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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Re: UNA STORIA, UN CONSIGLIO
MessaggioInviato: mercoledì 22 febbraio 2012, 22:05 

Iscritto il: giovedì 5 maggio 2011, 12:08
Messaggi: 192
Caro Geogio,

mi aggiungo anch'io ai molti che ti hanno scritto. Lo faccio per punti per una questione di chiarezza.

1) LE PARROCCHIE sono ambienti sociali nei quali possono benissimo esserci dei gay. Io gay li ho incontrati ovunque nel mondo cattolico: tra preti, vescovi, seminaristi, insegnanti, allievi, fedeli.... Ce ne sono ovunque nella stessa percentuale, più o meno, della società.

Il problema, semmai, è che nell'ambiente parrocchiale è un poco come vivere in una società antica, da questo punto di vista, per cui il gay (almeno in Italia) è molto più nascosto (anche a se stesso) che altrove, per paura, motivi religiosi e morali, ecc. Questo ti complica un eventuale rapporto con un gay parrocchiale (soprattutto se impegnato) perché la tendenza generale è che, se si sa, lo si isola se proprio non lo si esclude.

2) In un rapporto ci vuole la reciprocità e una certa affinità. Non basta condividere un certo mondo e certi ideali. E' necessario che i cammini convergano. Tu hai fatto la tua scoperta e la tua accettazione e ora hai bisogno di una relazione seria. Lui a che livello è (ammesso che sia realmente gay)? E' una grossa incognita e apre la porta ad un rischio un poco elevato, a mio avviso.

3) Se ci tieni a questo ragazzo fai correre del tempo, diverso tempo, e vedi se qualcosa si muove. Se non ti giungono segnali reali con i quali potresti iniziare ad avere una vera relazione, lascia perdere e rivolgiti anche altrove. Ragazzi buoni ce ne sono anche se non si notano subito. Bisogna solo armarsi di tanta pazienza per poterli finalmente trovare. Poi magari ti succede com'è accaduto a me: diverso periodo di deserto e poi "bam" cominci ad essere conteso!

In bocca al lupo!


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 Oggetto del messaggio: Re: UNA STORIA, UN CONSIGLIO
MessaggioInviato: giovedì 23 febbraio 2012, 20:54 

Iscritto il: sabato 18 febbraio 2012, 21:53
Messaggi: 72
Può anche darsi che “mi manchino le palle” come dice Piero89, tuttavia la sua mi sembra una voce fuori dal coro… addirittura tutti gli altri utenti mi hanno consigliato più cautela di quanto io stesso pensassi.
Scusa Piero89, ma non hai capito che lui, prima di tutto, è un ottimo amico e che il solo pensiero che potrei perderlo, anche solo come amico, mi fa star male?
“Passarci sopra e sopravvivere comunque”… non fa parte di me e non me lo perdonerei mai!
Sinceramente mi stupisco che un gay non capisca questi sentimenti… comunque ognuno è libero di pensarla come vuole. Senza rancore Piero89, davvero!

Piuttosto vi aggiorno su alcuni fatti che vi chiedo di aiutarmi a interpretare.
In settimana ci siamo rivisti alla solita attività parrocchiale… lui è arrivato un po’ tardi e ci siamo salutati da lontano con lo sguardo, ma cercandoci.
Alla fine siamo andati con degli amici a bere qualcosa. Tra le chiacchere varie avremo incrociato gli sguardi una ventina di volte… nient’altro.
Nel bar c’era un po’ di musica con i relativi video (come su MTV per capirci) e in uno degli ultimi c’è stato un bacio gay tra due ragazzi… Subito gli amici a commentare, potete immaginare come, io non ho detto nulla… e neanche lui… Tutto qui.
Poco dopo, fuori dal locale, siamo passati davanti ad un altro bar che è risaputo essere gestito da una coppia di ragazzi gay e lui, forse credendo che la cosa fosse nota a tutti (mentre in realtà lo sapevo solo io) ha commentato con una notizia di “gossip” in tono scherzoso, dicendo:
“Sapete che hanno litigato? Uno ha scoperto l’altro aveva un amante!”
Qualche risata degli altri, io sono stato in silenzio.
Ora, come interpretate questi fatti?
Personalmente gli sguardi e il silenzio sul video li interpreto positivamente, mentre il discorso sul bar non so bene come interpretarlo… forse voleva vedere come avrei reagito io?
Qualche parere mi farebbe piacere, ciao.

