La mia (non) vicenda

La realtà dei gay, storie ed esperienze di vita gay vissuta
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Canvas
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La mia (non) vicenda

Messaggio da Canvas » giovedì 21 ottobre 2010, 22:56

Bene...
comincio con il dire che questo topic mi terrà incollata al pc per tre quarti d'ora buoni, sacrificando degnamente storia e matematica.
Intanto, io sono una ragazza di 16 anni, che ha scoperto la sua bisessualità relativamente di recente, anche se le avvisaglie erano gia alle porte.
Per fare un esempio stupido, io adoro i manga e amo anche disegnarli, e non c'è volta in cui io non scopprissi un nuovo anime/manga innamorandomi non del figo di turno ma della cattiva fredda e stronza.
Ma questo è solo un esempoi del cavolo. Con il passare del tempo,e qui parlo della prima liceo, mi sono iniziata a interessare allo yuri (manga con amori lesbici),e tutte le protagoniste delle mie storie sono sempre-sempre state lesbiche.

Perfetto,cosa centra questo con la mia vita amorosa/sentimentale?
centra. In prima liceo ho conosciuto infatti una mia compagna di classe, che per non citare ecc, chiamerò F.
F. mi ha attratto da subito. Non a livello sessuale, bensì caratteraile: era (ed è tuttore) una ragazza geniale, chiusa, determinata e dalla volontà ferrea,al ontrario di me. Insomma, volevo assolutamente esserle amica, e con la scusa dei manga e degli anime l'ho avvicinata. All'inizio lei era davvero chiusissima, triste e aveva parecchi problemi familiari. Ma provavo come un'attrazione particolare per quei suoi occhietti color cioccolato, che brillavano come il fuoco.

Morale: siamo diventate praticamente inseparabili, anche se non AMICHE. Non amiche come l'intendo io, almeno. Sarà perchè è lei che è molto chiusa o perchè sono io che mi faccio le seghe mentali, la vedo terribilmente distante.
La prima liceo è andata benissimo. Disegnavamo sempre insieme, ci conoscevamo sempre un po' di più. e stare con lei era semplicemente fantastico.
In seconda, specie verso la fine dell'anno, le cose sono iniziate a smuoversi, e il casus belli fu una mia infatuazione per una prof (sposata e di 38 anni). Fu a dir poco imbarazzante. Alchè le mie amiche cominciarono a fare due più due e ad interrogarsi, dicendomi delle volte "ma ***, scusa, tu disegni lesbiche e ti piace una prof, sei lesbica?" accompagnato da questa faccia : O_o?!
Era una cosa che mi feriva moltissimo, specie perchè sentivo che se ne avessi iniziato a parlare mi avrebbero guardato sempre peggio e mi avrebbero tagliato sempre più fuori. Non volevo. Cosi decisi di lasciar perdere e trovarmi un ragazzo, per smentire allegramente il tutto.


Dopo un'estate passata a ribadire "visto che sono etero?" si iniziò ad avvicinare il ritorno a scuola: incubo.
Non per la scuola, ma perchè tornavo a vedere regolarmente F.
E dato che la mia (breve) relazione etero era finita ad agosto, l'estate mi aveva dato il tempo di maturare il mio bisogno di stare sempre di più insieme a F.
La scuola comincia "F., vicine di banco anche quest'anno io e te vero?"
"Assolutamente, che credi? cosi potrò perseguitarti con le mie band Kpop!" [ndr:Kpop=pop coreano, i "Blue" asiatici in pratica].
Pian piano, dentro di me, iniziò a crescre il bisogno di starle vicino. Creseva cresceva e degenerava in pomeriggi di masturbazione mentale e fisica, un limbo, un amore irrefrenabile che mi spingeva a sfogarmi sul disegno e sul mio stesso corpo. Lacrime trattenute a stento, ma trattenute. Per forza. Per non perderla.
Cosa avrebbe pensato, lei, tanto chiusa e, per molti versi, infantile, se fosse venuta a sapere che una persona a lei cosi vicina se ne era innamorata? Lei, che non aveva mai avuto un ragazzo, cosa avrebbe provati sapendo che la prima persona AUTENTICAMENTE innamorata di lei fosse una donna? una donna!! una del suo stesso sesso!!!
Non mi averbbe più rivolto la parola. Mi avrebbe allontanta.
Ma io, tanto innamorata quanto stupida, non riuscivo a trattenere la mia passione. Ogni volta che era possibile (cambi d'ora, intervalli) la abbracciavo e mi appoggiavo a lei. I miei baci di saluto, quelli su una guancia e poi su un'altra, dove le labbra nemmeno toccano la pelle, per me erano il paradiso. Non vivevo per altro. Le mie labbra, si, che toccavano la sua pelle. La sfioravano, quasi ad accarezzare un cucciolo appena nato e a non volergli far male.

