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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: La mia storia
MessaggioInviato: mercoledì 6 novembre 2013, 5:29 
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Iscritto il: mercoledì 6 novembre 2013, 3:39
Messaggi: 23
Sono D'jok, ho 37 anni e vivo in una cittadina di provincia della Lombardia a tutt'oggi roccaforte leghista (purtroppo) . So di essere gay da quando avevo 14 anni, ed ebbi le prime esperienze con un ragazzo compagno di giochi e vicino di casa (il classico eterocurioso).
Non ho mai avuto problemi nell'accettarmi, anche se non ho mai potuto dichiararlo apertamente a causa dell'ambiente chiuso e bacchettone in cui vivo. Purtroppo anche i miei genitori sono figli di quest'ambiente, e sull'omosessalità hanno idee non proprio progressiste (ricordo una frase di mio padre: "io quelli lì li manderei tutti ai forni crematori e alle camere a gas!" :o ), così ho preferito tacere anche con loro. Ma come detto sono sempre stato felice come una pasqua di ciò che sono e anzi, fino ai 25 anni mi sono dato alla pazza gioia, frequentando ambienti e locali (spesso non proprio morigerati) noti e meno noti. Ho avuto molti partner, ma quegli incontri, spesso solo sessuali, non mi davano nulla: solo sensazioni di vuoto e solitudine. L'idea che avevo all'epoca era quella di fuggire, prima o poi, e di farmi una vita mia in un'altra città, finalmente libera e alla luce del sole... poi però incontrai lui: un ragazzo bellissimo e della mia stessa città, ma ancora adolescente (abbiamo 9 anni di differenza, quindi all'epoca lui ne aveva 16). Stessi interessi, stesse passioni, stessa situazione familiare molto chiusa. Iniziammo a diventare amici e a frequentarci. Inutile dire che io me ne innamorai quasi subito. Sapevo dentro di me che anche lui era gay, lo capivo da certi atteggiamenti e dalle domande che mi faceva, ma compresi che aveva paura ad esporsi. Così decisi di non forzare la cosa. Nei mesi sucessivi il mio sentimento per lui crebbe a tal punto che purtroppo le voci iniziarono a girare, perché eravamo sempre assieme, appiccicati (o meglio, ero io che gli stavo appiccicato); voci talmente insistenti da trasformarsi pure in minacce nei miei confronti, e in ricatti (come l'offerta di un posto di lavoro a condizione di stare il più lontano possibile da quel ragazzo). E fu allora che presi una decisione, una decisione che avrebbe cambiato la mia vita per sempre: tale fu l'amore che provai per lui (e provo ancora) che decisi di mettermi in disparte, di soffocare la mia natura e far tacere le voci, ma di stargli a fianco comunque come amico. E così per ben 12 anni ho indossato una bella maschera, e per amore ho sacrificato la mia vita, in attesa che i tempi cambiassero e che lui si aprisse con me. L'ho accompagnato nella crescita, gli sono stato vicino come un fratello, specie nei momenti difficili (la perdita prematura della mamma e del fratello maggiore), aspettando in silenzio... sempre! Poi negli ultimi sei mesi (specie dopo la morte della madre) notai dei cambiamenti: lui iniziò a uscire spesso, fuori città, e a non cercarmi quasi più. Tramite amici comuni (gay pure loro, i pochi che sanno di me) venni a sapere che si era finalmente dichiarato con loro (non in pubblico o in famiglia, ma almeno agli amici sì) chiedendo conforto e consigli, ma non con me! Aveva anche iniziato una relazione con un uomo più grande di lui (di ben 16 anni!!!), un musicista (come noi due... vi lascio imagginare la stilettata al cuore che ho avuto). Ma questa persona lo ha lasciato dopo pochi mesi. Infine due settimane fa mi chiede di accompagnarlo ad un concerto (di lui!): ci vado e naturalmente, mentre torniamo a casa, si sente male... e così finalmente, dopo ben 12 anni di non detti e sottointesi, si sfoga e mi racconta tutto, aprendosi con me, compresi gli episodi di bullismo avuti ai tempi della scuola. A questo punto gli confesso anch'io di essere gay e gli chiedo se per caso se ne fosse mai accorto... mi dice di sì, ma per qualche strano motivo non era mai riuscito a discutere della cosa con me.
Per farla breve: in pratica passo tutta la notte insonne, e il giorno successivo, spinto da un impulso irrefrenabile, mi dichiaro; gli confesso tutto il mio amore per lui, gli racconto degli anni sacrificati, delle minacce, dei ricatti... risultato? Mi dice che non potrà mai ricambiare perché per lui io sono soltanto una amico, un fratello, ma niente più! "Se ti va, restiamo così!" Cosa potevo rispondere? Certo che sì. Ma ormai lui si è allontanato anche come amico. Ha 28 anni e non ha più le catene di prima (specie familiari) che lo fermano: si è fatto un nuovo giro di amici e ha iniziato ad uscire con loro tutte le sere. Ha anche già almeno una decina di spasimanti. Ci sentiamo ancora ogni giorno su facebook o wathsapp, ma non è più la stessa cosa. Solo che io continuo ad amarlo lo stesso, immensamente, come il primo giorno... ma so anche che per amore, così come mi sono sacrificato per lui, ora lo devo lasciare andare: è giusto così!
Ma dentro sto male, e tanto!
Seguendo il consiglio di un comune amico ho provato a reiscrivermi ai siti di incontri che frequentavo in passato, ma in pochi giorni ho ricevuto solo proposte a dir poco oscene!
Ma il problema maggiore è che mentre lui ora ha la possibilità di andarsene, di farsi una nuova vita come volevo fare anch'io alla sua età, io ora non posso più, perché il mio lavoro mi ha reso un personaggio abbastanza pubblico nella mia zona, e un coming out ora significherebbe finire sulle prime pagine dei giornali locali; inoltre ho due genitori (razzisti) ormai malati e bisognosi di cure.
Insomma, mi ritrovo con un cappio al collo che mi sono messo volontariamente e che non posso più togliere.
E con quel senso di vuoto che percepivo nel cuore ai tempi della pazza gioia, tornare a farsi avanti.
Perché è quello che ho amato in lui in questi 12 anni, pur non diachiarandosi e senza sfiorarsi a vicenda con un dito: la sua capacità di farmi passare quel senso di vuoto e solitudine.
Questa è la mia storia.
Spero di trovare un po' di conforto in questo forum.
Grazie a tutti.


