GAY MEGLIO SOLO CHE MALE ACCOMPAGNATO

La realtà dei gay, storie ed esperienze di vita gay vissuta
Rispondi
Avatar utente
progettogayforum
Amministratore
Messaggi: 5542
Iscritto il: sabato 9 maggio 2009, 22:05

GAY MEGLIO SOLO CHE MALE ACCOMPAGNATO

Messaggio da progettogayforum » lunedì 10 ottobre 2011, 22:52

Ciao Project,
ho 35 anni, 12 anni fa ho vissuto una storia d’amore con un ragazzo etero, forse non era esattamente una storia d’amore ma ci volevamo bene e di questo ero certo, poi lui ha trovato una ragazza e si è innamorato, io ci sono stato male, ma in fondo sapevo che sarebbe finita così. Il punto non è questo. Per un paio d’anni siamo rimasti amici anche se sempre meno stretti, il fatto che fosse etero e che fosse sposato non mi metteva in crisi, sapevo che era la sua vita, poi ci siamo persi di vista del tutto per diversi anni. La scorsa settimana ci siamo incontrati di nuovo per caso, a me faceva piacere e evidentemente anche a lui. La famiglia era fuori città e siamo andati a cena insieme. Lui parlava di sé, dei successi che aveva ottenuto, io ho un lavoro qualsiasi, lui invece è lanciatissimo e guadagna un pozzo di soldi, ha una supermacchina, va in vacanza dove vanno quelli che contano ecc. ecc., tutto questo in effetti mi starebbe benissimo ma ho notato tante cose che non mi sono piaciute per niente, una tendenza ad usare qualunque mezzo pur di arrivare al risultato, una spregiudicatezza assoluta, uno direbbe la disponibilità ad ammazzare anche la madre pur di fare quattrini, e tutto questo elevato a filosofia di vita, ammannito come pillole di saggezza, uno scarso rispetto del prossimo, un’arroganza che mi dava fastidio. Ho resistito per tutto il tempo della cena, che ho pagato io prima che lui potesse farlo, poi mi ha riaccompagnato a casa e mi ha salutato come se niente fosse successo, in pratica era talmente occupato a fare il suo show che non si è nemmeno accorto che lo spettacolo non è piaciuto. A casa avevo una scatola con i ricordi della nostra storia e qualche oggetto che aveva comprato per me (un portachiavi, un disco e una penna). Ho preso la scatola e ho gettato tutto nell’immondizia e, non contento di questo, sono sceso per gettare l’immondizia nel cassonetto. Ma come ho fatto 12 anni fa ad innamorarmi di un tipo simile? Avevo proprio gli occhi foderati di prosciutto! Mi sento così contento del fatto che non fosse gay che mi viene da sorridere! Se fosse stato gay avrei potuto buttare la vita appresso a un tipo che crede di essere il padrone solo perché ha il portafoglio pieno e si vanta anche di come lo ha riempito. Dopo di lui ho conosciuto un ragazzo gay col quale, a seguito di un infinto gioco di tira e molla, non si è concluso nulla, evidentemente io non ero il suo tipo (e per la verità nemmeno lui il mio) però siamo rimasti amici. Io adesso vivo da solo in una città lontana da quella della mia famiglia, l’inverno scorso sono stato male, con la febbre alta e lui veniva a casa a portarmi il pranzo e lo ha fatto per una settimana, beh se devo fare i dovuti paragoni, quello che mi dispiace è che con lui non sia stato possibile costruire niente di più di un’amicizia, io, anche senza un grande trasporto, penso che con lui sarei stato bene, lui con me non lo so. Insomma per fortuna certe storie finiscono presto, altrimenti si rischierebbe di finire nei guai, perché forse le persone cambiano e forse, molto più probabilmente, l’amore rende proprio incapaci di vedere e di capire chi realmente si ha di fonte.
Project, questo è solo uno sfogo ma, se vuoi, pubblicalo, potrebbe forse servire a mettere in guardia qualcuno e a fargli tenere gli occhi aperti!
Un caro saluto.
Umberto76

pavloss
Messaggi: 192
Iscritto il: giovedì 5 maggio 2011, 12:08

Re: GAY MEGLIO SOLO CHE MALE ACCOMPAGNATO

Messaggio da pavloss » martedì 11 ottobre 2011, 2:47

Questa è una storia che fa piacere sentire perché, al di là delle difficoltà e della delusione, si vede il positivo di chi scrive. Non ama la gente priva di scrupoli, ha un'onestà di fondo e una linearità che è bello vedere.
L'innamoramento a volte è un sentimento che acceca, non permette di constatare la realtà.
Nei riguardi di qualche amicizia, facevo un poco come te, tendevo a supervalutare. Poi con il tempo ho visto che qualche persona non era quel gran che e le strade si sono naturalmente divise.
In fondo quando una persona così si allontana è solo un guadagno, e non è detto per dirlo.
Ho piacere, piuttosto, che esistano persone come te.