Ma, 15 giorni fa (più o meno, sto perdendo la cognizione del tempo) mi è arrivata una notizia: F. è spaventata dal mio comportamento. Non è che le metta paura, nel vero senso della parola. Ma percepisce il mio amore attraverso quegli abbracci e quiei baci. E li teme.
Dopo che lo seppi, gliene parlai. F., ridendo, mi rispose che non amava le "effusioni" in pubblico. Fu cosi che mi auto imposi il "Paletto Abbracci". Non potevo abbracciarla ne darle i bacini sulle guance nella scuola, nemmeno per salutarla. Un normale "ciao" e via.

Per me è cosi iniziato un incubo. In ogni momento libero, lei abbraccia tutte e dico tutte le nostre amiche, si lascia tener la mano e si lascia coccolare. Sono banalità, ma io mi vedo tagliata fuori da tutto questo. lei lo sa che io ho un'idea tutta mia di sessualità, e con questo intendo dire che lei sa che io guardo le donne anzichè gli uomini.
Hai sempre detto di accettarlo.
Hai sempre deto che per te non sarebbe cambiato niente se una di noi fosse stata "diversa"
Hai sempre detto di essermi vicina.
Hai sempre detto che posso fidarmi di te.
ALLORA PERCHé?????
perchè mi eviti??
ora che intuisci che ti amo, mi fai questo??


abbi il coraggio delle tue azioni!!! Io sarei disposta a darti il mondo, mi ucciderei per te, saprei trattarti molto meglio di come ti tratterebbero quegli apatici asiatici del ca**O!!!

ti prego guardami...Non ho mai sofferto per amore. Mai. E ora sto soffrendo per te.
Il nostro rapporto è il mio tesoro, non voglio intaccarlo in nessun motivo. Sono disposta a dimenticare la mia natura per restare accanto a te.
Non ti sfiorerei nemmeno con un dito. Ti amo troppo, amo il tuo sorriso i tuoi occhi amo tutto di te. Vorrei farti mia ma so che è impossibile.

ti prego, dimmi se c'è un modo per dimostrarti tutto questo senza ferirti...

Io arrivati a questo punto sto decidendo se reprimere il mio amore per lei, soffrendo terribilmente come gia soffro, per poi smettere e cercare un'altra più ...aperta; o cercare di perseverare, inutilmente, tanto so che lei non mi guarderebbe nemmeno se provassi a fare qualcosa di più esplicito rispetto a un bacio sulla guancia...
Dio, so che può sembrare stipido o infantile tutto questo, ma vi giuro che in questi ultimi venti giorni mi sento sotto tortura. I momenti migliori sono quando lei mi sorride o ridiamo insieme...sempre più rari entrambi.

