Riflessioni di un altro "divers'uomo" sposato...

La realtà dei gay, storie ed esperienze di vita gay vissuta
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Giarrow
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Riflessioni di un altro "divers'uomo" sposato...

Messaggio da Giarrow » domenica 11 novembre 2012, 19:26

Ciao a tutti, come promesso anche per conoscerci meglio, vi posto, in breve, la mia storia. Mi farebbe veramente molto piacere un vostro commento.

Sono un uomo sposato da circa vent'anni, un po' meno, e ho due splendidi figli che sono la gioia più grande della mia Vita. Conosco mia moglie da oltre 25 anni e sin da prima che decidessimo di metterci insieme, in pratica non lo abbiamo mai fatto ma è successo, le ho raccontato e detto della mia omosessualità.

So di essere "diverso" da sempre, non voglio dire bisex, come non amo in genere le definizioni e ringrazio il cielo di averlo accettato senza troppe difficoltà anche se, qualche volta, come tutti, ne ho sentito comunque il peso.

Questo però mi ha aiutato con le persone più care, come per esempio mia moglie, alla quale, dopo esserci conosciuti, ho voluto sin da subito parlarle del mio "sentire". Lei in effetti questo lo sapeva già, in quanto frequentavamo entrambi degli amici gay che le avevano raccontato di me avendo capito che le interessavo... ma lei testarda non ha mai mollato l'osso!

All'inizio è stato tutto molto bello e come tutte le storie che cominciano vedevamo l'uno nell'altra e l'altra nell'uno solo i rispettivi lati positivi.... Avevamo io 22 e lei 21 anni. Nessuno si sarebbe mai immaginato che la nostra storia sarebbe andata avanti' ed ancora continua, per altri 26 anni!

Ci raccontavamo di tutto, io le mie vicende e lei le sue ma la differenza stava nel fatto che lei mi voleva in "un'altra maniera" ed invece io non ci pensavo proprio!

Una sera in macchina però, dopo una meravigliosa chicchierata durata forse quattro ore, abbiamo fatto l'amore.

In effetti, questo ce lo siamo detti a distanza di tempo, mentre quella sera per me fu solo sesso, per lei fu l'inizio di un lungo innamoramento che, da quello che dice, continua tutt'ora.

So di essere stato sempre sincero nei suoi confronti e di averle sempre detto di volerle molto bene e che per me è una persona speciale, ma di non poterla amare come mi chiedeva, perchè non è nella mia natura e qualche volta, devo ammetterlo, l'ho anche fatto per farla desistere dal suo intento... ma niente.

La storia è continuata senza che ci fossimo mai detti o chiesti se stavamo insieme o meno, senza farci mai più problemi di quelli che di per se nascevano, fino a quando abbiamo deciso di andare a vivere insieme.

Ci siamo sposati in chiesa perchè lei lo desiderava molto e perchè per me una cosa valeva l'altra... ma di certo è stata la prima cosa fatta con coscienza.

Sono arrivati i figli, prima uno e dopo qualche anno l'altro, che hanno riempito ancora la mia Vita e che sono oggi il fulcro della mia esistenza.

Oggi sono un uomo "parzialmente" soddisfatto. Sono contento di avere una compagna come mia moglie, sono felice di avere dei figli, che già sapevo a 10 anni di volere, ma, guardandomi indietro, non posso dire di essere stato sempre felice.

Ho avuto le mie storie, di cui la mia metà ha "quasi" sempre saputo e suo malgrado accettato, ma l'anima, purtroppo, non la si riempie solo con il sesso.
Non ho quasi mai cercato storie importanti forse perchè quando si presentavano fuggivo per non ferire qualcuno; ed allora, con il tempo, ho cominciato ad imparare.

