SONO GAY MA VOGLIO BENE ALLA MIA RAGAZZA

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progettogayforum
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SONO GAY MA VOGLIO BENE ALLA MIA RAGAZZA

Messaggio da progettogayforum » venerdì 22 maggio 2020, 9:32

Caro Project,
qualche giorno fa, navigando sulla rete, ho trovato il tuo forum e mi sono messo a leggere. Devo dire che mi ha colpito molto perché non ci sono ovvietà. Comincio a leggere una storia o una mail e mi immagino un finale un po’ da video porno, ma poi non funziona affatto così. Soprattutto c’è una cosa che mi colpisce, c’è anche il sesso ma tutto sommato non ha proprio una posizione dominante, non è un’idea ossessiva, c’è, è importante, ma ci sono pure i sentimenti. Leggere certe cose mi fa piacere perché mi ci identifico.

Ti parlo un po’ di me. Ho 24 anni, sto per conseguire la laurea magistrale e degli studi sono contento. Studiare mi appassiona e non mi pesa, perché studio cose che voglio studiare. La mia famiglia non è male, mio padre ha quasi 60 anni, ha sempre cercato di lasciarmi la massima autonomia, forse proprio perché sa che non ne abuserei, non sono mai stato capace di capirlo, mi tratta in modo affettuoso ma mi rendo conto che probabilmente per lui sono una preoccupazione, anche se non capisco il perché, dato che non ho mai avuto problemi con lo studio e penso che dopo non avrò nemmeno grossi problemi a trovare lavoro. Poi ritornerò su questo punto perché è importante, cioè è importante per me.

Mia madre non ha ancora 50 anni, si sente una bella donna e in fondo lo è. Nei miei confronti la vedo molto tranquilla e addirittura distratta, un po’ il contrario di mio padre, cioè mi vede come uno che non avrà problemi e che sta andando avanti alla grande. Poi ci sarebbe mia sorella, che ha 28 anni e che si è sposata sei anni fa. Con lei non c’è stato mai un vero rapporto, cioè con lei non si parlava mai a cuore aperto e lei non era sostanzialmente interessata alla mia vita.

Ti sarai chiesto perché fino a questo punto non ti ho detto “io sono gay”. Ecco, in realtà, pure se a 24 anni è assurdo, io ho ancora parecchi dubbi, o meglio dubbi non ne ho ma mi trovo a vivere una situazione molto particolare. Io ho una ragazza da quando avevo 18 anni io, e lei 15, la chiamerò Mary. Devo cercare di farti capire il senso del nostro rapporto perché è più complicato di come può sembrare all’esterno. Io con Mery sto bene, cioè le voglio bene, è una bravissima ragazza e anche lei mi vuole bene, ma è molto diversa dalle altre ragazze e forse proprio per questo le voglio bene. Noi stiamo insieme da quasi 6 anni e non abbiamo mai avuto rapporti sessuali e nemmeno cose che vagamente ci possono somigliare. Lei non me lo ha mai chiesto e non mi ha mai fatto capire di avere bisogno anche di un coinvolgimento sessuale.

Alcune cose sono paradossali: in pubblico lei è molto sciolta con me, mi bacia sulla bocca, mi accarezza, ma quando siamo da soli (cosa che succede anche di rado) non c’è niente di tutto questo. In fondo è stata proprio questa la ragione per cui siamo rimasti insieme: io non mi sono sentito messo alle strette, per me, in sostanza è un’amica, un’amica vera ma niente di più, cioè non è la mia ragazza nel senso che in genere i ragazzi danno a questa espressione, e c’è anche un’altra ragione, non solo non mi mette alle strette per fare sesso ma quando parliamo, e almeno al telefono parliamo molto, non mi chiede mai spiegazioni, cioè accetta che il nostro rapporto sia quello che è senza farmi e senza farsi domande. Se un sabato non ci vediamo le basta che io le dica che non posso e non mi chiede nemmeno perché.

Voglio sottolineare che lei mi considera una persona importante. L’anno scorso sono stato in ospedale per un piccolo intervento e lei è venuta a tutti i ricevimenti dei parenti e non è mancata una volta, lo ha fatto anche perché c’erano i miei genitori e lei aveva il ruolo di fidanzata ufficiale, ma se non ci fossero stati i miei genitori ci sarebbe venuta lo stesso.

Project, mi sono fatto tante domande su Mary, quelle domande avrei dovuto farle a lei, ma come lei ha sempre rispettato la mia privacy, così io ho sempre rispettato la sua e so bene che non devo assillarla e non devo intromettermi nelle sue cose.

Adesso torno a mio padre. Io penso che lui sia preoccupato perché, nonostante tutto l’impegno di Mary per svolgere al meglio il suo compito di fidanzata, lui comincia a sospettare che nel nostro fidanzamento ci sia qualcosa di strano. Noi ci incontriamo ma è evidente che non c’è tutto il trasporto che ci dovrebbe essere. Io sospetto che mio padre dia a Mary la colpa di tutto questo, che in sostanza la accusi di essere fredda e distaccata, quasi di recitare la parte della fidanzata al meglio ma di non sentirsi affatto in quel ruolo.

