odia chi ha movenze femminili

Solitudine, emarginazione, discriminazione, omofobia...
Rispondi
Avatar utente
konigdernacht
Moderatore Globale
Messaggi: 939
Iscritto il: giovedì 25 giugno 2009, 0:27

Re: odia chi ha movenze femminili

Messaggio da konigdernacht » domenica 27 febbraio 2011, 3:41

Never say never ha scritto:Equivale a dire da parte di un etero non particolarmente simpatizzante dei gay: "beh a me non piacciono i gay.. mi irritano ma se fossero solo loro mi adeguerei".
Beh la generalizzazione è così ampia che mi sembra assurda.
Assomiglia molto a questo sgambetto logico:
tre.4 ha scritto:quello che non mi spiego io è come può un gay(che penso voglia essere accettato nella società)essere il primo a fare classificazioni,a assere critico in maniera un po piccante verso chi è molto simile a lui?non dovreste essere uniti e combattere tutti la stessa guerra?
Cioè prima ti chiedi come uno omo fa delle classificazioni per poi dover accettare una cosa di classificazione (essere gay come lui)? Qui c'è puzza di paradosso :lol:
Never say never ha scritto:solo perchè hanno una maniera diversa di porsi?Se questi non sono atteggiamenti discriminanti...non saprei come definirli! Almeno, così mi par di aver capito.
Faccio un esempio: sono in una sala d'aspetto. Una persona trova normale mettersi le dita nel naso, facendosi le pulizie di primavera. Educazione o meno, io a quella persona non stringerei subito la mano ma la inviterei a lavarsele e poi ritornare a stringermela!
Questa non è discriminazione, ma semplicemente provare irritazione per un comportamento che a noi non sta bene! E tendo a sottolineare, ci si deve sempre inter-relazionare civilmente!
Zerchmettert, zernichtet ist unsere Macht
wir alle gestürzt in ewige Nacht

Avatar utente
Cagliostro
Messaggi: 413
Iscritto il: venerdì 4 febbraio 2011, 23:36

Re: odia chi ha movenze femminili

Messaggio da Cagliostro » domenica 27 febbraio 2011, 9:37

[quote="konigdernacht"]Sentendomi in qualche modo toccato da quello che dici ed essendo effettivamente l'unico bastian contrario, cara nemesis, ti voglio rassicurare che personalmente non discrimino i ragazzi che hanno movenze femminili, né sono il mio problema o tema di riflessione giornaliero perché fin quando non devo averci a che fare, nemmeno ci penso.

Semplicemente: come per uno spezzatino che io non riesco a mangiare ma non ci sputo sopra e se c'è solo quello, almeno un poco ne mangio, lo stesso faccio quando mi trovo ad aver a che fare con questi ragazzi: mi irritano ma non li discrimino, e se c'è da interagire, interagisco.[/quote]
Discriminazione, intolleranza e ipocrisia, tutto racchiuso in questa frase.
Non voglio pensare che tu sia veramente così. Una persona mi ha detto che sei diverso da come ti ho percepito leggendo quanto hai scritto qui sopra, voglio credere alle sue parole :|
Solo due cose sono infinite: l'universo e la stupidità umana e non sono sicuro della prima
Albert Einstein


Chi semina raccoglie,
ma chi raccoglie si china...
...e a quel punto è un attimo...

barbara
Utenti Storici
Messaggi: 2864
Iscritto il: mercoledì 14 aprile 2010, 9:22

Re: odia chi ha movenze femminili

Messaggio da barbara » domenica 27 febbraio 2011, 10:10

:roll: muble muble....
Ultima modifica di barbara il domenica 27 febbraio 2011, 13:18, modificato 2 volte in totale.

barbara
Utenti Storici
Messaggi: 2864
Iscritto il: mercoledì 14 aprile 2010, 9:22

