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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Re: UNA STORIA, UN CONSIGLIO
MessaggioInviato: mercoledì 29 febbraio 2012, 18:39 

Iscritto il: sabato 18 febbraio 2012, 21:53
Messaggi: 72
Che dire ragazzi, ancora una volta mi avete colpito e le vostre storie, le vostre esperienze, i vostri consigli mi fanno riflettere molto.

Boy-com, probabilmente hai ragione quando dici di non caricare troppo di significati ogni cosa, ci proverò.
Penso sia vero anche che quest’ansia che un po’ inconsapevolmente mi ritrovo addosso forse è più legata alla situazione “cambiamento” che alla storia in sé. Forse “ossessione” al momento è una parola grossa, ma è vero che finora ho provato a lanciare segnali io, in cerca di riscontri… mi fermo un po’ e vedo cosa succede, d’altra parte lui è anche un ragazzo sensibile e più riflessivo di me.
Comunque non è che ci sto male, anzi, sono sempre molto contento all’idea di trovarci, al di là dei risvolti che potrà mai prendere questa storia.

Barbara, avevo già visto quel post già prima di iscrivermi, anzi è proprio quello che mi ha convinto a farlo.
Tia, direi che hai fatto bene a fermarti… Grazie della testimonianza.

Muzzle, della tua storia non ho invece ben capito in che senso il rapporto col secondo ragazzo ha eliminato l’incertezza col primo, quello dell’università, dal quale ricevevi segnali dubbi. Leggo che ti ha fatto stare meglio e sono contento per te, ma mi piacerebbe capire di più.

Hug, più sopra mi hai fatto davvero sorridere con quel tuo “qui tifiamo tutti per te!”. Che carino, grazie, un tocco di spensierata allegria! Un punto in più!


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 Oggetto del messaggio: Re: UNA STORIA, UN CONSIGLIO
MessaggioInviato: giovedì 1 marzo 2012, 2:00 

Iscritto il: martedì 28 giugno 2011, 22:59
Messaggi: 62
geogio non è facile spiegare una cosa che non capisco bene neanch'io, tanto è per me nuova e "irrazionale" .. son sicuro che qui dentro c'è gente mooolto più esperta di me che potrebbe spiegarti meglio, ma posso provare a raccontare meglio (se sopporti anche la mia prolissità!)

Parto sempre dal presupposto che fino a giugno scorso sapevo-ma-non-ammettevo a me stesso di essere gay, e non devo certo aggiungere come tutto questo incasini il relazionarsi con gli altri, maschi soprattutto. (ancorpiù se ti lanciano segnali ambigui). Come si comporta un ragazzo "normale"?, cosa devo fare per essere come gli altri? Cosa si aspettano da me? ecc ecc.. Ok
Il fatto di essermi aperto, aver parlato (prima qui) e poi vissuto da pari e "di persona" un rapporto con altri ragazzi gay, senza quelle seghe mentali (no, non voglio sminuirle, perché erano reali, solo non avrebbero la dignità di esistere in un mondo migliore:) è stato liberatorio in questo mese; e non nel senso che uno si comporta in chissà quale modo astruso e libertino (voi non avete idea della timidezza del sottoscritto), ma semplicemente libero da quei dubbi,
ma non solo: il ragazzo di cui chiede Machilosa in particolare

-parentesi-(ahah no, per adesso niente di esclusivo ;) e non mi ritengo ancora in grado di poter contribuire per far fiorire qualcosa, ma non avevo mai provato niente di così piacevolmente sconvolgente in un rapporto reciproco :] E se fosse anche solo per una lunga complice chiacchierata come di recente, indubbiamente l'arci avrebbe sortito i suoi effetti ben oltre le sue quattro mura!)
-fineparentesi- (ma ti terrò aggiornato nel caso, ovviamente, e grazie ancora:)

dicevo il rapporto con lui mi ha chiarito un po' di cose su cosa voglio, su cosa vuol dire vivere un rapporto stretto senza impliciti e sottointesi, in una relazione che io vivo come decisamente diversa da una semplice amicizia.
Quindi in confronto a questa nuova esperienza, i comportamenti dell'altro mio amico mi sembrano un po' più chiari.. non so spiegarti meglio, ma certamente ho capito che se lui è interessato a me, ora penso di riuscire ad accettarmi come "parte di una coppia gay" e rispondere a mia volta. Se è etero e intuisce che sono gay, ok, non mi dispiace, penso di riuscire a fidarmi e credo sarebbe possibile non perdere la sua amicizia; Se è indeciso, penso di riuscire ad aspettarlo senza forzare le cose, e infine so che lui non sarebbe per me la mia unica e concreta possibilità di creare una reciprocità affettiva... Quindi con queste premesse mi ritrovo a vivere la sua amicizia con una tranquillità diversa, che sorprende me per primo.

