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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Ho un quesito da porvi
MessaggioInviato: domenica 27 maggio 2018, 17:17 

Iscritto il: domenica 27 maggio 2018, 16:24
Messaggi: 3
Buon pomeriggio ragazzi, sono un nuovo/vecchio utente!

Ho deciso di rifarmi vivo semplicemente perché ho un quesito che mi sta assillando, e vorrei parlarne con voi per avere più pareri e capire poi il da farsi!

In pratica ho 24 anni, e non ho mai avuto alcuna esperienza omosessuale e/o eterosessuale (ma sono convinto del fatto che sia attratto maggiormente dai ragazzi) il mio problema è che, ho assunto un certo tipo di atteggiamento evitante nei confronti del mio orientamento, inizialmente il motivo era che non mi accettavo, ora credo averlo finalmente fatto poiché ho fatto anche coming out con amici e famiglia, dunque su quel lato sono tranquillo, ma non riesco ad approcciarmi con alcun ragazzo... in parte per timore del rifiuto (si, la mia autostima non è sempre alle stelle) in parte perché sotto sotto credo di rifiutarmi io stesso ancora, e addentrarmi in un rapporto omosessuale vorrebbe in parte ammetterlo definitivamente, mentre in questo momento mi mantengo in un limbo, in cui la mia falsa immagine da eterosessuale non viene minacciata (pur avendo fatto coming out, ma con chi non conosco fingo ancora, e ciò mi fa sentire più "uomo" è brutto da dire così, ma è la verità, anche se sono ovviamente conscio del fatto che etero o gay non definisce l'essere uomo, il fatto è che sono dipendente dal giudizio altrui, dunque comportarmi in un certo modo per compiacere l'altro, cioè comportarmi nel modo in cui vorrebbe che io fossi mi fa sentire bene, anche se con i miei amici con i quali ho fatto coming out sto bene, però è sempre limitato a quella cerchia ristretta, ecco qui che nasce il mio atteggiamento evitante) il fatto è che ovviamente ho certi bisogni (sia fisici che emotivi) che hanno l'esigenza di essere esplorati, solo che non riesco proprio a buttarmi in alcun modo, probabilmente sarei così anche se fossi etero, magari con meno seghe mentali, il fatto è che sono uno estremamente insicuro e timido di natura, dunque ogni scelta diviene un peso enorme da affrontare, poi ci metto una vita ad aprirmi col prossimo, dunque prima che qualcuno possa apprezzare la mia persona è già passato al prossimo, ed io rimango li come un ebete... ho provato anche le chat, e delle volte vorrei usarle per trovare del sesso facile, ma non mi ispira per via del tipo di persone che vi sono all'interno, e anche perché lo trovo un atto estremamente freddo, ed io ho bisogno di un legame, però potrebbe farmi bene perché esplorerei finalmente la mia sessualità, privandomi di quelle inibizioni che sino ad ora mi stanno bloccando, e ciò vorrebbe dire accettarmi maggiormente ed essere più aperto, insomma, sono confuso su questo; fare sesso con degli sconosciuti potrebbe realmente aiutarmi a sentirmi meglio con la mia sessualità? oppure potrebbe peggiorare la situazione? E se puntare ad una relazione poi mi facesse sentire "imprigionato" per non aver esplorato prima il mondo la fuori? Non lo so, di certo con fare "sesso con degli sconosciuti" non intendo dire andare con tutto il mondo, ma vedere un po cosa c'è la fuori, evitando di precludermi ulteriormente delle possibilità di incontrare alla fine la persona giusta per me, invece che arrivare ad accontentarmi di qualcuno che non mi convince appieno solo perché non ho avuto abbastanza coraggio per esplorare... non so, spero di essermi spiegato bene, anche se ne dubito... raccontatemi le vostre esperienze, soprattutto se vi siete trovati e/o vi trovate nella mia stessa situazione, aspetto con ansia le vostre risposte, e vi ringrazio di qualsiasi consiglio riuscirete a darmi!


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 Oggetto del messaggio: Re: Ho un quesito da porvi
MessaggioInviato: lunedì 28 maggio 2018, 0:08 
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Iscritto il: venerdì 19 giugno 2015, 13:55
Messaggi: 222
Credo che fare sesso con sconosciuti non risolva alcun problema. Non di certo quelli legati all'autostima.

Il problema che esponi in fondo è un altro, anche se lo metti interamente tra parentesi. Fai si che il giudizio degli altri ti indichi la via, ma l'unica via che ti può indicare è quella dell'infelicità.

Non serve confessare al mondo le proprie tendenze sessuali, soprattutto perché il mondo è per lo più indifferente su chi ti porti a letto. Innamorati di qualcuno, provaci e se va male ripeti. E se qualcosa ti blocca, vuol dire che non è la persona giusta.

Buona giornata.


