In attesa della legge contro omobitransfobia e misoginia...

Solitudine, emarginazione, discriminazione, omofobia...
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LittleDreamer
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Iscritto il: lunedì 8 giugno 2020, 21:47

In attesa della legge contro omobitransfobia e misoginia...

Messaggio da LittleDreamer » martedì 18 agosto 2020, 21:16

Un caloroso saluto a tutti voi che ancora frequentate questo forum!
Poco tempo fa sono tornato su Progetto e durante la mia assenza molte cose sono cambiate nella mia vita, fortunatamente in meglio. Come già accennato nella neo-presentazione, tuttavia, non mancano zone d'ombre, piccole inquietudini e paure (ma del resto, chi ne è privo?).
Non sapevo bene in quale categoria postare questo mio nuovo argomento, non trattandosi di vero e proprio "disagio", per il quale necessito di una seduta di psicoterapia, ma piuttosto vorrei raccontare la mia esperienza soggettiva e ascoltare le vostre riflessioni su questa situazione che è venuta a crearsi, e sulla mia speranza che la legge contro l'omofobia venga approvata dalla maggioranza al più presto, perché sono stanco di leggere e ascoltare tramite social di risse, aggressioni perpetrate dal branco nei confronti di ragazze e ragazzi omosessuali o semplicemente di donne (basti pensare allo stupro di quella ragazzina di 15 anni se non sbaglio, la quale è stata violentata da 3 ragazzi).
Ecco, questa situazione mi mette un'angoscia profonda e mi sono reso conto che nel corso di questi due anni sono cambiato.
Credo sia necessaria una piccola premessa: in passato avevo un altro account di cui poi ho perduto le credenziali per accedervi, e così ho deciso di crearne uno nuovo a distanza di due anni, durante i quali mi sono fidanzato ufficialmente con il mio attuale ragazzo (e per ufficialmente intendo che l'ho presentato a casa ai miei).
Io e il mio ragazzo siamo felicemente fidanzati, certi dell'amore che l'uno prova verso l'altro e alla mia famiglia sta bene. Fin qui non c'è molto da aggiungere.
E' la sfera pubblica ciò che mi trasmette questa sensazione di "disagio" (a patto che si possa parlare di vero disagio, perché comunque è una realtà assolutamente condivisa da moltissimi ragazzi e ragazze, quindi in questo la mia è solamente una delle tante voci al riguardo.)
In passato, quando avevo 18/19 anni (ora ne ho 22) è come se avessi vissuto una "seconda adolescenza" all'insegna dell'amore gay e della piena accettazione di se stessi: parlo del cosiddetto "orgoglio gay", che uno pian piano sviluppa e che vorrebbe sbandierarlo al mondo intero, urlarlo ai 4 venti, poter dire finalmente di essere se stessi e di fottersi dell'opinione pubblica o degli sguardi indiscreti della gente che ti fissa mentre passeggi mano nella mano con un altro ragazzo, come una sorta di ribellione, la mia fase dello Sturm und Drang per intenderci.
Questo ha forgiato il mio carattere e in fondo mi è servito, ma come ogni fase anch'essa ora è tramontata.
Tutto è partito da quando ho conosciuto il mio attuale ragazzo: lui a differenza mia è più chiuso, ha un carattere più introverso, maggiormente attento alla sostanza del rapporto che alla forma, specialmente a quella che molte coppie anche tramite social vuol sbandierare alla community di Facebook o Instagram. Ecco, in qualche modo quando due persone stanno insieme è come se pian piano i due caratteri tendessero a (con)fluire l'uno verso l'altro come qualcosa di dinamico, proprio quando si è disposti da entrambi le parti a scendere a "compromessi". Ammetto che all'inizio avrei preferito che lui mi tenesse la mano più spesso in pubblico ad esempio, ma stiamo parlando di ben due anni fa! Ora è cambiato praticamente tutto e la quarantena ha in qualche modo influito su questo che sto per raccontarvi. Vedere la gente per strada fare assembramento o addirittura nei mezzi pubblici senza mascherina è come se avesse suscitato in me un certo malessere, una sorta di misantropia latente e perdita di fiducia nel genere umano, sia dal punto di vista della prevenzione e della tutela della salute in piena emergenza Covid, sia relativamente al discorso dell'omofobia e del becero ostracismo della nostra destra (si veda Lega e Fratelli d'Italia).
Insomma, per farla breve: mi sono reso conto di recente che è il mio ragazzo a prendermi più spesso la mano o a sfiorarmi le dita in pubblico rispetto a me (non dico necessariamente quando c'è gente, ma quando si crea quell'atmosfera carina o romantica, lungo la spiaggia o il lungomare ad esempio), questo perché ora come ora tutto ciò che voglio non è combattere, ribellarmi o affermare la dignità della nostra coppia all'interno della società. Io sto benissimo col mio ragazzo, io amo lui e lui ama me, la mia famiglia l'ha ospitato a casa un paio di volte e nutrono stima verso di lui per la persona che è e per le ambizioni lavorative che ha. Io non ho bisogno che la gente ci riconosca come coppia dall'esterno: noi siamo una coppia e solo NOI sappiamo cosa c'è tra di noi, quali sentimenti ci sono: quando siamo insieme ridiamo, scherziamo in maniera quasi puerile, ci coccoliamo e ci facciamo quelle carezze che nascondono quel "ti voglio bene" e quel "avrò cura di te" sempre presenti nel nostro rapporto. Io mi sento assolutamente soddisfatto della "sostanza", non voglio correre il rischio di essere insultato per strada o addirittura aggredito da un branco di omofobi o di fascisti del cazzo, io voglio proteggere il nostro amore e voglio proteggere lui, come fosse un bambino, una delle cose più preziose che ho, perché lui è una persona speciale e io non voglio che subisca del male di fronte a questo mondo che, per certi versi, è fin troppo cattivo.