Spero di non avervi annoiato troppo, sono logorroica e non arrivo mai al punto, mi dispiace. Questa è solo una parte delle cose che vorrei dirvi su F. e sul il mio rapporto con lei. Varebbe la pena di scrivere la divina commedia 2 pur di descriverla per bene, il ogni suo aspetto...
Il mio è stato principalmente uno sfogo, avevo bisogno fisico di mettermi qui e spiegare per bene la situazione a qualcuno. Se avrete domande, vi risponderò, voi cmnq sappiatemi dire la vostra!!

bacioni !
Le tre parole più difficili da dire a una persona?
Ti amo.
Perdonami.
Aiutami.

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riverdog
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Re: La mia (non) vicenda

Messaggio da riverdog » venerdì 22 ottobre 2010, 19:13

ehm..... ancora nessuna risposta...... vabbè ci provo io, ma mica è semplice, vediamo un pò che ci esce fuori....

beh penso che la tua storia sia molto simile a quello che hanno vissuto e raccontato tanti ragazzi gay che si sono innamorati di un amico etero.
Adesso mi tocca dire cose spiacevoli, ma sinceramente non noto niente di particolarmente strano nel comportamento della tua amica......!!

Tu hai detto di averle accennato della tua sessualità (anche ad altre amiche avevi parlato della storia della prof) la tua amica inizalmente ti aveva accettato, ti diceva che non sarebbe cambiato nulla etc etc..... solo che tra ragazze c'è questa differenza nel manifestare, a volte ostentare, la propria affettività (parlo in generale) cosa che tra maschietti non avviene o
soltanto in una minima parte..... e questo ha creato difficoltà.

Intuendo che dietro le tue gesta ci sia qualcosa di più di una normale amicizia è normalissimo che la tua amica possa aver accusato un minimo di imbarazzo
(emblematico il fatto che ti abbia detto di non amare le effusioni
in pubblico, però con le altre amiche.....)

Lei ti aveva detto che ti avrebbe accettato ugualmente, che ti sarebbe stata vicina, che ti potevi fidare..... ma un conto è avere un amico/a "diverso/a", un conto è se quel amico/a prova qualcosa per te, sono discorsi totalmente differenti!
è normale che poi ci possano essere delle situazioni ambigue che
l'etero di turno preferisce evitare e cerca quindi di mantenere un minimo di distanza.
Ma penso che questo sia anche in qualche modo positivo, per me sarebbe
una grande mancanza di rispetto e sensibilità continuare a replicare
allo stesso modo alle tue attenzioni avendo ben chiaro in mente
che date un significato completamente diverso allo stesso gesto.
Se si comportasse in questo modo le complicazioni sarebbero inesorabilmente destinate ad aumentare, potresti finire per convincerti che anche lei in qualche modo ti corrisponda, oppure ti metteresti in attesa che questo possa accadere, i tuoi sentimenti crescerebbero sempre di più ed anche il senso di frustrazione..... poi finisci in un vicolo cieco e sono problemi. :|

NB questo potremmo definirlo un punto di vista gay della situazione,
se poi queste considerazioni sono applicabili al mondo lesbico oppure
vi sono dinamiche differenti non lo so..... :roll:

PS speriamo almeno che non ti abbiano "beccato" ne storia ne matematica!! :D

barbara
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Re: La mia (non) vicenda

