Riflessioni di un altro "divers'uomo" sposato...

La realtà dei gay, storie ed esperienze di vita gay vissuta
Giarrow
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Re: Riflessioni di un altro "divers'uomo" sposato...

Messaggio da Giarrow » martedì 13 novembre 2012, 15:59

Grazie per il benvenuto anche da parte tua Fortezza,

probabilmente mi sono espresso male e te ne chiedo scusa, io non ho mai represso la mia omosessualità nè quando ero più verde in età che oggi,
Fortezza ha scritto:E questa maturità forse ti ha fatto pensare che certe cose non sono da reprimere, ma da vivere.
prima agivo esattamente come la maggioranza di noi. Nascondevo la mia diversità anche quando mi veniva sbattuta in faccia e preoccupato per cosa potesse accadere, mentivo.

Alla soglia dei 50, in effetti diversi anni fa, quello che è successo di differente (ma attenzione, è stato un lungo cammino, non qualcosa capitatata dall'oggi al domani), è stato che... non mento più.
Non accetto di "vergognarmi" di come e cosa sono, ho capito che mi ama, se mi ama veramente, non cambierebbe mai il suo atteggiamento nei miei confronti anche sapendo che sono gay. Chi non mi ama o semplicemente apprezza... beh di questi di cosa dovrebbe importarmi?!

Due settimane fa un mio carissimo amico (uno dei quattro che ritengo amici) ci conosciamo da 13 anni, dopo aver notato che guardavo in direzione di un bel ragazzo, mi ha detto: "bello quell'uomo vero?" ed io: "guarda Marco (non è il suo vero nome) forse è il caso che ti dica qualcosa..." e lui: "cosa? Lo so da almeno 10 anni!" ci siamo guardati e abbiamo sorriso entrambi riprendendo quello che stavamo dicendo come se niente fosse successo.
Certo non dico che la norma è questa, ed io diversi anni fa probabilmente avrei continuato a negare magari arrabbiandomi pure per il solo sospetto. Oggi, in effetti, io ho pochissimi amici (anche se molti conoscenti) ma mi amano e forse sanno già di me (alcuni si) e non hanno bisogno di chiedermi chiarimenti. Mi apprezzano per quello che sono, (niente di speciale) e per quello che gli do ed oggi a me basta questo.

Posso farti/vi una domanda? Scusatemi se sono diretto o se ho interpretato male. Perchè non riesco a leggere la voglia di andare avanti nelle vostre righe? Perchè non c'è la forza e la volontà di volerci almeno provare? Perchè c'è solo disincanto e rassegnazione?
Fortezza ha scritto:ma mi ha lasciato solo rassegnazione, una rassegnazione nel non essere riuscito (o di non essere mai riuscito nella vita), come te a vivere il tutto per una sola questione di attrazione fisica o di "chimica" che giustificasse la mia identità.
Ritengo che il più grande errore che si faccia è quando si vuole a tutti i costi razionalizzare per forza tutto. Questo processo spesso, nella nostra condizione, non si può fare perchè non trova le risposte che magari ci aspettiamo ed a lungo andare, ci fa "impazzire" o pensare che ormai non ne valga più la pena.

Mi rendo conto che parlo e scrivo molto. Sarà perchè voglio autoconvincermi di quello che dico? Non lo so, ma mi fa stare meglio. Basta questo.

Un abbraccio anche te

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Telemaco
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Re: Riflessioni di un altro "divers'uomo" sposato...

Messaggio da Telemaco » martedì 13 novembre 2012, 17:51

Ciao Giarrow,
dunque ho letto la tua storia e, dopo aver letto approfonditamente anche i tuoi post aggiuntivi, non voglio lasciare commenti formali e affettati, ma solo commenti sinceri.

Trovo veramente sconcertante che tu abbia dovuto imbastire tutta questa architettura filosofica per dire che hai la licenza di tradire tua moglie ottenuta direttamente da lei, e ne sei soddisfatto e tutto sommato non provi angoscia.

