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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Re: Il brutto presentimento che questa sofferenza sarà etern
MessaggioInviato: sabato 3 settembre 2016, 14:19 

Iscritto il: domenica 28 agosto 2016, 19:43
Messaggi: 8
agis ha scritto:
bertrandRussell ha scritto:
sto cercando di accettarmi e di amarmi, e nonostante i miei due anni di psicoterapia costruttivista, ho ancora un lungo percorso da fare, però se vedo quanti passi ho fatto finora; adesso se mi guardo allo specchio cerco di giudicarmi in modo realistico....anche se sono minuto e non ho muscoli, non me ne faccio una croce, mentre prima mi sentivo inadeguato, poco virile;



questo suona molto interessante alle curiose orecchie della talpa agis bertrand ^_^
Di che si tratta? E come si fa a considerarsi in modo realistico all'interno di una psicoterapia costruttivista? :)


Ti consiglio di approfondire la ''teoria dei costrutti personali'' di George Kelly.
“Come per lo scienziato, anche per l’uomo comune vale la possibilità di sostituire una teoria ad un’altra, cioè la teoria è solo un modello per pensare a certi accadimenti, un modo di interpretare le cose e le persone che ci stanno intorno […]. Questo modo di porsi nei confronti delle persone e “del fare scienza” è stato chiamato da Kelly alternativismo costruttivo. Esso si fonda sul riconoscimento del fatto che la realtà con cui abbiamo a che fare è tale perché noi l’abbiamo interpretata così, anche se spesso finiamo per dimenticarci di averlo fatto e ci neghiamo così la possibilità di vedere delle alternative” (Mario, 1994, p.75). Sulla base di queste considerazioni non ha più senso contrapporre la realtà oggettiva alle costruzioni soggettive che abbiamo di essa. La realtà risiede nelle costruzioni soggettive e si genera nell’incontro e nell’elaborazione delle prospettive, è l’uomo a “creare i propri modi di vedere il mondo in cui vive e non il mondo a crearli per lui” (Kelly, 1955, p.12).
Le visioni del mondo si generano attraverso l’impiego di costrutti. I costrutti sono unità di conoscenza attraverso cui le persone strutturano la propria realtà, conferiscono senso e significato al mondo, organizzando criteri di valutazione ed anticipazione; sono personali, hanno una struttura bipolare ed il loro significato non corrisponde a quelli suggeriti dalla logica ordinaria (Armezzani, 1995).
http://www.interattivamente.org/articol ... kelly.html

Magari qualche laureato in psicologia ne sa più di me :D Io ho svolto questo percorso e ho capito che la realtà effettivamente è una costruzione; e il terapeuta non impone al paziente nuove costruzioni personali, cioè nuovi punti di vista, ma glieli suggerisce, anzi glieli fa sviluppare autonomamente; ad esempio il fatto di ''vedersi brutto'' come il fatto di ''vedersi bello'' non sono realtà oggettive, ma soggettive. Tutta la realtà si riduce a soggettività, potremmo dire, in quanto non si può scindere la realtà dall'interpretazione che noi ne diamo in base alle nostre esperienze passate; e l'interpretazione che ne diamo può immobilizzarci oppure essere poco realistica, tenere conto di molti fattori...Io davo delle interpretazioni molto rigide alla realtà..ad esempio ''se non ho i muscoli, non sono bello'' ''se non prendo 9 in filosofia, sono una frana e non potrò iscrivermi alla facoltà''... ''Un amico è tale solo se puoi parlarci di argomenti profondi'' (non potevo concepire neanche minimamente che l'amico fosse qualcuno con cui parlare di argomenti superficiali, perché appunto credevo che l'amicizia non si potesse fondare su conversazioni leggere).
Adesso vedo la realtà con delle sfumature diverse, e anche se certe volte cado nell'errore di pensarla in modo dicotomico, cmq cerco sempre di mantenere una certa flessibilità mentale. E ho notato che ultimamente riesco a trovare delle alternative alle interpretazioni che prima davo della realtà.

