Sono gay: una storia, un consiglio

La realtà dei gay, storie ed esperienze di vita gay vissuta
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geogio
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Re: UNA STORIA, UN CONSIGLIO

Messaggio da geogio » mercoledì 25 luglio 2012, 19:35

Ciao novecentosette, intanto complimenti per aver letto tutto il “romanzo a puntate”, mi fa piacere che ti abbia appassionato.
Ho trovato molto teneri i racconti dei tuoi precedenti, si nota che devi averli vissuti con trasporto, e questo è sempre positivo a mio parere, al di là degli esiti finali.
Della seconda storia trovo abbastanza singolare che ci fossero piccoli contatti fisici da una parte e una fidanzatina nascosta e poi addirittura tua sorella dall’altra. Non sono cose da gay queste, ma neanche da etero…
La tua interpretazione che sia normale scambiarsi piccoli affetti in ambiente parrocchiale, ti dirò, mi lascia perplesso… non so se tu hai mai visto gesti simili tra altri, io sinceramente no… Ciò non toglie che potrebbe comunque essere così, non so, ma secondo me no.
Grazie dell’auspicio per la mia soria… la speranza, si sa, è l’ultima a morire!
Ricambio l’abbraccio di cuore.

novecentosette
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Re: UNA STORIA, UN CONSIGLIO

Messaggio da novecentosette » lunedì 30 luglio 2012, 9:48

Ovviamente per contatti non intendevo bacetti o effusioni...ci mancherebbe altro :lol:, ma un abbraccio come "saluto fraterno" può venire spontaneo. Senza alcuna malizia. Questo intendevo.
;)

geogio
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Re: UNA STORIA, UN CONSIGLIO

Messaggio da geogio » martedì 27 novembre 2012, 0:10

Mi ero ripromesso di scrivere ancora su questa storia qualora ci fossero stati sviluppi significativi.
A qualche mese di distanza devo dire che veri passi avanti “in quel senso” non ce ne sono stati, ma da amici sì, direi più che positivi.
Vi racconto qualcosa…
In parrocchia ci siamo trovati a dover collaborare più da vicino, con attività da coordinare noi due, e così abbiamo avuto molti più momenti per stare insieme, sempre allegri, divertenti e coinvolgenti.
Qualcuno ricorderà che eravamo andati insieme al cinema a vedere Titanic 3D, ebbene dopo quel film lui ha ordinato un DVD documentario che abbiamo visto insieme a casa mia… una bella serata… soltanto seduti vicini sul mio divano, ma io “respiravo” qualcosa di più…
Recentemente mi ha proposto di andare con lui al ristorante giapponese e poi di nuovo al cinema per vedere l’ultimo Twilight… naturalmente ho accettato e siamo andati.
Cenetta tranquilla a parlare di tutto, come al solito, e per poco non perdiamo il film da quanto eravamo presi dai nostri discorsi.
Al cinema non so, non è successo niente, ma diciamo che avevo la netta sensazione che entrambi cercassimo il modo per stare seduti più vicini, spalla a spalla, gomito a gomito, cose del genere…
Da poco è stato anche il suo 31° compleanno; ho pensato un sacco se era il caso di fargli un regalo, poi ho deciso di no, mi sembrava di osare troppo. Gli ho mandato gli auguri via sms di primo mattino e mi ha risposto subito, poi alla sera ci siamo visti e gli ho dato un lungo abbraccione numero uno, andandogli incontro a braccia aperte.
Ha gradito il gesto, poi siamo andati insieme a bere qualcosa al bar per festeggiare… Non è successo altro, ma come al solito io sentivo qualcosa nell'aria, una complicità che prima non c’era, o non era così.
Ci ho pensato dieci volte prima di scrivere questo aggiornamento, ho esaminato tutte le circostanze di cui vi ho raccontato per valutare se fossero solo mie fantasie.
A me sembra di no, ma come sapete sono “di parte”!
In ogni caso i significativi sviluppi nella nostra amicizia (siamo davvero diventati ottimi amici) li considero un bene assai prezioso e in questo mi sento molto fortunato.
Mi piacerebbe leggere qualche vostra opinione, se volete.
PS dimenticavo che l’altra sera ci siamo vicendevolmente proposti un paio di weekend insieme, uno sciistico in Valle d’Aosta (sempre se nevica!) – ma questo non da soli – e un altro a Torino noi due… vediamo se vanno in porto…