Il problema parte, fra l'altro, non da te, ma da tua moglie.

Le persone fanno delle scelte; a volte queste scelte sono rivendicative, a volte abdicative. Le persone sono dunque in grado di rinunciare a delle proprie prerogative. C'è tuttavia un valore che normalmente si dà talmente per intrinseco ed innato in ogni singolo essere umano che la sua rinuncia da parte del soggetto che ne è titolare è qualcosa di difficilmente concepibile, cioè forse non ci si accorge nemmeno quando ne sia avvenuta la rinuncia, perchè si tratta di un aspetto intimo della persona e della sua coscienza che è quasi impossibile capire dall'esterno. Ma una volta che uno se ne accorge, ciò desta scalpore e riprovazione anche in soggetti estranei al rinunciatario.

Il valore cui faccio riferimento è la dignità. A me sembra che tua moglie abbia deciso di mettere da parte questo valore, questo aspetto intrinsecamente soggettivo della sua persona vista nel suo complesso, sia dal punto di vista sociale che individuale, accartocciandosi in una dimensione di "retrovia" nella quale è divenuta semplice oggetto di accondiscendente arredamento della tua vita.

E' una cosa che ha scelto lei, questo mi sembra ovvio da come descrivi la situazione; ma anche le scelte apparentemente più libere e volontarie, spesso nascondono considerazioni "al ribasso", considerazioni autocastranti che all'esterno però non si notano, a maggior ragione quando fanno comodo. E' quello che potrebbe aver fatto tua moglie. Ha giocato al ribasso. O, meglio, ha dovuto giocare al ribasso. Una donna che a 40 o 50 anni si ritrova col marito che va a divertirsi con sconosciuti e ha dei figli piccoli a carico NON HA MOLTE LIBERTA' DI SCELTA. Una donna in quelle situazioni è obbligata dalla società, dal contesto, dalla sua coscienza, dalle sue paure, ad effettuare delle scelte specifiche, predeterminate. Scelte di quieto vivere, scelte di compromesso, scelte di status quo, scelte di cristallizzazione delle apparenze. Una donna, una madre, una moglie, quando la sua vita è ormai già costruita e in pieno ed avanzato svolgimento, non ha la materiale possibilità di ricostruirsene una da capo se qualcosa va storto.
Non ha la materiale possibilità di rimettersi in gioco perchè il suo ruolo è irreversibile, non può tornare indietro, sarebbe una fatica, uno sconvolgimento, un rischio assurdo, insostenibile.

Tua moglie non ha potuto fare altro che accettare al situazione così com'era. E' con le spalle al muro, deve pensare a preservare il nucleo familiare e i bambini, la casa, la vita coniugale costruita in tanti anni.

A ciò si aggiunge un'altro orrendo fattore coercitivo su di lei; a quanto pare è fortemente innamorata di te. Questo è un disastro, perchè quel poco di lucida percezione che poteva ancora avere della realtà dei fatti, al di fuori delle paure e degli obblighi sociali che gravano su di lei, è completamente annebbiato e annichilito dall'attrazione fisica e affettiva che ha verso di te.

Tua moglie ha scelto di non valere più nulla, di non avere significato, ha scelto di abdicare alla propria realizzazione personale per consentire a te di ottenere quella che vai millantando come tua realizzazione personale, ma a me appare un capriccio e una compiacente autoderesponsabilizzazione che mi lasciano estremamente perplesso.

Lei ha ritenuto più importante di se stessa e della propria dignità far buon viso a cattivo gioco per restare comunque con te e fuggire dalla prospettiva di ritrovarsi senza il marito che amava e con i bambini ai quali prima o poi qualcosa rischia di dover essere detto sui motivi della separazione.
<Mamma, perchè tu e papà vi siete lasciati?>
<Eh, sai, tuo padre mi racconta che fa sesso con degli uomini come hobby nel dopolavoro>.