Ed allora ho parlato ancora a mia moglie. Mi sono confidato e le ho detto del "piccolo" vuoto che sentivo dentro. Inizialmente, come comprensibile, non l'ha capito poi sorridendomi qualche tempo dopo mi ha detto; "tranquillo, è tutto Ok. Fà quello che ti senti di fare... come d'altronde hai sempre fatto. Ti amo per quello che hai fatto e fai non per quello che non hai mai fatto e non fai"
Questo mi ha dato una grande forza per continuare e mi ha fatto capire di essere sulla strada giusta. Che tenersi tutto dentro fa più male che bene, anche a chi ci circonda.

Non so cosa succederà da qui in avanti, come non ho mai voluto saperlo negli anni. Mi sono sempre affidato a qull'istinto da "bestia" che tutti abbiamo e che dovremmo imparare a seguire un po' più spesso. Non ho mai recriminato sul passato ma sull'esperienza che manca a determinate età, Si!

Abbiamo un dono meraviglioso che è la Vita ed alle volte per pigrizia, incapacità, impreparazione... paura, sprechiamo. Sto imparando oggi che non ne vale la pena. Che dobbiamo riuscire ad avere la forza di combattere i nostri timori e... parlarne, parlarne, parlarne, per uscirne almeno un poco vittoriosi.
Quel tanto che non ci faccia arrivare alla fine pensando di non aver vissuto.

Sento veramente di avere il coraggio adesso di poter dire a chi me lo chiedesse che sì, sono "diverso", cosa c'è che non va?! Di non voler più vivere a metà, di non voler più trascinare la mia esistenza dietro false facciate.
Non l'ho mai fatto in effetti, ma mentre da ragazzo era per ribellione, per spirito di sfida, oggi è perchè mi sento forte e sicuro, di aver la coscienza di non aver mai fatto del male a nessuno, di non aver commesso mai un omicidio tale da dovermi meritarmi di riamnere al buio e nascosto. Chi mi ama questo lo sa e non può non capirlo!

Vorrei raccontarvi cosa mi sta capitando in questi ultimi mesi ma ho deciso di farlo più in là, tra qualche giorno forse, quando anche quest'ultima storia avrà delineato i suoi contorni un po' più nitidamente.
Nel frattempo... grazie a tutti voi che mi leggerete. Un abbraccio.

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Re: Riflessioni di un altro "divers'uomo" sposato...

Messaggio da progettogayforum » domenica 11 novembre 2012, 20:45

Ciao Giarrow, beh la cosa che mi viene istintivamente in mente dopo la lettura del tuo post è che hai una moglie molto speciale, il che non è affatto una cosa da poco. Vivi la tua situazione come problematica ma nello stesso tempo hai trovato con tua moglie una forma di dialogo e di confronto che è assolutamente rara. Non sembri particolarmente stressato né depresso. Cercherò di illustrati i rischi che si possono correre in una situazione come la tua. Tu puoi pensare che molto dipenda dalle tue mosse e che possa essere facile trovare una dimensione affettiva soddisfacente in una relazione omosessuale, ma devo dirti molto chiaramente quello che penso. In genere trovare un compagno affidabile col quale costruire una parte della vita è difficile per tutti, anche per i ragazzi di 20 anni che non hanno nessun legame familiare ma per un uomo adulto, sposato e con due figli, la cosa è certamente molto più complicata sia dal punto di vista oggettivo, perché tutta la situazione non incoraggia certo altre persone a sbilanciarsi verso di te, anche se fossero interessate, che anche dal punto di vista soggettivo perché tu hai una famiglia, non solo hai due figli ma hai una moglie con la quale hai un rapporto tutt’altro che superficiale, cioè hai un mondo affettivo molto reale, non sei un uomo sposato senza figli che si è separato dalla moglie per oggettiva incompatibilità. Questo vuol dire che la tua disponibilità verso un altro uomo, ammesso e non concesso che tu riuscissi a trovarlo, cosa non facile, sarebbe comunque limitata e questo, se in tempi brevi non sembra un problema, finirebbe comunque, in tempi lunghi per lasciare sia in un tuo ipotetico compagno che anche in te una sensazione di cosa a metà. Una vita gay di coppia, è già difficilissima da realizzare quando non ci sono altri condizionamenti ma in una situazione come la tua dubito che possa portarti alla felicità. Decidere in astratto di sentirsi più liberi è una cosa, costruire realmente un’alternativa, però, mette in evidenza tutte le difficoltà concrete che possono sorgere con un ipotetico compagno. Io penso che bisognerebbe lasciare da parte i modelli di carattere teorico (coppia gay ideale, con convivenza ecc. ecc.) per puntare prima di tutto su una dimensione affettiva concretamente realizzabile, penso soprattutto ad un’amicizia, ad un’amicizia speciale, anche vissuta sessualmente, se se ne presenta l’occasione, ma in modo molto elastico, senza obblighi reciproci di nessun genere. Penso ad un volersi bene che non rischi di mettere in crisi nulla e nessuno perché in caso contrario i problemi li avresti eccome. Intendo dire che la tua famiglia non può non restare il centro della tua vita affettiva e questo lo sai meglio di me. Tra l’altro, in una dimensione di basso profilo, cioè senza coinvolgimenti troppo vincolanti, la possibilità di trovare un compagno serio diventa più concreta.

