Vi racconto un po' di me

La realtà dei gay, storie ed esperienze di vita gay vissuta
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Doctoralf88
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Vi racconto un po' di me

Messaggio da Doctoralf88 » sabato 12 ottobre 2013, 19:06

Ciao ragazzi,
Ho scelto di scrivere questo post in quanto vorrei dare una prospettiva un po' più profonda di me e forse anche per farmi capire un po' di più da voi;
Come avrete già avuto modo di leggere, mi chiamo Alfonso, ho 25 anni, scrivo dalla provincia di Milano;
Mi piace lo sport, stare sempre in mezzo alla gente, amo il mare;
Lavoro per un istituto di ricerche di mercato ma il mio sogno è quello di fare il medico;
So che i ragazzi mi interessano da quando avevo 16 anni; al tempo, mi ero davvero innamorato di quello che era (ed è ancora) il mio migliore amico;
Amore mai nato, in quanto lui super-etero, ma che nonostante ciò mi ha sempre supportato e ancora mi supporta e mi aiuta quando ho bisogno;
Mi ha sempre voluto bene :)
Da sempre, mi sono reputato bisessuale; non so se per una questione di sfuggire a quella che forse è la mia vera natura sessuale; come avrete potuto anche vedere, sto cercando da qualche anno di guardarmi veramente dentro per scoprire veramente cosa sento e cosa voglio;
Ho avuto una storia importante con una ragazza, durata 2 anni più 1 di tira e molla; finita malissimo; mi ha lasciato lei e io ne ho sofferto parecchio; mi sono sentito usato (specie durante l'anno di tira e molla), ferito nel profondo, mi sono sentito uno straccio e tutt'ora io non riesco a perdonarla, sopratutto per il fatto che ora lei è felice e beata con un altro ormai da quasi 2 anni mentre io no; dal mio punto di vista ero io quello ad aver diritto ad essere felice, non lei;
Quando stavo con lei, vi dirò la verità: ai ragazzi non ci pensavo minimamente e sembrava che tutto quello che avevo passato prima era svanito nel nulla;
Ma da quando non la sento e non la vedo più, i dubbi sul "da che parte pendo" sono riaffiorati più "violenti" di prima;
Nel 2012 mi hanno diagnosticato il morbo di Crohn, una malattia infiammatoria cronica intestinale; sono anche stato operato nel novembre dello stesso anno; ora sto meglio, ma trattandosi di una malattia cronica sono sempre sotto controlli (ogni 6 mesi) e terapie con farmaci "di mantenimento";
Da una parte, è stata proprio la malattia a farmi capire che quello che voglio davvero è fare il medico;
Dall'altro, però, penso anche che la malattia in se sia una risposta a un disagio del mio corpo che ha subito o che sta subendo;
I medici non sanno il perché ci si ammala di malattie infiammatorie croniche intestinali (tra cui oltre al morbo di Crohn c'è anche la retto-colite ulcerosa);
Sicuramente ci sarà alla base una forte motivazione sia ambientale ma anche psicologica;
La sofferenza per l'essere stato lasciato da quella stronza, rimpiazzato con un altro e anche il fatto che forse ho questo conflitto con me stesso per quanto riguarda il capire se sono gay oppure no ma sopratutto l'accettazione di ciò, ha scatenato credo un certo disagio anche sul mio corpo;
Ora non so; forse mi sbaglio; forse sono solo mie fisse; ma quello che vorrei è solo essere felice;
Dopo la mia ex c'è stata anche Claudia, ma mia migliore amica, con la quale ho rovinato un bellissimo rapporto e non so proprio come rimediare;
è come se mi trovassi dentro un vortice;
Mi sento impotente;
Per non contare anche il fatto che i miei di me non sanno nulla e che non lo accetterebbero mai;
A volte mi manca il respiro;
Ecco, in breve, questo sono io; spero di condividere con voi tante altre cose;
Aspetto un vostro consiglio, una vostra parola;

With Love
Alfonso

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Re: Vi racconto un po' di me

Messaggio da progettogayforum » domenica 13 ottobre 2013, 3:16

Ciao Alfonso,
partiamo da un dato di fatto oggettivo, i ragazzi che arrivano alla consapevolezza di essere gay, o per lo meno di non essere etero, in età ormai adulta, passano tutti momenti di incertezza. Vedendo le cose da fuori e leggendo quello che scrivi, cioè che quando stavi con la tua ragazza ai ragazzi non ci pensavi affatto, verrebbe da pensare che, anche se parli di accettazione di una ipotetica omosessualità, sembra più che altro trattarsi di una forma di vera bisessualità. Tra l’altro un gay quando viene lasciato da una donna non vede la cosa come una frustrazione (se mai come una liberazione) e resta quasi del tuto indifferente di fonte alle nuove storie della sua ex-ragazza. Tirando le somme, dai comportamenti di coppia sembri decisamente bisessuale, ma anche qui bisogna andarci piano, perché i comportamenti di coppia possono essere condizionati molto pesantemente dall’educazione e dall’ambiente familiare e sociale. Resta un elemento importante da considerare ed è la masturbazione, che in genere è indicativa dell’orientamento sessuale molto più dei comportamenti di coppia. Un bisessuale è veramente tale se ha una masturbazione che non è orientata né esclusivamente in senso gay né esclusivamente in senso etero, può esserci una polarizzazione anche forte in un senso o nell’altro ma esiste comunque in un bisessuale una quota almeno delle fantasie masturbatorie dedicate all’altro sesso. Un gay nel senso stretto del termine ha una masturbazione tutta orientata verso i ragazzi. Sono criteri un po’ rudi ma sono molto più significativi di quelli basati sulla sessualità di coppia.
Quanto al morbo di Crohn ho un amico non più giovane che ha questa malattia da molti anni, un po’ con la dieta, un po’ con la mesalazina è andato avanti passabilmente, indubbiamente quando deve prendere altre medicine il medico deve stare attento a quello che gli presctive. Certo se tu riuscissi a coronare il tuo sogno di diventare medico avresti una spinta molto forte a studiare le malattie infiammatorie croniche, e sarei contento se le cose andassero esattamente in quel modo.
Quanto all’ipotesi di essere gay, se così fosse non sarebbe nemmeno così male, perché la situazione di un bisessuale, specialmente di un bisessuale 50/50, cioè senza nemmeno una polarizzazione in direzione gay o in direzione etero, è più difficile da gestire di quella di un gay. Per un gay la scelta della vita di coppia con un altro ragazzo non comporta nessuna rinuncia. Per un bisessuale significa invece rinunciare all’altra metà del cielo, che per un bisessuale esiste eccome.
Quanto al coming out in famiglia parlavo proprio stasera con un ragazzo di questi argomenti e mi rendevo conto che era perfettamente cosciente che nel suo caso non c’erano nemmeno le condizioni minime per poter ipotizzare un coming out. Si stima che i gay che parlano chiaro coi genitori siano circa uno su venti, cioè circa il 5% e questo la dice lunga sulla rischiosità di un coming out quando mancano le condizioni minime per poterlo ipotizzare in concreto.
Ma ti vuoi fare mancare il respiro per questo? No!! Intanto hai un amico serio e non è una cosa da poco e poi hai un sogno da realizzare e hai realmente una vita davanti!

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