Avatar utente
progettogayforum
Amministratore
Messaggi: 5542
Iscritto il: sabato 9 maggio 2009, 22:05

Re: GAY MEGLIO SOLO CHE MALE ACCOMPAGNATO

Messaggio da progettogayforum » martedì 11 ottobre 2011, 9:14

Ciao Umberto,
quello che scrivi è molto significativo di quanto in una relazione, di qualsiasi tipo essa sia, sia determinante la qualità delle persone, al di là di qualsiasi altra cosa. Nei primissimi tempi l’aspetto fisico gioca un ruolo essenziale proprio in termini di attrazione sessuale immediata ma poi entrano in gioco altri elementi molto più fondamentali perché piano piano si scoprono i lati meno evidenti della personalità dell’altro. Ci vuole tempo per arrivare a conoscersi fino in fondo, ma alla fine ci si arriva. Probabilmente il tuo rapporto con quel ragazzo si è interrotto prima che tu arrivassi a capire la sua vera personalità, ora l’hai capita e hai tirato le somme. In fondo il fatto che quel ragazzo non fosse gay ti ha evitato parecchi problemi perché una vota partita una relazione con un ragazzo simile avresti dovuto trovare il coraggio di tirartene fuori, proprio perché come dice il proverbio, si sta meglio soli che male accompagnati.

Felix
Messaggi: 225
Iscritto il: giovedì 25 novembre 2010, 16:24

Re: GAY MEGLIO SOLO CHE MALE ACCOMPAGNATO

Messaggio da Felix » mercoledì 12 ottobre 2011, 11:39

Mi permetto di dissentire dal parere espresso da Umberto, pur rispettando il suo sfogo comprensibilissimo. Non sono d'accordo perché a mio parere non si tiene conto di un dettaglio che è notevole: le persone cambiano, crescono ed evolvono in direzioni che in alcun modo sono predeterminate. Certo il carattere ha il suo peso fondamentale, ma altrettanto importanti sono le relazioni che una persona intesse, l'ambiente che lo circonda e le esperienze varie. Per questo è possibile che quella persona incontrata dopo anni e percepita come "ripugnante", ora non sarebbe la stessa se l'amicizia fosse continuata senza interruzioni. Ma soprattutto, non è detto che dodici anni fa quell'uomo fosse già in germe quello che è adesso. E' cambiato, crescendo in negativo, forse perdendo quei tratti che all'epoca della relazione fecero sì che nascesse l'amore, ma questo probabilmente dipende dal percorso che ha scelto di seguire, assumendo lentamente quei tratti che ora (giustamente) ad Umberto sono piaciuti al punto di dover gettare tutti i ricordi nel bidone dell'immondizia.

Faccio questo appunto perché sono convinto che davanti ad una persona, qualsiasi essa sia, bisogna sempre arrestarsi con rispetto e considerare che quello che noi vediamo è solo l'apice di un mistero che nessuno mai potrà scandagliare fino in fondo e che molto dipende dalle esperienze che uno ha vissuto e soprattutto dal modo in cui le ha interpretate. Da quello che vedo posso intuire il tipo di cammino percorso, ma è molto difficile capire dall'apparenza quale storia si celi dietro essa. Questo significa che potrebbe, e sottolineo POTREBBE, essere un errore ringraziare il cielo per non averci più nulla a che fare con l'individuo incontrato ora, se nel farlo lo si confonde automaticamente con quello che era dodici anni fa. La persona è la stessa, ma paradossalmente non è la stessa perché in mezzo ci sono dodici anni di scelte che lo hanno plasmato in un modo che ora è molto distante da quelle che sarebbero state le aspettative di Umberto. Del quale però ripeto, rispetto in modo totale il suo sfogo.
E ti vengo a cercare con la scusa di doverti parlare, perché mi piace ciò che pensi e che dici, perché in te vedo le mie radici.
...
E ti vengo a cercare perché sto bene con te.