Alyosha
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Re: Riflessioni di un altro "divers'uomo" sposato...

Messaggio da Alyosha » domenica 11 novembre 2012, 23:28

Giarrow il tuo è praticamente un rapporto aperto, se ha funzionato che dirti, hai saputo conciliare l'essere padre e avere una famiglia con la tua omosessualità. Coinciliare o separare per sempre, tant'è che pare sesso quello fatto con gli uomini e amore quello fatto con tua moglie. Le donne da sempre prediliggono la fedeltà del cuore, mi chiedo che succederebbe se in queste tue avventure dovesse invece scattare qualcosa. Dopo venticinque anni di storia credo che stia succedendo esattamente questo, visto che non ti trovi in una situazione oggettivamente asfissiante e che pur sapendo di te da sempre, questa è la prima volta che ci scrivi... Probabilmente ti stai chiedendo se anche questa volta è il caso di scappare o se meriti anche tu di darti almeno una possibilità di essere felice, visto che molte altre occasioni non le avrai. L'infedeltà materiale l'ha sempre accettata, ma quella mentale? Penso sia stato comunque un errore costruire questa ambiguità di fondo nel rapporto, anche se tuttavia data l'età non ha più senso porsi la domanda. Penso anche che se ho ragione io sarai richiamato a prendere la stessa identica decisione di tanti anni fa. Chissà che non sia questo il senso del matrimonio, decidere e ridecidere se ci si vuol risposare. Dovrai di nuovo decidere cosa sacrificare e capire cosa ti rende felice o probabilmente che quancosa comunque perdi, intendo proprio nella vita. Tutte le scelte son fatte così, si sceglie almeno tra due cosa e l'ipotesi che si scarta è andata perduta.
Un augurio per tutto, comunque vada almeno da quello che trasmette leggerti, la tua esperienza comunica molta tenerezza e almeno per quel che mi riguarda non mi arriva alcuna angoscia.

Giarrow
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Re: Riflessioni di un altro "divers'uomo" sposato...

Messaggio da Giarrow » lunedì 12 novembre 2012, 10:22

Devo dirvi, con estrema sincerità, che avete esattamente colto nel segno quello che avevo paura di non riuscire a trasmettere. E cioè che la mia non è assolutamente una situazione "angosciante" ma non è neanche una situazione di estrema felicità e appagamento (ma perchè esistono?).

Quello che però mi premeva dire e cercare di spiegare e che nonostante si vivano queste situazioni, queste titubanze, queste indecisioni, è fondamentale e sto cercando di farlo, non gettare mai la spugna.