Ultima modifica di D'Jok il giovedì 7 novembre 2013, 17:43, modificato 3 volte in totale.


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"Esistono tanti tipi di famiglia... ma la famiglia vera è una sola: quella dove ci si sente amati e ci si sente a casa... e poco importa da chi o come essa sia composta."
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 Oggetto del messaggio: Re: La mia storia
MessaggioInviato: mercoledì 6 novembre 2013, 8:50 
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Iscritto il: sabato 9 maggio 2009, 22:05
Messaggi: 5112
Alla fine della lettura quello che mi viene in mente è che sei una gran brava persona e che hai vissuto una vera storia d’amore perché ti sei dedicato a un ragazzo senza pensare a te stesso e lo hai aiutato a crescere, è possibile che per lui ricambiare i tuoi sentimenti sullo stesso piano sia difficile o addirittura impossibile, ma anche da come racconti la storia, si vede che non c’è un vero risentimento verso quel ragazzo, ma solo la malinconia di non averlo accanto a te.
Perdona l’osservazione di tipo tecnico, a tutela della tua privacy, se ritieni che la storia, come l’hai scritta, possa esporti troppo a livello pubblico, elimina pure certi dettagli troppo specifici, basta che tu apra il post da modificare e chicchi il tasto edit che compare in alto a destra.
Dichiararsi sarebbe una scelta non solo pericolosa per il lavoro e per l’ambiente familiare ma soprattutto inutile sotto parecchi altri punti di vista. Dal tenore stesso della tua lettera non penso proprio che tu possa stare bene negli ambienti legati ai locali o ai siti di incontri, e di per sé non ha senso mettersi alla ricerca di un ragazzo, quelle cose capitano se e quando capitano e si portano appresso tutta una serie di conseguenze che è impossibile valutare prima. Penso che una cosa sola ti possa aiutare a superare questi momenti di malinconia ed è la presenza di amici veri che ti capiscano, cioè che capiscano il senso di scelte come la tua, che agli oggi di tante persone possono sembrare le scelte di un perdente mentre sono scelte d’amore.
Se sei qui, vuol dire che Progetto è un ambiente che hai apprezzato e che hai considerato diverso da tanti altri, e realmente è un ambiente speciale, piccolo ma certamente capace di capire il senso di scelte come quelle che hai fatto tu. Sono contento che tu sia qui tra noi!



