Torino, Condominio di Via Paravia, 14

La realtà dei gay, storie ed esperienze di vita gay vissuta
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Pugsley
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Torino, Condominio di Via Paravia, 14

Messaggioda Pugsley » giovedì 5 maggio 2016, 17:11

Molti di voi mi dicono che i quartieri gay non vanno bene, sono dei ghetti.

Ora forse capirete perché esistono nel mondo e sono necessari per essere se stessi e vivere nella normalità. E parlo da geografo.
Buona lettura.

http://www.lastampa.it/2016/05/05/crona ... agina.html

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xup
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Re: Torino, Condominio di Via Paravia, 14

Messaggioda xup » giovedì 5 maggio 2016, 21:00

In Italia queste cose avvengono da sempre.
Ora fanno scandalo, per me questo non significa altro che andiamo nella direzione giusta, ma che (ovviamente) ancora gli stupidi ci sono e bisogna stare attenti e prestare la massima solidarietà.

Mi domando solo perché non hanno avuto aiuto prima di dover rivendere la casa...

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Geografo
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Re: Torino, Condominio di Via Paravia, 14

Messaggioda Geografo » giovedì 5 maggio 2016, 21:39

Mi dispiace parecchio, devo dire che rimango anche un po' sorpreso. Di gente dalla mentalità da medioevo che sarebbe in grado di prendere le forche e perseguitare qualcuno perché omosessuale ce n'è abbastanza, certo è che non mi sarei mai immaginato che un intero condominio fosse in grado di perseguitare e portare all'esasperazione qualcuno, soprattutto in un contesto come Torino.
Purtroppo queste cose, anche se ormai sporadiche (perché di fatto la collettività tende a condannarle) ancora esistono, ma io spero presto che spariscano definitivamente. La mentalità sta cambiando e vedo che l'omofobia è più un qualcosa che appartiene alle vecchie generazioni, anche se poi vengono in mente avvenimenti come quello del quindicenne suicidatosi a Roma.
Certo è che non saranno i "quartieri gay" a facilitare l'integrazione. Ricordiamoci che gli ebrei furono facilmente additati perché di fatto non si erano integrati nella società, ma vivevano in disparte, senza mescolarsi con la popolazione locale. Oltretutto non siamo una razza a parte, ma persone normalissime, se poi qualcuno vede il bisogno di doversi relegare in un quartiere gay è una sua scelta, ma di fatto non capisco il motivo per cui dover vivere in un quartiere in cui costruire un mondo tutto proprio in base al proprio orientamento sessuale.

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Birdman
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Re: Torino, Condominio di Via Paravia, 14

Messaggioda Birdman » venerdì 6 maggio 2016, 1:01

È incredibile leggere ancora oggi storie come questa. Questi ragazzi hanno vissuto praticamente l'inferno in terra. E la cosa più sconvolgente è che parecchie persone si trovassero d'accordo nel rendere la vita impossibile a questi due giovani. Qui si parla di ripetuti atti intimidatori, qualcosa che va ben al di là di "semplici" screzi col vicinato. Assurdo...
Per quanto riguarda i quartieri ghetto mi trovo d'accordo con Geografo, non la ritengo una soluzione sana, e storicamente non hanno mai favorito l'integrazione delle minoranze. L'unica soluzione possibile passa per il cambiamento generale della società, ma è un processo lento e graduale. A mio personalissimo parere credo che in Italia ci vorranno almeno vent'anni prima di iniziare a vedere dei cambiamenti sostanziali. Ma fino ad allora quante altre storie dell'orrore simili a questa dovremo sentire?

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Illuminist
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Re: Torino, Condominio di Via Paravia, 14

Messaggioda Illuminist » venerdì 6 maggio 2016, 11:40

Leggere che una storia simile sia accaduta proprio in questi giorni in una città come Torino mi fa pensare... spesso si tende a condannare il Sud perché ancora vincolato a una mentalità fin troppo tradizionalista, fin troppo religiosa, ma è evidente che il luogo c'entra poco. Che tu viva nella grande metropoli oppure nel paesello sperduto di campagna, è chiaro che gli esseri umani sempre quelli rimangono, e che l'idillio, il paese dei balocchi non esista da nessuna parte. Grazie al cielo, come ha precisato Geografo, oggigiorno l'omofobia è molto più combattuta perché di omosessualità si è iniziato a parlare molto più apertamente e in vesti del tutto normali (me ne sono accorto soprattutto nell'ambito del cinema e delle serie televisive), a volte molto lontane dai classici stereotipi. Ma c'è ancora molta strada da fare, è vero, ed essere gay o lesbiche alla luce del sole, beh, è sempre un rischio e dovrebbe essere una scelta consapevole.
Avete parlato di quartieri gay... capisco che esistano e ciascuno di noi ha naturalmente tutta la libertà di adeguarsi allo stile di vita che più ritiene consono alla sua persona, ma a conti fatti non credo che possano portare a cambiamenti concreti, anzi. Non credo che sia propriamente questo il modo di risolvere il problema, perché penso si rischierebbe di fortificare ancor di più la stigmatizzazione. Io penso che soprattutto istituzioni come la scuola, che dovrebbe essere totalmente laica, debbano favorire un'integrazione e un rispetto più reciproco. Non dimentichiamoci che i bambini saranno gli adulti di domani.
In ogni caso, tutta la mia solidarietà in questo momento è rivolta a quei due ragazzi.

milosmusiker
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Re: Torino, Condominio di Via Paravia, 14

Messaggioda milosmusiker » sabato 7 maggio 2016, 19:58

Davvero una situazione terribile. Ad una prima lettura ho fatto fatica a credere si tratti di una storia vera...e siamo in una delle città in generale più aperte e in generale all'avanguardia d'Italia (la situazione gay a Torino non la conosco però).
Per risollevare il morale e raccontare una situazione radicalmente diversa vorrei invece raccontare la situazione di un conoscente di mia madre, un signore gay di mezza età che da moltissimi anni vive con il suo compagno. Siamo in un piccolissimo paese di campagna abitato prevalentemente da over65 e piuttosto bigotto. Mi è capitato di sentirne parlare da più di un anziano del posto in modo positivo, a significare che molte persone sono in grado di discernere il valore di un individuo a prescindere dal suo orientamento; il suo compagno lo chiamano "il suo amico" magari con un sorriso ammiccante, ma davvero, non cattivo.

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Pugsley
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Re: Torino, Condominio di Via Paravia, 14

Messaggioda Pugsley » sabato 7 maggio 2016, 21:44

Alcune sacche di omofobia in città sono da ricercarsi a vari tipi di persone: dai profondamente cattolici, a quelli di campagna che vengono a vivere in città, alle ondate migratorie di persone che provengono da altri luoghi in cui l'omosessualità è ancora una cosa moralmente disdicevole.


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