So che la mia "è una situazione estrema per chi volesse approcciarsi ad avere una storia con me",
progettogayforum ha scritto:perché tutta la situazione non incoraggia certo altre persone a sbilanciarsi verso di te, anche se fossero interessate,
, lo so, ma perchè devo smettere di provarci? Io ci credo, sarebbe come ammettere di aver finito di vivere.

Non voglio che accada un "Amore" per forza, non so se incontrerò "un'Amicizia strana"
progettogayforum ha scritto:penso soprattutto ad un’amicizia, ad un’amicizia speciale, anche vissuta sessualmente,
voglio semplicemente provare a Vivere. Senza pormi problemi e naturalmente senza cercare, per quanto possibile, di crearne agli altri.

Non sono tranquillo, non sono così soddisfatto e
progettogayforum ha scritto:Tu puoi pensare che molto dipenda dalle tue mosse e che possa essere facile trovare una dimensione affettiva soddisfacente in una relazione omosessuale,
non penso neanche che sia facile trovare la mia dimensione.... ma io combatterò fino alla fine dei miei giorni per provarci! Magari non ci riuscirò mai ma non vorrò morire con il rimorso di non averci almeno provato!

La nostra condizione, come tutti ben sapete, non è assolutamente facile da portare avanti. Ci porta a nascondere continuamente il nostro "sentire", a rimanere ai margini di una società che "forse" non ci merita, rinchiusi dentro a fittizi recinti come se fossimo bestie da marchiare e catalogare. Ed io, a parte con mia moglie e con alcune delle persone che più amo, non ho fatto di certo la differenza negli anni. Mi sono "nascosto" anch'io, anch'io ho accettato in silenzio "il marchio" se me lo davano, anch'io ho bazzicato i recinti nei quali viveva solo la mia "razza"! Ma poi mi sono chiesto: perchè? Perchè? Chi ho violentato? Chi ho ucciso? Cosa ho fatto per meritarmi di vivere così? Ed allora ho cominciato a non farmi più scrupoli con chi con me non se li faceva.

Attenzione questo non vuol dire che sono diventato un pazzo sconsiderato, perchè so di avere comunque delle responsabilità che ho voluto (vedi i figli per esempio), ma sicuramente oggi, agisco in modo differente da ieri per cercare di "sopravvivere" meglio.

L'altra sera a "Che Tempo che fa" di Fazio, Penelope Cruz parlando del suo nuovo film, ha detto una cosa che condivido appieno e che cerco di sintetizzare con parole mie. "La Verità, quella vera, andrebbe quasi sempre detta, ma non sempre fa del bene a chi la dice e a chi l'ascolta".
Dunque pur sapendola ed accettandola, possiamo continuare a vivere felici essendo in grado sempre però, di capire quando la possiamo rivelare e quando invece è meglio lasciar perdere. Bene, questa è l'unica "avvertenza" che cerco di seguire ora nella mia Vita per non ferire chi mi ama. Non c'entra l'ipocrisia, quella mi ha accopagnato spesso "ieri" ma il rispetto e l'amore per chi mi è vicino e non ha colpe del mio "sentire".

Grazie per il confronto perchè ritengo che anche questo possa aiutarmi/ci a mettere dei passi fuori dai recinti in maniera sempre più consapevole. Un abbraccio a tutti.

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Re: Riflessioni di un altro "divers'uomo" sposato...

Messaggio da progettogayforum » lunedì 12 novembre 2012, 12:59

Giarrow, le cose che dici sono molto sensate e molto condivisibili. Permettimi di aggiungere solo una cosa, i gay non sono quelli che trovi nei recinti con l'etichetta gay perché di gay ne è pieno il mondo, se la cifra dell'8% è realistica, e lo è, ogni 25 persone che tu conosci, due, in media sono omosessuali e la stragrande maggioranza di queste persone non le troverai mai in un recinto gay, perché sono persone come tutte le altre. Anche un forum come questo serve a rendersi conto della normalità della vita dei gay. In genere sentirsi gay crea problemi proprio perché si finisce per identificare l'essere gay con tante altre cose che con l'essere gay hanno poco o nulla a che vedere.

