Ventun anni e un'amicizia/amore

La realtà dei gay, storie ed esperienze di vita gay vissuta
Aquilotto
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Re: Ventun anni e un'amicizia/amore

Messaggio da Aquilotto » giovedì 22 luglio 2010, 20:33

Joyello...,
penso che prima o poi gliene parlerò. Sento che dovrà succedere, e la tua esperienza è confortante. Ma credo che aspetterò di essere più tranquillo. In questo momento non me la sento proprio.
Se io sapessi cosa mi fa bene
se io sapessi cosa mi fa male
nella marea di cose e di persone che c'ho intorno
se non tradissi le mie pulsioni vere
potrei sul serio diventare
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barbara
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Re: Ventun anni e un'amicizia/amore

Messaggio da barbara » giovedì 22 luglio 2010, 21:09

La parola "accontentarsi" forse potrebbe prestarsi a degli equivoci. Mettiamo che un aquilotto , uno vero, per imparare a volare abbia la necessità di mettersi alla prova, prima di volare fin sulla cima di una montagna e allora si fermi a mezza costa, sul punto più altro che può raggiungere in sicurezza.
Lo chiameremmo "accontentarsi"?
Oppure saggezza?
In amore é la stessa cosa, credo. Gettarsi in un amore coinvolgente senza sentirsi pronti non sarebbe un salto nel buio?
Un amore incerto o improbabile , sul confine di un'amicizia, se non ti fa star male, vuol dire che in un certo senso si avvicina anche a ciò che tu ti senti in grado di vivere.
Anche se nella vita non é mai tutto così semplice; c'é il giorno che ti chiuderesti in una tana e il giorno che credi di spaccare il mondo.
Ma intanto vai avanti e non smetti si riflettere, farti delle domande.
Insomma un giorno dopo l'altro, cresci e diventi più forte.
Un abbraccio Barbara

Aquilotto
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Re: Ventun anni e un'amicizia/amore

Messaggio da Aquilotto » lunedì 26 luglio 2010, 10:36

barbara ha scritto: Un amore incerto o improbabile , sul confine di un'amicizia, se non ti fa star male, vuol dire che in un certo senso si avvicina anche a ciò che tu ti senti in grado di vivere.

Anche perché c'è da imparare ogni giorno. Ogni giorno. Ed è bello già di per sé!
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Tia
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Re: Ventun anni e un'amicizia/amore

Messaggio da Tia » martedì 27 luglio 2010, 21:51

Aquilotto ha scritto:a?)
Io stesso a volte faccio fatica a darmi dell’omosessuale. Non perché non mi sia accettato, non perché voglia nascondere a me stesso la persona che sono, ma proprio per la parola in sé, che mi sa da definizione, e che può voler dire una cosa come mille. Vivo conscio delle enormi differenze che separano me da chiunque altro e chiunque altro da chiunque altro ancora, cerco di apprezzare i tratti positivi, e di imparare, sempre, e da tutto, ma proprio non saprei darmi una definizione, e probabilmente sarebbe anche giusto che non me la dessi. L’orientamento sessuale è uno dei dettagli che compongono una persona. Amo le persone per quello che riescono a essere, quello che riescono a trasmettermi, consapevolmente o inconsapevolmente, maschi o femmine, grandi o bebè. Amo le situazioni in cui mi trascina la vita e amo poter vedere nuove cose ogni giorno come spunti di riflessione, così come vedere le stesse per lungo tempo e imparare a conoscerle e trarne qualcosa di buono per la mia vita.

