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 Oggetto del messaggio: SESSUALITA’ GAY E GAY SPOSATI TRA 800 E 900
MessaggioInviato: domenica 10 gennaio 2016, 19:22 
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STORIE DI OMOSESSUALI TRA 800 E 900 – parte settima

Prosegue la pubblicazione della traduzione italiana delle Storie di omosessuali inserite da Havelock Ellis nel suo trattato sull’inversione sessuale. Qui di seguito potete leggere le storie 16, 17, 18 e 19, che presentano modi molto diversi di affrontare l’omosessualità, si passa da atteggiamenti risoluti e fortemente liberi da condizionamenti ambientali, a situazioni vagamente possibiliste nei confronti di un matrimonio etero, per arrivare al caso, veramente interessantissimo, di un gay sposato, trattato nella Storia 19.
Stupisce che Storie raccolte e pubblicate quasi cento anni fa siano ancora così attuali.
Buona lettura.

STORIA XVI

Irlandese, 36 anni; non ha notizia di nulla di insolito nei suoi antenati. I suoi gusti sono maschili sotto ogni aspetto. È forte, sano, e appassionato di esercizi e di sport. I suoi istinti sessuali sono anormalmente sviluppati; confessa un grande desiderio quasi di tutto, mangiare, bere, fumare, e di tutte le cose buone della vita.

A circa 14 anni ha praticato la masturbazione con altri ragazzi della stessa età, e ha anche provato molto piacere nell’essere a letto con uno zio con il quale praticava la stessa cosa. In seguito ha praticato la masturbazione con ogni ragazzo o uomo con il quale era in rapporti di intimità; l’essere stato a letto con chiunque senza che avesse luogo nulla di simile gli avrebbe reso impossibile il sonno, e lo avrebbe fatto sentire assolutamente misero. I suoi sogni erotici in un primo momento riguardavano le donne, ma più di recente riguardano di solito giovani uomini, e molto raramente donne. È per lo più insensibile nei confronti delle donne, come anche le donne sono sempre state insensibili nei suoi confronti.

Anche se è bello, forte, e maschile, non ha mai conosciuto una donna che si sia innamorata di lui. Quando aveva circa 18 anni pensò di essersi innamorato di una ragazza; e aveva spesso, coabitato con prostitute quando aveva tra 20 a 30 anni.

Ricorda che una volta, molti anni fa, ebbe rapporti sessuali con una donna sette o otto volte in una notte, e poi dovette masturbarsi a mezzogiorno del giorno successivo. Non è sposato, e pensa che sia improbabile che possa mai sposarsi, ma aggiunge che se una donna sana, bella e intelligente, si innamorasse di lui, lui potrebbe cambiare idea, perché essere vecchio e solo sarebbe come essere abbandonati, e gli piacerebbe avere dei figli.

Non è mai attratto da uomini più anziani di lui, e preferisce i giovani di età compresa tra i 18 e i 25 anni. Possono essere di qualsiasi classe sociale, ma non gli piace la gente comune, e non ama uniformi e livree. Le attrattive richieste sono: un occhio intelligente, una bocca voluttuosa, e "denti intelligenti." "Se Alcibiade cercasse di corteggiarmi", dice, "e avesse i denti brutti, il suo sforzo sarebbe inutile." È stato a volte il partner attivo nella pedicatio, e ha provato il ruolo passivo per curiosità, ma preferisce la fellatio.

Non ritiene di stare facendo qualcosa di sbagliato, e considera i suoi atti come del tutto naturali. Il suo unico rammarico è la natura assorbente delle sue passioni, che si impongono anche nei momenti meno opportuni, e lo lasciano tranquillo solo raramente o addirittura mai, e talvolta rendono la sua vita un inferno. Eppure dubita che cambierebbe, anche se ne avesse la possibilità.

STORIA XVII

Età 25; è impiegato in una comune officina, e vive nei vicoli di una grande città in cui è nato e cresciuto. È bello, delicato e raffinato in apparenza. Gli organi sessuali sono normali e ben sviluppati, e le passioni sessuali forti. Sua madre è una donna grossa e mascolina, e lui le è molto legato. Il padre è delicato e debole. Ha sette fratelli e una sorella. I desideri omosessuali sono iniziati in tenera età, anche se non sembra essere stato sottoposto a qualche influenza perversa. Non è incline alla masturbazione. I sogni erotici sono sempre di maschi. Dichiara di non essersi mai curato di nessuna donna eccetto sua madre, e che non poteva sopportare di dormire con una donna.