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 Oggetto del messaggio: Re: Ho un quesito da porvi
MessaggioInviato: lunedì 28 maggio 2018, 0:17 
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Iscritto il: domenica 19 giugno 2016, 17:31
Messaggi: 343
Ciao, allora, io ti sconsiglio in tutto e per tutto il sesso con sconosciuti, in primis per uno scrupolo sanitario (ovvio che ti debba proteggere, ma sfortunatamente il rischio 0 non esiste nemmeno con il preservativo, sebbene ci si avvicini se usato correttamente), ma poi perché ti rimarrebbe il VUOTO, altro che esplorare la propria sessualità! Una personalità come la tua, poi... Ma dai!

Per me in questo caso non c'è differenza tra rapporti etero o omo: l'ideale sarebbe sperimentare in una relazione in modo da conoscere il sesso contemporaneamente all'amore, ma l'amore non è affatto detto che arrivi in fretta, purtroppo... Questo per dirti che in un primo momento dovresti darti il tempo di incontrare l'amore, che ne so, 1,2,3 anni (lo deciderai tu), dopodiché se non è ancora arrivato (non forzare mai le cose, non fingere che sia nato qualcosa quando non è affatto così, se no poi è brutto constatarlo all'inevitabile fine di una relazione non autentica) potresti pensare di fare qualcosa con qualcuno che non ami ma al quale vuoi bene e/o provi stima e che conosci bene, senza però mentirgli (mai ferire o illudere gli altri!) dovrebbe essere un gioco per entrambi e basta, senza altre implicazioni (e ovviamente, anche in questo caso, utilizzando SEMPRE, TASSATIVAMENTE, il preservativo! Fidarsi è bene, non fidarsi è MEGLIO! ). Poi non è detto che da una dinamica come questa non possa nascere l'amore, ma NON metterci il pensiero!
Altri consigli non ne ho, ho detto a te quello che avrei detto ad un ragazzo etero con le medesime perplessità. In gamba! ;)


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 Oggetto del messaggio: Re: Ho un quesito da porvi
MessaggioInviato: lunedì 28 maggio 2018, 11:53 
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Iscritto il: mercoledì 15 luglio 2015, 20:26
Messaggi: 73
Ciao Argent,
cercherò di mettere a disposizione le mie esperienze per rispondere al tuo quesito.
Il fatto che tu abbia preso consapevolezza di quello che sei e che tu abbia fatto coming out con la tua famiglia e i tuoi amici non è qualcosa da poco, e ti renderai conto in futuro che il più è fatto. ;)
Inoltre si percepisce un atteggiamento positivo che tu hai verso il tuo "problema", dato che da parte tua non ci sono processi di rimozione, anzi, vai dritto al punto, sei riflessivo, ti metti in discussione come persona, e questo trovo che sia positivo e costruttivo, del resto, bisogna pur fare qualche passo indietro per poter prendere la rincorsa e andare avanti.
Ricorda sempre che fare coming out non significa sottoscrivere un contratto a vita o marchiarsi la pelle a vita con un'etichetta: le etichette non esistono, esistono solamente persone che amano e che seguono il proprio cuore e i propri sentimenti, questa è la realtà.
Magari prima eri Argent che andava dietro alle ragazze, ora sei Argent che si sente attratto dai ragazzi, in futuro magari potresti perdere la testa per una ragazza, chi lo sa, siamo esseri così irrazionali e complicati che non possiamo rientrare necessariamente in un'etichetta.
Di conseguenza, ciò che ti consiglio è quello di fare quello che TU ritieni più giusto per te stesso, senza badare a come ti dichiari, ciò che dici di essere e così via, perché ripeto, non hai firmato nessun contratto dal quale non puoi recedere.
E' come un uomo che si trasferisce all'estero e dopo alcuni anni prova nostalgia dell'Italia e decide di ritornare in madre patria... va bene ugualmente, purché se lo sente dentro.
Ora io mi definisco gay, perciò sinceramente non credo che cambierò "rotta", ma non è importante, l'importante è vivere appieno durante il corso della nostra vita, che la nostra vita non è un prodotto finito che noi dobbiamo modellare, bensì un processo nel quale noi siamo i protagonisti, nel quale possiamo sbagliare, possiamo fare scelte sbagliate, possiamo frequentarci con persone che alla fine non si rivelano giuste per noi e così via.
Argent ha scritto:
e ciò mi fa sentire più "uomo" è brutto da dire così, ma è la verità, anche se sono ovviamente conscio del fatto che etero o gay non definisce l'essere uomo, il fatto è che sono dipendente dal giudizio altrui, dunque comportarmi in un certo modo per compiacere l'altro, cioè comportarmi nel modo in cui vorrebbe che io fossi mi fa sentire bene, anche se con i miei amici con i quali ho fatto coming out sto bene, però è sempre limitato a quella cerchia ristretta, ecco qui che nasce il mio atteggiamento evitante