Personalmente vorrei approfondire la filosofia costruttivista, da cui poi è nata la psicologia di quest'indirizzo, e poi , quando sarà possibile, iscrivermi ad una facoltà di psicoterapia costruttivista. Però credo che lo farò fra molti anni, perché adesso miro alla filosofia.


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 Oggetto del messaggio: Re: Il brutto presentimento che questa sofferenza sarà etern
MessaggioInviato: sabato 3 settembre 2016, 20:39 
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ihihihihihihi un talpino nuovoooooo!!! ^_^ :)*****
vabbè sarò anche un po' vecchio ma mi piace ancora un po' scherzà Bertie :lol:
Però dimmi una roba.
Se tu da una parte mi dici che sei consapevole dell'errore che fai nel pensare la realtà in modo dicotomico gradiresti spiegarmi chettefrega della filosofia? ^_^


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 Oggetto del messaggio: Re: Il brutto presentimento che questa sofferenza sarà etern
MessaggioInviato: lunedì 5 settembre 2016, 12:49 
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E con questo mi sono giocato anche il Bertino :( :( :(
No macchéttudici proje li spavento? Faccio causa alla mia zampicure? ^_^


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 Oggetto del messaggio: Re: Il brutto presentimento che questa sofferenza sarà etern
MessaggioInviato: lunedì 5 settembre 2016, 15:05 

Iscritto il: domenica 28 agosto 2016, 19:43
Messaggi: 8
eccomi, scusa agis se rispondo solamente ora :)

Comunque la filosofia non è ricerca di risposte, ma ricerca di domande; dunque non può avere un uso ''meramente'' terapeutico; in quanto chi è in cerca di una cura, cerca delle soluzioni ai suoi problemi. Chi è portato a riflettere molto, con la filosofia, inizia a riflettere ancora di più sul senso della vita e sul senso di molte delle sue azioni. Diciamo che quella ''consapevolezza'' di cui parla Socrate, quel ''conosci te stesso'', è solo il punto d'arrivo di un processo infinito, che non può concludersi nella vita reale; si dice che a volte non basta una vita per conoscere una persona, e io vorrei modificare questo detto dicendo che non basta una vita per conoscersi.
Così, man mano che la ricerca prosegue, le domande potrebbero aumentare, le risposte potrebbero farsi più confuse e più oscure, potremmo rimanere ingabbiati e incastrati nel dubbio, eppure non esistono intellettuali o persone sagge senza dubbi. La saggezza è la capacità di dubitare di qualsiasi preconcetto; la capacità di mettere in forse anche le verità che ci sembrano incontrovertibili; e dunque è quella elasticità mentale che ti permette di guardare sempre sotto più punti di vista una determinata realtà, e forse di comprenderla meglio. Non a caso proprio oggi la filosofia è diventata scienze della complessità, non più approccio razionalistico od empiristico, ma un approccio pluralistico che vede nell'uomo, per citare le parole di Edgard Morin, un essere cosmico, un tutt'uno con l'universo, come tale non riducibile a mera natura o a mera psiche.


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 Oggetto del messaggio: Re: Il brutto presentimento che questa sofferenza sarà etern
MessaggioInviato: martedì 6 settembre 2016, 7:58 
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Messaggi: 836
bertrandRussell ha scritto:
eccomi, scusa agis se rispondo solamente ora :)

Comunque la filosofia non è ricerca di risposte, ma ricerca di domande; dunque non può avere un uso ''meramente'' terapeutico; in quanto chi è in cerca di una cura, cerca delle soluzioni ai suoi problemi. Chi è portato a riflettere molto, con la filosofia, inizia a riflettere ancora di più sul senso della vita e sul senso di molte delle sue azioni. Diciamo che quella ''consapevolezza'' di cui parla Socrate, quel ''conosci te stesso'', è solo il punto d'arrivo di un processo infinito, che non può concludersi nella vita reale; si dice che a volte non basta una vita per conoscere una persona, e io vorrei modificare questo detto dicendo che non basta una vita per conoscersi.
Così, man mano che la ricerca prosegue, le domande potrebbero aumentare, le risposte potrebbero farsi più confuse e più oscure, potremmo rimanere ingabbiati e incastrati nel dubbio, eppure non esistono intellettuali o persone sagge senza dubbi. La saggezza è la capacità di dubitare di qualsiasi preconcetto; la capacità di mettere in forse anche le verità che ci sembrano incontrovertibili; e dunque è quella elasticità mentale che ti permette di guardare sempre sotto più punti di vista una determinata realtà, e forse di comprenderla meglio. Non a caso proprio oggi la filosofia è diventata scienze della complessità, non più approccio razionalistico od empiristico, ma un approccio pluralistico che vede nell'uomo, per citare le parole di Edgard Morin, un essere cosmico, un tutt'uno con l'universo, come tale non riducibile a mera natura o a mera psiche.