Alyosha
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Re: UNA STORIA, UN CONSIGLIO

Messaggio da Alyosha » martedì 27 novembre 2012, 7:08

No giorno inutile darti consigli ormai sei bello navigato e perfettamente in grado di andare avanti da solo :). Sai proprio in questi giorno e per circostanze completamente diverse mi ritrovo ad ospitare a casa mia un ragazzo, di cui era ancora da verificare la cagione del mio interesse (se potessi me le farei le ramanzine da solo, ma non suonano allo stesso modo giuro! :P). Il punto è che rispetto alle idee che mi ero fatto mi sto rendendo sempre più conto che il nostro rapporto sta evolvendo in altro, altro rispetto a come me lo sarei potuto aspettare intendo. C'è lo spazio per vedere film assieme, commentare la giornata, ripulire casa e cenni, molto rari per me, di intimità ad un livello completamente diverso da come lo avevo immaginato e insomma mi rendo conto che pian piano probabilmente sta diventando un'amicizia.
Quando mi sono accorto che lui probabilmente non era interessato a me, fulmini e saette, apriti cielo e insomma mi pareva proprio di non averla presa bene. Mi son detto o mio Dio come faccio? Questo non mi vuole e me lo ritrovo in casa. Poi pian piano ho capito che forse non è un inciampo il fatto che non nutra "interesse" nei miei confronti, perché quessto mi ha dato la possibilità di entrare in contatto con lui in modo del tutto diverso. Nel frattempo lo vedo probabilmente impantanato in una specie di frequentazione senza senso (altri tuoni e lampi) e lì ho pensato che in quella storia senza senso con quel ragazzo avrei potuto esserci io, che invece proprio perché infondo ho mantenuto quel livello meno pretenzioso, ho avuto modo di conoscerlo senza turbare la mia e la sua esistenza.
Vedi giogio ti ho raccontato tutta questa storia, perché ormai credo di aver capito come stanno le cose, penso proprio che tutta questa situazione ti piaccia, probabilmente per il fatto che con lui sai di avere un'intimità profonda e un rapporto sincero, perché infondo se non è gay se l'unico che lo avrà, visto che solo con te ha questo rapporto e ancora perché pensare a cosa prova per te ti imprgna la mente e distrae molto. Non so se dopo tutto questo tempo non sia il caso di provare a guadagnare un pò di consapevolezza, mi pare che da qualche parte dentro te stia arrivando, quando rifletti sul fatto che il vostro rapporto anche così ha un senso, ne sono persuaso anch'io, anche così ha un senso. C'è poco da fare le relazioni vanno laciate libere di evolversi e andare dove vogliono loro.

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Re: UNA STORIA, UN CONSIGLIO

Messaggio da geogio » martedì 27 novembre 2012, 18:27

Ciao Alyosha (Alessio, ex boy-com), intanto voglio dirti che sono contento che tu sia rimasto nel forum, non era proprio il caso che ci lasciassi!
Sulla storia, beh hai ragione, questo rapporto mi piace, e parecchio, anche così com’è. C’è comunque una sorta di “esclusiva” tra di noi, che io non mi sognerei mai di “applicare” con altri amici “ordinari”, diciamo così, e penso neanche lui.

geogio
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Re: UNA STORIA, UN CONSIGLIO