Sei sicuro che voler essere la persona che gli altri credono o vogliono che tu sia ti faccia stare davvero bene? Su questa cosa ti invito a riflettere, facendoti presente che qua si tratta della TUA vita, non quella degli altri.
Riguardo al discorso di essere uomo, virile o meno mi è venuto da sorridere :) perché anch'io tante volte mi faccio seghe mentali simili, ovvero di essere più o meno virile, maschile ecc, non però in riferimento all'orientamento sessuale ma ad altre cose che ora non sto qua a riportarti.
Potrei mettermi a dire che sono tutte stronzate, che non è vero che un uomo gay è meno uomo di uno etero e così via... ma di questo tu sei ben consapevole, purtroppo sono ideologie insite nella persona, ideologie inculcateci da piccoli da questi schemi socio-culturali che purtroppo è difficile da sradicare e che non fanno altre che causare paranoie e basta.
Vogliamo davvero lasciare che una paranoia diventi un limite alla nostra esistenza e alla nostra felicità? No, non possiamo permettercelo. Dov'è finita la naturalezza? La singolarità della persona umana? La semplicità di essere se stessi?
Argent ha scritto:
fare sesso con degli sconosciuti potrebbe realmente aiutarmi a sentirmi meglio con la mia sessualità? oppure potrebbe peggiorare la situazione? E se puntare ad una relazione poi mi facesse sentire "imprigionato" per non aver esplorato prima il mondo la fuori?

Come ti hanno scritto gli altri utenti, anch'io mi sento vivamente di sconsigliarti di consumare rapporti sessuali con sconosciuti, dato che oltre ad un discorso di malattie questo non farebbe altro che confonderti ancora di più, perché vivresti la sessualità come in un porno, senza quella valenza affettiva che invece significa tutto e senza la quale non può esserci una sessualità sana e che ripaga davvero.
Io purtroppo soffro di ansia da prestazione e difficilmente riesco a sentirmi a mio agio con qualcuno, è per questo che prima ho bisogno di conoscere a fondo una persona e di affezionarmi a lei prima di scendere in intimità, e credo che sia anche qualcosa di comprensibile, e se qualcuno non dovesse avere la pazienza di "aspettare" o dovesse aver fretta di consumare tutto e subito fa prima a cercarsi un altro, che io non mi accontento del primo che mi capita.
Per concludere: non pensare nemmeno ad un'eventuale relazione, perché anche il termine "relazione" è un'etichetta che come tutte non fa altro che "imprigionarti" in un qualcosa che ti stai solo costruendo tu a livello mentale e che non ha alcun riscontro nella realtà.
Mi spiego meglio: si può stare insieme a qualcuno, anche implicitamente, senza dir nulla, senza mettere tutto per iscritto, perché alla fine quando starai davvero bene con qualcuno, quando ti senti completare dall'altra persona, non pensi più all'etichetta, la relazione come la intendi te magari c'è, ma è qualcosa di implicitamente condiviso da entrambi che se anche dovesse venire esplicitata come cosa non cambierebbe nulla né tanto meno ti metterebbe in gabbia.
La vera gabbia ce la creiamo noi, non le circostanze, ce la creiamo attraverso i nostri pensieri, i nostri complessi, le nostre paranoie, e solo quando ne diventeremo consapevoli potremo liberarcene e cominciare veramente a vivere, che non c'è nulla di più bello di essere se stessi al 100%, liberi, sereni, pronti ad affrontare una vita degna di essere vissuta!
Non mi dilungo oltre, spero di aver risolto il tuo dubbio.
Un abbraccio.
Niko


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 Oggetto del messaggio: Re: Ho un quesito da porvi
MessaggioInviato: lunedì 28 maggio 2018, 12:22 
Amministratore
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Iscritto il: sabato 9 maggio 2009, 22:05
Messaggi: 5256
Ciao Argent! E BENVENUTO NEL FORUM!!

Non ho nulla da aggiungere a quello che ti hanno detto gli utenti che mi hanno preceduto e che condivido integralmente, spero solo che tu possa sentirti a tuo agio in questo Forum! Benvenuto a bordo!



_________________
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 Oggetto del messaggio: Re: Ho un quesito da porvi
MessaggioInviato: martedì 29 maggio 2018, 12:24 

Iscritto il: lunedì 5 novembre 2012, 22:05
Messaggi: 254
La mia prima volta fu con un ragazzo che da perfetto sconosciuto mi propose di far sesso e io che morivo
dalla curiosità accettai. Non credo nemmeno mi piacesse molto e non fu certo un'esperienza
entusiasmante, perché lui era un represso peggio di me e mi aveva fatto capire che vedersi solo per quello e per giunta di nascosto come neanche due mafiosi alla macchia, non era quello che desideravo e ciò di cui avevo bisogno in quel momento. Quindi questa esperienza anche se fu nel complesso negativa mi è servita molto.