Tu te la vedi una madre a dover spiegare questo a dei bambini? Per evitare lo scombussolamento dei figli una madre potrebbe certamente essere disposta a qualunque cosa, anche a transigere sulle condizioni che tu le hai imposto e accettare di condurre a metà la propria vita.

A maggior ragione se è innamorata: in quel caso le manca la lucidità di capire la mortificazione che fa a se stessa oltre a mancarle altri punti di riferimento cui affidarsi.

E' per tutti questi argomenti che mi fa piuttosto ribrezzo non tanto il fatto che tu vada a far sesso con gente trovata qua e là (NB, è irrilevante che siano maschi o femmine) ma il fatto che tu abbia avuto la faccia tosta di venire qui a esporre agli altri l'impianto giustificativo piuttosto ipocrita che utilizzi per non sentirti in colpa.

Anche perchè non è che uno può lavare con un colpo di spugna la mancanza di rispetto che ha verso una persona dicendo: eh vabè dai, tanto sono sincero con lei.

Tu non hai trovato nessuna realizzazione con questo patto che hai stipulato con tua moglie, tu non sei un bisex che vuole affermarsi ed emanciparsi, tu sei solo un marito che ha avuto l'avallo per fare sesso con soggetti terzi, nient'altro. Che poi siano maschi o femmine non capisco che rilevanza abbia.

In fin dei conti non è che la tua situazione sia tanto speciale, basta guardare su un qualunque sito di incontri per vedere che il 40-50% del mercatino del sesso gay-bi è composto proprio da uomini come te, sposati con donne ma nel tempo libero frequentatori di quegli ambienti.

Ai tuoi figli non si potrebbe nemmeno dire: il vostro papà è gay. Per essere oggettivi bisognerebbe dire: il vostro papà si diverte con i maschi e la mamma acconsente. Ti rendi conto di cosa potranno metabolizzare di questa affermazione quando saranno sufficientemente grandi da capirne le implicazioni sociali? E tu li stai serenamente esponendo a questo! Tu stai gratuitamente disponendo della loro futura situazione sociale, e questo lo trovo decisamente ripugnante.

Giarrow le persone, in diverse circostanze, vanno protette anche da loro stesse. Tu, secondo me, tua moglie non la stai proteggendo affatto.

E nel frattempo ti sei dimenticato che i figli non vivono solo videogiochi e giocattoli, ma sono calati in una rete sociale in cui la figura del papà non può essere irrilevante.

Mi dispiace per le espressioni che ho utilizzato, ma esprimono davvero ciò che penso.
# Non basta un giorno di freddo per gelare un fiume profondo.
(Gǔlǎo de zhōngguó yànyǔ)

Machilosa
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Re: Riflessioni di un altro "divers'uomo" sposato...

Messaggio da Machilosa » martedì 13 novembre 2012, 20:13

Sono ben lungi dal giudicare una situazione simile; non saprei dire quanto tua moglie sia felice o infelice, ovviamente; questo lo puoi giudicare solo tu (o forse manco tu).
Posso solo dire che "dignità" e "rispetto" mi sembrano parole molto belle, ma povere di significato; o meglio, ciascuno può dare loro il significato che preferisce.
Credo che nella nostra società si tenda a dare troppo importanza a cose come il sesso, che se non fosse per la nostra impostazione culturale, in un rapporto tra amici potrebbe anche avere il valore di una partita a carte (direi "scopa", se mi consentite la battutaccia).
Non mi sembra neppure corretto giudicare l'affetto di Giarrow nei confronti della moglie; forse non l'amerà, come ha ammesso, ma se ci sono l'affetto, la stima e tutte altre cose materiali, che alla fine dei conti rappresentano il significato e lo scopo del contratto matrimoniale, non vedo perchè biasimarlo tanto.
Un altro paio di maniche sarebbe se questa donna fosse visibilmente infelice e depressa; ma se, come dice Giarrow, è davvero piuttosto serena, non mi sembra nostro compito andare a sindacare o meno sulla sua dignità. Ci sono frotte di donne che tollerano le scappatelle di sesso dei mariti, senza che questi siano gay. Penso che la vita in famiglia, in questo genere di coppie aperte o "socchiuse", se non ci sono continui momenti di litigio, possa anche essere funzionale; magari più funzionale di una famiglia che si sfascia per una stupida scappatella.
Badando alla salute, ovviamente, non mi sembra una situazione poi così intollerabile. Che siano moglie e marito a decidere il livello di fedeltà desiderato e se fare sesso al di fuori del matrimonio è così importante o piuttosto irrilevante, al fine di mantenere uniti la famiglia e la casa.