Perché sei un essere speciale
ed io avrò cura di te


(F. Battiato, E ti vengo a cercare/La cura)

Avatar utente
progettogayforum
Amministratore
Messaggi: 5542
Iscritto il: sabato 9 maggio 2009, 22:05

Re: GAY MEGLIO SOLO CHE MALE ACCOMPAGNATO

Messaggio da progettogayforum » mercoledì 12 ottobre 2011, 14:39

Ciao Felix,
se il tuo ragionamento dovesse essere applicato fino in fondo, il giustificazionismo sarebbe totale e tutte le responsabilità sarebbero della società, cioè di nessuno o di una specie di destino ineluttabile che tramite un insieme di esperienze porta uno a essere onestissimo e l’altro a pensare che conti solo il denaro indipendentemente da come si arriva ad accumularlo. Eh no! Una responsabilità delle persone c’è. C’è gente che per non finire corrotta non è entrata affatto in certi ambienti pur avendone la possibilità e c’è gente che pur di entrare in quegli stessi ambienti ha considerato la corruzione come una cosa accettabilissima. Le responsabilità possono essere anche, in parte, sociali ma le scelte morali sono essenzialmente individuali. Tu dici che 12 anni prima quella persona non era la stessa persona, io non credo, era la stessa persona alla quale non erano state ancora offerte occasioni lucrose di corruzione e che soprattutto per questo non era corrotta. È un po’ il classico ragionamento di chi dice che i bambini sono migliori degli adulti perché non sono corrotti, ma i bambini non vivono le tentazioni degli adulti in termini di denaro e di potere e per questo non sono corrotti, non perché siano migliori, tra quei bambini, che non potendo essere corrotti perché non sanno nulla di denaro e di potere ci sembrano tutti uguali in termini di corruzione, ci sono quelli che non si faranno corrompere mai e che magari spenderanno la vita per i valori nei quali credono e ci sono quelli che non esiteranno a vendere l’anima al diavolo alla prima occasione che prometta una remunerazione adeguata. Certi caratteri emergono già nell’adolescenza e maturano solo in età adulta.

Felix
Messaggi: 225
Iscritto il: giovedì 25 novembre 2010, 16:24

Re: GAY MEGLIO SOLO CHE MALE ACCOMPAGNATO

Messaggio da Felix » mercoledì 12 ottobre 2011, 17:46

Caro Project,
penso che la mia posizione sia in linea con la tua, sebbene abbia espresso male le mie idee. Se noti, infatti, verso la fine del post ho parlato di scelte che plasmano, per cui non ho escluso in alcun modo il peso della responsabilità morale. Solo intendo dire che non è possibile dire oggi, in modo scontato, che quelle persone che rivedo dopo anni e che ricordavo sotto una luce diversa da quella negativa che adesso trovo in loro, all'epoca fossero già tali anche se non in modo evidente. In questo ambito - più che in altri - non è possibile essere rigorosi nell'esprimersi, perchè la persona opera delle scelte e lo fa in relazione al contesto in cui opera. Il carattere ha il suo peso, ma è anche vero che le scelte che compiamo hanno sempre un ritorno formativo su di noi: più ci orientiamo verso il bene, più diventiamo buoni; viceversa, più cominciamo a fare scelte moralmente meno buone, più ci formiamo in un modo che a lungo andare mostrerà i suoi effetti negativi e la capacità di discernere sarà orientata verso il proprio tornaconto senza scrupoli. In ogni caso, se manca un'attenzione al valore delle scelte che pongo in essere, rischio di non accorgermi della direzione che sto prendendo. Ecco perché dico che forse quella persona di cui parla Umberto avrebbe potuto essere diversa se inserita in un altro contesto o se avesse continuato a frequentarlo come amico. E qui parlo per esperienza personale: son solito, infatti, dire che se dopo il diploma non avessi fatto le scelte che ho fatto (delle quali non mi pento, anche se ne son derivati danni per certi versi notevoli nell'ambito dell'accettazione della mia sessualità), ora forse non sarei quello che sono perché probabilmente mi sarei messo in giri poco puliti e moralmente parlando non sarei la persona che tu conosci e che stimi. Non è l'ambiente che ho frequentato che mi ha salvato, ma il fatto che ho trovato un mezzo che mi ha aiutato a portare alla luce quegli aspetti positivi di me che tu e tanti altri ora conoscete. Quindi non solo le mie scelte, né solo le relazioni e situazioni vissute, ma l'insieme di entrambe han fatto di me il Felix che sono. Non so se ho reso l'idea... Spero di sì. Il discorso è complesso e io sono il primo ad accorgermi che a volte propendo troppo per il giustificazionismo tout-court, pur mantenendo un ampio margine di dubbio e incertezza. Per questo evito di fare generalizzazioni sull'agomento preferendo fermarmi alla consapevolezza dell'unicità di ogni singola persona.