PS ci siamo accordati per la sciata insieme nel we e per un film a casa mia la settimana prossima…


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 Oggetto del messaggio: Re: UNA STORIA, UN CONSIGLIO
MessaggioInviato: giovedì 23 febbraio 2012, 21:48 
Utenti Storici

Iscritto il: mercoledì 20 ottobre 2010, 0:41
Messaggi: 2360
geogio Piero89 va conosciuto, ha una carattere molto fastidioso che mi ricorda di quei maglioni che portano un prurito dell'anima, se ti ci sai abituare tiene caldo, ma non è scontato che tu ci riesca. Ti assicuro che conoscendolo è stato fin troppo garbato.
Tornando a te, in certi casi mi sa che qualunque cosa gli altri dicano se uno è intenzionato a fare una cosa, conviene capire come farla minimizzando i danni potenziali piuttosto che ragionare sul fatto che sia opportuna farla o meno. A questo punto ti rinnovo l'invito a cercare di staccarlo un pò dal contesto di amici con cui uscite. Non ho ancora capito se quei viaggi avvenivano nel contesto delle amicizie parrocchiali. Mi pare evidente che se così fosse il contesto non è dei migliori per permettere ad entrambi di essere rilassati e spontanei. Da quello che racconti ci sono possibilità che non sia omofobo e che quindi hai probabilmente la possibilità di approfondire il rapporto. Però è veramente troppo poco quello che ci dici per capire la natura del suo orientamento e se anche fosse gay la natura del suo interesse nei tuoi confronti. Personalmente se fossi gay certi gossip non li lancerei in un contesto così tanto a cuor leggero come ha fatto lui e se ci ragioni un attimo non lo avresti fatto neanche tu. Questo però ovviamente non vuol dire nulla di preciso. Ad ogni modo personalmente vedo delle possibilità solo se ti poni in un ottica di lungo periodo, almeno se vuoi fare le cose per bene e se provi a costruire un rapporto di confidenza e stima che sia fine a se stesso. Riuscite ad ottenere le condizioni perché io e lui possiamo approfondire il rapporto e la conoscenza, poi lascerei tutto correre un pò per dove vuole. Chiedere di uscire da soli tu e lui, ha anche il vantaggio di vedere se lui è in qualche modo interessato a te, se rifiuta ahimé mettiti il cuore in pace.


Ultima modifica di Alyosha il giovedì 23 febbraio 2012, 23:25, modificato 1 volta in totale.

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 Oggetto del messaggio: Re: UNA STORIA, UN CONSIGLIO
MessaggioInviato: giovedì 23 febbraio 2012, 22:46 
Avatar utente

Iscritto il: sabato 11 giugno 2011, 13:55
Messaggi: 151
Ciao Geogio :)

Quello che scrivi ti fa molto onore:

"lui, prima di tutto, è un ottimo amico"... "il solo pensiero che potrei perderlo, anche solo come amico, mi fa star male".
"passarci sopra e sopravvivere comunque... non me lo perdonerei mai!"

I segnali da parte del tuo 31enne, invece, rimangono insufficienti: un passo avanti che apre alla speranza, ma subito dopo due indietro che fanno cadere le braccia o riaccendono il dubbio :oops:

Personalmente, ti auguro che la sciata (o, ancora meglio, il film a casa tua ;) )
possano essere risolutivi :idea: :arrow: :mrgreen:
Ad ogni modo, calma+calma+ancora calma
Guarda, qui tifiamo tutti per te! 8-)
Ciao!



_________________
La lotta spirituale è dura quanto la guerra tra uomini
(Arthur Rimbaud, Una stagione all'inferno )
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 Oggetto del messaggio: Re: UNA STORIA, UN CONSIGLIO
MessaggioInviato: venerdì 24 febbraio 2012, 1:29 

Iscritto il: sabato 18 febbraio 2012, 21:53
Messaggi: 72
Per boy-com: per rispondere alla tua domanda quei viaggi li abbiamo fatti tutti noi due soli, assolutamente al di fuori del contesto parrocchiale.
Ciao ragazzi, 'notte.