Re: odia chi ha movenze femminili

Messaggio da barbara » domenica 27 febbraio 2011, 10:10

Non ci sono emozioni sbagliate ed emozioni giuste. Non è reprimendo ciò che proviamo istintivamente che possiamo superare certe situazioni.
Mentiremmo solo a noi stessi e prima o poi il nostro comportamento rivelerebbe che non siamo autentici . Allora che possiamo fare? Possiamo ascoltarci , dare spazio alle nostre sensazioni e cercare di capirle, proprio come stiamo facendo adesso.
A proposito di certe "irritazioni", molti psicologi hanno questa teoria: le persone che ci irritano di più rappresentano quelle parti di noi che sappiamo di avere ma non accettiamo. Il discorso degli specchi che faceva Boy-Com.
Allora mi sono chiesta cosa rappresentasse per me la donna antipatica col tailleur.
Se devo provare ad applicare quella teoria su me stessa , direi che mi ricorda quello che faccio io quando mi sento attaccata , cioè uso il mio sapere per schiacciare l'avversario . Una specie di duello per vedere chi la sa più lunga, ma che non porta a nulla di buono. Non è ovviamente l'unico atteggiamento di me che non mi piace e allora mi sono chiesta : ma perchè detesto proprio questo e non altri?
Questo mi ha portato a ipotizzare che si tratta di un atteggiamento che ha un'origine particolare . E' il frutto di una situazione che un tempo mi ha fatto soffrire e dunque rifiutandolo , rifiuto ben più di quell'atteggiamento. Rifiuto di ricordare il motivo per cui sono diventata così .
Sono diventata così quando ero piccola , perché pensavo fosse un modo per assicurarmi l'affetto che credevo di non meritare. Certi vissuti si superano, ma rimane come una sorta di ipersensibilità, un po' come quando " sentiamo che deve cambiare il tempo" perchè una parte del corpo, dove una volta ci siamo fatti male, inizia a farsi sentire.
Credo alla fine che certe " irritazioni" contengano una password che ci permette di entrare in contatto profondamente con il nostro tallone d'Achille.
Tutti noi ne abbiamo uno, accuratamente mimetizzato da qualche parte.
Buona ricerca a chiunque si voglia cimentare. ;)

Alyosha
Utenti Storici
Messaggi: 2410
Iscritto il: mercoledì 20 ottobre 2010, 0:41