Messaggio da barbara » venerdì 22 ottobre 2010, 19:47

Concordo molto , Canvas, su ciò che dici spesso riguardo alle sensazioni , e cioè che le sensazioni sono spesso “fisiche”.
Soprattutto da ragazzina , quando ho sperimentato in modo più intenso il dolore dell’amore non corrisposto o del sentirsi esclusi , ho avuto proprio questa impressione: che non fosse un dolore mentale. Può accadere di sentire una fitta nello stomaco o in un punto ben preciso del torace, ma in ogni caso per chi ci è dentro si tratta di una sofferenza che è molto “concreta”. Così concreta che è davvero difficile evitare che investa l’intera giornata e che diventi il centro dei tuoi pensieri. Se poi l’origine di tutto questo è il compagno di banco all’inizio dell’anno scolastico… beh!... stiamo parlando di una situazione che è molto molto faticosa da gestire.
Nel forum , come avrai forse letto, ci sono molte testimonianze simili alle tue e ti renderai conto che disinnamorarsi non è mai facile né veloce . Quello che mi è sembrato di cogliere dai racconti dei ragazzi è questo : quando l’amico ha un comportamento chiaro di presa di distanza diventa meno complicato accettare la realtà dei fatti. Quando viceversa l’amico manda messaggi ambigui , si viene trascinati nel miraggio di qualcosa che non esiste fino confondere ciò che è possibile con ciò che non lo é.
Ora, nella difficoltà in cui ti trovi , mi pare che tu abbia avuto la fortuna di imbatterti in una persona che non ti ha rifiutato come amica, non ti ha giudicato, ma al contrario ha cercato di mettere dei paletti necessari, soprattutto a te, prima che a lei . E lo ha fatto con delicatezza, cercando una motivazione che non ti mettesse a disagio. E’ chiaro che i tuoi abbracci hanno un significato differente da quello delle altre compagne ed è questo il motivo per cui la tua amica te li nega, esattamente come non offrirebbe una caramella a un diabetico. E’ un tipo di dolcezza, come direbbe qualcuno che un tempo frequentava questo forum, che per te è un autentico veleno.
Il fatto che te li neghi testimonia la sua amicizia per te, come dice anche Riverdog.
So che tutto questo non ti impedirà di soffrire, ma renderti conto di come stanno le cose è il primo passo per sperare di incontrare qualcuno che possa condividere con te il tipo di rapporto che ora desideri.
Fatti forza e cerca di voltare pagina
Un abbraccio
Barbara

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progettogayforum
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Re: La mia (non) vicenda

Messaggio da progettogayforum » venerdì 22 ottobre 2010, 19:55

Ciao Canvas,
non avevo proprio visto questo tuo post. L’ho letto con estrema attenzione e ho avuto l’ennesima conferma del fatto che il modo di vivere l’omosessualità per un ragazzo e per una ragazza è sostanzialmente lo stesso. Mi sono sempre occupato di ragazzi gay ma ultimamente ho rivenuto anche delle mail anche da ragazze omosessuali. Con queste ragazze si crea un dialogo strettamente simile a quello che si crea con i ragazzi. Vorrei dire che la simmetria è nettissima. Il tuo post potrebbe benissimo, con minime variazioni, essere stato scritto da un ragazzo, le sensazioni sono le stesse, i problemi di tipo psicologico e di inserimento sociale sono praticamente identici. Per questo motivo sono veramente contento che nel forum ci siano anche ragazze e soprattutto persone come te che meritano il massimo rispetto per il loro modo serissimo di affrontare i sentimenti. Grazie del tuo post che è veramente prezioso.
Adesso entro nel merito. Leggendo il forum avrai potuto vedere che di storie di innamoramenti verso un etero ce ne sono molte, è una passaggio inevitabile per il quale tutti i gay (uso il termine indifferentemente per ragazzi e ragazze, dato che in effetti mi sembrano situazioni strettamente simili) prima o poi passano, ma è appunto un passaggio. Quando dici che saresti disposta a sacrificare la tua sessualità pur di rimanere vicino a quella ragazza, dici una cosa bellissima, tipica degli innamorati, ma nello stesso tempo trascuri l’idea che per vivere una storia d’amore bisogna essere in due e che se la ragazza che ti interessa è etero, etero resterà e tu non sarai mai per lei il centro della vita affettiva. Vivere un amore unilaterale è una sofferenza logorante ed è una situazione che alla lunga produce incomprensioni e rancori, perché con gli anni si capisce che si sta gettando via la vita. Capisco che non è questo il discorso che può piacere ad una ragazza innamorata, ma sognare ad occhi aperti che qualcosa possa cambiare nel senso che vuoi tu è del tutto fuori dalla realtà, per questo faresti bene a non proiettarti troppo verso cose impossibili.
Un abbraccio.