Penso che ognuno debba provare, andare per tentativi e fare le sue esperienze, perché quello che possono aver capito gli altri dalle loro conta poco o niente. Non condivido quindi ciò che ti è stato detto, cioè di astenerti e aspettare il principe azzuro. Non mi sembra al momento quello che più di ogni altra cosa desideri, quindi che senso avrebbe trattenersi?

Adottando le normali precauzioni non avresti nulla da temere. Non sono infatti il grado di conoscenza o la fiducia criteri validi per stabilire la sicurezza o meno di un rapporto sessuale. Il male può venire (e spesso viene) anche da persone a noi molto vicine.


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 Oggetto del messaggio: Re: Ho un quesito da porvi
MessaggioInviato: martedì 29 maggio 2018, 20:57 

Iscritto il: domenica 27 maggio 2018, 16:24
Messaggi: 3
Help ha scritto:
Credo che fare sesso con sconosciuti non risolva alcun problema. Non di certo quelli legati all'autostima.

Il problema che esponi in fondo è un altro, anche se lo metti interamente tra parentesi. Fai si che il giudizio degli altri ti indichi la via, ma l'unica via che ti può indicare è quella dell'infelicità.

Non serve confessare al mondo le proprie tendenze sessuali, soprattutto perché il mondo è per lo più indifferente su chi ti porti a letto. Innamorati di qualcuno, provaci e se va male ripeti. E se qualcosa ti blocca, vuol dire che non è la persona giusta.

Buona giornata.

Sono consapevole del fatto che mi faccia condizionare dal giudizio altrui, ma sul momento avviene in modo quasi inconscio, è come se quando fossi con le altre persone partisse il pilota automatico e mi facesse essere ciò che non sono, poi quando sono solo ritorno in me e capisco l'errore, mi dico che farò in modo che non ricapiti più ma ogni volta poi accade nuovamente, questo perché lascio che la paura mi impedisca di essere ciò sono realmente, e preferisco (in quel momento) recitare una parte che so potrebbe ricevere più consensi, pur sapendo di sbagliare, non so, è complicato forse da spiegare... invece poi ci sono delle volte in cui riesco a lasciarmi andare e il giudizio altrui non mi frena più (ma ciò che in realtà mi frena invece è il giudizio talvolta negativo che ho nei miei confronti, insomma rifletto sugli altri ciò che già sento internamente, quindi il vero "problema" qui sono io, non che anche gli altri delle volte non mettano i bastoni tra le ruote, ma alla fine la maggior parte della responsabilità ce l'ho io)

Seguirò il tuo consiglio comunque, devo smetterla di complicarmi la vita inutilmente, e lasciare che le cose scorrano secondo il loro corso naturale (facile a dirsi, difficile a metterlo in pratica, ma ci riuscirò un giorno... spero ahahah)

Grazie, e buona serata a te! :)

Hospes91 ha scritto:
Ciao, allora, io ti sconsiglio in tutto e per tutto il sesso con sconosciuti, in primis per uno scrupolo sanitario (ovvio che ti debba proteggere, ma sfortunatamente il rischio 0 non esiste nemmeno con il preservativo, sebbene ci si avvicini se usato correttamente), ma poi perché ti rimarrebbe il VUOTO, altro che esplorare la propria sessualità! Una personalità come la tua, poi... Ma dai!

Per me in questo caso non c'è differenza tra rapporti etero o omo: l'ideale sarebbe sperimentare in una relazione in modo da conoscere il sesso contemporaneamente all'amore, ma l'amore non è affatto detto che arrivi in fretta, purtroppo... Questo per dirti che in un primo momento dovresti darti il tempo di incontrare l'amore, che ne so, 1,2,3 anni (lo deciderai tu), dopodiché se non è ancora arrivato (non forzare mai le cose, non fingere che sia nato qualcosa quando non è affatto così, se no poi è brutto constatarlo all'inevitabile fine di una relazione non autentica) potresti pensare di fare qualcosa con qualcuno che non ami ma al quale vuoi bene e/o provi stima e che conosci bene, senza però mentirgli (mai ferire o illudere gli altri!) dovrebbe essere un gioco per entrambi e basta, senza altre implicazioni (e ovviamente, anche in questo caso, utilizzando SEMPRE, TASSATIVAMENTE, il preservativo! Fidarsi è bene, non fidarsi è MEGLIO! ). Poi non è detto che da una dinamica come questa non possa nascere l'amore, ma NON metterci il pensiero!
Altri consigli non ne ho, ho detto a te quello che avrei detto ad un ragazzo etero con le medesime perplessità. In gamba! ;)