Re: odia chi ha movenze femminili

Messaggio da Alyosha » domenica 27 febbraio 2011, 10:38

ha un'origine particolare . E' il frutto di una situazione che un tempo mi ha fatto soffrire e dunque rifiutandolo , rifiuto ben più di quell'atteggiamento. Rifiuto di ricordare il motivo per cui sono diventata così.
Secondo me uno rifiuta perché a suo tempo è stato rifiutato. Come gli anelli di una catena le diverse generazioni si tengono per mano, si rinnovano le promesse e si tramandono le ferite. Vedo tanti bambini riprodurre la stessa violenza subita, lo stesso tono di voce, le stesse identiche parole, che prima hanno ucciso in loro il fanciullo e adesso corrono in avanti a rigenerarsi e tramandarsi. E presto i figli saranno padri e di nuovo la stessa inutile stupidissima catena. Occorre la forza di non essere come i padri, di non ripetere gli stessi errori, di staccarsi dall'origine di quel pregiudizio che non si tramanda da adesso, ma che scivola indietro nella storia come una sorta peccato originale, come segno della bassezza di spirito cui è capace l'uomo, quando piega e assoggetta un suo fratello. Dietro questa visione c'è l'idea che il gay sia solo chi se la prende dietro, l'effemminato. La storia prima di tutto ci ha attaccatti, la religione, la cultura. Ed è come se l'altro, che è gay pure lui, quasi incredulo di essere stato graziato, si incattivisse ancora di più del primo contro il suo simile. E ogni colpo di frusta gli ricorda che per fortuna non c'è lui al suo posto, che quell'altro in verità sta prendendo anche per lui i suoi colpi migliori, perché quell'altro non si può nascondere, ma lui si.
Mi viene in mente propro un racconto di Barbara postato in questo forum, non ricordo i nomi, ma parlava di un ragazzino continuamente preso in giro perc hé di lui si sapeva che era gay (immagino si vedesse proprio) e di un'altro che infondo si sentiva in colpa, perché anche lui lo era e riteneva che quell'altro stesse incassando tutti i colpi al posto suo (forse sto proprio inventando tutto Barbara :lol:). Ecco i giovani prodi e forti, tremano e scappano di fronte all'insulto e allo sputo, e i piccoli tremanti effemminati restano a difendere tutti gli altri e forse esagerano ancora di più le loro movenze e il loro costume, come ribellione nei confronti di questo mondo che non li ha mai voluti ne mai li vorrà, perché se neanche un'altro gay è disposto a capirli allora sono veramente soli e senza possibilità di scegliere da che parte stare. Chi sono i veri maschi lo lascio decidere a voi, personalmente non ho dubbi.
Ecco solo questo volevo aggiungere al ragionamento fatto da Barbara, che condivido proprio, nell'atteggiamento e nella sostanza. L'unica cosa cui terrei in questa discussione è di evitare la battaglia tra buoni e cattivi. Konig ha espresso un punto di vista abbastanza diffuso e infondo ci sta dando la possibilità di discuterne. Altrimenti questo post sarebbe stato una noia mortale, tutti li a dirci o che siamo buoni o che siamo belli. Certe resistenze dentro di noi le abbiamo tutti e negarle è solo scorretto perché non permette di capirne bene l'origine. Io insisto su un punto alle persone non da fastidio l'idea che uno sia gay, ma proprio gli atteggiamenti effemminati. Provano quel senso di repulsione a vista di cui parla Konig, che anche quando si traduce in condotte perfettamente civili tende ad isolare le persone in questione. Ricordo bene i miei anni fino all'adolescenza e a pensarci bene non avevo troppi amici, qualche compagnetto e nulla di più. Sentivo a pelle questo senso di rifiuto e questa conseguente difficoltà a relazionarmi con il gruppo dei pari. Rifiutati in casa per quegli atteggiamenti, rifiutati fuori per quegli stessi atteggiamenti. Ho capito dopo di essere omosessuale, ma vi rendete conto che se non lo fossi stato sarei stato rfiutato solo per degli atteggiamenti? A me dispiace doverlo dire, perché sono assolutamente convinto della buona fede di tutti, ma niente è a gratis nella vita. Tutti i nostri gesti hanno un peso e alcuni dei nostri feriscono in maniera mortale senza che neanche ce ne accorgiamo, senza che ne capiamo la profondità. I pregiudizi sono catene e troppe volte capita che il servo si affezioni al tintinnio suadente che fanno quando le scrosci sulle dita.

P.S.: In tutto ciò però secondo me la domanda di tre.4 presupponeva un dubbio di ben altro genere. Potrei sbagliarmi, ma in verità ci hai chiesto se questa persona è veramente gay, visto che odia i gay, non si muove da gay e a quanto pare ti ha detto che ama te ma fa robetta con altri. Per quello che è la mia modestissima opinione, piuttosto che vedere i suoi comportamenti come segni di un incertezza nel suo orientamento sessuale li vedrei come qualcosa di non chiarito nell'anima di questa persona. Non è improbabile che di fondo, in nome di un ideale di virilità che non esiste, rifiuti alcuni aspetti della sua omosessualità e che la tua presenza lo conforti proprio in questo. In fondo stando con te può continuare a sentirsi "maschio" e questo potrebbe rendergli meno insopportabile certe cose. Non so... E' solo un'ipotesi la mia, prov a ragionarci.