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Re: Riflessioni di un altro "divers'uomo" sposato...

Messaggio da Giarrow » lunedì 12 novembre 2012, 15:28

progettogayforum ha scritto:Giarrow, le cose che dici sono molto sensate e molto condivisibili. Permettimi di aggiungere solo una cosa, i gay non sono quelli che trovi nei recinti con l'etichetta gay perché di gay ne è pieno il mondo, se la cifra dell'8% è realistica, e lo è, ogni 25 persone che tu conosci, due, in media sono omosessuali e la stragrande maggioranza di queste persone non le troverai mai in un recinto gay, perché sono persone come tutte le altre. Anche un forum come questo serve a rendersi conto della normalità della vita dei gay. In genere sentirsi gay crea problemi proprio perché si finisce per identificare l'essere gay con tante altre cose che con l'essere gay hanno poco o nulla a che vedere.
Sono totalmente d'accordo! Infatti la mia era una provocazione mentre il tuo è indiscutibilmente un corretto dato di fatto. Ma poi nella realtà è un po' come dire che, scusa la ripetizione, tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare!

Quello che penso e sostengo infatti, è che la colpa della "ghettizzazione" che ci riguarda, quella che ti fa vivere la Vita con la paura addosso, non è solo degli etero ma è principalmente la nostra. Accondiscendiamo troppo volte e troppo spesso a ingoiare rospi mentre come dici tu, "i gay sono persone come tutte le altre", e che bisogna prendere coscienza "e rendersi conto della normalità della Vita gay". E' proprio quello che sostengo.

"Identificare l'essere gay con tante altre cose che con l'essere gay hanno poco o nulla a che vedere" (riprendo da te) è proprio quello che oggi non sono più disposto ad accettare da parte degli altri. Non voglio più stare zitto. Voglio fare vedere che la mia Vita, la nostra Vita, non ha meno valore della loro!

Grazie del confronto.

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Re: Riflessioni di un altro "divers'uomo" sposato...

Messaggio da frustration » martedì 13 novembre 2012, 3:50

Che dire...Giarrow, la tua é una storia molto interessante...
Intanto lasciami dire...che gran donna hai vicino...
Sto cercando di immedesimarmi, di capire come sarebbe la mia vita se mia moglie fosse come la tua... :roll:
Per me sono sempre esistiti due tipi di amore, quello sacro e quello profano, quello fatto di amore e tenerezza nei confronti di mia moglie, e quello fatto di chimica pura, di fatale attrazione nei confronti degli uomini, il quale però, è praticamente rimasto quasi sempre sopito a causa dei miei sensi di colpa, per non aver capito prima, quando avrei potuto, e per aver tradito dopo, quando non avrei dovuto...
Ecco io forse sono proprio l'espressione di quella categoria di persone di cui tu parli, che arriverà alla fine dei suoi giorni con la consapevolezza di non aver vissuto veramente...
Anche perché francamente non mi sembra di avere molta scelta....
Certo, il tuo è un messaggio di speranza, di positività, che mi scuote e scatena in me anche rabbia, se penso a come avrebbe potuto essere la mia vita...
Ma è altrettanto vero che la tua è una situazione "privilegiata" nella sua unicità, considerato che la maggior parte di noi, se non la totalità, si nasconde in primis dalla propria consorte...
Sicuramente poi è importante anche l'approccio alla vita che ognuno di noi ha...
Il tuo è positivo, grintoso, mentre il mio, come si vede anche dal mio nickname :lol: , è negativo e perdente...
La cosa più bella che mi ha regalato questo forum, è stata quella di cancellare l'alone di solitudine che mi circondava, di insegnarmi pian piano ad accettare la mia condizione, e in alcuni casi anche di imparare a ridere di me e non prendermi troppo sul serio...
Detto questo, ti do il mio caloroso benvenuto, con la speranza che questo luogo sia per te altrettanto fruttuoso.