Ovviamente il preservativo è sempre presente nella mia mente, fobico come sono non mi sognerei mai di farlo senza un giorno, però ecco... proprio l'altro giorno mi è capitato di sentirmi con un ragazzo che cercava solo divertimento, potevo pure starci, ma il modo in cui mi ha trattato mi ha fatto capire che non è per me il solo atto sessuale, perché nel momento in cui gli ho detto che non avevo foto del mio gingillo mi ha liquidato senza troppi complimenti con un "vabbè" mentre prima sembrava preso e mi aveva pure detto che "non si sa mai cosa poteva nascere, persino da una prima e sola esperienza sessuale" ovviamente era tutto un modo per potarmi a letto credo, ma il freddo che ho sentito quando ha chiuso la conversazione in quel modo è stato abbastanza duro da digerire, e sarebbe stato ancor più devastante (per me) se invece ci avessi fatto sesso per poi essere dimenticato dopo due secondi, purtroppo anche io ho bisogno di un qualche tipo di legame, devo sentire di contare qualcosa per l'altra persona, anche se non si tratta di amore, ma appunto di un legame affettivo... no, non è quello che voglio! :)

Niko ha scritto:
Ciao Argent,
cercherò di mettere a disposizione le mie esperienze per rispondere al tuo quesito.
Il fatto che tu abbia preso consapevolezza di quello che sei e che tu abbia fatto coming out con la tua famiglia e i tuoi amici non è qualcosa da poco, e ti renderai conto in futuro che il più è fatto. ;)
Inoltre si percepisce un atteggiamento positivo che tu hai verso il tuo "problema", dato che da parte tua non ci sono processi di rimozione, anzi, vai dritto al punto, sei riflessivo, ti metti in discussione come persona, e questo trovo che sia positivo e costruttivo, del resto, bisogna pur fare qualche passo indietro per poter prendere la rincorsa e andare avanti.
Ricorda sempre che fare coming out non significa sottoscrivere un contratto a vita o marchiarsi la pelle a vita con un'etichetta: le etichette non esistono, esistono solamente persone che amano e che seguono il proprio cuore e i propri sentimenti, questa è la realtà.
Magari prima eri Argent che andava dietro alle ragazze, ora sei Argent che si sente attratto dai ragazzi, in futuro magari potresti perdere la testa per una ragazza, chi lo sa, siamo esseri così irrazionali e complicati che non possiamo rientrare necessariamente in un'etichetta.
Di conseguenza, ciò che ti consiglio è quello di fare quello che TU ritieni più giusto per te stesso, senza badare a come ti dichiari, ciò che dici di essere e così via, perché ripeto, non hai firmato nessun contratto dal quale non puoi recedere.
E' come un uomo che si trasferisce all'estero e dopo alcuni anni prova nostalgia dell'Italia e decide di ritornare in madre patria... va bene ugualmente, purché se lo sente dentro.
Ora io mi definisco gay, perciò sinceramente non credo che cambierò "rotta", ma non è importante, l'importante è vivere appieno durante il corso della nostra vita, che la nostra vita non è un prodotto finito che noi dobbiamo modellare, bensì un processo nel quale noi siamo i protagonisti, nel quale possiamo sbagliare, possiamo fare scelte sbagliate, possiamo frequentarci con persone che alla fine non si rivelano giuste per noi e così via.
Argent ha scritto:
e ciò mi fa sentire più "uomo" è brutto da dire così, ma è la verità, anche se sono ovviamente conscio del fatto che etero o gay non definisce l'essere uomo, il fatto è che sono dipendente dal giudizio altrui, dunque comportarmi in un certo modo per compiacere l'altro, cioè comportarmi nel modo in cui vorrebbe che io fossi mi fa sentire bene, anche se con i miei amici con i quali ho fatto coming out sto bene, però è sempre limitato a quella cerchia ristretta, ecco qui che nasce il mio atteggiamento evitante

Sei sicuro che voler essere la persona che gli altri credono o vogliono che tu sia ti faccia stare davvero bene? Su questa cosa ti invito a riflettere, facendoti presente che qua si tratta della TUA vita, non quella degli altri.
Riguardo al discorso di essere uomo, virile o meno mi è venuto da sorridere :) perché anch'io tante volte mi faccio seghe mentali simili, ovvero di essere più o meno virile, maschile ecc, non però in riferimento all'orientamento sessuale ma ad altre cose che ora non sto qua a riportarti.
Potrei mettermi a dire che sono tutte stronzate, che non è vero che un uomo gay è meno uomo di uno etero e così via... ma di questo tu sei ben consapevole, purtroppo sono ideologie insite nella persona, ideologie inculcateci da piccoli da questi schemi socio-culturali che purtroppo è difficile da sradicare e che non fanno altre che causare paranoie e basta.
Vogliamo davvero lasciare che una paranoia diventi un limite alla nostra esistenza e alla nostra felicità? No, non possiamo permettercelo. Dov'è finita la naturalezza? La singolarità della persona umana? La semplicità di essere se stessi?
Argent ha scritto:
fare sesso con degli sconosciuti potrebbe realmente aiutarmi a sentirmi meglio con la mia sessualità? oppure potrebbe peggiorare la situazione? E se puntare ad una relazione poi mi facesse sentire "imprigionato" per non aver esplorato prima il mondo la fuori?

