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 Oggetto del messaggio: TRENTENNI GAY RINUNCIATARI
MessaggioInviato: martedì 11 aprile 2017, 20:20 
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Iscritto il: sabato 9 maggio 2009, 22:05
Messaggi: 5064
Sono stanco, certe volte mi sento proprio fuori posto, mi sento agitato, confuso, senza une direzione precisa, cambio parere ogni quarto d’ora, cerco conforto nel giudizio altrui, quasi me ne sento dipendente, se quel giudizio mi è favorevole ne sono contento e lo sopravvaluto, se non è secondo quello che penso io me ne sento depresso. Mi sento un individuo gretto, senza prospettive ideali, molto calcolatore, piccolo di cervello e tutto chiuso su se stesso. Sono incapace di fare cose serie, cose vere, cose che hanno un valore morale. Non sto parlando del lavoro che va più o meno bene sempre con la solita navigazione in acqua bassa. Sopravvivo nel piccolo cabotaggio, rintanato in pensieri e in dubbi gretti, sono incapace di guardare lontano, sono avaro, invidioso, sembra un paradosso ma la lussuria è il minore dei miei vizi, perché del sesso non solo posso fare benissimo a meno, ma di fatto l’ho archiviato, neanche per scelta, solo per debolezza, per fatica, perché ci vorrebbe una partecipazione che non c’è più e forse non c’è mai stata. Quella che invece c’è sempre di più è la paura di lasciarsi andare a cose che possono creare problemi, aspettative, illusioni di vario tipo: la mia regola è: “stando fuori, almeno non si hanno problemi.” E quindi tutto è vissuto dal di fuori, quel poco che è vissuto. Vivo all'insegna del precario, e dire vivo è già esagerare, perché in realtà sopravvivo. Non ho molta stima di me stesso, l’ho avuta in altri tempi ma piano piano la sto perdendo, non parlo di autostima come effetto del successo sociale, perché la gente non mi conosce ma di autostima proprio come valutazione di sé, indipendentemente da altri parametri. Non mi sento un brav'uomo, sono una persona onesta per abitudine, perché non essere onesti è faticoso, la mia onestà ha la lettera minuscola, perché l’Onestà con la lettera maiuscola richiede volontà e impegno. Sono onesto per paura dell’autorità, per evitare guai, non per vocazione. Che effetto mi fanno oggi i ragazzi? Se c’è qualche bel ragazzo mi colpisce, a qualche ragazzo ho voluto e voglio ancora bene (ovviamente tutto e solo nella mia testa), ma sono pochissimi, la stragrande maggioranza dei ragazzi mi è totalmente indifferente, mi hanno detto che non mi concentro sui ragazzi ma su quello che potrei fare con loro, ma la cosa mi sembra proprio grottesca, in realtà di quello che in teoria si potrebbe fare con un ragazzo non mi interessa assolutamente nulla e certe volte mi chiedo perché al sesso fisico si attribuisce tanta importanza. Ho ancora i miei sogni, non cerco più di realizzarli, me li tengo come sogni, come fantasia che non si concretizzerà. Mi dicono che ormai sono vecchio, anche se non ho ancora 30 anni, o che ragiono da vecchio, che sono vecchio dentro, e forse è vero. Mi dicono che sono un po’ depresso, ma in realtà mi sento solo stanco, non stanco di vivere, ma stanco fisicamente e di conseguenza anche mentalmente. La scorsa estate mi hanno proposto di fare le vacanze insieme con gli amici (tutti etero), io sono rimasto a casa, non sono andato con loro ma nemmeno con i miei amici gay (una coppia), me ne sono rimasto a casa, praticamente da solo. Certe volte penso che mi piacerebbe farmi coinvolgere in qualcosa di serio, di moralmente impegnato, ma ogni volta che se ne presenta l’occasione (alcuni amici fanno volontariato) faccio di tutto per schivarla con la massima cura. Sogno un ragazzo, ma oggettivamente non lo desidero, mi basta l’idea, perché so che non funzionerebbe, quando ci ho provato è durata pochissimo ed è finita male. E poi i motivi di incomprensione, che alla fine distruggevano tutto, erano i più incredibili, praticamente sempre legati alla privacy, cioè al fatto che non tolleravano che io volessi tenere almeno un po’ del mio privato solo per me. Mettersi insieme, ok, lo capisco, ma mettere insieme proprio tutto no! Ci sono cose più private perfino del sesso, che non voglio condividere con nessuno, in fondo, coppia o non coppia, ognuno resta se stesso e il mondo suo più intimo se lo tiene ben stretto. Per esempio non sopportavano che io non parlassi mai dei miei ex, se così li posso chiamare, ma tra me e i miei cosiddetti ex c’era un mondo privato in comune che non apparteneva agli altri ragazzi. Gli ex sono ex, e va bene, ma almeno hanno lasciato un ricordo che è solo mio e loro, tutti gli altri non c’entrano. Mi sento debole e lo sono, sia fisicamente che moralmente, e mi piacciono i ragazzi deboli, sogno di abbracciarli e di addormentarmi nel loro calore. Ovviamente non succede niente di tutto questo, ma è meglio il sogno di una brutta realtà piena di condizionamenti assai poco nobili. In fondo ognuno cerca di realizzare il suo sogno, di trasportarlo nella realtà ma questo significa che la coppia non esiste e che ciascuno vuole solo cercare un altro protagonista per la “sua” storia, un secondo protagonista che va bene nella misura in cui recita il suo ruolo in commedia, non conta quello che è, ma come recita la sua parte, solo che anche lui ha i suoi sogni e vuole tirarti dentro il suo sogno e vuole che anche tu reciti la parte che lui ha in testa per te, questa sarebbe la vita di coppia! Meglio sognare, è molto meno impegnativo e poi i sogni non si devono necessariamente condividere con qualcuno.
Project, mi rendo conto che questa mia mail stride parecchio col clima tutto positivo (o quasi) del forum, comunque fanne quello che vuoi. Non ti nascondo che un po’ mi piacerebbe sapere che ne pensano gli altri.
Uno Qualunque