Messaggio da geogio » martedì 27 novembre 2012, 18:31

PS @Alyosha: grazie per il "bello navigato"!
In realtà non mi sento per niente esperto, anzi...
Comunque grazie, mi hai fatto ridere! :lol:

Alyosha
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Re: UNA STORIA, UN CONSIGLIO

Messaggio da Alyosha » martedì 27 novembre 2012, 20:34

Sono contento di aveti fatto ridere. Sai in questi giorni un pò mi sono abbattuto alla fine ho trent'anni, ho navigato per mari e per monti nel fiume nero delle mie tempeste e mi ritrovo qui, per carità in un momento di calma e quasi rimpiango le tempeste. Tuttavia proprio stamattina hoi avuto modo di riflettere a dove mi ha portato la mia inquetudine e pensavo proprio che le dovrei essere grata per le esperienza che mi ha fatto accumulare, mi sono iscitto in filosofia, fatto volontariato con bambini, rumeni, rom in giro per l'Italia e l'eurpa, ho fatto erasmus, esperienza all'estero e adesso voi e poi infermieristica. Se me lo avessere detto quattro anni fa che sari finito nei reparti come infermiere mi sarebbe scappato da ridere. Insomma devo tanto alla mia tanto maltrattata "diversità", adesso un pò mi manca, perché confesso di essere poco abituato a vedermi come tutti gli altri. Però boh.... forse quello che non ho ottenuto infondo non l'ho nemmeno voluto, non fino infondo qanto me, forse per dirla con il mio amato De André "quello che non ho è quello che non mi manca". Sto pensiero mi ha un pò rasserenato e come ti dicevo un pò lo intravedevo nell'esperienza che stai vivendo. Vedi se le relazioni sentimentali devono essere isteriche, piene di ricatti morai, gelosie, rabbie, angoscia e ssensi di tradimenti come spesso vedo (tra gay ed etero invero), forse un amicizia "particolare" è da preferire o forse te la dico meglio ancora questa situazione che hai costruito con lui era l'unica possisbile nel senso dell'unica auspicabile.

http://www.youtube.com/watch?v=SKuYs_Vkh18

Questa te la dedico

geogio
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Re: UNA STORIA, UN CONSIGLIO