A dirla tutta, e qui non so bene immaginarmi le reazioni di voi che leggete, io penso di potermi innamorare di una persona in genere, anche di una ragazza. Se trovassi la persona giusta, persona, non ragazzo o ragazza, potrei provare le sensazioni che in questi mesi ho scoperto di poter provare, e che non sapevo fossi capace di provare.
Aquilotto mi ritrovo al 100% in queste frasi che scrivi...sei molto più bravo di me a scrivere...condivido il tuo pensiero sul definirsi omossessuali...e quello sulla capacità di amare...ho conosciuto l'amore sia per una ragazza che per un ragazzo...il secondo purtroppo non condiviso in quanto lui è etero...ma vivo per rivivere quelle emozioni che ho provato...quando poi l'amore è ricambiato ci si sente al settimo cielo, tutte le cose cambiano di importanza...quasi tutto passa in secondo piano...

Non ti do consigli per quanto riguarda il tuo amico,non saprei cosa è meglio fare...ma di una cosa sono certo, continua a studiare,a impegnarti per costruire un tuo futuro,solo cosi potrai diventare indipendente ,staccarti dai tuoi genitori con cui hai un rapporto cosi difficile...ti capisco io stesso ho passato momenti in cui faticavo a concentrarmi sul lavoro,avevo un solo pensiero fisso...lui...mi sono lasciato un po andare,le cose per me importanti erano cambiate all'improvviso,mille dubbi domande...ma alla fine è necessario riuscire a separare le cose e continuare a impegnarsi per se stessi,non serve a niente lasciarsi andare e forse sognare che le cose cambino....non ho risolto attualmente i miei problemi sentimentali ,ci sto provando ma almeno ho evitato di perdere un'indipendenza che mi sono conquistato,altrimenti poi di problemi ne avrei avuti molti di più!!!

Aquilotto
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Re: Ventun anni e un'amicizia/amore

Messaggio da Aquilotto » sabato 14 agosto 2010, 22:53

Un po' di tempo dopo il mio primo post e dopo le varie risposte vorrei raccontarvi come mi sento attualmente.

Sono un po' cambiato. Cioè, non che venti giorni facciano la differenza sul comportamento di una persona, però... nel frattempo, con il mio amico-innamorato ci ho fatto un viaggio all'estero, assieme ad altri due amici. Mi sono disilluso, stavolta credo completamente. Mi sono reso conto che la sua vita è la sua e la mia è la mia. Senza rimpianti, ma con un timido sollievo, ho capito che non ha senso continuare a vagheggiare... sulla possibilità che un amore così venga corrisposto. Del resto, abbiamo passato due settimane bellissime, comportandoci naturalmente e cioè da amici. Mi sono davvero divertito e sono stato bene. Lui pure, e per me è già tanto: il viaggio l'avevo organizzato interamente io ed è una specie di successo personale.
Abbiamo anche dormito insieme, la cosa ovviamente mi ha fatto un certo effetto però sono sereno. Non sono sempre stato sereno. Il mio umore ha oscillato più volte tra il sereno e lo sconsolato. Giusto un pochino, da fuori, si vedeva, ma non troppo. Diciamo che non ero del tutto tranquillo, però ora posso dire: non sono più innamorato!

Sono passato oltre alla mia situazione, come mi sentivo prima. Non sono più disperato. Continuo a voler bene a questo ragazzo, e molto, ma da amico. Quanto ai gay in sé, ho potuto capire concretamente che lui sì, sarà tollerante e aperto, ma fino a un certo punto. Insomma, non c'è bisogno di illudersi che in fondo lui lo sia. Una buona certezza in più, che per me è fonte di tranquillità.

A dirla tutta... proprio tutta..., ho perso gran parte dell'interesse verso i ragazzi in generale. Non sorprendetevi perché non è una balla! La grande sorpresa è stata mia, prima di tutto, nello scoprire che davvero non mi attirano quasi più (immagino capiate tutti di che tipo di attrazione sto parlando). Non me lo saprei spiegare ma è così e davvero non mi è mai capitato, a questi livelli, in tutti questi anni. Non me lo sto imponendo, non è un inutile tentativo di agire diversamente dal proprio orientamento. Mi sta succedendo spontaneamente ed è davvero una sensazione insolita.