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 Oggetto del messaggio: Re: TRENTENNI GAY RINUNCIATARI
MessaggioInviato: martedì 11 aprile 2017, 21:27 

Iscritto il: domenica 12 ottobre 2014, 14:11
Messaggi: 96
Cita:
Project, mi rendo conto che questa mia mail stride parecchio col clima tutto positivo (o quasi) del forum, comunque fanne quello che vuoi. Non ti nascondo che un po’ mi piacerebbe sapere che ne pensano gli altri.


Caro Uomo Qualunque,
in effetti non è molto positivo il tuo messaggio. Dici di essere stanco... forse, se stai comunque reggendo psicologicamente, non ti sembra arrivato il momento di cambiare qualcosa? Se poi la situazione peggiora è molto più difficile. Magari sei stanco di questo guardare dalla finestra...
Penso sinceramente che la situazione che descrivi sia lo specchio del tuo carattere. Non può che andare in questo modo così. Ma sei davvero sicuro che sia quello che vuoi e quello che ti far star bene? In caso negativo... cambiare se possibile!!! A piccolissimi passi e nel rispetto del tuo carattere di fondo.
Ciau
Milos


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 Oggetto del messaggio: Re: TRENTENNI GAY RINUNCIATARI
MessaggioInviato: martedì 11 aprile 2017, 22:04 
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Iscritto il: venerdì 19 giugno 2015, 13:55
Messaggi: 191
Leggendo la tua storia ho riletto il mio testo "Pensieri di un vecchio bambino".

Non che voglia fare pubblicità ma se ci perdi 5/10 minuti a leggerlo, capisci perché.