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Re: In attesa della legge contro omobitransfobia e misoginia...

Messaggio da progettogayforum » venerdì 11 settembre 2020, 14:18

Ti chiedo sinceramente scusa, LittleDreamer, per avere approvato solo adesso il post, la ragione è che per mia sbadataggine non lo avevo proprio visto. Se per il futuro un messaggio non fosse approvato nel tempo di uno o due giorni, ti prego di mandarmi una mail (indirizzo è sulla home forum nella sezione "contatta project").
Mi scuso ancora.

LittleDreamer
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Re: In attesa della legge contro omobitransfobia e misoginia...

Messaggio da LittleDreamer » sabato 12 settembre 2020, 21:02

Non ti preoccupare Project, sarei molto interessato a leggere le opinioni e le esperienze degli altri, anche al loro punto di vista su questo tema estremamente attuale.
Aggiungo solamente un paio di informazioni: qualche giorno fa ho sostenuto il mio ultimo esame del primo anno del corso di laurea magistrale a cui sono iscritto e tra qualche giorno riprenderanno le lezioni del secondo (e ultimo) anno della mia carriera universitaria. Ho ancora 6 esami davanti a me e la tesi, ma mi ritengo perfettamente in corso. Sembra che ad ottobre io e il mio ragazzo riusciremo a trasferirci nella nuova città e io non riesco ancora a crederci. Abbiamo affrontato tante cose in questi due anni, abbiamo vissuto più volte l'esperienza della distanza (tutt'ora siamo distanti), ma ne siamo usciti sempre più forti di prima, ed ora a testa alta vogliamo affrontare anche questa nuova fase della nostra vita, dove verremo catapultati in questa metropoli e in questa nuova realtà, adulta e indipendente, che abbiamo costruito insieme, giorno dopo giorno.

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Re: In attesa della legge contro omobitransfobia e misoginia...

Messaggio da progettogayforum » mercoledì 30 settembre 2020, 20:22

Ciao LittleDreamer, è un piacere risentirti e leggerti qui sul Forum e soprattutto è un piacere leggere una storia positiva, leggere di coppie che cercano di guardare avanti in modo positivo. Quanto alla scelta prudenziale, beh, penso sia di estremo buon senso, sai come la penso in queste cose. La scelta della dimensione privata non è una rinuncia ma una scelta che mira a tutelare il privato, che non può essere dato in pasto a chiunque, non perché ci sia da avere paura, ma perché la gente non in grado di capire è ancora molta e le persone disponibili a cambiare parere sulla base dei fatti sono veramente pochissime. Selezionerete i vostri amici e con loro potrete essere voi stessi fino in fondo, ma con gli estranei e anche negli ambienti di lavoro è consigliabile mantenere rapporti corretti di buona vicinanza o di buona colleganza ma sempre senza confondere il piano pubblico con quello privato.

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