Instabile

Solitudine, emarginazione, discriminazione, omofobia...
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Piero chellini
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Re: Instabile

Messaggio da Piero chellini » martedì 22 marzo 2011, 8:33

:geek:




mi hai fatto bestemmiare!
guarda Che esistono pure gli altri
e il sole torn sempre.dyrian

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Cagliostro
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Re: Instabile

Messaggio da Cagliostro » martedì 22 marzo 2011, 15:30

La bestemmia degrada l'uomo ad essere inferiore. Non dare la colpa ad altri
per ciò che hai detto. Sei adulto assumiti le tue responsabilità :evil:
Il sole potrà tornare sempre, ma quando si sta male del sole non ci importa nulla.
Solo due cose sono infinite: l'universo e la stupidità umana e non sono sicuro della prima
Albert Einstein


Chi semina raccoglie,
ma chi raccoglie si china...
...e a quel punto è un attimo...

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davide
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Re: Instabile

Messaggio da davide » martedì 22 marzo 2011, 15:35

e la mia colpa quale sarebbe dyrian? sentiamo....esistono anche gli altri? Ma che cavolo significa??...e cmq questo non ti da il dirittto di bestemmiare o di di comportarti in certi modi....fine del discorso

sono una foglia che danza portata dal vento. vengo a cercarti...per incontrarti di nuovo come fosse la prima volta

Alyosha
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Re: Instabile

Messaggio da Alyosha » martedì 22 marzo 2011, 20:30

Io credo che dyrian volesse solo dirti una cosa carina. Ha un modo di esprimersi oserei dire "radicale", ma non ho dubbi sul fatto che non avesse la minima intenzione di bestemmiare sul serio. Probabilmente l'invito che ti ha fatto di aprirti un pò agli altri non è dei peggiori, anch'io penso che aprirsi agli altri è un pò come aprire la porta della nostra stanza interiore, per fare entrare il sole e fare uscire quella leggera punta d'acido che fanno i luoghi troppo a lunghi rimasti chiusi. Per il resto ti sconsiglio fortemente Kierkegaard, nella tensione tra universale e particolare, puntella troppo sul singolo individuo e la sua condizione non può che essere quella di un angoscia più o meno latente. Elevare quel sentimento di angoscia a filosofia, può essere interessante da un punto di vista teoretico, ma seguire le sue vie e i sui "salti" (estetico, morale, religioso), significa inseguire la via della completa scissione del se e non è certamente consigliato per un giovane della tue età. Il discorso che fa sulla scelta originaria, che è quello cui fai riferimento tu, invece lo condivido molto. Leggilo bene però, perché ti dice che dietro tutte le possbili scelte, c'è solo una scelta (originaria in questo senso) ed è la scelta in quanto tale. Ti spiega poi che scegliere significa scartare ipotesi e che per questa ragione la scelta comporta l'angoscia rispetto al vuoto dell'incertezza (del nulla), ma anche rispetto alla perdita di una delle due alternative (sceglie sempre rispetto a due o più opzioni). Ecco questa parte del suo ragionamento non la condivido affatto. Scegliere non comporta affatto angoscia, ma una presa di coscienza. La scelta originaria è sempre e soltanto se scegliere se stessi o non scegliere affatto, ovvero continuare a fingere di scegliere per far scegliere ad altri o farsi scegliere da altri. Ti farei leggere cosa dice Hegel a proposito dell'angoscia rispetto alla morte (Kirkegaard pur antihegeliano prende non poco da lui). Lui ha una visione molto più ottimistica. A proposito della dialettica Signoria-servitù, spiega come il servo scopre nel lavoro la propria essenza, solo perché nella battaglia che NON ha ingaggiato contro il signore per paura della morta, ha scoperto la sua vera essenza. L'universalità che in lei è vissuta come totalmente altro il puro nulla e quindi angoscia della morte è in verità la sua vera essenza non riconosciuta come tale (l'essenza che pèoi ritrova nell'abbraccio col suo fratello, nel perdono reciproco). Dietro quella paura c'è in altre parole la tua vera essenza che è ancora tutta da scoprire. Più la riempi del contenuto, meno la trovi vuota davanti a te e più riconcili la scissione originaria.
Scusa la digressione, ma di fronte a certi temi proprio non riesco a vincere la tentazione di parlare (mai citrae filosofi in mia presenza:):)).
Ultima modifica di Alyosha il martedì 22 marzo 2011, 20:36, modificato 1 volta in totale.