Io comunque arrivato alle tue stesse considerazioni ho deciso di far quantomeno spiccare le mie doti che sapevo esistere da sempre. Ora mi sento realizzato e mediamente felice, questo senza coinvolgere terze parti instabili e il loro frenetico mutare emozioni e idee. Buona fortuna


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 Oggetto del messaggio: Re: TRENTENNI GAY RINUNCIATARI
MessaggioInviato: mercoledì 12 aprile 2017, 7:10 
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Iscritto il: sabato 28 dicembre 2013, 22:27
Messaggi: 836
Vabbè Uno Qualunque ti risparmio lunghissime esegesi. Da un punto di vista puramente esortativo ti dico che se la spugna non l'ho ancora gettata manco io che di anni ne ho 57... vedi un po' tu. Ma questo lascia ovviamente il tempo che trova perché anche un pessimo giardiniere sa benissimo che da semini di una stessa specie apparentemente tutti uguali non nascono mai piante perfettamente uguali e quindi... Sul piano di questo privato, di questo piccolo giardino segreto di cui tu senti il bisogno di mantenere una parte protetta, nulla da dire. Come quei quattro che mi leggono già sanno, tuttavia, io credo che, sul piano sessuale, il problema sia spesso l'opposto. Anche troppe volte si finisce col celare fin troppo e non ci si vuole aprire abbastanza al/la partner. Tu, ad esempio, parli di questo sogno di abbracci e di calore che è cosa per me del tutto comprensibile perché la condivido con te ma, ad esempio, al mio ragazzo o al ragazzo che sogno, non applico mai un'idea di inferiorità/debolezza ma sempre di uguaglianza complessiva. Il pensiero contrario mi mette leggermente a disagio e, se li scelgo snelli è forse perché c'è il rischio che, se sono troppo grossi e palestrati manco ci arrivi ad abbracciarli :lol: . Queste sono tutte piccole cose che non costituiscono ostacoli severi ad un rapporto ma, se per caso io avessi sottaciuto il fatto comunissimo di aver pulsioni sessuali di tipo sadico o masochista ad un partner la cui fantasia sessuale fosse, come nel nostro caso, di tipo accuditivo, dove credi che potrebbe andare una relazione che parte con un piede talmente sbagliato? Concludendo, per quello che è il mio pensiero e la mia modestissima esperienza, il segreto non sta tanto nel privare la/il partner di una parte della nostra privacy ma piuttosto nel concedersi necessari spazi di libertà per ciò che inevitabilmente, piacerà diversamente ad entrambi.
Ciao :)


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 Oggetto del messaggio: Re: TRENTENNI GAY RINUNCIATARI
MessaggioInviato: martedì 18 aprile 2017, 12:18 

Iscritto il: giovedì 23 marzo 2017, 14:48
Messaggi: 4
Ciao Uno Qualunque!

Nell'email ti definisci stanco. Ma stanco di che?

Forse ti riferisci a un mondo in cui non ti ritrovi, perché le persone gay che hai incontrato non sono come te le aspettavi o perché le esperienze che hai avuto non ti hanno soddisfatto o perché non vedi prospettive.

Dici che il lavoro va bene, non mi pare che avverti la presenza di grandi problemi, sicuramente ci sono diverse persone che ti vogliono bene e non ti fanno sentire il peso della solitudine. Ma tutto questo non basta.

Tu stesso affermi che il tempo passa, che ti senti vecchio. E' successo anche a me. Ti dico che è vero, il tempo passa, ma conta solo come lo si passa. Più di tutti, qualche tempo fa, mi ha fatto riflettere un amico che mi ha ricordato un vecchio luogo comune: la vita è breve.

Troppo breve per stare fermi sul divano ad aspettare il niente. Troppo breve per farsi passare davanti le persone dimostrando sufficienza. Troppo breve per ignorare le occasioni che si presentano per avvicinarsi alla felicità.

Più che stanco, a me sembri demotivato. Ogni persone porta dentro di se pregi e difetti. Sta a noi tirarne fuori il meglio.

Un'ultima cosa: non sei uno qualunque, sei Uno Particolare.

A presto


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 Oggetto del messaggio: Re: TRENTENNI GAY RINUNCIATARI
MessaggioInviato: giovedì 20 aprile 2017, 12:54 

Iscritto il: venerdì 10 marzo 2017, 21:43
Messaggi: 93
Un saluto a "Uno Qualunque" e grazie per la sua email.

Concordo pienamente con Mental in tutto, soprattutto che nessuno di noi è "uno qualunque", ma che siamo tutti "uno in particolare"!