Dice che generalmente si innamora di un uomo a prima vista, di regola, qualcuno più grande di lui e di classe sociale più elevata, e anela a dormire e a stare con lui. In un caso si innamorò di un uomo che aveva il doppio della sua età, e non ebbe pace finché non ottenne il suo affetto. Non si preoccupa molto di quale forma il rapporto sessuale prenda. È sensibile e femminile per natura, gentile e affettuoso. È pulito e ordinato nelle sue abitudini, e appassionato del lavoro domestico; aiuta la madre a lavare, ecc.. Sembra pensare che le relazioni con gli uomini sono perfettamente naturali.

STORIA XVIII

Inglese, nato a Parigi; 26 anni; un attore. Appartiene ad una antica famiglia inglese; suo padre, per quanto egli ne sa, non aveva inclinazioni omosessuali, né le aveva nessuno dei suoi antenati dal lato paterno; ma crede che alcuni della famiglia di sua madre, e in particolare uno zio materno, che aveva un forte interesse per la bellezza fisica, fossero molto simili a lui da questo punto di vista.

I suoi primi ricordi mostrano un'attrazione per i maschi. Alle feste dei bambini incorse nell'ira di suo padre per aver baciato altri ragazzini, e i suoi sentimenti crebbero di intensità con gli anni. Non ha mai praticato l’auto-abuso, e raramente aveva sogni erotici; quando si verificavano riguardavano maschi.

La sua sensazione fisica per le donne è di indifferenza assoluta. Ammira le belle donne nello stesso modo in cui si ammira uno splendido panorama. Allo stesso tempo, gli piace parlare con donne intelligenti, e ha formato molte amicizie con ragazze inglesi schiette, pure, e colte, per le quali egli ha la massima ammirazione e il massimo rispetto. Il matrimonio è impossibile, perché il piacere fisico con le donne è impossibile; ci ha provato ma non riesce ad ottenere la minima sensazione sessuale o la minima eccitazione.

Ammira soprattutto i giovani (anche se non devono essere immaturi) dai 16 o 17 anni a circa 25. Il tipo che lo attira di più e che lui attira di più, è fine, ha la pelle liscia, è delicato, piuttosto femminile ed effeminato, con la mollezza dell’ingenuo, non della cocotte. Il suo preferito, per attirarlo deve essere sottomesso e femminile; gli piace essere l'uomo e il maestro. Su questo punto aggiunge: "La grande passione della mia vita è un'eccezione, e sorge su una base completamente diversa. Realizza un ideale di matrimonio in cui nessuno dei due è padrone, ma entrambi condividono un potere congiunto, e in cui la tirannia sarebbe altrettanto dolorosa per entrambi. Ma questa amicizia e questo amore sono per un pari, un anno più giovane di me, e non esclude altri e meno affidabili legami, essendo la fedeltà fisica impossibile per gli uomini del nostro calibro."

La pedicatio è la soddisfazione che preferisce, a condizione che abbia il ruolo attivo, e mai quello passivo. È bello, con le spalle larghe, bella figura, e con viso piuttosto classico, con begli occhi azzurri. Ama andare in barca e pattinare, ma non il cricket o il calcio, e di solito è pronto al divertimento, ma ha, allo stesso tempo, ha il gusto della lettura.

Non ha sentimenti morali su tali questioni; egli le considera come al di fuori dell’etica, come mere questioni di temperamento e di sensibilità sociale. Se l'Inghilterra fosse spopolata, pensa che potrebbe eventualmente provare qualche lieve rimorso; ma, per come stanno le cose, sente che nel prostituire maschi piuttosto che femmine sta facendo un'azione meritoria.