Nemesis

Re: odia chi ha movenze femminili

Messaggio da Nemesis » domenica 27 febbraio 2011, 12:02

boy-com ha scritto: Secondo me uno rifiuta perché a suo tempo è stato rifiutato.
Regge fino a un certo punto. A volte ci posso essere persone che rifiutano per partito preso o per fare male agli altri.
Sarebbe come dire che tutte le persone cresciute in famiglie violente a loro volta diventeranno violenti: non è sempre così, è per questo che siamo dotati di libero arbitrio e capacità di discrnimento.
E' sbagliato trovare una giustificazione per chi rifiuta o discrimina, perchè altrimenti si alimenta questo comportamento sbagliato.
boy-com ha scritto: In tutto ciò però secondo me la domanda di tre.4 presupponeva un dubbio di ben altro genere. Potrei sbagliarmi, ma in verità ci hai chiesto se questa persona è veramente gay, visto che odia i gay, non si muove da gay e a quanto pare ti ha detto che ama te ma fa robetta con altri
Certo che può essere gay, cosa glielo impedisce?
Può esistere il gay che non accetta la sua condizione e per questo si trasforma nel peggiore degli omofobi.
Un giorno ho assistito a una scena a dir poco assurda: un uomo di colore ha detto a un altro uomo di colore "torna a casa tua extracomunitario", è lo straniero xenofobo. Ci sarebbero altri esempi ma credo basti questo per far capire che l'atteggiamento dell'amico di tre.4 non è poi tanto fuori dal normale.

Alyosha
Utenti Storici
Messaggi: 2410
Iscritto il: mercoledì 20 ottobre 2010, 0:41

Re: odia chi ha movenze femminili

Messaggio da Alyosha » domenica 27 febbraio 2011, 12:44

Nemesis le mie convinzioni più profonde mi dicono che siamo tutti vittime della finitezza dell'uomo e che quello è l'unico vero peccato. M devo essere sincero tengo questa convinzione come un ideale, perchè tante e troppo volte vedo una cattiveria che semplciemente mi disgusta. Perciò se guardo a ciò che spero ti dico che chi fa del male l'ha a sua volta subito, se guardo alle cose che succedono devo ahimé darti ragione, tante e troppe volte vedo le persone fare del male in modo gratuito per il puro piacere di fare del male. A me però non so cosa succede, ma più vedo questa cattiveria così illogica e così estrema e più tutto dentro me si ribella, perché c'è di più. Deve esserci di più. Il male peggiore però è quello fatto con superficialità. Il male di chi neanche si accorge di ciò che sta facendo. E probabilmente nessuno ne è esente. Chissà quante volte ci è capitato di ferire le persone senza neanche rendercene conto.

Never say never
Messaggi: 34
Iscritto il: mercoledì 5 gennaio 2011, 1:54

Re: odia chi ha movenze femminili

Messaggio da Never say never » domenica 27 febbraio 2011, 15:47

Cioè prima ti chiedi come uno omo fa delle classificazioni per poi dover accettare una cosa di classificazione (essere gay come lui)? Qui c'è puzza di paradosso
Nessun paradosso. Io non intendevo fare delle classificazioni, ma solamente farti capire che una qualsiasi persona potrebbe avere lo stesso atteggiamento nei tuoi confronti. E non penso che ti farebbe piacere essere trattato come uno scarto. Ti prego non fare altri esempi, perchè non so quale sia peggiore dei due :mrgreen: . Sono d'accordo con te sul fatto che bisogna relazionarsi in modo civile.. ma il paragone delle dita nel naso non ha niente a che fare,quelle sono regole di buona educazione. Queste persone invece non possono “danneggiare” te in qualche modo, non hanno le mani sporche (e qui mi rifaccio anche alla domanda di tre.4).. ma è semplicemente il loro modo di fare.. né costruito né finto.. anzi ,come ha detto Barbara, il più delle volte tendono a reprimere questi atteggiamenti, proprio per non sentirsi troppo presi di mira.
Sinceramente non so perché il ragazzo citato da tre.4 abbia questo atteggiamento discriminante.. forse bisognerebbe fargli capire proprio questo concetto.. che non sono comportamenti fatti apposta per attirare l'attenzione.... anche se non capisco come uno che sa bene cosa significhi essere isolato per la propria condizione... non arrivi da solo a questo tipo di conclusione.

barbara
Utenti Storici
Messaggi: 2864
Iscritto il: mercoledì 14 aprile 2010, 9:22