Frustration
Can you repeat the part of the stuff where you said all about the things ?
(Homer Simpson)

barbara
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Re: Riflessioni di un altro "divers'uomo" sposato...

Messaggio da barbara » martedì 13 novembre 2012, 8:16

Ciao Giarrow,intanto benvenuto, ho letto la tua storia e mia stupito molto.
Sono una moglie e non ho potuto fare a meno di identificarmi più che con te , con la donna che vive al tuo fianco. Descrivi un equilibrio che è abbastanza distante da quello che desidererei se mi fossi trovata nei suoi panni.
Credo che al suo posto avrei optato per la separazione, cercando di mantenere un buon rapporto con te, non solo per i figli, ma per l'affetto profondo che traspare dal tuo racconto.
La mia impressione è dunque diversa da quella di coloro che mi hanno preceduto.
Credo che la scelta che avrei fatto sarebbe stata la migliore non solo per l'equilibrio della coppia, ma anche per i figli.
Credo che sia importante che un figlio sia preparato a conoscere la verità rispetto al proprio genitore . E' vero che alla tua età forse non senti il desiderio di metterti in gioco al punto da ritenerlo necessario. Quindi la tua idea che rimanga qualcosa di nascosto è comprensibile . Se io fossi al tuo posto e vivessi come te, tuttavia ,non mi sentirei tranquilla. A volte i figli intuiscono cose che non immaginiamo .Sarebbe questa la mia preoccupazione: che possano un giorno scoprire tutto e giudicarmi in un modo sbagliato.
E' altamente probabile che non accadrà nulla del genere, ma questo è ciò che temerei.

Giarrow
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Re: Riflessioni di un altro "divers'uomo" sposato...

Messaggio da Giarrow » martedì 13 novembre 2012, 11:06

Grazie a tutti per le parole che mi donate ed il confronto che mi permettete poter esserci ma volevo innanzitutto fare una precisazione:
- La mia non è una storia al di fuori del comune, non sono un grand'uomo e nonostante ritenga mia moglie una bellissima persona non penso sia una gran donna. Prima di cominciare la nostra relazione abbiamo semplicemente avuto il "coraggio" di parlare e continuiamo a farlo. Non abbiammo accettato che la Paura prevalesse, forse in questo siamo stati diversi ma sicuramente non grandi.

Mi intristisce leggere:
frustration ha scritto:Per me sono sempre esistiti due tipi di amore, quello sacro e quello profano, quello fatto di amore e tenerezza nei confronti di mia moglie, e quello fatto di chimica pura, di fatale attrazione nei confronti degli uomini, il quale però, è praticamente rimasto quasi sempre sopito a causa dei miei sensi di colpa, per non aver capito prima, quando avrei potuto, e per aver tradito dopo, quando non avrei dovuto...
Ecco io forse sono proprio l'espressione di quella categoria di persone di cui tu parli, che arriverà alla fine dei suoi giorni con la consapevolezza di non aver vissuto veramente...
Anche perché francamente non mi sembra di avere molta scelta....


anche se posso capire.
Ma voglio dire a Frustation che anch'io ho attraversato periodi in cui avevo sensi di colpa verso tutti, in cui pensavo, che mio malgrado, fossi entrato in un tunnel del quale non riuscivo a vedere la fine. Poi però, mi sono fermato e non l'ho accettato più. Ho deciso di "combattere" contro me stesso innanzitutto! E se sono riuscito a smuoverti dentro anche un pochino di quella rabbia positiva che deve servirci a vivere (VIVERE), allora oggi mi hai fatto l'uomo più felice della terra. Perchè so come ti senti. Ci sono passato anch'io ma se ne può uscire!