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 Oggetto del messaggio: Re: La mia storia
MessaggioInviato: mercoledì 6 novembre 2013, 16:49 
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Iscritto il: mercoledì 6 novembre 2013, 3:39
Messaggi: 23
Ti ringrazio, per il momento non penso che i particolari messi nel post siano tali da potermi nuocere, ma se lo riterrò opportuno modificherò.
Sì, la mia è stata una scelta d'amore, e sì, hai ragione, non ho risentimento verso questo ragazzo (e come potrei?), ma solo malinconia per non poter essere accanto a lui come ho sempre desiderato.
Spero solo che possa presto passare questo senso di vuoto che dopo anni risento nel mio cuore.
Ho scelto questo forum perché leggendo i post ho avuto la sensazione di trovarmi davanti a delle belle persone... e Dio solo sa quanto oggi ce ne sia bisogno!



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 Oggetto del messaggio: Re: La mia storia
MessaggioInviato: mercoledì 6 novembre 2013, 19:00 
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Iscritto il: venerdì 30 marzo 2012, 18:40
Messaggi: 1386
Ciao D'jok,
allora... immagino che quello che scriverò non ti piacerà, e di sicuro penserai che mi permetto di dare giudizi senza conoscere direttamente le persone e i fatti...
A leggere quello che hai scritto ho provato “rabbia” (passami il termine) per questo ragazzo per questo motivo:
Cita:
finalmente, dopo ben 12 anni di non detti si sfoga e mi racconta tutto, aprendosi con me, compresi gli episodi di bullismo avuti ai tempi della scuola. Io gli confesso di essere gay anch'io e gli chiedo se per caso se ne fosse mai accorto... mi dice di sì, ma per qualche strano motivo non era mai riuscito a discutere della cosa con me. Insomma, in pratica passo tutta la notte insonne e il giorno successivo mi dichiaro: gli confesso tutto il mio amore per lui, gli racconto degli anni sacrificati, delle minacce, dei ricatti... risultato? Mi dice che non potrà mai ricambiare perché per lui io sono soltanto una amico, un fratello, ma niente più! "Se ti va, restiamo così!" Cosa potevo rispondere? Certo che sì. Ma il problema è che ormai lui si è allontanato anche come amico.

Io non riesco a concepire come questo ragazzo dopo così tanto tempo (12 anni!!!!) non avesse trovato il coraggio di parlarti... non riesco a capire questo “egoismo” verso una persona che si è fatta un mazzo tanto per lui... ok, mi puoi dire che ora lui ha la sua vita, però penso che la riconoscenza nella vita sia importante... Cioè se una persona mi dicesse che è stata 12 anni vicino sempre e che mi h voluto bene, non dico che arriverei a provare un sentimento di amore che non potrei provare, ma di sicuro non mi allontanerei come amico...
Cita:
Ma il problema maggiore è che mentre lui ora ha la possibilità di andarsene, di farsi una nuova vita come volevo fare anch'io alla sua età, io ora non posso più, perché il mio lavoro (in ambito artistico e culturale) mi ha reso un personaggio pubblico nella mia zona e un coming out ora significherebbe finire sulle prime pagine dei giornali locali, inoltre ho due genitori ormai malati (e razzisti) bisognosi di cure.
Insomma, mi ritrovo con un cappio al collo che mi sono messo volutamente e che non posso più togliere.

Allora, per quanto la situazione possa non essere semplicissima, ricordati che c'è sempre un soluzione... il “cappio al collo” non te lo sei messo volutamente, tu hai sei stato vicino a una persona a cui volevi bene... e questo ha fatto sì che ci sofferto delle conseguenze... Penso che adesso dovresti mettere una pietra sopra questo sentimento... lo so che è difficile, però alla fine continuare a vivere questo sentimento a “senso unico” non ti fa bene... il tempo è il medico migliore, cerca di pensare a te adesso...