Di nuovo, non penso di essere stato chiarissimo, non so quanto si possa riferire anche al tuo caso, e, soprattutto, sono sempre congetture mie, lanciate da una vettura che stà correndo a velocità folle rispetto a quanto ero fermo prima, ma sì: come non posso fare a meno di ripetere ancora, mi ha fatto sicuramente stare meglio :)



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 Oggetto del messaggio: Re: UNA STORIA, UN CONSIGLIO
MessaggioInviato: giovedì 1 marzo 2012, 19:01 

Iscritto il: giovedì 7 luglio 2011, 22:56
Messaggi: 385
E' un piacere leggerti così sereno, Geogio!

Sono molto contento per te Muzzle! Piantala di ringraziarmi, non ho fatto poi molto! ;) Però ricordati di aggiornarci sugli sviluppi: sono ghiotto di storie succulente (sia zuccherose che struggenti; ti auguro di poterci raccontare quelle del primo tipo!!)


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 Oggetto del messaggio: Re: UNA STORIA, UN CONSIGLIO
MessaggioInviato: giovedì 1 marzo 2012, 21:03 

Iscritto il: sabato 18 febbraio 2012, 21:53
Messaggi: 72
Muzzle ha scritto:
certamente ho capito che se lui è interessato a me, ora penso di riuscire ad accettarmi come "parte di una coppia gay" e rispondere a mia volta. Se è etero e intuisce che sono gay, ok, non mi dispiace, penso di riuscire a fidarmi e credo sarebbe possibile non perdere la sua amicizia; Se è indeciso, penso di riuscire ad aspettarlo senza forzare le cose, e infine so che lui non sarebbe per me la mia unica e concreta possibilità di creare una reciprocità affettiva... Quindi con queste premesse mi ritrovo a vivere la sua amicizia con una tranquillità diversa, che sorprende me per primo.

Penso di aver capito cosa intendi Muzzle, e mi ci ritrovo, in tutte tre le possibilità.
Mi sembra di capire che il secondo ragazzo gay ti ha fatto sostanzialmente chiarire le cose con te stesso e così anche il rapporto con il primo lo vivi più serenamente.
Sei stato fortunato ad incontrarlo! Anzi ad incontrare entrambi!

Ecco, nel mio caso mi manca il “consigliere” (ma questo forum è un ottimo sostituto!) e mi piacerebbe almeno capire un po’ di più sulle sue intenzioni…
Nel tuo caso mi sembrano già più chiare, visto che le iniziative le prende prevalentemente lui, per cui starebbe a te la mossa. O sbaglio?


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 Oggetto del messaggio: Re: UNA STORIA, UN CONSIGLIO
MessaggioInviato: sabato 3 marzo 2012, 17:06 
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Iscritto il: venerdì 6 gennaio 2012, 3:07
Messaggi: 95
Muzzle ha scritto:
Se è indeciso, penso di riuscire ad aspettarlo senza forzare le cose, e infine so che lui non sarebbe per me la mia unica e concreta possibilità di creare una reciprocità affettiva...


Suona sempre un po' strano da dire, almeno a me, però effettivamente per le prime esperienze, magari quelle che si fanno prima di "uscire allo scoperto" (anche con sè stessi) sono sempre avvolte dal timore di non avere "vie di scampo"... non so se riesco a spiegarmi.

Ci sembra che quella che stiamo vivendo sia la nostra unica possibilità, e che se ce la giochiamo male potrebbe essere una situazione senza uscitam un punto di non ritorno.
Poi però col tempo si cresce e si impara che in realtà sono solo delle idee nate dal timore irrazionale di bruciarsi quell'unica chance capitataci così, per fortuna...
Diciamo che è una condizione/esperienza abbastanza comune, da non trascurare!


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 Oggetto del messaggio: Re: UNA STORIA, UN CONSIGLIO
MessaggioInviato: sabato 3 marzo 2012, 20:35 
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Iscritto il: sabato 26 giugno 2010, 23:05
Messaggi: 682
tothelighthouse ha scritto:
[...]effettivamente per le prime esperienze, magari quelle che si fanno prima di "uscire allo scoperto" (anche con sè stessi) sono sempre avvolte dal timore di non avere "vie di scampo"... non so se riesco a spiegarmi.
Ci sembra che quella che stiamo vivendo sia la nostra unica possibilità, e che se ce la giochiamo male potrebbe essere una situazione senza uscita, un punto di non ritorno.