Non devi fare cose plateali, non devi parlare con tua moglie se non te la senti, non devi cominciare a vestirti di "rosa" o stravolgere le tue abitudini.
Devi parlare innanzitutto con te stesso, devi accettare il "rosa" senza sensi di colpa e poi comincerai a vedere il Mondo sotto una luce diversa. Io ho cominciato così. Pian piano qualcosa si muoverà. C'è sempre tempo! C'è sempre un'ultima scelta dopo l'ultima fatta. Ne sono convinto io che ho quasi 50 anni!

Ciao Barbara e grazie per il benvenuto, allora
barbara ha scritto:Sono una moglie e non ho potuto fare a meno di identificarmi più che con te , con la donna che vive al tuo fianco. Descrivi un equilibrio che è abbastanza distante da quello che desidererei se mi fossi trovata nei suoi panni.
lo so, e ne parlo quasi quotidianamente con mia moglie.
Dopo tanti anni infatti penso che qull'equilibrio di cui parli si sia modificato (sicuramente in me) anche se lei dice di no e di amarmi come il primo giorno di tanti anni fa. Lei mi chiede di fare l'amore mentre io, se appunto non me lo chiedesse, me ne dimenticherei. So che è brutto da dire, ma dopo mentre lo facciamo, mi piace stare con lei e mi domando sempre come mai non sia venuta a me la voglia.... ma la risposta la conosco.

Non è facile vivere da "gay". Ed ancora di più se le tue tendenze non sono ben definite. Sai quante volte in passato, quando i dubbi mi assalivano, pensavo che sarebbe stato meglio essere come dei miei amici che solo a sentir parlare di sesso con le donne "vomitavano"? Alle volte li invidiavo. Loro avevano solo una tendenza, certo diversa, ma era una! Io dovevo convivere con una doppia anima, sicuramente con le sue preferenze, ma comunque doppia. Stallo a spiegare alle mie donne ed ai miei uomini! Sai quante volte mi sono sentito chiamare vigliacco ed ipocrita? L'ho superato. Ho compreso che se non vivi una situazione personalmente puoi cercare di comprenderla ma non la capirai mai. Oggi ci passo sopra e "perdono" quando gli appellativi che mi danno mi fanno male.
barbara ha scritto:Credo che al suo posto avrei optato per la separazione, cercando di mantenere un buon rapporto con te, non solo per i figli, ma per l'affetto profondo che traspare dal tuo racconto.
La mia impressione è dunque diversa da quella di coloro che mi hanno preceduto.
Credo che la scelta che avrei fatto sarebbe stata la migliore non solo per l'equilibrio della coppia, ma anche per i figli.
Abbiamo parlato tante volte anche di questo con mia moglie e posso assicurarti che, soprattutto per il suo bene, l'ho addirittura spinta ad agire in questo senso. La sua risposta è stata sempre che in una coppia le decisione vanno sempre prese assieme e che se io avessi voluto la separazione lei non ci pensava nemmeno. Cosa fare? Io con mia moglie sto bene, condividiamo tantissimo... ma amo fare sesso anche con degli uomini. Allora, smetto di vivere? Spengo l'interruttore e faccio finta che nonostante il buio ci sia la luce? No, non voglio farlo più! Ognuno fa le sue scelte, io faccio le mie e mia moglie le sue, poi ne discutiamo. Siamo grandi e vaccinati. Ognuno poi eventualmente, pagherà o riceverà il premio a secondo di quello che ha deciso, ma è solo sua la responsabilità, di nessun'altro.

