Sono gay: una storia, un consiglio

La realtà dei gay, storie ed esperienze di vita gay vissuta
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Telemaco
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Re: UNA STORIA, UN CONSIGLIO

Messaggio da Telemaco » martedì 17 aprile 2012, 18:41

geogio ha scritto:All’uscita sono andato in bagno e vi giuro ho battuto i pugni sul muro! Avvrei voluto gridare, mi sono detto: perché non hai più coraggio? Perché lasci che ti sfugga di mano?
Premetto: questa immagine di te disperato che ti incazzi contro il muro del bagno e urli in silenzio è davvero intensa, roba da film XD

A parte le stupidaggini, provo così a commentare un po' i dettagli a cui ti aggrappi, ma prendilo solo come un gioco, non esiste mai un'ultima parola su queste cose:
- 'sto Titanic è un film piuttosto melenso, roba da coppiette, ed è "poco usuale" che un etero dimostri palese interesse (nel senso che di solito anche se lo avesse, non lo mostrerebbe); ma ciò non vuol dire nulla perchè se dovessi raccontarti le rogne che ho dovuto passare prima di scoprire che al mondo esistono anche ragazzi etero teneri dediti a interessi diversi dalla caccia ai bisonti e dalla rissa da bar dovrei poi trattenermi dal riemergere di desideri omicidiari per gli equivoci che han provocato
- il contatto fisico non significa nulla; a chiunque può far piacere un minimo di contatto amichevole, o comunque potrebbe essere scortesia scostarsi se la persona a fianco è un amico fidato.
- la visibile commozione è una manifestazione che un ragazzo etero pur provando non lascerebbe trasparire tanto facilmente; ma esistono anche i ragazzi etero che non si preoccupano troppo di controllare le loro reazioni emotive.
Lui non si alzava e così mi sono riseduto anch’io, in silenzio. Praticamente erano usciti tutti e noi siamo rimasti lì, seduti in mezzo alla sala deserta, fino all’ultima riga dei titoli di coda!
Poi ci siamo guardati e abbiamo riso, dandoci “il cinque” per essere rimasti lì fino alla fine.
Ecco l'unico straccio di cosa concreta che riesco a trovare è questa. Lui non si alzava, e quindi chissà, poteva essere un goffo tentativo di dire "vediamo se succede qualcos'altro..." ma non riporre fiducia nelle mie considerazioni, non ho alcun elemento per poter giudicare, mi sembra solo un po' curioso che uno resti fino alla fine dei lunghissimi e non particolarmente interessanti titoli di coda.

Insomma che situazione... io ci sono passato qualche anno fa, non ti invidio :|
# Non basta un giorno di freddo per gelare un fiume profondo.
(Gǔlǎo de zhōngguó yànyǔ)

Alyosha
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Re: UNA STORIA, UN CONSIGLIO

Messaggio da Alyosha » martedì 17 aprile 2012, 18:54

Geogio la mia idea era più semplice, te la sintetizzo. Uno può anche tentare colpi di testa e "rischiare la sorte", anche perché solitamente quando uno commette delle imprudenze, prima le commette e poi ci pensa, raramente ci pensa pure prima di compierle, perché va a finire che poi non le fa. Ad ogni modo puoi fare come non fare questa cosa, ma affliggersi per il fatto di non essere riusciti a farla proprio no. Se c'è qualcosa che ti trattiene da fare qualcos'altro è meglio cercare di capire esattamente cosa ci trattiene piuttosto che flagellarsi. Giusto per evitare oltre al danno di eventuali delusioni la beffa di prendersela con se stessi. Ti ho linkato quella storia perché racconta di un ragazzo che semplicemente non ce l'ha fatta a trattenersi. Giuste o sbagliate che siano le decisioni che uno prende dovrebbero avere un a spontaneità di fondo, perché infondo la spontaneità è l'unica cosa che ci assicura di aver fatto la cosa giusta. La penso un pò così.

Machilosa
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Re: UNA STORIA, UN CONSIGLIO

Messaggio da Machilosa » martedì 17 aprile 2012, 19:08

Comunque, a prescindere dall'orientamento, la reciprocità è fondamentale; forse, ora che ti sei scoperto abbastanza, dovresti aspettare qualche prima mossa dalla sua direzione; so benissimo che si tratta di un'attesa snervante, ma può prevenire il rischio di diventar pedanti o azzardare mosse premature! Comunque il desiderare sempre incontri a due è davvero curioso... e confortante! Ora ti consiglierei davvero solo di aspettare!

geogio
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Re: UNA STORIA, UN CONSIGLIO

Messaggio da geogio » martedì 17 aprile 2012, 21:26

Grazie dei tanti commenti ragazzi, non credevo che la mia storia diventasse un “romanzo” come dice Hugh! Mi fa piacere, naturalmente.

Sono felice che qualcuno di voi veda qualche spiraglio in più di prima, lo spero tanto, ma tengo nel contempo bene a mente l’ipotesi contraria e spero di non fare cazzate.
Di non far niente non sono capace, lo so già e ormai lo avete capito anche voi, vi assicuro però di pensare 10 volte prima di fare qualsiasi altro passo.