STORIA XIX

T. N. La sua storia è riportata qui con le sue parole.

"Fin dal tempo delle mie prime fantasie, sono sempre stato attratto con forza dagli uomini e spesso ho pensato di essere rapito da grandi guerrieri e di vivere con loro nelle grotte e altrove. Quando avevo circa 7 anni, un ragazzo aveva l’abitudine di farmi vedere il suo pene e di maneggiare il mio di tanto in tanto. Nel convitto privato la masturbazione era abbastanza frequente e penso di essere stato iniziato alla masturbazione a circa 12 o 13 anni. Dopo aver lasciato il convitto, a volte indulgevo alla masturbazione, ma non successe niente fino a quando avevo circa 20 anni, salvo il fatto che ero spesso attratto da giovani uomini forti, ben strutturati e di buon carattere, un uomo che non fosse onesto e di buon cuore non mi attraeva affatto. A 20 anni sono stato molto legato ad un giovane della mia età. Era fidanzato. Questo non gli impedì, una volta, di tentare per gioco e con suo fratello di avere accesso alla mio corpo. Io ho resistito con successo, però, se fosse stato presente solo lui, non avrei resistito, ma avrei accolto con favore il tentativo, e ho spesso rimpianto di non averglielo fatto sapere. Ma avevo una vaga idea che il mio pene fosse un po’ sottodimensionato e questo mi rese timido. Le circostanze ci separavano. Circa due anni dopo, stavo attraversando la Manica, quando mi sono impegnato in una conversazione con un uomo che aveva più o meno otto anni più di me, che era uno del nostro gruppo in viaggio. Credo che l'attrazione sia stata un caso di amore a prima vista, di certo lo è stata da parte mia. Alcune notti più tardi, aveva sistemato le cose in modo che condividessimo una camera da letto, e lui venne subito verso di me e teneramente toccò il mio corpo. Io ricambiai, e torno indietro di tutti questi anni col pensiero a quella notte con piacere e senza vergogna. In un'occasione, in quel periodo, mi capitò di essere a letto con un altro giovanotto (un compagno di ufficio) in un giorno festivo, quando mi svegliai, trovai che lui teneva in mano mio pene e lo accarezzava. Io gentilmente spostai la sua mano e mi girai. Ciò nonostante pensai a lui, ma il mio corpo sembrava appartenere solo a me stesso e all'amico che amavo. L’amico che amavo non era un urning, ne sono certo, ma stavamo spesso insieme è entrai molto nei suoi interessi e provai una soddisfazione infinita della vita, feci molti progressi ed ebbi molti amici. La nostra intimità fisica si ripeté, lui aveva la parte attiva nel contatto intercrurale. Poi si sposò felicemente. La nostra amicizia rimane, ma le circostanze ci impediscono di incontrarci spesso, e non c'è più alcun desiderio da nessuna delle due parti.

"Per alcuni anni sono stato piuttosto solitario nonostante avessi amici. Ero in qualche modo attratto da un altro uomo, ma la sua posizione sociale superiore era un difetto da me. Poi, a 28 anni circa, sono venuto in contatto con un giovane di 24, della classe artigiana, ma superiore per ideali e intelligenza alla maggior parte degli uomini. L'ho amato a prima vista e fino ad oggi. All’inizio era solo amicizia, ma ben presto la sua figura, la voce e i pensieri mi sono entrati nell’anima di giorno e di notte. Desideravo di stare sempre vicino a lui, di vederlo progredire e aiutarlo se potevo. Avrei rinunciato con gioia a casa, amici, e reddito, e lo avrei seguito fino alla fine del mondo, preferibilmente su un’isola dove noi due fossimo gli unici uomini bianchi. Sembrava incarnare tutto quello che desideravo quanto a conoscenza della natura, forza, e capacità pratiche, e la voglia di imitarlo in queste cose allargava e rafforzava il mio carattere. La prima volta che ho dormito con lui ho potuto solo trovare il coraggio di mettere il mio braccio sul suo petto, ma non riuscivo a dormire per il desiderio insoddisfatto, e l'erezione costante provocò un dolore sordo l'indomani. Non mi era mai piaciuto quel tipo di conversazione che confina con l’osceno e di conseguenza ero molto ignorante sul molte questioni; mi addolorava anche sentirlo ridere di tali osservazioni. Penso che se fosse stato intimo con me non avrei conversato molto su tali argomenti, ma allora provavo piacere in queste cose con lui perché esprimevano intimità. Lo sognavo e non ero mai veramente felice in sua assenza; la gioia più grande sarebbe stata quella di dormire tra le sue braccia; la pelosità delle sue gambe e delle sue braccia erano anche più affascinanti. Circa un anno più tardi, ci siamo trovati ancora una volta insieme la notte, e questa volta ho sentito, per gradi, con la mano, i suoi organi genitali, ma lui era freddo e mi sono sentito un po’ insoddisfatto. Volevo essere abbracciato. Questo è accaduto ancora una volta, e poi in un'altra occasione, - non che mi desse tanta soddisfazione, ma volevo stimolarlo all’ardore - tentai di masturbarlo. Questo provocò il suo disgusto e di conseguenza io rimasi sgomento. Mi disse che dovevo sposarmi e, anche se sapevo che il suo amore era tutto quello che volevo, non mi sentivo se non uno che può fare felice una donna. Le continue erezioni non soddisfatte che avevano luogo quando vedevo il mio amico adottare un atteggiamento gradevole mi causavano dolore in fondo alla schiena, e io consultai due specialisti, che, anche loro, mi consigliarono il matrimonio. Non ho detto loro che ero un 'invertito', perché neppure sapevo che era una cosa riconosciuta, ma dissi loro qualcosa di quello che era accaduto, loro non hanno fatto nessun commento, ma davano per scontato che fosse una cosa frequente. Il mio amico ora sentiva repulsione verso di me, ma non si esprimeva, e siccome altre circostanze, allora, in una certa misura, alzarono una barriera tra noi, non mi rendevo conto del vero motivo della sua freddezza. Ma mi sentivo assolutamente miserabile. Quando ho incontrato una donna nobile che avevo conosciuto da tempo, le ho chiesto di essere mia moglie e lei ha acconsentito. Anche se le ho detto molto presto, e molto prima del nostro matrimonio, dei miei limiti come marito e del mio costante desiderio per il mio amico, capisco ora di aver fatto un grande errore, e non riesco a capire perché non ne fossi più consapevole a quel tempo; che stessi in una certa misura ingannando i suoi parenti era inevitabile. Mi aspettavo di dedicare la mia vita a renderla felice, ma ho presto scoperto che il vero motivo dell’infedeltà apparente del mio amico era stata la mia azione, combinata con la sensazione da parte sua che il nostro rapporto affettivo avrebbe dovuto cessare comunque, anche a costo di incomprensioni. Da allora, tre anni fa, non ho avuto un giorno o una notte felice, e non sono quindi proprio in grado di promuovere la felicità degli altri. Senza il mio amico, non posso trovare alcuna soddisfazione con una moglie, un figlio, o una casa. La vita è diventata quasi insopportabile. Spesso ho seriamente pensato di suicidarmi, solo per rinviare poi la cosa ad un momento che fosse meno crudelmente inopportuno per gli altri.