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cielo86
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Re: Riflessioni di un altro "divers'uomo" sposato...

Messaggio da cielo86 » martedì 13 novembre 2012, 23:49

"Giarrow le persone, in diverse circostanze, vanno protette anche da loro stesse. Tu, secondo me, tua moglie non la stai proteggendo affatto."

A quest'uomo piace molto l'idromassaggio. E prende sua moglie per un accappatoio. Poi lo lascia asciugare su due piccoli termosifoni. nel frattempo disegna paesaggi col vapore sullo specchio

Fortezza
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Re: Riflessioni di un altro "divers'uomo" sposato...

Messaggio da Fortezza » mercoledì 14 novembre 2012, 17:28

Ciao Giarrow,
Giarrow ha scritto:Probabilmente mi sono espresso male e te ne chiedo scusa, io non ho mai represso la mia omosessualità nè quando ero più verde in età che oggi,
No, non ti sei espresso male, tranquillo, anzi forse sono io che ha formulato male la risposta. Quello che volevo farti capire è che con la maturità si tende a vedere le cose in modo diverso come un tirare le somme su quello che si vuole o che si vorrà. Son stato bene per quel che ho vissuto: famiglia, figli, una casa e via dicendo. Nemmeno io ho represso la mia omosessualità ma non ho mai cercato per un puro piacere o sfogo quella "botta e via" per poterla far emergere e star bene con me stesso. Come non l'ho nemmeno considerato tale quello che mi è successo poco tempo fà. Forse il mio reprimermi è stato il solo fatto, credo, di non essere stato nemmeno all'altezza di essere omosessuale come lui o altri. Non che sia invidioso di quello che hai fatto tu o altri ma forse perché ho una visione diversa della parola "rapporto". E per questo motivo rispondo alla tua domanda sul perché non riesco andare avanti sui miei passi: chi potrei avere davanti a me ? Qualcuno che gioca? O qualcuno che la pensa come me ? Ci ho provato nella mia esperienza di poco tempo fà ma sono stato male perché appunto non capivo fino in fondo chi avevo davanti. Era qualcuno che la pensava come me o la pensava come altri che per un "gioco" si stava insieme e poi ciao, tanto è uno sfogo ? Certo, tu dirai perché me ne ero innamorato ma me ne ero innamorato per la persona e il feeling che si era creato "prima" di un incontro sessuale.
Giarrow ha scritto:Ritengo che il più grande errore che si faccia è quando, si vuole a tutti i costi razionalizzare per forza tutto. Questo processo spesso, nella nostra condizione, non si può fare perchè non trova le risposte che magari ci aspettiamo ed a lungo andare, ci fa "impazzire" o pensare che ormai non ne valga più la pena.
Si, forse sbaglio, forse non riesco a vivere la mia omosessualità in pieno perché valuto più i sentimenti prima e il resto dopo, ma questo sono io e anche cambiando non mi sentirei me stesso. E non mi sto reprimendo come non mi sono mai represso per questo.

Per questo siamo quà, ci confrontiamo su quello che siamo e quello che vorremmo.

A presto

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Re: Riflessioni di un altro "divers'uomo" sposato...

Messaggio da Yoseph » mercoledì 14 novembre 2012, 18:26

Purtroppo è difficilissimo ottenere il massimo dalla vita, magari potessimo avere tutto quello che sogniamo. Forse anche vivere appieno la propria sessualità è un obiettivo che tanti non riescono a raggiungere, il tuo mi sembra un caso simile anche a tante coppie etero: ci sono persone che per vari motivi si sposano ma magari tra di loro non c'é attrazione sessuale e l'oggetto del desiderio spesso si trova fuori della coppia. Questa è la vita, secondo me!