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 Oggetto del messaggio: Re: UNA STORIA, UN CONSIGLIO
MessaggioInviato: venerdì 24 febbraio 2012, 2:16 
Ho un carattere molto fastidioso on-line. E boy-com secondo me c'é qualcosa che non mi stai dicendo dall'inizio che mi sono iscritto.

Appunto perché sono GAY che mi sono innamorato per 6000 volte di eterosessuali e per 6000 volte non sono stato corrisposto dovrei capirlo di più...e ho capito CHE IN REALTA' non si perde un tubo. E' una persona che si aggiunge alla lista dei non corrisposti. Se non sei in grado di manipolarlo in modo che un giorno possa mettersi con te...cosa che non sai fare a meno che non hai una botta di culo temporanea(perché nessuno è in grado di realizzare piani così elaborati continuativamente per ora)...glielo devi dire...glielo devi dire e prenderti la tua stangata come è giusto che sia...perderai un amico?perderai non so cosa?
Vedi la parola "perdere" è sempre di mezzo quando abbiamo paura di qualcosa. Ma se continui ad aver paura di perdere qualcosa non sarai mai in grado di rischiare...e se non sei in grado di rischiare per tutta la vita aspetterai qualcosa e avrai poche volontà per realizzare qualcosa. Realizzare qualcosa ti da soddisfazioni?bene sempre meglio che aspettare.
Sono convinto, anzi, che più aspetti, più la cosa che aspetti non arriva...allora fai altro, scopri nuove cose...perché dimmi a sensazione: tu sei nato solo per aspettare qualcosa?non penso proprio.

Ma le cose nuove che in realtà vorresti scoprire non sono le cazzate che ti dice la tv...è ben altro, ciò che vuoi scoprire veramente solitamente è ciò che ti fa anche male. Allora non è che bisogna avere un limite di sopportazione del dolore alto, ma bisogna capire che il dolore serve ad altro...allora non avrai problemi a rischiare o farti del male.
(poi vabbé, ho detto a te che non hai le palle ma sai quanti sono messi peggio di te?era solo per prenderne uno a caso :) )


Ma come ho già detto questo forum è prevalentemente di orientazione razional-scientifica...e come tutte le persone di questa orientazione...hanno idee sulla vita secondo me ancora molto elementari se dovessimo fare una scala di decenza.(poi se proprio fossi stronzo direi materne o da nido)
Ma se non affrontate le cose con emotività per cercare di capirle è inutile...l'irrazionalità è in grado di farti volare e farti scavalcare muri che sembrano impossibili da valicare...semplicemente PROVA a chiudere un occhio su certi problemi che potrebbero essere noiosi...e MAGARI da quel punto di vista saresti in grado di risolvere QUEL genere di problemi. Oppure da quel punto di vista vieni motivato di più a sorpassare quel muro che ti da problemi.
Oppure con l'irrazionalità a volte atterri in posti che non è dove speravi di andare...magari all'inizio non sai dove devi andare xké magari ci sono muri diversi...ma poi la strada la trovi e torni scoprendo una cosa nuova(la depressione funziona all'incirca così: alti e bassi...negli alti tutto è connesso tutto ha un senso se vista da una certa ottica e sei soddisfatto...nei bassi niente ha senso, niente è connesso non sai dove devi andare(il discorso del volare))
Ma se vi fermate alla pura e semplice razionalità vi assicuro che fate fatica a fare 2 metri. Tutto perché avete paura di fare un passo sbagliato come vedete fare da quelli che MAGARI giudicate per i loro errori(perché in generale non si debbono fare passi sbagliati dice la società). Anzi neanche...perché se li giudicaste seriamente per gli errori è come se giudicaste voi stessi perché anche voi sbaglierete prima o poi.
Quindi giudicare se stessi non è il massimo e creereste una condizione obbligata in cui vorreste uscire....e lì ci esci solo capendo sta cosa degli errori.