Nemesis

Re: Instabile

Messaggio da Nemesis » martedì 22 marzo 2011, 20:33

Scusate se mi intrometto (non so niente del vostro discorso con Dyrian) ma volevo parlare di instabilità.
Io non riuscivo a darle un senso finchè non ho trovato questa canzone di Fossati in cui mi rispecchio molto bene:

Scivolo come le nuvole di notte
e sto contento
amore che t'avevo caricato
nel mio sangue
non ti ci vedo, non ti ci sento
passo sul ciglio del mondo
disattento
dal lato occidentale delle cose
m'incanto, mi disincanto
scivolo come le acque delle regioni
senza vento
quanto amore andò sprecato
amando - disanimando
ti ricorderai di me?
ti ricorderai?
Labile
Comprendo appena la ragione stessa
del mio canto
e cerco un confessore ideale, sì
un'alleanza, un controcanto
inseguo qualcosa che migliori
profondamente
la Storia è inabitabile
è labile
e il suo tempo non vale niente
mi dicono che Dio esiste
ma si accontenta
di camere doppie con la vista siderale
mentre qui da noi
piove sempre
si ricorderà di me?
si ricorderà
Labile.
Meno che umano
sto fra le gambe del mondo
lubrificato - facile
con la faccia di terra
e di gesso
maledetto tirassegno futile
accoltellato alle radici
gonfio di canto come una tromba
suonata da un dio
senza note di passaggio
solo un vortice tardobarbarico.
Ho sognato una vita
di stagioni sicure
ero il padre e la madre
di azioni del caso e dell'orgoglio.

Non so voi ma ci sono giorni in cui mi sento proprio così ed è dura dirsi "eh vai avanti che c'è sempre qualcosa di bello"; però in un modo o nell'altro vai avanti lo stesso, labile...

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davide
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Re: Instabile

Messaggio da davide » martedì 22 marzo 2011, 21:21

x boy-com non condivido pienamente la visione di hegel anche se quest'ultima risulti comunque interessante e non di certo da uttare via.Sarà che per me è indigeriile il suo pensiero ma appena lo sento nominare mi vengono i brividi lol
Ecco l'unica cosa che condivido a litmite è la dialettica servo-padrone ma per il resto veramente..no comment XD

X Nemesis si è vero il testo c'entra molto con il discorso dell'instabilità.Sembra proprio che sia stato composto inconsapevolmente per questa situazione.Ti ringrazio per averlo messo..e cmq si quando va tutto male e vedi solo nero non sempre risula efficace il "domani è un'altro giorno,potrebbe succedere qualcosa di positivo".Si va avanti ovviamente ma non nel giusto verso,si esiste ma nn si vive ecco la differenza..

sono una foglia che danza portata dal vento. vengo a cercarti...per incontrarti di nuovo come fosse la prima volta

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Volonté Duvall
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Re: Instabile

Messaggio da Volonté Duvall » martedì 22 marzo 2011, 21:46

Hello me...Meet the real me.
And my misfits way of life.
A dark black past is my
Most valued possession.
Hindsight is always 20-20,
But looking back it's still a bit fuzzy.
Speak of mutually assured destruction?
Nice story...Tell it to Reader's Digest!!!

Feeling paranoid
True enemy or false friend?
Anxiety's attacking me, and
My air is getting thin.
I'm in trouble for the things
I haven't got to yet.
I'm chomping at the bit, and my
Palms are getting wet, sweating bullets.

Hello me...It's me again.
You can subdue, but never tame me.
It gives me a migraine headache
Thinking down to your level.
Yea, just keep on thinking it's my fault
And stay an inch or two outta kicking distance.
Mankind has got to know
His limitations.

Feeling claustrophobic,
Like the walls are closing in.
Blood stains on my hands and
I don't know where I've been.
I'm in trouble for the things
I haven't got to yet.
I'm sharpening the axe and my
Palms are getting wet, sweating bullets.

Well, me...it's nice talking to myself,
A credit to dementia.
Some day you too will know my pain,
And smile its blacktooth grin.
If the war inside my head
Won't take a day off I'll be dead.
My icy fingers claw your back,
Here I come again.

Feeling paranoid
True enemy or false friend?
Anxiety's attacking me
And my air is getting thin
Feeling claustrophobic,
Like the walls are closing in.
Blood stains on my hands and
I don't know where I've been
Once you committed me
Now you've acquitted me
Claiming validity
For your stupidity
I'm chomping at the bit
I'm sharpening the axe
Here I come again, whoa!
Sweating bullets.