Quando incontro persone del tipo di "Uno Qualunque" rimango sempre un po' sconcertato: non so se ci sono o se ci fanno. Non voglio assolutamente mancare di rispetto a nessuno e perciò mi spiego..

Se ci sono: ok questo è il loro carattere. Chi gli sta attorno gli può dare un aiuto (e sicuramente lo fa con piacere), ma altro non può fare: gli unici che possono darsi una mossa sono loro stessi! Nello specifico "Uno Qualunque" non mi sembra a cattivo punto poichè ha preso coscienza di quello che è nel bene e nel male. La sua analisi dimostra che ha una lucidità cristallina e sale in zucca, quindi se gli va ok così, pace. Altrimenti poichè sa bene cosa vuol dire sopravvivere, può iniziare finalmente a vivere! (e gli altri commenti ne sono d'ottimo spunto..). :)

Se ci fanno: molte persone, per una sorta di narcisismo interiore si crogiolano nelle propire debolezze aspettando di essere adulati e messi al centro delle attenzioni altrui, affinchè chi gli stia attorno possa "aiutarli". Ad esempio lo scrivente dice di non avere stima di sè e di percepire gli altri come superiori, ma poi agisce all'esatto opposto giudicando i comportamenti altrui (qui tanto debole non mi sembra...):
- del sesso non se ne "interessa assolutamnete nulla" ma è infastidito che se ne dia così tanta importanza. Chi gliel'ha detta questa cosa?? C'è semplicemente chi ha voglia di far sesso e di sicuro non va giudicato. Leggendo nel forum (o più facilmente rapportandosi con gli altri nella vita quotidiana) mi pare sia palese che invece la gente dia importanza ad un'altra cosa che si chiama AMORE...;
- si parla delle relazioni di coppia, dei segreti che "Uno Qualunque" tiene per sé e i suoi ex (ma non diceva di aver voluto e di voler ancora bene a qualche ragazzo "tutto e solo nella sua testa"?). Anche qui non mi sembra così sottomesso come dice di essere: stare in coppia non è un obbligo, ma una scelta che spesso non ci si accorge neanche di fare. Se lui ci tiene tanto alla sua preziosa privacy, probabilmente la parola coppia non gli si addice (anche se spiegare al proprio ragazzo di avere delle innocenti esigenze, dovrebbe trovare dall'altra parte comprensione) e nessuno lo giudica per la sua scelta di vita. D'altro canto offende tutti coloro che si mettono in gioco banalizzando con: "è meglio il sogno di una brutta realtà piena di condizionamenti assai poco nobili"... grazie del poco nobili, quanto vorremmo essere tutti alla sua altezza, sua maestà! :) Poi entra in gioco la commedia e il ruolo da protagonista che ognuno vuole dare alla "propria" storia, la recita e altro..Anche qui gli altri non hanno capito nulla mentre è lui a svelarci la verità: va bene così, ma "Uno Qualunque" non diciamo poi di essere così diversi da quello che siamo!

L'autore dice di aver piacere nel sapere cosa ne pensano gli altri su quanto scrive. Non vorrei sembrare cinico e cattivo, ma lui nel post parla di sè senza esprimere desiderio di voler cambiare, dando l'impressione di interessarsi all'essere considerato più che aiutato.
Se mi sbaglio ne chiedo sommessamente perdono, ma se è così questa la trovo una grande forma di egoismo. Nel post si legge di una persona giovane indubbiamente dotata di: intelligenza, salute (non ne fa cenno del contrario) e persone a lui vicino, che chiede attenzioni, mentre c'è gente all'interno ed all'esterno del forum che soffre e che vorrebbe trovare una soluzione ai propri dolori rischiando il tutto, anche la propria dignità...eccoti accontentato.


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 Oggetto del messaggio: Re: TRENTENNI GAY RINUNCIATARI
MessaggioInviato: domenica 23 aprile 2017, 16:24 

Iscritto il: giovedì 14 maggio 2009, 21:35
Messaggi: 111
Io invece capisco perfettamente Uno Qualunque, mi trovo nella sua stessa situazione e mi ci ritrovo tantissimo nella sua condizione.


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