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Re: Riflessioni di un altro "divers'uomo" sposato...

Messaggio da frustration » mercoledì 14 novembre 2012, 19:11

Mi viene in mente la scena finale del film di Muccino "baciami ancora",
dove si vede una coppia che inizialmente non riusciva ad avere dei figli, lui accanto alla propria moglie mentre partorisce il figlio di un altro, e una voce di fondo che più o meno dice :

"Non sempre la vita ci da ciò che vogliamo come lo vogliamo noi....l'importante è che ce lo dia..."
Can you repeat the part of the stuff where you said all about the things ?
(Homer Simpson)

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Re: Riflessioni di un altro "divers'uomo" sposato...

Messaggio da Yoseph » mercoledì 14 novembre 2012, 20:09

forse hai ragione frustration!

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Re: Riflessioni di un altro "divers'uomo" sposato...

Messaggio da riverdog » mercoledì 14 novembre 2012, 21:05

Penso si stia sottovalutando un 'dettaglio' non da poco.... la moglia di giarrow ha sempre saputo come stavano le cose!!
Di solito si obietta che magari la donna in questione tende a sminuire tale problema, spesso anche per ignoranza in materia.... ma non mi sembra questo il caso.... anche perché -come racconta giarrow- avevano entrambi amici gay, che tra l'altro l'avevano anche messa in guardia dalla situazione....!! ma lei se ne é sbattuta allegramente, tirando avanti per la sua strada.... ed anche al momento -non so- ma non mi sembra abbia dato cenni di insofferenza!
Francamente io non lo concepisco.... ma donne che sposano deliberatamente un gay esistono davvero!!! e se sono giusto un tantino sveglie, danno per scontato che il marito si dia da fare in qualche modo....
Detto questo, non approvo la moglie -come innanzi detto- e non approvo del tutto tutto nemmeno giarrow.... ma non lo considero un mostro francamente. E per fortuna le mie disapprovazioni non contano un kaiser.... ciao!

aquilone213
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Re: Riflessioni di un altro "divers'uomo" sposato...

Messaggio da aquilone213 » mercoledì 14 novembre 2012, 23:48

sono perfettamente d accordo con riverdog...e non condivido per niente quello che ha scritto telemaco sulla moglie...se c è una cosa che non sopporto è il vittimismo quando si parla di coppie perchè credo che ci sia soprattutto complicità nelle cose...chiedo a telemaco chi ha obbligato la signora in questione a sposare un uomo gay?vale per lei e per tutte quelle donne che fanno questa scelta...credi che non abbia messo in conto che il marito prima o poi avrebbe voluto esprimere la sua sessualità?credo che una donna che fa questa scelta denota una grande mancanza di rispetto per se stessa dato che è evidente che non potrà mai essere amata fino in fondo da un uomo gay...e in ogni caso è una scelta egoistica perchè pur di non perdere il suo uomo e stare con lui ha accettato questa situazione....per quanto riguarda lui non me la sento di giustificarlo ne di biasimarlo visto che soprattutto 20 30 anni fa non era facile,ancor piu di oggi,vivere la propria omosessualità ed evitare il matrimonio...e cmq da quello che ho capito lui ha amato e ama i figli e vuole bene alla moglie,quindi a fatto del male piu a se stesso che agli altri,fermo restando che i tradimenti non posso proprio condividerli...cmq storie come questa,come ha detto machilosa,possono essere molto utili per i 25 30eeni di oggi che possono rendersi conto che è totalmente inutile ed illusorio decidere di sposarsi per reprimere o per mettere in soffitta la propria omosessualità,perchè prima o poi i nodi vengono al pettine...non si puo tenere la testa sotto la sabbia per tutta la vita..forse conviene di piu avere coraggio ed essere sinceri con se stessi

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