Alyosha
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Re: La mia (non) vicenda

Messaggio da Alyosha » sabato 23 ottobre 2010, 4:37

Ciao Canvas non so se basta un benvenuto, però non ho molto altro da dirti che un calorosissimo "benvenuta". Il mio benvenuto vale dieci volte di più però, visto che ho pubblicato un post giusto l'altro ieri, ho ricevuto circa una decina di messaggi di benvenuto e devo ancora vincere la mia di ansietà per aver pubblicato il mio do post :D . I post che ho ricevuto dicevano molto di più in realtà, però io ho solo capito "benvenuto", che poi significa soltanto "capiamo la tua sofferenza il tuo smarrimento, perché in un modo o nell'altro le nostre storie si somigliano tutte quante". Quindi mi sentivo di restituirti questo meraviglioso benvenuto, che a me ha fatto stare tanto piacere, che poi significa soltanto: "capisco la tua sofferenza e il tuo smarrimento, perché in un modo o nell'altro le nostre storie si somigliano tutte quante". Non so perché, ma per farmi stare meglio mi è solo bastato sapere che c'era tanta gente come me, disposta ad ascoltare e ad accettare prima ancora che di capire. Questo non risolve i problemi però aiuta. Altro con tutta sincerità non ti so dire... sono il primo che, con un po di ritardo, ha tanto lavoro da fare su di se e quindi non me la sento proprio di dare consigli... Tu mi sembri però aver già fatto tanto, sei riuscita ad innamorarti liberamente e senza condizionamenti e mi pare che questo raccolga in sé l'essenziale. Voglio dire alla tua età avresti potuto lasciarti condizionare da una società che se è possibile con le donne è ancora più severa e invece sei andata dritta come un treno verso ciò che volevi e te ne sei fregata altamente di ciò che per te avrebbero voluto gli altri. Mi pare sia questa la cosa più importante (voglio dire adesso staresti male anche se si trattasse di un tuo amico e il tuo amore non fosse ricambiato). Hai così tanto tempo per trovare l'amore, mentre non è mai troppo presto per fare i conti con se stessi e capire ciò che si vuole. E mi pare che qualcuno la dicesse lunga mentre diceva "ama e fa ciò che vuoi". Amore e volontà camminano assieme, impara a volere e imparerai ad amare.

Alyosha
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Re: La mia (non) vicenda

Messaggio da Alyosha » domenica 24 ottobre 2010, 1:27

Non ci dormo da ieri... hai preso il tuo nomignolo da "the Lost-Canvas", l'ultima serie dei cavalieri dello zodiaco? Ci sono cresciuto con quel cartone animato:).

barbara
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Re: La mia (non) vicenda