Interessante riflessione, mi ha colpito perchè in effetti è proprio vera :)



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 Oggetto del messaggio: Re: UNA STORIA, UN CONSIGLIO
MessaggioInviato: sabato 3 marzo 2012, 22:38 

Iscritto il: martedì 28 giugno 2011, 22:59
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@mavhilosa (ah ok, ma stavolta ringraziavo per aver chiesto;)

@geogio Hai colto perfettamente. E sì son fortunato, non mi lamento, anche se la cosa resta parecchio complicata anche per me provare a capire cosa/come fare, pensare, volere ...

@tothelighthouse e Telemaco Esatto. Mi consola un po' sapere che sia qualcosa di comune. (che fatica a tenerla a bada però:)



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 Oggetto del messaggio: Re: UNA STORIA, UN CONSIGLIO
MessaggioInviato: domenica 15 aprile 2012, 23:30 

Iscritto il: sabato 18 febbraio 2012, 21:53
Messaggi: 72
Ciao ragazzi, ho volutamente lasciato passare un po’ di tempo per “staccarmi” un pochino dalla vicenda e valutarla meglio. Adesso che è passato un mesetto circa vorrei raccontarvi gli ultimi sviluppi… confidando naturalmente sulle vostre opinioni e sui vostri consigli.

Mi spiace solo non contribuire più di tanto sugli altri post del forum, che peraltro leggo, ma per ora non me la sento.

Come dicevo, da un mese a questa parte ho smesso di avere io l’iniziativa, per vedere se ne aveva qualcuna lui. Ricordo che sto ancora cercando di capire se è gay oppure no e se si accorge del mio interesse… siamo solo a questo…
Ebbene in questo periodo, oltre al nostro solito vederci in parrocchia, intensificato nel periodo pasquale, ci siamo trovati per un film a casa mia e abbiamo passato una giornata insieme a Venezia per vedere una mostra e poi siamo andati al cinema. Questa del cinema dopo la mostra è stata una sua proposta, le altre sono state idee mie, da lui accettate di buon grado.

La serata per il film a casa mia mi ha messo un po’ a disagio… Un dolce, un bicchierino e poi il film in salotto, con le luci abbassate, avevano creato un’atmosfera un po’ romantica… ma io non potevo far nulla! Qualche sguardo fugace, qualche sfioro di mano cercato da me, un abbraccio affettuoso nel lasciarci e basta…

Dopo questa serata ho notato una cosa in lui, cioè che quando ci vediamo o chiacchieriamo mi guarda sempre fisso negli occhi, prima non lo faceva, o almeno non così. L’ho notato perché a volte mi sono trovato ad essere io a togliere lo sguardo.

La gita a Venezia è stata bellissima. Intanto nel viaggio ho ascoltato il consiglio di Riverdog (che ringrazio) e ho messo un cd di Tiziano Ferro… L’ha subito notato, mi ha chiesto se era il suo ultimo disco, e ha apprezzato; nessun discorso sui gay.
A Venezia è stato un full-immersion di cultura che ci ha entusiasmati; non è successo niente di particolare tra noi, siamo solo stati bene, abbiamo parlato per tutto il giorno, sorprendendoci vicendevolmente del tempo che passava così veloce.

Come vi dicevo alla sera, su sua proposta, siamo andati al cinema per vedere Titanic 3D… Entrambi ricordavamo quando il film uscì qualche anno fa in 2D (allora noi non ci conoscevamo) e di quanto ci era piaciuto. Durante la proiezione mi sarebbe piaciuto prendergli la mano, ma chi ne aveva il coraggio? E po con quali presupposti? Mi sono limitato a toccarlo braccio con braccio e lui ha lasciato fare e siamo rimasti gomito a gomito per tutto il film. Probabilmente non centra niente, forse lui non se ne è neppure accorto, ma io ho apprezzato che non si sia ritirato… Fantasie?
Alla fine lui era visibilmente commosso… Che tenerezza! Avrei voluto abbracciarlo… capite la situazione? Lui non si alzava e così mi sono riseduto anch’io, in silenzio. Praticamente erano usciti tutti e noi siamo rimasti lì, seduti in mezzo alla sala deserta, fino all’ultima riga dei titoli di coda!
Poi ci siamo guardati e abbiamo riso, dandoci “il cinque” per essere rimasti lì fino alla fine.
All’uscita sono andato in bagno e vi giuro ho battuto i pugni sul muro! Avvrei voluto gridare, mi sono detto: perché non hai più coraggio? Perché lasci che ti sfugga di mano? Ma poi tornava il geogio più razionale che non aveva elementi sufficienti per tentare… e così ho tirato un sospirone e siamo tornati a casa, salutandoci con il solito affettuoso abbraccio, ma niente di più…

Non aggiungo altro ragazzi, le domande sono ancora le stesse. Vedete qualche spiraglio? Si è aggiunto qualcosa o sono ancora solo mie illusioni?