Nessun problema Bertie tra l'altro è un periodo che di tempo me ne resta davvero poco e, come vedi, anch'io lascio a desiderare nella prontezza delle risposte. Certamente tutto interessante ciò che dici anche se io non manco mai di stupirmi per il fatto che molti, se non la totalità di coloro che fanno propria un'impostazione costruttivista, finiscono per dimenticare l'antico aforisma di Lichtenberg ricadendo nella necessità di una sorta d'attaccapanni oggettivo che finisce con il contraddire le impostazioni di partenza e far rientrare dalla finestra quel dualismo filosofico che si supponeva cacciato dalla porta. Rimanendo in un ambito puramente non dualista a me pare che di cose da fare ce ne potrebbero stare a josa senza tornare a rimestare, a mio avviso con scarsa utilità, il solito minestrone filosofico bollito e ribollito intorno alle varie contraddittorie impredicabilità noumeniche. Tanto varrebbe a sto punto studiare teologia. Magari tutte quelle articolate affabulazioni sulla divinità riuscirebbero quanto meno più divertenti :D


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 Oggetto del messaggio: Re: Il brutto presentimento che questa sofferenza sarà etern
MessaggioInviato: lunedì 12 settembre 2016, 0:54 
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Iscritto il: mercoledì 11 febbraio 2015, 17:31
Messaggi: 35
Bertrand credo tu possa invece confidare in un futuro di speranza.
La tua profondità di pensiero e i percorsi che hai intrapreso sono secondo me
il segno di un cammino che pur difficile e faticoso è già iniziato.Avrei voluto possedere questa chiarezza di pensiero e intenti alla tua età.
Concediti il tempo necessario per "maturare" e portare frutto.
Auguri !


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 Oggetto del messaggio: Re: Il brutto presentimento che questa sofferenza sarà etern
MessaggioInviato: domenica 19 marzo 2017, 19:53 

Iscritto il: venerdì 10 marzo 2017, 21:43
Messaggi: 102
Ciao Bertrand mi spiace leggere di questi posts dove ragazzi più o meno giovani avvertono il peso di qualcosa che li affossa a tal punto da lasciarli senza fiducia in sè stessi e senza speranze nel futuro.

Lo dico innanzitutto prima a me stesso: bisogna sempre avere fiducia nelle proprie capacità e mantenere la speranza affinchè le cose possano migliorare.
Preciso che avere fiducia nelle proprie capacità non vuol dire "vedersela da solo", ma talvolta può significare anche avere l'intelligenza di appoggiarsi alle persone giuste.

Da quanto leggo sembri un ragazzo riflessivo e che ha ben inquadrato cosa nella propria vita non va.

Per cortesia , quando siamo tristi ed abbattuti non diamo la colpa di tutti i mali alla nostra omosessualità.

La colpa dei nostri mali è data innannzitutto dalla nostra tendenza all'immobilismo: affacciarci al balcone e subire tutto quello che ci passa davanti ci rende solo dei protagonisti passivi della nostra vita. Non è meglio scendere per strada e decidere in che direzione muoverci? Per carità si può sbagliare strada, ma si fa sempre in tempo a tornare indietro e cambiare percorso.
L'essere immobile è un dramma anche per un etero costretto a subire la vita senza essere capace di affrontarla di petto.