Ricordate che qualche post più su scrivevo di una ragazza che mi piaceva?
Bene, l'ho vista un paio di volte, dopodiché ieri ho scoperto che, mentre ero via, qualche altro ragazzo si è fatto avanti con lei! La cosa mi fa star male, e davvero! Immagino conosciate bene la sensazione! Passerà, lo so, magari incontrerò qualcun'altra, però di star male per una ragazza (anche se lei ovviamente non lo sa), fino a pochi mesi fa, non me lo sarei mai aspettato!

Non ho fatto finta di essere omosessuale in tutti questi anni! Attrazione per i maschi ne ho provata veramente! Ora no. (Ora molto meno). Cosa ne pensate?
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Re: Ventun anni e un'amicizia/amore

Messaggio da il principe » domenica 15 agosto 2010, 14:06

Aquilotto ha scritto:Non ho fatto finta di essere omosessuale in tutti questi anni! Attrazione per i maschi ne ho provata veramente! Ora no. (Ora molto meno). Cosa ne pensate?
Se capitasse a me una cosa del genere mi sentirei MOLTO destabilizzato. :?
Sul serio, l'idea che un giorno potrei alzarmi la mattina scoprendo che non mi piacciono più i ragazzi, ma le ragazze... mi sconvolge abbastanza... Aver fatto tanta fatica per accettare le cose come stanno per poi vedere le proprie certezze svanire in questo modo sarebbe abbastanza traumatico...

Magari sei bisessuale e quella che hai appena passato è stata un fase omosessuale... non saprei...

In ogni caso se senti che questo (cambiamento ?) è spontaneo non farti troppi problemi e cerca di vivere la tua sessualità serenamente. ;)
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Re: Ventun anni e un'amicizia/amore