Come ti hanno scritto gli altri utenti, anch'io mi sento vivamente di sconsigliarti di consumare rapporti sessuali con sconosciuti, dato che oltre ad un discorso di malattie questo non farebbe altro che confonderti ancora di più, perché vivresti la sessualità come in un porno, senza quella valenza affettiva che invece significa tutto e senza la quale non può esserci una sessualità sana e che ripaga davvero.
Io purtroppo soffro di ansia da prestazione e difficilmente riesco a sentirmi a mio agio con qualcuno, è per questo che prima ho bisogno di conoscere a fondo una persona e di affezionarmi a lei prima di scendere in intimità, e credo che sia anche qualcosa di comprensibile, e se qualcuno non dovesse avere la pazienza di "aspettare" o dovesse aver fretta di consumare tutto e subito fa prima a cercarsi un altro, che io non mi accontento del primo che mi capita.
Per concludere: non pensare nemmeno ad un'eventuale relazione, perché anche il termine "relazione" è un'etichetta che come tutte non fa altro che "imprigionarti" in un qualcosa che ti stai solo costruendo tu a livello mentale e che non ha alcun riscontro nella realtà.
Mi spiego meglio: si può stare insieme a qualcuno, anche implicitamente, senza dir nulla, senza mettere tutto per iscritto, perché alla fine quando starai davvero bene con qualcuno, quando ti senti completare dall'altra persona, non pensi più all'etichetta, la relazione come la intendi te magari c'è, ma è qualcosa di implicitamente condiviso da entrambi che se anche dovesse venire esplicitata come cosa non cambierebbe nulla né tanto meno ti metterebbe in gabbia.
La vera gabbia ce la creiamo noi, non le circostanze, ce la creiamo attraverso i nostri pensieri, i nostri complessi, le nostre paranoie, e solo quando ne diventeremo consapevoli potremo liberarcene e cominciare veramente a vivere, che non c'è nulla di più bello di essere se stessi al 100%, liberi, sereni, pronti ad affrontare una vita degna di essere vissuta!
Non mi dilungo oltre, spero di aver risolto il tuo dubbio.
Un abbraccio.
Niko


Ho apprezzato davvero molto la parte in cui dici che il fare coming out non significa sottoscrivere un contratto da cui non si può retrocedere... il fatto è questo, ci dimentichiamo spesso che siamo persone, e una parola non può descriverci totalmente, per cui ognuno deve essere libero di esprimere ciò che è, ma hai ancora ragione quando dici che in verità non sono gli altri a impedirci di farlo, siamo i primi a metterci i bastoni tra le ruote (come forse ho già scritto sopra in risposta ad un altro utente... mi sono già dimenticato lol :lol: ) quindi niente, devo solo imparare a lasciar andare la paura, e a permettermi di vivere una vita che in fondo so essere giusta per me, ma talvolta conviene credere alla paura, la usi come scusa per non compiere nessuna azione, e quasi non ti senti in colpa per non aver agito nel modo in cui avresti voluto, è quasi una dipendenza anch'essa alla fine!

Ti ringrazio per il tempo dedicatomi, e ti auguro una buona serata!
progettogayforum ha scritto:
Ciao Argent! E BENVENUTO NEL FORUM!!

Non ho nulla da aggiungere a quello che ti hanno detto gli utenti che mi hanno preceduto e che condivido integralmente, spero solo che tu possa sentirti a tuo agio in questo Forum! Benvenuto a bordo!


Si, mi sento già a mio agio, come allora, grazie a te per aver creato una piattaforma simile! :)

k-01 ha scritto:
La mia prima volta fu con un ragazzo che da perfetto sconosciuto mi propose di far sesso e io che morivo
dalla curiosità accettai. Non credo nemmeno mi piacesse molto e non fu certo un'esperienza
entusiasmante, perché lui era un represso peggio di me e mi aveva fatto capire che vedersi solo per quello e per giunta di nascosto come neanche due mafiosi alla macchia, non era quello che desideravo e ciò di cui avevo bisogno in quel momento. Quindi questa esperienza anche se fu nel complesso negativa mi è servita molto.

Penso che ognuno debba provare, andare per tentativi e fare le sue esperienze, perché quello che possono aver capito gli altri dalle loro conta poco o niente. Non condivido quindi ciò che ti è stato detto, cioè di astenerti e aspettare il principe azzuro. Non mi sembra al momento quello che più di ogni altra cosa desideri, quindi che senso avrebbe trattenersi?

Adottando le normali precauzioni non avresti nulla da temere. Non sono infatti il grado di conoscenza o la fiducia criteri validi per stabilire la sicurezza o meno di un rapporto sessuale. Il male può venire (e spesso viene) anche da persone a noi molto vicine.