Vedo il mio amico (ora sposato) quasi ogni giorno, e soffro torture nel vedere gli
altri più vicini a lui di me. Sembra impossibile che si possa arrivare ad un chiarimento tra noi, dato che l’idea stessa dell’inversione è così ripugnante per lui, ed essendo un uomo d'onore, per lui i legami coniugali escludono qualsiasi altro calore di affetto. Ma tutti i desideri della mia vita sembrano dover culminare in una forza trainante che mi porterà alla prostituzione maschile o alla morte. Non posso concentrare il mio pensiero su niente altro, e di conseguenza sono diventato inefficiente nel lavoro e non ho cuore per il gioco. So che, se i miei desideri potessero essere occasionalmente soddisfatti, recupererei immediatamente, ma il mio timore è che se io mi uccido, quelli che mi conoscevano in giorni più felici siano confermati solo nell’idea che io fossi un degenerato e pensino che siano stati miei istinti a provocare mio suicidio, mentre in realtà sarebbero proprio la negazione e la fame di quegli istinti ad aver prodotto quel risultato. Ora so per esperienza di me stesso e degli altri che la mia disposizione è congenita e che ho reso infelice me stesso e sono stato causa di infelicità per gli altri perché sono venuto troppo tardi a conoscenza di me stesso. L'esempio del mio ex amico che si è sposato mi ha portato a credere erroneamente che anche io avrei potuto sposarmi e fare una casa felice; e così, quando l'uomo che amavo mi ha consigliato in quel modo, ho deciso di farlo, come avrei fatto quasi altra cosa che egli mi avesse suggerito. Se avessi potuto tirarmi indietro senza imbarazzo dal fidanzamento con la donna devota che divenne mia moglie, lo avrei fatto, se lei me ne avesse dato l'opportunità. Nulla nel mio matrimonio mi ha dato piacere e spesso mi auguro che mia moglie possa cessare di amarmi in modo da poterci separare. Ma lei avrebbe il cuore spezzato anche solo all’idea e mi sento spinto a tentare di alleviare i miei sentimenti anche in un modo che in precedenza mi sembrava ripugnante, cioè mediante l'uso di denaro.

"Quanto ai miei sentimenti verso mio figlio non c'è molto da dire, in quanto non sono molto forti. Lo prendo in braccio, aiuto quando fa bagnetto e lo assisto tanto quanto la maggior parte dei padri, e quando lui sarà di qualche anno più grande spero di poterlo trovare molto socievole. Ma lui non mi ha portato una vera gioia, anche se vedo che altri uomini lo guardano quasi con affetto. Ma ha portato un po’ di felicità in più a sua madre."

Il prossima Storia è interessante perché mostra lo sviluppo mentale ed emotivo in un caso molto radicale di inversione sessuale.



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