Messaggio da progettogayforum » domenica 15 agosto 2010, 15:14

Ciao Aquilotto,
partiamo da un presupposto: l’orientamento sessuale nella stragrande maggioranza dei casi è stabile.
Esistono forme di bisessualità a periodi (con periodi di diversi anni) particolarmente problematiche ma in queste situazioni il passaggio da una fase all’altra si realizza senza motivazioni di tipo reattivo. Ragazzi che si sono sentiti sempre etero, si sono sposati, hanno avuto figli cominciano ad avvertire pulsioni omosessuali esclusive, si separano dalla moglie poi divorziano (nota bene senza nessuna causa individuabile che possa essere connessa col cambiamento di orientamento sessuale), si trovano un ragazzo, convivono con quel ragazzo per diversi anni, addirittura diventano attivisti gay, poi (di nuovo senza causa apparente) la loro sessualità cambia, non si sentono più realizzati come gay e hanno bisogno di una vita etero, si risposano, ecc. ecc. Questi cambiamenti nel corso della vita ci possono essere due o tre volte e sono psicologicamente molto traumatici perché distruggono la vita di relazione di una persona. Ma, lo ripeto, sono cose decisamente rare che ho visto direttamente solo in un caso, che ricalcava esattamente quanto descritto sopra. Francamente non credo proprio che la tua situazione abbia nulla a che vedere con queste cose.
Esiste poi la bisessualità intermedia in cui sussistono “contemporaneamente” sia pulsioni sessuali etero che pulsioni sessuali gay, ma anche questa situazione non mi pare che si adatti a quello di cui parli.
C’è invece un fenomeno tipico dell’orientamento sessuale che è la sessualità di fuga che andrebbe considerato con molta attenzione. Ti faccio un esempio, che è direi quello in cui più facilmente si manifestano forme di sessualità di fuga. Se un ragazzo ha subito violenza o molestie da un uomo sarà portato per reazione a cercare forme di sessualità etero proprio per non considerare il proprio orientamento come conseguenza della violenza (cosa che porta problemi non piccoli). Se un ragazzo ha subito molestie da una donna tenderà a rifugiarsi nella sessualità gay. Bisogna tenere presente che ciascuno di noi, in età infantile o comunque nella preadolescenza ha vissuto esperienze sessuali o parasessuali coinvolgenti. Queste esperienze tendono ad orientare la sessualità (imprinting sessuale) se le esperienze sono vissute come positive l’imprinting è imitativo, se sono vissute come negative è di fuga. Ma va sottolineato che l’imprinting non è una manifestazione della sessualità spontanea ma una reazione ad un episodio sessualmente coinvolgente. Spesso un ragazzo vive per anni in una sessualità di reazione all’imprinting e la considera come la sua sessualità, cosa però che non corrisponde al vero e in questi casi riaffiora col tempo l’orientamento spontaneo che può non essere assolutamente facile da accettare. Per esempio, se un ragazzo che ha subito molestie da un uomo e si è rifugiato in una sessualità etero di fuga per non pensare che la sua sessualità sia la conseguenza della molestie, troverà molto difficile accettare l’affiorare di una sessualità gay che lui collega inevitabilmente con le molestie subite. In questi casi la sessualità di fuga serve per rimuovere il ricordo delle molestie. Ma la sessualità di fuga si manifesta anche in un’altra situazione, cioè a seguito di una delusione affettiva profonda. Qui però le modalità sono diverse, la fuga si traduce essenzialmente nel rifiuto della sessualità che ha provocato le delusioni profonde. Se l’esperienza traumatica è stata in campo gay la sessualità gay ne risulta come sterilizzata per un periodo più o meno lungo. Questo fatto è spesso interpretato come un segnale di una sessualità etero, cosa che però è poco realistica, perché per essere etero bisogna innamorarsi di ragazze e non “non innamorarsi di ragazzi”. Aggiungo che, in una situazione che ho visto direttamente, un ragazzo gay, dopo aver avuto una pesantissima delusione dal ragazzo di cui era innamorato ha avuto un rifiuto della sessualità gay tale da portarlo a credersi eterosessuale e addirittura a sposarsi. Poi a distanza di tempo, la sessualità reattiva (di fuga) ha cominciato a dimostrare la sua debolezza e quel ragazzo è tornato alla omosessualità nella masturbazione pur mantenendo una sessualità etero con la moglie, accettata per quieto vivere e per non mettere i figli in difficoltà. In buona sostanza, dopo un’esperienza gay negativa, si svaluta la dimensione gay, ma pensare che questo significhi essere etero o anche bisessuale è poco realistico. Quando la fase reattiva sarà superata la sessualità tornerà ad essere libera e si orienterà di nuovo in modo spontaneo.

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Re: Ventun anni e un'amicizia/amore

Messaggio da Aquilotto » domenica 15 agosto 2010, 19:50

Urca.
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Re: Ventun anni e un'amicizia/amore

Messaggio da Aquilotto » domenica 15 agosto 2010, 23:13

Ecco, più che spaventarmi il fatto che in poco tempo mi riscopro interessato alle ragazze, mi spaventa questo... cioè di prendere male, psicologicamente, un domani il fatto che tornassi esclusivamente a rivolgere le mie attenzioni ai maschi.
Sono un po' confuso. Una cosa del genere non mi è mai capitata in sette anni.
Eppure sento che potrei davvero e sinceramente provare amore per una ragazza.
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Re: Ventun anni e un'amicizia/amore

Messaggio da progettogayforum » domenica 15 agosto 2010, 23:22

Che tu possa "davvero e sinceramente provare amore per una ragazza" è un'eventualità certamente possibile ma prima di trarre qualche conclsione lascerei passare la fase di reazione alla delsuione gay. Resta comunque certamente possibile che tu possa ritrovare anche una sesusalità etero, il rischio, se mai, è che possa non essere esclusiva. Ma al momento la situazione è magmatica e l'unica cosa che ha senso è stare tranquilli e vivere liberamente la propria affettività senza nessun preconcetto.

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