Altro problema è dato dal vedere tutto nero dopo aver avuto esperienze negative e giustificare con la frase "è tutto uno schifo", "non ne vale la pena", "sono sfortunato" .... Sfido chiunque non abbia passato dei momenti drammatici dovuti a situazioni spiacevoli. La cosa importante è analizzare tali eventi e capire in che si è sbagliato per potersi rialzare ed andare avanti. La vita è fatta di sbagli, ma sono questi quelli che ci fanno crescere, prendere coscienza di quello che siamo e di quello che abbiamo realmente bisogno.

A questo punto Bertrand mettiti in gioco: se capisci che andar via ti può far star meglio, fallo. Avverti la mancanza di esperienza interpersonale: cerca di conoscere persone, fatti una comitiva...trova qualcuno con cui semplicemente parlare di qualsiasi cosa, anche di cose senza senso. Hai appurato che certi tipi di incontri con uomini che cercano sesso in cambio di soldi oppure con bisessuali indecisi e senza scrupoli ti porta a soffrire, evitali. Saranno in pochi, ma nelle chat non ci sono solo questo tipo di persone e inoltre ci sono ormai tanti modi per conoscere ragazzi in maniera meno legata solo al sesso.

Quando hai scritto l'articolo, ti lamentavi di tutta questa negatività ricevuta. Mi dispiace tu abbia passato tutto questo, ma almeno fa che il passato sia per te costruttivo, esperienza per il futuro.

Per favore non fraintendere quello che scrivo come se fosse facile. Capisco le infinite difficoltà, ma so che l'unica cosa per cambiare le cose e darvi una svolta e tu, come chiunque di noi, se vuoi lo puoi fare benissimo :)

Un grosso in bocca al lupo!


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 Oggetto del messaggio: Re: Il brutto presentimento che questa sofferenza sarà etern
MessaggioInviato: sabato 25 marzo 2017, 15:51 
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Iscritto il: mercoledì 15 luglio 2015, 20:26
Messaggi: 46
Ciao Bertrand,
innanzitutto benvenuto in questo forum, io sono Niko, siamo coetanei e a quanto pare viviamo anche nella stessa regione.
Ho letto la tua storia, e mi dispiace che ragazzi come te al giorno d'oggi debbano essere così infelici e così impauriti del proprio futuro.
Capisco quando parli di gente che si bacia per strada, coppie che vanno a spasso con i passeggini e così via.
La nostra vena pessimistica ci dice che noi non potremmo mai essere così felici come loro, ma chi può dirlo con certezza? Nessuno.
La felicità è un tema molto complesso e presenta molte sfaccettature, può derivare da molti fattori, non solo dalla vita di coppia o dai figli.
Spesso sono le piccole cose e le piccole soddisfazioni a rendere felici qualcuno, e ultimamente ne ho avuto la prova, quando ho fatto la mia prima donazione di sangue.
Siamo giovani, e non dobbiamo abbatterci così già da ora.
La vita, anche se è dura, va affrontata sempre a testa alta, anche se non è sempre facile, ma del resto, cos'è che è facile?
Io non sono uno psicologo, ma nonostante ciò, nel mio piccolo, spero di confortarti un po' e di darti consigli che almeno in parte possano giovarti.
Io ti consiglio di cancellarti dall'ambiente dei siti di incontri, te lo dico perché io stesso ho fatto quest'esperienze e, sebbene avessi sempre cercato solo ragazzi interessanti ad una relazione, non sono mai arrivato lontano, la stragrande maggioranza degli utenti là come dici te sono etero curiosi, bisessuali interessanti solo al sesso e pedofili.
Ricorda che non è mai troppo tardi riprendere il mano la propria vita, bisogna lasciarsi alle spalle il passato e le umiliazioni subite e ricominciare da 0.
Vedrai che l'ambiente universitario sarà molto più bello, incontrerai persone che sicuramente ti tratteranno bene e te ne vorranno anche.
Non mi dilungo ulteriormente, sappi che se vuoi parlare in privato c'è la chat di progetto, hai mostrato molto coraggio a scrivere qui ciò che ti ha reso triste, ed è ammirevole questo.
Ti auguro una buona giornata e ti mando un sincero abbraccio.
Niko


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