Una cosa che non credevo – e che ho capito grazie a voi – è che quelli che reputavo piccoli segnali da parte mia sono in realtà più espliciti di quanto credevo… C’è comunque del buono, forse, nel senso che se vede e lascia fare forse gradisce… forse… altrimenti perché non lo dice?
Ecco questa è un’altra bella domanda!

Per rispondere a Hugh ci conosciamo da qualche anno, circa 7 mi pare, ma non da ragazzini. Ci siamo conosciuti in parrocchia, tanto per cambiare!

Boy-com, ho letto con interesse la storia di Solar Pons che hai linkato, ma mi sembra che manchi il finale in quanto lascia il topic un “sembrerebbe che le cose stiano volgendo al meglio” e poi più nulla… Voi ne sapete di più? Quella storia è veramente complessa…
Colgo lo spunto del ragazzo che non ha saputo trattenersi ed è finita male, ok lo tengo presente, ormai ho capito; sul gay represso invece non credo sia questo il caso del mio amico, almeno così mi sembra.

Alyosha
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Re: UNA STORIA, UN CONSIGLIO

Messaggio da Alyosha » martedì 17 aprile 2012, 22:55

Il finale potrai scriverglielo tu infondo tutte le storie si somigliano e ognuna e diversa a modo suo... Puoi confrontare la tua situazione con quella di molti altri ascoltare consigli, ma le scelte infondo e per fortuna restano le tue.

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tothelighthouse
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Re: UNA STORIA, UN CONSIGLIO

Messaggio da tothelighthouse » venerdì 20 aprile 2012, 22:19

Geogio, eccomi qui a speculare ancora sulla tua vicenda.
Molti hanno già messo in evidenza punti importanti della questione: cercherò di non ripetere cose, per quanto possibile.

Per come la vedo io, o tu sei talmente preso dal tuo fantasticare da vedere cose che non esistono, oppure proprio non capisco come lui possa non essersi accorto del tuo "interesse" (che eufemismo!) nei suoi confronti. L'ipotesi che lui abbia capito (e la ritengo la più plausibile, salvo tuoi innocenti e innamorati abbagli) però mi fa delineare in mente due possibili scenari:
- Tu non gli interessi: gli piace passare tempo con te ma non prova interesse, quindi non si fa avanti e si limita ad una frequentazione che lui reputa "amichevole". In questo caso evidentemente non dovrebbe aver realizzato completamente l'entità della cosa. Oppure è infame.
- Gli interessi, ma ha paura. In questo caso, parlo per esperienza, bisogna andare cauti. I gay repressi sono, loro malgrado, persone pericolose. Tu stai investendo tantissimo in questo rapporto, da quello che ci racconti, e questa storia potrebbe andare avanti così per un tempo indeterminato, probabilmente fino al punto in cui tu non riuscirai più vivere una tale situazione e finirai per metterlo alle strette (o per lasciar perdere). Difficilmente in questo caso ci sarebbe un lieto fine.

Queste sono solo alcune ipotesi sviluppate a partire da un preciso presupposto, non pretendo di aver capito qualcosa. Però magari posso servire a te o a qualcuno più lungimirante di me.

Caro Geogio, ti auguro ogni bene, ma, per l'amor del cielo, stai attento!

geogio
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Re: UNA STORIA, UN CONSIGLIO

Messaggio da geogio » sabato 9 giugno 2012, 11:57

Ragazzi, questa attesa infinita mi sfinisce…
Un mese e mezzo fa, quando ho scritto l’ultimo post, mancava poco alla fine delle attività parrocchiali e non lo avrei più rivisto per tutta l’estate. La sola idea mi rattristava e mi chiedevo cosa potessi fare.
Mi ero ripromesso di pensare bene alle successive mosse – perché di non fare niente non sono capace – e alla fine mi è venuta un’idea, anzi un paio di idee.
Boy-com, forse tu non dovresti leggere oltre…!! (scherzo, naturalmente!)
Ebbene gli ho chiesto se era disponibile a darmi ripetizioni di inglese, vedendoci regolarmente una volta a settimana. “Tu sei laureato in lingue ed io ho proprio bisogno di un ripasso”, gliela ho messa così e… ha accettato!
Primo punto a segno, mi sono detto, così gli ho proposto anche un’altra cosa, cioè di fare qualcosa insieme durante l’estate, non so una giornata al lago, al mare, in piscina, in montagna, cose del genere, tipo quelle gite piavoli che abbiamo fatto insieme e di cui vi ho già raccontato.
Ha accettato anche questa! Secondo punto.
Però non vedo sviluppi, è questo che mi rode.
Voi direte che non ho pazienza, ed è vero, ma comincio ad essere stanco di questa incertezza.
Al punto che a volte sono sul punto di rassegnarmi e di lasciar perdere, a volte il contrario.
I soliti timidi segnali continuo a vederli in lui, alcuni altri continuo a mandarli io, ma veri passi avanti non ne facciamo. Neanche indietro per fortuna, almeno così mi sembra.
Non vi chiedo consigli, anche perché non vedo come potreste darmene di nuovi essendo la cosa “stazionaria”, ma avevo voglia di scrivervi il mio stato d’animo, tutto qui.