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 Oggetto del messaggio: Re: UNA STORIA, UN CONSIGLIO
MessaggioInviato: lunedì 16 aprile 2012, 5:39 
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Iscritto il: mercoledì 20 ottobre 2010, 0:41
Messaggi: 2360
Geogio la prima osservazione che ho è che non fai quel che dici di fare. Nel senso che se ho capito bene le iniziative continuano ad essere prese continuamente da te. Venezia (Venezia???), Tiziano ferro, film a casa tua? Insomma temo che piano piano tu stia cominciando a perdere il raziocinio. Per quello che ci racconti continuo a leggere una profonda asimmetria nel rapporto e temo che viaggiate proprio su due binari diversi.
Io insisto sul punto, per quanto sia consapevole che quando uno vive certe situazioni deve prendersi le vagonate in testa prima di realizzare cosa realmente succede. E' molto più probabile che questa infatuazione ti "serva" per fare delle cose, scioglie fin troppe contraddizioni, anzi più che sciogliere le contraddizioni le assorbe su di se. E' impensabile che una scoperta del genere, dato per altro il contesto nel quale socializzi, non generi disagi, turbamenti, angosce, che non salti fuori alcuna contraddizione è più probabile che questo gioco di tensioni tu invece lo riversi in questa figura amicale. Immagino anche che quando sei in parrocchia lui ti distragga molto, probabilmente senza questa idea resteresti solo, infondo "scoperto", "fragile" in una dimensione che percepisci come "ostile". Non è questione di parrocchia in sé, potrebbe anche essere l'università o qualsiasi altro contesto intendiamoci. Si tratta comunque di reinserirsi con questa nuova idea di sé nei vecchi contesti. Non sei sempre stato gay e frequentante di parrocchie, qualche cosa di nuovo questa tua omosessualità la deve pur portare ed impensabile che non cambi la tua percezione delle cose. Insomma spero sia chiaro il punto dove voglio arrivare. Finché ce lui, tu secondo me resti fermo. So che non è un granché bello razionalizzare così tanto sui sentimenti e infatti tu non lo fare, lascia che lo facciano gli altri per te :mrgreen:. Però in tutta onesta questo "pericolo" lo vedo.
Per me non è una questione di coraggio mio caro geogio, se questo tizio è gay è il più grosso paraculo della storia dei gay, renditene conto. Insomma che da gay non si accorga delle tue attenzioni è impossibile, quindi mentre tu credi di non essere coraggioso secondo me sei stato fin troppo ardito invece. Film a casa tua e viaggio a Venezia sono contesti fin troppo chiari e se non li coglie o è perché non li vede o perché non gli interessi. Non andrei davvero troppo lontano rispetto a queste due alternative sinceramente. Te la butto lì, vediamo che succede, perché non ti tiri fuori un pochetto da quel contesto, provi a fare altro? Giusto poco pochetto. Tanto facendo due conti, continuando così, andrà a finire che glielo dici nel tentativo disperato di giocarti l'ultima possibilità e se ti dice che non è gay o che non gli interessi, di fatto succederà che ti allontanerai da quel contesto, tra atroci sofferenza... Forse è quello che vuoi fare già di tuo, perché non ci provi in modo meno traumatico? Magari cambiare aria ti distrae un pò da lui e mette in circolo cose nuove.
Ok un pò di spunti te li ho dati, dai per scontato che ho torto io in tutte le supposizioni in cui senti che non c'ho preso :ugeek:.


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 Oggetto del messaggio: Re: UNA STORIA, UN CONSIGLIO
MessaggioInviato: lunedì 16 aprile 2012, 8:00 
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Iscritto il: mercoledì 14 aprile 2010, 9:22
Messaggi: 2861
Beh! una terza (magari poco probabile ) ipotesi c'è: che lui sia gay, che tu gli interessi, ma che non abbia il coraggio di farsi avanti oppure che sia ancora poco consapevole del fatto che quello che prova è più di un'amicizia, oppure che abbia paura di rivelarsi ( se frequentate lo stesso ambiente che ne sa se può fidarsi di te ?).
Tu speri che sia così , mi pare . Quello che dice Boy Com è che se non fosse così (cosa più probabile statisticamente parlando) , tutto questo tempo passato a illuderti alla fine ti tornerebbe addosso . Ma sta a te scegliere cosa fare: se vuoi continuare a mandargli segnali discreti fino a quando la cosa si chiarirà oppure se vuoi chiudere prima per evitare di starci male dopo.
Tieni anche conto che quando si è innamorati, i gesti dell'altra persona vengono spesso amplificati e letti in modo diverso dalle sue intenzioni. Lui poteva essere commosso per il film e tu avere interpretato che fosse commosso per la tua vicinanza. Solo il tempo potrebbe dare una risposta.Non c'è modo per noi di aiutarti a capire cosa passa nella sua testa . :roll:


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