Hai ragione, però ho capito che per come sono fatto io (e da come probabilmente si evince dai miei messaggi) non riuscirei a farlo senza crearmi troppe aspettative/illusioni a riguardo, credo di essere "troppo" sensibile per questo, e sarebbe un duro colpo per me da digerire, ma con ciò non voglio dire che aspetterò il principe azzurro, lo farò secondo i miei tempi, e non seguendo la fretta del tempo... la verità è che mi sono lasciato condizionare anche da commenti da parte di altre persone (tra cui mio fratello) che mi dicevano che sono già troppo grande, e che di questo passo non lo farò più e che avrei dovuto farlo col primo che capita, tanto per e bla bla bla ma no, non sono il tipo, e quindi we'll see!

Intanto ringrazio ognuno di voi per le vostre risposte e i vostri punti di vista, siete stati davvero preziosi, vi auguro nuovamente una buona serata! :)


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 Oggetto del messaggio: Re: Ho un quesito da porvi
MessaggioInviato: martedì 29 maggio 2018, 23:31 
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Iscritto il: domenica 19 giugno 2016, 17:31
Messaggi: 343
Argent ha scritto:
purtroppo anche io ho bisogno di un qualche tipo di legame, devo sentire di contare qualcosa per l'altra persona, anche se non si tratta di amore, ma appunto di un legame affettivo... no, non è quello che voglio! :)
Be', non devi dire "purtroppo", è semplicemente un tuo lato caratteriale, una tua esigenza, un modo di vedere le cose! Rispettati e basta! Non sei da condannare né tu, né chi vuole il sesso facile, bensì chi illude gli altri e li usa, oppure chi mente sulla propria salute ed espone gli altri al rischio di contagio per il proprio (infimo!) piacere. Poi io biasimo anche chi non si protegge, ma è un problema suo se è un idiota, se non bada al rischio di potersi infettarre (e ricordiamoci che non esiste solo l'hiv: purtroppo girano un sacco di malattie a trasmissione sessuale, alcune parecchio rognose o che stanno tornando incurabili o difficilmente curabili), in fin dei conti sono problemi suoi se è scemo, il lato tragico è che in genere il non volersi proteggere coincide con il non proteggere il partner, e questo non è accettabile in nessunissima maniera!!!! :evil:

Argent ha scritto:
la verità è che mi sono lasciato condizionare anche da commenti da parte di altre persone (tra cui mio fratello) che mi dicevano che sono già troppo grande, e che di questo passo non lo farò più e che avrei dovuto farlo col primo che capita, tanto per e bla bla bla ma no, non sono il tipo, e quindi we'll see!
Non conosco queste persone, pertanto non posso né condannarle né appoggiarle, però voglio sperare che non ti abbiano voluto ferire ma solo incitarti ad essere più propositivo, tenace e sicuro di te, 8a passare all'azione, insomma!) ritenendo che potessero farti del bene. Ho già detto varie volte che il confronto è prezioso, ma non dobbiamo mai permettere allo stesso di renderci delle vittime, di essere troppo sensibili, se no invece di un pungolo che ci stimola a invertire rotta, facciamo in modo di ricevere una fucilata, un maciullamento che ci fa stare ancora peggio e bloccati nei nostri casini. :( Rischiamo insomma o di esporci troppo alle cattiverie altrui, oppure di potenziare i giudizi negativi che gli altri ci rivolgono a fin di bene. è un lavoro degno di una certa maturità, ma vale la pena esercitarsi! ;)


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 Oggetto del messaggio: Re: Ho un quesito da porvi
MessaggioInviato: giovedì 31 maggio 2018, 12:27 

Iscritto il: venerdì 10 marzo 2017, 21:43
Messaggi: 147
Ciao Argent...è possibile che tutto debba ruotare attorno al sesso???

Se hai dei bisogni fisici tutto diventa abbastanza meccanico e di sicuro sai come comportarti :o

Mi ha colpito il tuo coming out fatto nonostante non conduci una vita particolarmente gaya e che quindi ti saresti potuto evitare: questo dà prova della tua trasparenza e la trovo una cosa molto bella.

Per il resto, il fatto di essere timido, sentirsi impacciato, aver paura del rifiuto li trovo dei problemi che si presentano quando uno vuole fare il passo più lungo della propria gamba.
Mi spiego: una relazione o anche una semplice notte di passione, nascono da un incontro in cui si entra in confidenza (più o meno) gradualmente. Se esci con amici e ampli le tue conoscenze, inizierai a sentirti sepre più a tuo agio con gli altri. Quando incontrerai la persona che ti piace, farci qualcosa a letto dovrà essere la conseguenza di quanto avete condiviso sino a qual momento, se vuoi che significhi qualcosa per te (e per l'altro..). Frequentarsi porta a capire per tempo, se l'altro è interessato a te oppure no. Una volta ricevuto segnali negativi (e succede a tutti prima o poi..), basta lasciar perdere.