Così come per i figli. I miei adesso sono ancora piccoli e come non desidero che facciano scelte azzardate ed immotivate senza averne coscienza adesso, per esempio il "grande" (12 anni) ha deciso che "vuole essere ateo" (?!) così non metto i paletti a nulla e non ipoteco il futuro. Ma le scelte, e questo l'ho imparato con gli anni, vanno fatte e prese quando ne hai coscienza, non quando immagini che possa succedere, che possa capitare, che possa... qualcosa. Troppi che o troppi se uccidono la Vita e la libertà di viverla appieno.
barbara ha scritto:E' altamente probabile che non accadrà nulla del genere, ma questo è ciò che temerei.
Il timore, la paura, è ciò che non ci permette di essere sereni oggi.
Dico qualcosa di scontato che ormai è divenuto di moda ma che pensandoci seriamente è drammaticamente vero:
Carpe diem, cogliamo l'attimo. Viviamo il presente, il passato ci ha dato l'esperienza ma non c'è più, il futuro lo vivremo ma non c'è ancora ed allora perchè ipotecarlo? L'unico momento reale è l'oggi, quello che abbiamo tra le mani e che possiamo plasmare. Oggi, nè ieri, nè domani.

Un abbraccio a tutti

Fortezza
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Re: Riflessioni di un altro "divers'uomo" sposato...

Messaggio da Fortezza » martedì 13 novembre 2012, 14:28

Ancora un benvenuto da parte mia.
Certo, la tua storia come il tuo vissuto passato o attuale, (compreso quello dentro e fuori dalla tua famiglia), merita tutta la comprensione possibile e immaginabile (come stima per tua moglie) ma capisco che arrivati alla soglia dei 50 anni certe cose si valutano da più maturi.
E questa maturità forse ti ha fatto pensare che certe cose non sono da reprimere, ma da vivere.
Leggendo nel Forum le nostre storie ed esperienze cerchiamo di confrontarci per capire cosa vogliamo o cosa vorremmo affrontare.
Personalmente forse in fondo cerco solo di capire la mia condizione nel non essere riuscito a maturare, fin da giovane, quel qualcosa che avrebbe potuto farmi avere una vita diversa da quella che conduco oggi, ma con questo non voglio dire che la rinnego o la detesti. Anzi. Benché ci sia quella consapevolezza di fare qualcosa contro me stesso non riuscirei a disfarla. Anche se poi, disfandola, cosa ne otterei ?
La mia seconda esperienza da omosessuale, da bisessuale, da pansessuale o anzi da demisessuale (per come sono riuscito ad interpretarla leggendo qui e in rete) ormai è finita: non è stato tragico il distacco. Essendo un pessimista nato avevo sempre e inconsciamente messo in conto che prima o poi sarebbe finita.
E questa fine non mi ha lasciato angoscia, non ha messo in discussione la mia identità, il mio futuro ma mi ha lasciato solo rassegnazione, una rassegnazione nel non essere riuscito (o di non essere mai riuscito nella vita), come te a vivere il tutto per una sola questione di attrazione fisica o di "chimica" che giustificasse la mia identità.
Frustration parla di un amore sacro ed uno profano....ma per me rimane sempre "amore" e per come tale non bisogna sentirsi in colpa di amare come non bisogna considerarlo un tunnel.
Certo non siamo tutti uguali: c'è chi si impaurisce perché nella chimica capisce o ritrova se stesso come chi nell'amore cerca quel qualcosa che non ha mai avuto. E secondo il mio personale punto di vista, dato che forse non si vive appieno ciò che siamo, la mia domanda purtroppo rimane: sarà sesso o sarà amore ?
Ed è putroppo questo il dubbio che mi ha sempre attanagliato. Non riuscirei mai ad amare per una chimica, etero o omo che sia. E questo anche se dovesse accadere in un'amicizia "strana" (a me è accaduta dato che mi sono scervellato per capire più lui che mè stesso): perché liberare se stessi con un amico, con un complice, un amante non significa farlo solo perché magari "prude".
Forse vedo le cose troppo da sentimentale ma accetto i confronti per capirmi.

Un abbraccio

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