo sogni. Come mi sento in questi giorni non te lo puoi immaginare, ho proprio la sensazione che per me la vita non sarà altro che lavoro. Un ragazzo? Ma è solo un sogno balordo, qui ognuno pensa ai fatti suoi e poi che cosa posso offrire a un ragazzo, una vita da morto di fame oppure se lui lavora e magari molto meglio di me io posso fare il mantenuto. No! È meglio stare soli e penso che dovrò cominciare ad abituarmici.
Ciao Project. Se mi rispondi almeno mi rendo conto che qualcuno 10 minuti per me ce li ha persi. Lo so che lo farai.
Tuo Alberto



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