Buttavate giù canzoni, e non potevo ch rispondere a tono XD
Ecco l'instabilità fa bene alle volte...ma alla lunga...va frenata. Altrimenti si giunge al livello dell'io di questa canzone dei Megadeth..
L'instabilità può portare a dolore fisico e psichico, può annichilire ogni rapporto..va gestita, come ogni altra affezione del corpo...
Servono divertissement, servono sbocchi per uscirne, serve la mano di qualcuno...
Scoprii di essere un Nessuno...di non essere completo.
Proprio come tutti loro, ero venuto al mondo senza un cuore.
Avrebbe fatto qualche differenza?
Se avessi un cuore...allora sarei "qualcuno"?

http://shufflecoffee.blogspot.com/

Alyosha
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Re: Instabile

Messaggio da Alyosha » mercoledì 23 marzo 2011, 0:26

Do per scontato che chi te lo spieghi non l'abbia capito a sua volta. Parlano tutti male di Hegel perché raramente capiscono cosa ha detto. Io ho solo avuto la fortuna di trovare all'unviersità un professore che me lo ha saputo spiegare. Non è certamente un testo cui si può accedere senza una guida, ma non è neanche questo mostro a tre teste che tutti dipingono. Anzi certe pagine sono anche poeticamente belle, da certe sferzate al suo mondo impressionanti e ha questa visione rimantica delle cose, anche molto calma e rilassata. Comunqnue al di là di Hegel che possiamo tranquillamente mettere d aparte mi piacerebbe provassi a capire che l'angoscia è la prima forma entro cui si presenta la parte più autentica di noi e che viviamo questo sentimento di angoscia proprio perché questa parte di noi ci è ignota. L'angoscia è il sentimento che si prova di fronte a ciò che è completamente altro da noi, l'ansia verso ciò di cui non si sa nulla, se non il suo puro essere nulla. Provi angoscia per il primo esame, ma meno per il secondo, ovvero di fronte alle prime esperienza perché non ti sono note. C'è chi dice che il peggior avversario siamo noi stessi. Probabilmente dipende dal fatto che certe parti di noi ci sono poco note. Benché tutto dentro te ti suggerisca di farlo (quasi fosse l'istinto di vita che ti impone di fuggire da le cose dolorose), l'angoscia non la semplcie paura, ma molto di più. Sono fermamente convinto che dentro ci sia la tua essenza più profonda, se provi a riempirla con l'esperienza delle relazioni e dei tuoi vissuti personali. Bisogna solo imparare a non temerla perché di fatto non può farti del male e piano piano vedrai che sentirai le ragioni del tuo malessere e infine spostarsi da dove sei per cercare le cose che vuoi non ti verrà troppo difficile.

Nemesis

Re: Instabile

Messaggio da Nemesis » mercoledì 23 marzo 2011, 20:19

boy-com ha scritto: L'angoscia è il sentimento che si prova di fronte a ciò che è completamente altro da noi, l'ansia verso ciò di cui non si sa nulla, se non il suo puro essere nulla.
Secondo me l'angoscia è anche il sentimento che si prova quando siamo soli con noi stessi e ci guardiamo dentro, ci sono voragini di sofferenza, incertezza e solitudine da far spavento ed è difficile trovare una motivazione per avanti.
Come scrive Davide si va per obbligo, perchè si deve andare ma non è vivere davvero.
Mi viene in mente il ritornello di una canzone di Max Pezzali che mi piace molto: e tutto va come deve andare o perlomeno così dicono; e tutto va come deve andare o perlomeno me lo auguro...

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davide
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Re: Instabile

Messaggio da davide » mercoledì 23 marzo 2011, 20:55

Boy-com ti do ragione sul concetto che il nemico peggiore che abbiamo noi stessi.La maggior parte delle volte prima di tutto a non conoscere noi non sono gli altri ma noi stessi,nascondiamo dei lati che quando emorgono posso creare agoscia è vero,dolore,smarrimento...bè ammetto di sentirmi la maggior parte del tempo cosi...instabile appunto perche mi ritrovo in una marea di me stessi che non so gestire,non so manovrare per bene.Essere se stessi è un bene ma se arriva tutto in una botta o in un colpo solo diventa devastante il tutto.Riempire le nostre voragini non è cosi semplice,sopratutto se ben radicate in noi...e cmq sono fermo nel pensare che scegliere comporti angoscia perchè si va incontro sempre a qualcosa di nuovo che proprio per i suoi stessi caratteri di oscurità incute timore.Mi astengo dal portare avanti qualsiasi discorso filosofico perchè non ho abbastanza conoscenze e strumenti per poterlo sostenere...

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