Poi va bé basta, volevo dire prima che le mie amicizie sono superflue non sono fondamentali...perché avere cose fondamentali significherebbe la probabilità di PERDERE qualcosa. Per questo non l'ho detto prima per quanto tu possa ritenere importante l'amicizia...per me non lo è mai stata, MAI...mi è sempre e solo interessato di quelli che mi piacciono...di gente con cui vado d'accordo ce né ma se per un motivo o per l'altro dovessimo trovarci in 2 fazioni discordi saremmo in grado di separarci senza rancori(senza rancori perché LO COMPRENDEREI)...ma non perché io con lui non mi diverto o non sono in grado di parlare dei cazzi miei. Per me tutte le relazioni che sfociano in cose fondamentali non sono amicizia MA é RELAZIONE SENTIMENTALE...solo che la gente HA PAURA di dire che quella in realtà è una relazione e NON un'amicizia.

L'amicizia infatti per me è una bella cazzata...solo che ci sono persone veramente molto deboli che hanno bisogno di stare attaccati a qualcuno come delle cozze...e allora saltano fuori dicendo che quelle sono AMICIZIE e che LE AMICIZIE SONO COSE IMPORTANTI. Non è così, semplicemente quella persona di para il culo in qualcosa...ed è ovvio che se la perdi, perdi il tuo paraculo per quello diventa importante....e una relazione del genere E' UNA RELAZIONE SENTIMENTALE...perché dall'altra persona DIPENDE.
Ma "l'amicizia è importante" è solo per persone deboli. Non c'é niente di male ad essere deboli...solo sarebbe il caso che non andassi a votare visto che questo stupido paese è democratico. Ma a sto punto sarebbe meglio mettere una bomba in vaticano, in parlamento e cambiare un sacco di cose.


AH e non è che devi dipendere per forza da qualcuno per avere relazioni sentimentali....


  
 
 Oggetto del messaggio: Re: UNA STORIA, UN CONSIGLIO
MessaggioInviato: venerdì 24 febbraio 2012, 3:24 
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Piero89 ho anche detto che porti caldo se uno si abitua al prurito :). Hai delle cose da dire e personalmente ti ho sempre ascoltato volentieri, ma è un fatto che sei molto spigoloso nel modo di esprimerti.
Geogio il problema rispetto a quello che scrivi è che sono fermamente convinto che se è gay, ha assolutamente capito la situazione, di queste cose ci si accorge abbastanza facilmente. Cioè se è gay vai sicuro che ha capito di te e sa della tua simpatia. Al di là della leggenda (mica tanto) del gay radar, può anche succedere che non ti accorgi che l'altro è gay, ma se si espone come hai fatto tu, fossero solo sguardi e strette di mano te ne accorgi per forza. Per questo oltre che pericoloso giudico inutile esporsi esplicitamente. La possibilità è che possa essere una gay represso o incerto su cosa prova per te. Dico queste due sono le alternative che per te ha senso prendere in considerazione. Tutte e due le circostanze richiederebbero molto, ma molto tempo per essere chiarite. A quel punto mi chiedo una cosa, se è vero che non vorresti mai perderlo come amico, perché non ti tieni l'amico? Continua ad uscirci, frequentarlo ecc. ecc. esattamente come facevi prima, se qualcosa scatta anche da parte sua te ne accorgerai in modo evidente, perché certe cose quando succedono da entrambe le parti, succedono in modo chiaro e non per messaggi da decriptare. Se non succede pazienza ti sei tenuto l'amico.


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 Oggetto del messaggio: Re: UNA STORIA, UN CONSIGLIO
MessaggioInviato: venerdì 24 febbraio 2012, 15:32 
Non ho detto quello, ho detto che ti vedo diverso dall'altra volta.


  
 
 Oggetto del messaggio: Re: UNA STORIA, UN CONSIGLIO
MessaggioInviato: venerdì 24 febbraio 2012, 17:03 
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Iscritto il: mercoledì 20 ottobre 2010, 0:41
Messaggi: 2360
Geogio scusaci per off topic... :D
Nicolas a parte che dovresti cambiare il tuo nick, mi da fastidio chiamarti Piero, mi ricorda brutti incontri. In che senso mi vedi diverso? E quale altra volta?


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 Oggetto del messaggio: Re: UNA STORIA, UN CONSIGLIO
MessaggioInviato: venerdì 24 febbraio 2012, 17:06 
OT: quanto frequentavo il forum con l'altro nick?


  
 
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