Ti chiedo scusa se ho scritto qualcosa che può averti ferito...



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Ogni sera quando mi ferisco una parte di me si chiede cosa stia facendo, ma io non so cosa risponderle. Guardo il sangue colare dalla ferita, colare a terra, goccia dopo goccia, come una clessidra.
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 Oggetto del messaggio: Re: La mia storia
MessaggioInviato: giovedì 7 novembre 2013, 0:10 
Utenti Storici

Iscritto il: mercoledì 14 aprile 2010, 9:22
Messaggi: 2861
Benvenuto D'Jok, la tua storia potrebbe diventare un romanzo sai?
Mi viene in mente il romanzo di Tiziano Ferro. Chissà, magari un giorno...
Secondo me la vita riserva sorprese molto più che un romanzo. Dai l'impressione di qualcuno che veda davanti a sé un copione già scritto e immodificabile; qualcuno che sia come rassegnato a un ergastolo di finzione e di solitudine.
Certo perdere qualcuno che si è amato così tanto, lascia un vuoto dentro difficile da colmare. L'attesa di qualcosa che avrebbe potuto arrivare ti ha in fondo riempito la vita di sogni ad occhi aperti e di amore autentico.
Ci vuole tempo per cambiare le proprie abitudini, dare alla propria vita una prospettiva nuova. Ma credici! E' davvero possibile!
Coraggio! Puoi farcela!


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 Oggetto del messaggio: Re: La mia storia
MessaggioInviato: giovedì 7 novembre 2013, 0:57 
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Iscritto il: mercoledì 6 novembre 2013, 3:39
Messaggi: 23
Ciao Isabella, non mi dispice nessun giudizio, quindi puoi esternare liberamente il tuo parere, tranquilla. Tu dici...
Cita:
Io non riesco a concepire come questo ragazzo dopo così tanto tempo (12 anni!!!!) non avesse trovato il coraggio di parlarti... non riesco a capire questo “egoismo” verso una persona che si è fatta un mazzo tanto per lui... ok, mi puoi dire che ora lui ha la sua vita, però penso che la riconoscenza nella vita sia importante... Cioè se una persona mi dicesse che è stata 12 anni vicino sempre e che mi h voluto bene, non dico che arriverei a provare un sentimento di amore che non potrei provare, ma di sicuro non mi allontanerei come amico...

Hai ragione, ma tieni presente (e non perché io lo giustifichi, sia ben inteso) che questo ragazzo ha iniziato ad accettarsi e a vivere liberamente la propria omosessualità da meno di un anno, quindi penso sia anche preso dalla "foga" del momento, non so se ci siamo capiti.
Cita:
Allora, per quanto la situazione possa non essere semplicissima, ricordati che c'è sempre un soluzione... il “cappio al collo” non te lo sei messo volutamente, tu hai sei stato vicino a una persona a cui volevi bene... e questo ha fatto sì che ci sofferto delle conseguenze... Penso che adesso dovresti mettere una pietra sopra questo sentimento... lo so che è difficile, però alla fine continuare a vivere questo sentimento a “senso unico” non ti fa bene... il tempo è il medico migliore, cerca di pensare a te adesso...
Ti chiedo scusa se ho scritto qualcosa che può averti ferito...

Non mi hai ferito affatto, e hai ragione su molte cose... cercherò di fare come dici tu: metterci una pietra sopra e iniziare a pensare un poco a me stesso, anche perché non sono più giovanissimo, nonostante mi dicano tutti che dimostro molti anni meno dei miei 37.



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 Oggetto del messaggio: Re: La mia storia
MessaggioInviato: giovedì 7 novembre 2013, 1:01 
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Iscritto il: mercoledì 6 novembre 2013, 3:39
Messaggi: 23
barbara ha scritto:
Benvenuto D'Jok, la tua storia potrebbe diventare un romanzo sai?
Mi viene in mente il romanzo di Tiziano Ferro. Chissà, magari un giorno...
Secondo me la vita riserva sorprese molto più che un romanzo. Dai l'impressione di qualcuno che veda davanti a sé un copione già scritto e immodificabile; qualcuno che sia come rassegnato a un ergastolo di finzione e di solitudine.
Certo perdere qualcuno che si è amato così tanto, lascia un vuoto dentro difficile da colmare. L'attesa di qualcosa che avrebbe potuto arrivare ti ha in fondo riempito la vita di sogni ad occhi aperti e di amore autentico.
Ci vuole tempo per cambiare le proprie abitudini, dare alla propria vita una prospettiva nuova. Ma credici! E' davvero possibile!
Coraggio! Puoi farcela!