Messaggio da barbara » lunedì 25 ottobre 2010, 7:37

Ciao, Canvas. Il lunedì mattina è dura un pò per tutti, ma qui al forum forse non c'è nessuno che in questo momento lo subisca quanto te , perché hai sedici anni e stai nello stesso banco con la persona che non può ricambiare il tuo amore .
La tua storia mi ha colpito molto e in questo quattro giorni ti ho pensato spesso, cercando di trovare altre parole da dirti, ma in verità qui ci vorrebbe un abbraccio , punto e stop.
Spero che i tuoi amici , almeno loro , riescano a starti vicino , a trasmetterti un pò di forza, anche se tanta forza c'è già in te .
Lo si sente da come scrivi . Dai l'impressione di essere una ragazza molto profonda, con una capacità non comune di esprimere le proprie emozioni.
E questo, credimi, aiuta molto. Anzi ti invito a farlo. Ti sarebbe molto d'aiuto tenere un diario dei tuoi progressi e anche delle tue "ricadute" , una specie di diario di bordo di questo viaggio attraverso la tua (non) vicenda.
Puoi usare questo spazio, quando vuoi condividere con noi qualcosa. Sarà utile a molti, soprattutto alle ragazze che leggono progettogay, potersi identificare con te, soffrire con te e sperare con te , credimi.
Se vorrai farlo noi ti aiuteremo a commentarlo , a far si che questo spazio diventi la traccia di un 'esperienza che, comunque sia, resterà una parte di te , per tutta la tua vita, perché è proprio vero che il primo amore, qualunque cosa succeda, non si scorda mai.
Ti posso anche dire che la memoria poi lo trasforma e gli restituisce tutta la bellezza, che quando soffri non puoi cogliere pienamente.
Non puoi apprezzare, se non dopo molto tempo, la bellezza del sentimento che è stato in te, così intenso e generoso e innocente, come i tuoi sedici anni.
Ma , come come ti dicevo, ci vorrà tempo e molto impegno da parte tua. Metticela tutta, lo devi a te stessa e a quella persona speciale che da qualche parte ti sta già aspettando e che ti farà battere nuovamente il cuore.
Nonostante tutto, buona giornata, Canvas.

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Re: La mia (non) vicenda

Messaggio da Charming Princess » lunedì 25 ottobre 2010, 23:38

Canvas ha scritto: Per me è cosi iniziato un incubo. In ogni momento libero, lei abbraccia tutte e dico tutte le nostre amiche, si lascia tener la mano
Mi fai sentire in colpa. Davvero.
apatici asiatici del ca**O!!!
...Grazie.

Bene, passando alle cose serie, ci vorrebbero 10 pagine di post solo per descrivere adeguatamente la situazione - che Canvas ha illustrato in modo assai semplificato, ahimè.
Mi dispiace smentire Barbara, ma il rifiuto è meno delicato di quanto possa trasparire dal post. Il rapporto fra F. e Canvas è molto più complesso di quanto lei stessa sia riuscita a descrivere, ma lascerò che ognuna di noi parli per sè.
Dopotutto il nostro dolore è il medesimo, e fondamentalmente non ci resta che condividerlo per tirare avanti. Canvas, te l'ho già detto di persona, ma spero che anche il tuo animo possa presto trovar requie, e convivere col dolore senza rischiare di spezzarsi.

Gli esseri umani provano continuamente dolore dell'animo... è perché l'animo soffre tanto facilmente che anche il vivere risulta doloroso... e in particolare il tuo animo è delicato come il vetro... meritevole d'affezione... cioè ti voglio bene...

Questa citazione di Kaworu condensa tutto ciò che ti direi con millemila giri di parole. Perdonami, del resto non ti è estranea ormai la mia mancanza di inventiva xD

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Re: La mia (non) vicenda

Messaggio da Canvas » martedì 26 ottobre 2010, 7:22

Scusate se ci ho messo tanto a rispondere, ma a parte i compiti in classe, volevo schiarirmi un po le idee. In questo weekend ho provatoa d accennare la mia bisessualità a mio padre, che molto seriamente ha iniziato a chiamarmi "ugo"...-.-
Innanzi tutto grazie davvero, ho scoperto che voi siete persone fantastiche, so che sembrerà strano dirlo dato che non ci conosciamo di persona, ma chiunque sappia supportare una pefetta estranea con queste parole, non puó che essere una persona fantastica.
Grazie davvero per tutto, non sapete quanto mi rincuori.
Ps scusate la risp corta ma dv andare a scuola e nnon ho tempo...
Le tre parole più difficili da dire a una persona?
Ti amo.
Perdonami.
Aiutami.

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Re: La mia (non) vicenda

Messaggio da car » martedì 26 ottobre 2010, 17:41

Ciao Canvas, mi è stato suggerito di leggere il tuo post. Ora l'ho letto; siamo tutti e due nella stessa situazione, solo che io ora sono all'Università. In bocca al lupo per tutto :)

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