Alyosha
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Re: UNA STORIA, UN CONSIGLIO

Messaggio da Alyosha » sabato 9 giugno 2012, 14:47

Bah giorgio alla fine in queste cose vale solo un principio, se una cosa ti fa stare bene inseguila finché ti è possibile. In effetti ci sono rapporti che funzionano, così per come sono e forse non è neanche necessario chiedergli altro. Ripensando a tante delle mie amicizie, mi rendo conto che avevano un forte filo di ambiguità e che forse sono state tra le poche relazioni solide e sensate che ho saputo costruire. M'è capitato di rivedere tanti dei vecchi amici, allora come adesso ho sempre delle amicizie preferenziali in ogni contesto in cui vado. Uno al massimo due. Sono sempre state relazioni particolari. Ora so che di qualcuno di loro avrei potuto anche innamorarmi, sempre che non ne fossi già innamorato. Sono tutti etero ovviamente e probabilmente la consapevolezza che non succederà mai nulla, più che rattristarmi mi rilassa, posso godermi la relazione in una forma "protetta" forse al momento per me l'unica possibile. Mi succede di fermarmi a guardarli e sento che da loro non vorrei proprio niente, che non vorrei neanche prenderli, vorrei solo continuare a guardarli. Mi succede di ammirarli e di volermeli mangiare e in effetti me li sono già mangiati tutti. Fanno tutti parte di me, i loro gesti, il loro modo di fare di ragionare. Sento di aver preso un pezzo per ciascuno di loro ed averlo fatto mio per sempre e che adesso possono persino andare e in effetti sono già andati tutti via da un pezzo, ma niente mi separerà più da loro. So che il mio rapporto con loro ha funzionato più di tante delle loro storie e delle mie, ma sento che se avessi una storia con loro non funzionerebbe. Forse è giusto che le relazioni abbiano una gratuità di fondo un disinteresse che è carico di emozioni. Forse è giusto che assecondi i tuoi desideri senza ne forzarli ne impedirli e forse ancora tutto quello che vuoi da lui è quello che ti da già. Forse per adesso puoi viverle solo così le cose che ti fanno stare bene. Insomma goditi i momenti con lui, magari quello che ti da è esattamente quello che vuoi in questo momento. Basta molto più che poco che per stare bene e in effetti tante volte basta soltanto stare con le persone con cui desideriamo stare. Vedi se ti riesce di goderti la tua estate, con questa persona. Che importanza a vuoi che abbia definire il vostro rapporto? Ripeto finché funziona fallo camminare... Il resto riservalo per dopo.

geogio
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Re: UNA STORIA, UN CONSIGLIO

Messaggio da geogio » sabato 9 giugno 2012, 17:22

Ehi boy-com, lo sai che la tua risposta mi hà un po’ sorpreso?
Ci leggo un barlume di malinconia, ma spero tanto di sbagliarmi e che tu mi smentisca.
Sì, certo, le cose possono anche andare avanti così, godendoci il reciproco stare insieme. Ma è da buoni, ottimi amici se vuoi, forse con qualche ambiguità come dici tu, ma io vorrei tanto chiarire.
Lo so che chiedo molto, ma perché lui mi lascia fare senza darmi un cenno un po’ più chiaro, in un senso o nell’altro?
Io sono fatto così, purtroppo, mi piacciono le cose definite e qui invece, per ora, non si può.

Alyosha
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Re: UNA STORIA, UN CONSIGLIO

Messaggio da Alyosha » sabato 9 giugno 2012, 17:48

Perché che ti aspettavi che ti dicessi che avevi fatto male?
Ha senso interrogarsi sulle cose prima di farle, dopo che le si sono fatte la scelta migliore resta quella che si è presa, la cosa più giusta quella che si è fatta.
Non so dirti cos'è quello che avverti in effetti, penso solo le cose che provo per adesso... E' quello che mi capita rivedendo le cose che sono stato. Le sensazioni che ho per adesso, rivedere queste persone mi ha un po rimesso in contatto con le cose che ero, adesso che probabilmente ci so guardare in modo diverso dentro.
Quanto alla tua situazione diciamo che non esistono grandi possibilità o fai questa cosa o non la fai e se la fai o cerchi di viverti la cosa nel migliore dei modi o la rovini cercando di capire cosa succede in lui, invece che viverti quello che succede in te... La vedo un pò così.
Ah quasi dimenticavo, ti volevo dedicare questa, un pò me la ricorda la tua situazione, ma molto più le cose di cui ti ho parlato in riferimento a me:
http://www.youtube.com/watch?v=TIEuxIFvuLo

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