Grazie barbara, un abbraccio! :D



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 Oggetto del messaggio: Re: La mia storia
MessaggioInviato: giovedì 7 novembre 2013, 10:06 
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Iscritto il: venerdì 30 marzo 2012, 18:40
Messaggi: 1386
D'Jok ha scritto:
tieni presente (e non perché io lo giustifichi, sia ben inteso) che questo ragazzo ha iniziato ad accettarsi e a vivere liberamente la propria omosessualità da meno di un anno, quindi penso sia anche preso dalla "foga" del momento, non so se ci siamo capiti.

Ti capisco, e mi posso mettere nei panni anche di questo ragazzo... però quando mi metto i tuoi panni sento dentro tanto dolore... perché penso a una persona che ha passato tanti anni della sua vita dando affetto a qualcuno, e ora viene escluso dal mondo di questa persona che ha aiutato...
Sai qual è la mia paura? Che un giorno lui ritorni da te, e voglia instaurare di nuovo il rapporto che c'è stato per 12 anni...
D'Jok ha scritto:
cercherò di fare come dici tu: metterci una pietra sopra e iniziare a pensare un poco a me stesso, anche perché non sono più giovanissimo, nonostante mi dicano tutti che dimostro molti anni meno dei miei 37.

A parte il fatto che a 37 anni si è ancora giovani ( ;) ), mi rendo conto che il dover superare quello che stai passando non sia semplicissimo.. anzi... però sei un artista, e quindi cerca di riversare quello che senti nell'arte...

Un abbraccio...

Isabella



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 Oggetto del messaggio: Re: La mia storia
MessaggioInviato: giovedì 7 novembre 2013, 17:32 
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Iscritto il: mercoledì 6 novembre 2013, 3:39
Messaggi: 23
Grazie Isabella, sei una brava persona! ;)
Non so se lui tornerà mai da me, non credo, anzi, penso proprio di no, anche se un nostro comune amico mi ha detto che probabilmente si è allontanato perché ha paura di vedere in faccia cosa sia davvero l'amore, quello vero, in quanto non ancora pronto per questo genere di sentimento, e che quindi potrebbe anche tentare di riavvicinarsi in futuro al sottoscritto.
Ma sinceramente ora non voglio proprio pensare a questa eventualità, perché sarebbe come rigirare il dito nella piaga.
Sarà quel che sarà, si vedrà a tempo debito.
Hai ragione: ora dentro di me c'è solo vuoto e dolore, ma anche questo, ne sono convinto, presto o tardi passerà... come dice una famosa canzone: "come i treni a vapore, di stazione in stazione, di porta in porta, di pioggia in pioggia, di dolore in dolore... il dolore passerà!"

Un abbraccio! :D



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 Oggetto del messaggio: Re: La mia storia
MessaggioInviato: lunedì 11 novembre 2013, 20:14 
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Iscritto il: lunedì 27 febbraio 2012, 4:37
Messaggi: 383
Ciao D'Jok, benvenuto nel forum, ho letto il messaggio di risposta al mio post, e ti ringrazio.
Devo dire che amare qualcuno e non esser ricambiato è un colpo al cuore.
A me è capitato alle superiori, una ragazzo più grande di me, bello, atletico e simpatico. Una cotta forse, ma ho un ricordo più profondo perché con lui parlavo spesso e soprattutto volentieri.
Sono passati 7 anni e ogni tanto mi torna in mente. So che fa il militare, ho guardato su facebook il suo profilo :oops: :oops: .
Se come hai detto a me che prima o poi l amore arriva, beh non so cosa altro dirti. A 37 anni hai una nuova cerchia di amici, ed è bello, avrai i tuoi hobby e piaceri. Che dirti? Coltivali!
ciao



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Cambiare è difficile

Non cambiare è impossibile

Nel cambiare, ti ferisci, rimarrai ferito, rimarrai segnato e non potrai farne a meno

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