Messaggio da geogio » sabato 2 febbraio 2013, 16:08

Ragazzi, non ce la faccio più, io glielo voglio dire.
Se non che mi piace, almeno che sono gay… anche se sono sicuro che ormai l’ha capito!
Penso a lui troppo spesso, ci fantastico sopra mille momenti, mille occasioni in cui potrei dirglielo, tutte a “lieto fine”, ma poi non ho il coraggio… sempre perché non sono sicuro che lui sia gay!
Eppure altri elementi aggiunti di recente mi fanno sempre più pensare che sia gay anche lui.
Una settimana fa siamo andati insieme a Torino per un weekend… me lo sogno ancora!
Per fare le prenotazioni di treno, albergo ecc. ci eravamo trovati da me per un film; giunti a prenotare l’albergo (di una catena dove lui lavora, notate) ha impostato una stanza con due letti, naturalmente, ho visto io mentre lo faceva. Quando arriviamo a Torino… piacevole sorpresa! La stanza è una suite mansardata stupenda, con letto matrimoniale!
Sono sicuro che potete immaginare la mia gioia e i miei pensieri in quel momento.
Con lui ci siamo meravigliati della stanza bellissima, ci siamo “battuti il cinque” di compiacimento, ma nessuno dei due ha commentato per il letto matrimoniale…
Su un mobile ha trovato un pacchetto per lui da parte delle sue colleghe (ragazze) dell’ufficio, con dei cioccolatini…
Su questo fatto della stanza mi piacerebbe sapere che idea vi fate voi.
Andati a letto mi sembrava la stessa scena di quella volta in montagna (all’inizio del post, per chi l’ha letto) e io cercavo il modo di tentare un minimo di contatto fisico, per vedere se lasciava fare… ed è stato così, gli ho sfiorato la mano e la gamba e lui non si è spostato…. Sarei rimasto così anche tutta la notte! Scrivendolo mi sento ridicolo, ma è andata così.
Non so quanto tempo è passato, ma ad un certo punto mi sono ritrovato praticamente addossato a lui dalla sua parte, tanto che ad un certo punto lui mi chiama…
In tono gentile mi dice che sta letteralmente cadendo dal letto, se non mi sposto.
Mi sono sentito in colpa e mi sono vergognato, mi sarei nascosto sotto terra e non so cos’altro.
Sta di fatto che in dormiveglia gli chiedo scusa e mi sposto.
Al mattino mi riscuso mortificato, inventandomi la mezza balla che di notte mi giro sempre anche a casa e mi ritrovo un tutte le posizioni. Lui sdrammatizza, ci ridiamo sopra e tutto finisce lì.
Nei nopstri discorsi parliamo di tutto e ci troviamo bene; due soli argomenti non vengono mai toccati: sesso e ragazze.
Vi racconto anche un antefatto. Prima di Torino eravamo andati al cinema a vedere Vita di Pi. Poco prima che iniziasse il film lui mi fa: Sai che il regista è lo stesso de "I segreti di Brokeback Mountain"? L’hai visto quel film?
Mi ha spiazzato con quella domanda, non avrei dovuto lasciar cadere un simile spunto, dato da lui tra l’altro, ma stava iniziando il film e così gli ho solo risposto che sì, lo avevo visto.
E anche al film qualche timido contatto di gomiti o ginocchia c’è sempre.
Dopo questi racconti torno all’inizio… Non ne posso più di questa incertezza, va avanti da troppo tempo, e io glielo voglio dire… succeda quel che succeda!
Poi però penso che se la prende male perdo un amico speciale… e di nuovo non so che fare!
In più mi manca il coraggio…

Alyosha
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Re: UNA STORIA, UN CONSIGLIO

Messaggio da Alyosha » sabato 2 febbraio 2013, 16:26

geogio fa piacere ogni tanto sentirti, se non ti puoi più trattenere che proprio ti scappa diglielo, tanto ormai è più di un anno che la tiri dietro con questo ragazzo. Non mi pare una buona idea, ma non ha nessunissima importanza, tanto è chiaro ormai che questo può essere l'unico sbocco della vostra relazione. Io continuo a pensare che se due gay si trovano nello stesso letto e c'è attrazione reciproca è inevitabile che succeda qualcosa. Insomma se anche lui fosse gay e attratto da te non me lo immagino a dormire bello tranquillo mentre tu sei là in fibrillazione per lui. Certe paure saltano del tutto in condizioni simili e il fatto che non vi siate dichiarati a vicenda risulterebbe del tutto irrilevante. Sono proprio episodi come quello che racconti che mi fanno nettamente dubitare, per quella che è la mia esperienza personale ovviamente. Un'etero non è imbarazzato dall'idea di condividere un letto con un amico, un gay probabilmente molto di più. In ogni casoavrai notato che ti sto dicendo esattamente le stesse cose che ti dissi tempo fa e se infondo il vostro rapporto non si è evoluto nonostante il tuo evidente coinvolgimento un motivo ci dovrà pur essere e non credo dipenda dal fatto che non ti sia dichiarato. Se è gay deve essere bello tonto per non averlo capito da sé che sei attratto da lui. Dopo di che ovviamente tutte le possibilità sono date, non ho la sfera magica e potrei benissimo sbagliarmi su tutta la linea, me lo auguro per te. La prossima volta perso per perso la mano stringigliela direttamente e vedi che succede!

william27
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Re: UNA STORIA, UN CONSIGLIO

Messaggio da william27 » sabato 2 febbraio 2013, 16:33

Alyosha, sn perfettamente d'accordo con te............e la cosa mi stupisce per il motivo di cui ti parlavo quando ci siamo visti!!! ahahha :lol:

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