Mio padre pensa che il rapporto con Mary mi faccia soffrire ma non è per niente così, anzi il rapporto con lei mi calma, mi dà serenità. In effetti il mio rapporto con Mary è fuori da tutte le regole, lei non parla mai di matrimonio e anzi nei discorsi che si fanno con gli amici ha sostenuto tante volte che il matrimonio non serve se ci si vuole bene ed è una schiavitù se non ci si vuole bene.

Adesso vengo a me. So di essere gay da sempre, non ho mai avuto interessi sessuali per una donna, eppure, ti dirò, Project, io penso che la vita con Mary ce la passerei e non ho mai pensato la stessa cose di un ragazzo. Potremmo essere una coppia senza sesso e al massimo con un po’di coccole, poi certe volte penso che lei non accetterebbe mai un “legame” con me.

Voglio essere esplicito. Tutte le altre donne non mi interessano affatto, ma Mary sì, cioè mi fa tenerezza, a parte il fatto che mi chiedo sempre che cosa ci sia dietro i suoi comportamenti. Ho pensato che possa essere lesbica e potrebbe anche essere, e il fatto che non abbia mai parlato, nemmeno per minimi accenni, di una possibilità del genere non elimina certo i sospetti, perché nemmeno io ho mai parlato con lei di omosessualità. Però il non averne parlato, in fondo, non è un essere reticenti, cioè non è un inganno, noi sappiamo benissimo che ognuno di noi ha un privato e che quel privato va rispettato.

Sul lato gay, fino ad ora, non ho mai avuto storie o cose in qualche modo simili a una storia. Fantasie ne ho tantissime, ma vado avanti con quelle e con un po’ di porno. Oggi come oggi il rapporto con Mary non mi complica nulla, ma se mi trovassi un ragazzo? Non so che cosa potrebbe succedere. Credo che per Mery non cambierebbe praticamente nulla e che forse ne sarebbe pure contenta, il fatto è che avere un ragazzo non si concilia con l’avere una fidanzata che conosce la tua famiglia da anni. E poi come potrei dire a mio padre che sono gay?

Mary mi ha anche fatto un discorso strano, mi ha detto che se oggi o domani il nostro rapporto dovesse finire, lei non ne farebbe assolutamente una tragedia, noi potremmo restare benissimo amici e lo diceva con piena convinzione. Insomma, Project, questa ragazza mi piace. Il sesso non c’entra niente ma lei mi piace perché ragiona come me, e tra noi, diversamente da come pensa mio padre, c’è una sintonia praticamente perfetta. Project, io non sto imbrogliando Mary e lei non sta imbrogliando me. Chiedere spiegazioni mi sembra chiaramente fuori luogo perché anche io non voglio dare spiegazioni e poi credo che non ci sia nessun bisogno di spiegazioni. Anche con mio padre penso che andrà avanti così. Non vedo nessun bisogno di fare chiarezza. Poi, se avrò un ragazzo, allora mi porrò il problema, ma adesso, secondo me, le cose devono andare avanti così. Che ne pensi?

p.s.: Se vuoi pubblicare questa mail fallo liberamente. Ho cambiato qualcosa dei dettagli ma la storia nella sostanza è quella.

Alyosha
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Re: SONO GAY MA VOGLIO BENE ALLA MIA RAGAZZA

Messaggio da Alyosha » mercoledì 27 maggio 2020, 15:10

Era da un po' che non leggevo mail così interessanti. C'è del materiale (mio) sull'argomento, non saresti di certo il primo gay ad avere una storia con una ragazza. Ci sono molti gay sposati e con figli per giunta. Sono entrato qui dentro tanti anni fa dicendo a me stesso che ero gay. Pur sapendolo da quando avevo 18 anni andai con storie etero fino a 28. Erano tutte ragazze fatte in un certo modo, i rapporti sessuali non erano affatto assenti o poco coinvolgenti. Poi mi sono dovuto convincere che le cose stavano come avevo sempre saputo: non sono gay come lo è chi lo sa sin dall'inizio. La mia è più una bisessualità con una migliore propensione verso l'uomo. Adesso posso dirmelo con certezza, allora sentii il bisogno forte di tracciare una linea netta con il passato. L'essere gay rappresentava come un confine che mi impediva di tornare indietro.
Perché ti scrivo tutto questo? Perché è evidente che finché non fai questa operazione continuerai a cullarti dentro una storia "comoda", finché non ti predisponi tu a che certe cose possano accadere non accadranno e semplicemente questo ragazzo non arriverà mai. Hai 24 anni e se non erro sei prossimo alla laurea magistrale, una fase di passaggio importante che ti porta ad interrogarti su un rapporto durato a lungo. La tua vita di studente sta per concludersi e senti il bisogno di tirare un po' le somme e lo fai così. Ti serve ancora del tempo quello è chiaro.
Del tuo racconto due parole mi hanno colpito "privacy" e "privato", sono entrambe dette a proposito del tuo rapporto con questa ragazza, dove al di là sei sentimenti che certamente provi, primeggia fra tutte questa esigenza di rispettare lo spazio della personale intimità. Il privato può essere inteso però anche nell'altro senso di "privare", privare il rapporto di una sua componente importante, che è proprio la condivisione della propria intimità. Insomma dal privato, al privare fino al privarsi di qualcosa.
E' chiaro che se togli di mezzo questo rapporto le cose da fare non saranno né semplici, né immediate, però infondo se sei qui dentro è esattamente perché è su questa opportunità che ti stai interrogando. Valuta bene.

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