Re: odia chi ha movenze femminili

Messaggio da barbara » domenica 27 febbraio 2011, 16:39

Nemesis ha scritto : Sarebbe come dire che tutte le persone cresciute in famiglie violente a loro volta diventeranno violenti: non è sempre così, è per questo che siamo dotati di libero arbitrio e capacità di discernimento.
E' sbagliato trovare una giustificazione per chi rifiuta o discrimina, perchè altrimenti si alimenta questo comportamento sbagliato

Sono pienamente d'accordo con te sul fatto che la discriminazione non è accettabile a prescindere , ma con discriminazione intendo dei gesti o delle parole che emarginano . Sappiamo che è una cosa sbagliata e che ferisce le persone.
Punire o intervenire contro le discriminazioni è utile certamente, ma sono convinta che non elimina il problema. Se non si agisce anche sui pensieri che abbiamo , qualsiasi cambiamento rischia di essere di superficie.
Ma per agire sui pensieri è necessario prenderne atto e in questo, concordo con Boy Com , Konig ci ha offerto l'opportunità di discutere. Quanti avranno le sensazioni che ha descritto lui ma hanno scelto di non scriverlo?
Vedi, Nemesis, quando si parla dei pensieri, dei vissuti non ha senso per me parlare di giustificazioni . Se penso qualcosa, se mi viene istintivo provare un sentimento , secondo me il modo migliore per indebolire quel pensiero è discuterne. Capisco bene che a me , che non sono stata discriminata, viene più facile rispettare un punto di vista diverso dal mio, invece nel tuo caso è molto diverso.
Tu sei stata pesantemente danneggiata dalle discriminazioni e in certe frasi rivedi tutta la tua storia. Nonostante chi le pronuncia non ha niente a che fare con quelle persone , ti viene automatico identificarlo con loro.
Questo lo capisco, ma qui c'è una possibilità forse unica di confrontarsi per capire come andare oltre, per uscire da certe barriere che una volta alzate ci impediscono anche di capire che degli spazi di cambiamento ci sono.
Ma sono possibili solo permettendo alle diverse opinioni di coesistere almeno per potersi confrontare. Il che non significa affatto giustificare , ma trovare una chiave di senso che ci consenta di trovare delle soluzioni .

Nemesis

Re: odia chi ha movenze femminili

Messaggio da Nemesis » domenica 27 febbraio 2011, 17:28

Posso darti ragione quando dici che è utile discutere, infatti il confronto serve anche per crescere e allargare le proprie vedute, sempre nel rispetto degli altri.
Purtroppo però dal mio vissuto rimane radicata in me una forma di pessimismo e sfiducia nell'umanità che dureranno anche oltre la fine del mondo: sono poche le persone che davvero sono in grado di cambiare idea se lo vogliono, riconoscendo anche i propri errori con umiltà.
Le altre in genere sono capaci di discutere, di dire "sì, sì ho capito" oppure di dire "ci rifletterò sopra" ma alla fine non cambiano idea.
Konig sta offrendo una bella discussione, gli fa onore aver avuto il coraggio di ammettere che discrimina, ma non sono convinta che cambierà mai idea.
Come d'altra parte io non cambierò mai idea sul fatto che le persone non cambiano quasi mai e che se vogliono discriminare o fare del male lo fanno punto e basta: è un mio limite l'ammetto, però la vita mi ha fatto diventare così. Ormai è radicato in me, se qualcuno mi offre la mano penso sempre "okay, per quale fine lo sta facendo?"; e non sbaglio mai purtroppo.

Boy-Com, ho letto il tuo intervento e anche qui purtroppo non siamo d'accordo: ammiro la tua incrollabile fede, però personalmente non credo che il male cerchi giustificazioni.
L'uomo ha il male radicato in sè, ama fare del male ai suoi simili per il puro piacere di farlo, infatti in poche migliaia di anni ha ucciso, umiliato e denigrato più simili della sua specie di quanti Madre Natura ne abbia eliminati per sua mano.

Rispondi