Penso di aver confuso ancor più le cose, perciò preferisco fermarmi qui per evitare di dire altre sciocchezze. :roll: :roll: :roll:
E ti vengo a cercare con la scusa di doverti parlare, perché mi piace ciò che pensi e che dici, perché in te vedo le mie radici.
...
E ti vengo a cercare perché sto bene con te.

Perché sei un essere speciale
ed io avrò cura di te


(F. Battiato, E ti vengo a cercare/La cura)

Nicomaco
Messaggi: 423
Iscritto il: giovedì 2 giugno 2011, 16:40

Re: GAY MEGLIO SOLO CHE MALE ACCOMPAGNATO

Messaggio da Nicomaco » sabato 15 ottobre 2011, 10:48

Bello l’episodio del pasto caldo durante la malattia raccontato da Umberto. Mi ha colpito perché mi ha ricordato che anch’io ho vissuto un fatto simile quand’ero all’università, lontano da casa. Una banalissima influenza mi aveva costretto a letto con la febbre alta e in quei giorni la sola persona che mi ha veramente tenuto compagnia, portandomi le arance per la spremuta è stato un amico che, oltre ad avere un carattere davvero molto buono e affettuoso, se anche non si è dichiarato (né con me, né con altri per quel che posso sapere), direi che aveva una chiara sensibilità gay. Ed è forse per questo che tra me e lui si creò quasi da subito una certa intesa che ci ha legati per anni come amici. Inoltre anch’io mi sono sempre chiesto che cosa sarebbe successo se mi fossi innamorato di lui (e lui di me), invece che di un altro mio coetaneo, il quale si è poi rivelato, in fondo, poco compatibile con il mio carattere.
La verità, vi prego, sull'amore (W.H. Auden)

barbara
Utenti Storici
Messaggi: 2864
Iscritto il: mercoledì 14 aprile 2010, 9:22

Re: GAY MEGLIO SOLO CHE MALE ACCOMPAGNATO

Messaggio da barbara » martedì 18 ottobre 2011, 7:42

Anch'io ho fatto una riflessione simile a quella di Felix rispetto a come cambiano le persone, ma pensavo al cambiamento di Umberto.
Ammettiamo pure che quel ragazzo dodici anni prima avesse già alcuni atteggiamenti che Umberto qualifica come improntati all'arrivismo e all'egoismo .
Allora ci sarebbe da chiedersi se la "cecità" di Umberto fosse dettata dall'amore o se piuttosto in quel periodo della sua vita avesse scelto quella persona proprio per quel suo egoismo che poi si è acuito nel tempo.
Questo mi ricorda certi innamoramenti verso persone che manifestano insensibilità , persone dalle quali si ricevono scarse attenzioni , se non addirittura squalifiche o prepotenze . Mi è già successo di sentire storie simili di ragazzi che attraversavano periodi di insicurezza, insoddisfazione per quello che erano non solo come gay, ma anche come persone.
Ragazzi attratti da chi appariva l'esatto opposto rispetto a loro. Quanto più detestavano la propria sensibilità, tanto più ricercavano la persona fredda , calcolatrice.
Incuranti del male che l'altro procurava loro , più o meno consapevolmente, rimanevano legati a un'immagine idealizzata dove l'egoismo dell'altro veniva letto come sicurezza di sé . Quella sicurezza che certo mancava il loro, magari anche a causa di anni nei quali avevano subito il bullismo dei coetanei .
Solo che dannatamente in quell'innamoramento si ritrovavano di nuovo nella parte della vittima, senza poter sperimentare cosa fosse invece una relazione basata sull'affetto reciproco.
Per fortuna il tempo e il loro percorso di vita li hanno poi tolti da quel pantano e hanno potuto finalmente concedere a se stessi il diritto ad essere rispettati e amati come si meritano. Nel gesto di Umberto di gettare via le tracce di quel primo amore mi è sembrato di cogliere questa rivincita rispetto al passato e a quel ragazzo arrendevole che si è lasciato alle spalle.
Non so se sia stato il caso di Umberto , forse la sua storia non ha niente a che fare con tutto ciò, ma comunque mi ha permesso di mettere a fuoco un aspetto che non avevo mai avuto modo di affrontare qui e per questo lo ringrazio.

Rispondi