Certo, mi rendo conto che è facile a dirsi ma nei fatti è ben diverso..d'altronde il gioco vale la candela!

In bocca al lupo :)


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 Oggetto del messaggio: Re: Ho un quesito da porvi
MessaggioInviato: domenica 3 giugno 2018, 13:54 

Iscritto il: domenica 27 maggio 2018, 16:24
Messaggi: 3
Hospes91 ha scritto:
Argent ha scritto:
purtroppo anche io ho bisogno di un qualche tipo di legame, devo sentire di contare qualcosa per l'altra persona, anche se non si tratta di amore, ma appunto di un legame affettivo... no, non è quello che voglio! :)
Be', non devi dire "purtroppo", è semplicemente un tuo lato caratteriale, una tua esigenza, un modo di vedere le cose! Rispettati e basta! Non sei da condannare né tu, né chi vuole il sesso facile, bensì chi illude gli altri e li usa, oppure chi mente sulla propria salute ed espone gli altri al rischio di contagio per il proprio (infimo!) piacere. Poi io biasimo anche chi non si protegge, ma è un problema suo se è un idiota, se non bada al rischio di potersi infettarre (e ricordiamoci che non esiste solo l'hiv: purtroppo girano un sacco di malattie a trasmissione sessuale, alcune parecchio rognose o che stanno tornando incurabili o difficilmente curabili), in fin dei conti sono problemi suoi se è scemo, il lato tragico è che in genere il non volersi proteggere coincide con il non proteggere il partner, e questo non è accettabile in nessunissima maniera!!!! :evil:

Argent ha scritto:
la verità è che mi sono lasciato condizionare anche da commenti da parte di altre persone (tra cui mio fratello) che mi dicevano che sono già troppo grande, e che di questo passo non lo farò più e che avrei dovuto farlo col primo che capita, tanto per e bla bla bla ma no, non sono il tipo, e quindi we'll see!
Non conosco queste persone, pertanto non posso né condannarle né appoggiarle, però voglio sperare che non ti abbiano voluto ferire ma solo incitarti ad essere più propositivo, tenace e sicuro di te, 8a passare all'azione, insomma!) ritenendo che potessero farti del bene. Ho già detto varie volte che il confronto è prezioso, ma non dobbiamo mai permettere allo stesso di renderci delle vittime, di essere troppo sensibili, se no invece di un pungolo che ci stimola a invertire rotta, facciamo in modo di ricevere una fucilata, un maciullamento che ci fa stare ancora peggio e bloccati nei nostri casini. :( Rischiamo insomma o di esporci troppo alle cattiverie altrui, oppure di potenziare i giudizi negativi che gli altri ci rivolgono a fin di bene. è un lavoro degno di una certa maturità, ma vale la pena esercitarsi! ;)


Per quanto riguarda mio fratello sicuramente lo ha detto per spronarmi, e sono conscio del fatto che talvolta sono troppo permaloso, e magari non comprendo subito le reali intenzioni di chi mi sta volgendo una critica magari più costruttiva che offensiva, ma si sa, quando non si vogliono magari ammettere certe verità si va sulla difensiva, si ergono muri di scuse pur di non affrontare ciò che non siamo pronti a vedere. In questo caso sono spaventato, forse dall'idea che tutto diventi troppo "reale", anche se so che l'andare a letto con uomo non mi preclude poi la possibilità di innamorarmi di una donna, però questi dubbi mi hanno buttato in una fase di stallo che dura da troppo tempo, ed è per questo che lui (o magari anche altre persone) vedendo la cosa dall'esterno mi consiglino di buttarmi col primo che capita e di provare perlomeno a vedere com'è, a sperimentare insomma!
Però c'è il "problema" come dicevo, che senza un legame affettivo io non riesco ad andare oltre, né con un uomo né con una donna... una cosa che non vi ho detto è che non son sicuro di non provare anche un po di attrazione per il genere femminile, con i maschi ne son sicuro, e non vorrei invece che talvolta mi convinca di provare lo stesso per le ragazze perché ancora bloccato nel rifiuto del mio orientamento sessuale... lo so, sono un casino di menate assurde, quando dovrei semplicemente lasciarmi andare e lasciare che le cose seguano semplicemente il loro corso naturale senza stare li a flagellarmi l'anima per cose che ancora non si sono realizzate, dovrei pensarci quando mi trovo nella situazione e non prima, perché niente è mai come ce lo immaginiamo, ma tutto questo pensare mi preclude la possibilità di essere spontaneo nella maggior parte delle occasioni.
Dunque, nuovo quesito... come staccare il cervello e lasciarsi andare?

Non so neanche se la mia risposta è stata pertinente col tuo commento, forse no, in tal caso chiedo venia :lol:


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