Noi e l'Ikea

Solitudine, emarginazione, discriminazione, omofobia...
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Nemesis

Noi e l'Ikea

Messaggio da Nemesis » lunedì 25 aprile 2011, 10:55

Non è un topic per parlare di politica nè per scagliarsi contro le idee del governo, ma è per riflettere sui passi indietro che il nostro paese continua a fare nei confronti della società che evolve, della famiglia, delle unioni e del rispetto dei cittadini.
Riporto quasi per intero (ho volutamente tolto le frasi sarcastiche sul ministro Giovanardi per non parlare di politica) l'articolo di F. Merlo trovato sulla Repubblica di domenica 24 Aprile.
Leggere, riflettere e commentare su cosa sta diventando la nostra Italia.

"L’Italia sta diventando il paese degli energumeni. Giovanardi si è scagliato contro l'Ikea bollando come anticostituzionale la pubblicità che “apre” alla famiglia gay. Il ministro è l´energumeno che nelle sedi istituzionali “affida alla parola” la propria ferocia. Quello che per strada aggredisce e spranga gli omosessuali è l´energumeno che “dà luogo” alla propria ferocia. La violenza è la stessa, solo espressa in maniera diversa. Nei palazzi illuminati c´è l'energumeno che vomita pregiudizi, e nei vicoli bui c´è l´energumeno che aggredisce Paola Concia e la sua compagna Ricarda, insulta le lesbiche…
L´immagine di Ikea è lieve e gentile: due ragazzi di spalle, leggeri anche negli abiti, si tengono per mano. C´è qualcosa che in nessuna famiglia è garantita: l'amorevolezza, la dolcezza, i sentimenti forti e fragili della reciprocità e della solidarietà. Chi prova e mostra simili sensibilità di cuore sta dentro la Costituzione. E non solo dentro quella italiana, ma dentro quella sovranazionale e sovrareligiosa, che all´articolo uno dice: «Sta fuori dalla Costituzione chiunque si esprima e agisca contro la tenerezza e contro l´affetto».
Solo ai Giovanardi di botte e di governo possono venire in mente gli organi sessuali e la sodomia dinanzi all´affetto e alla tenerezza. A noi vengono in mente Gesù Cristo, san Francesco o, che so?, Achille e Patroclo, Eurialo e Niso, le coppie inossidabili di cui è piena l´umanità. E anche l´erotismo di due ragazzi che si tengono per mano, se proprio lo vogliamo trovare, è fatto di cose inafferrabili, è sempre indicibile. Solo ai fanatici vengono in mente il pene e la vagina, non la sostanza dell'amore familiare ma la forma degli organi riproduttivi. Ministro Giovanardi, da quale caverna viene fuori? Altro che cristianesimo! Altro che esegesi da costituzionalista! Queste sono ossessioni fisiche da malato.
[…] Nel catalogo Ikea ci sono i bimbi neri di genitori bianchi, le unioni multietniche, le aggregazioni e le coppie di fatto: due donne che insieme montano le tende della camera da letto e due ragazzi che si tengono per mano nella normalità delle librerie Billy e degli armadi a muro Pax. Il divano Klippan è anticostituzionale? È come se noi decidessimo che gli uomini con i capelli biondi sono anticostituzionali. Dov´è l'eversione dei capelli biondi? E dov´è l'eversione degli affetti omosessuali?
Qui non ci sono palpeggiamenti, non c'è l'arte dell'eccesso alla Oliviero Toscani ma quella della normalità, e non c´è neppure la sguaiataggine oggi così diffusa. Questa è una pubblicità civile, il suo dominio è la misura. Il materiale prevalente di Ikea è il legno, la filosofia aziendale e la pubblicità puntano sull'essenzialità e sull´uguaglianza, “design democratico” lo chiamano, e forse è snob o forse è solo pubblicità scandinava, di civiltà placata e non aggressiva. Insomma non è una trovata. Semmai un aforisma francescano."


Io personalmente oltre che a sentirmi indignata dal comportamento del nostro paese, mi trovo anche a dire ahimè "in fondo me l'aspettavo" perché in Italia il rispetto della libertà ancora oggi non c'è.
Se non si è "nella norma", se non risponde a certi canoni allora bisogna essere esclusi, maltrattati, a volte sprangati e persino uccisi.
Che razza di paese stiamo diventando?
Ah per chi non lo sapesse oggi è il 25 Aprile, nel lontano 1945 gli Italiani giravano per le strade al fianco degli Alleati sognando un paese libero e ricco di idee nuove: certamente non questo.

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Volonté Duvall
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Re: Noi e l'Ikea

Messaggio da Volonté Duvall » lunedì 25 aprile 2011, 12:04

Nemesis, mi hai preceduto,e hai fatto bene =)
Vedo che allora non sono l'unico a cui questo fatto ha lasciato molto amaro in bocca, nonchè l'unico che si aspettava una cosa del genere.
Volevo riportare un pezzo di un frammento che ho trovato sul blog "Solleviamoci", con le parole precise di Giovanardi...giusto per farci qualche risata e anche qualche domanda, approfittando della particolare data in cui ti sto scrivendo:
«Contrasta a gamba tesa contro la nostra Costituzione, offensivo, di cattivo gusto. L’Ikea è libera di rivolgersi a chi vuole e di rivolgere i propri messaggi a chi ritiene opportuno. Ma quel termine “Famiglie” è in aperto contrasto con la nostra legge fondamentale che dice che la famiglia è una società naturale fondata sul matrimonio, in polemica contro la famiglia tradizionale, datata e retrograda».
Ora mi chiedo...qua parla di legge fondamentale del nostro stato...ma la nostra legge è la Costituzione, o forse forse la Bibbia? Siamo forse in una democrazia (o qualcosa di simile), o in una teocrazia-monarchia? E poi, in aperto contrasto...non mi sembra che nè io, nè te, abbiamo mai commesso nulla contro la legge, o almeno non vedo come il fatto che mi piacciono i ragazzi violi qualche punto della Carta. Ma continuiamo:
Alla domanda se il Governo ricorrerà al Giurì di autodisciplina pubblicitaria, Giovanardi ha risposto: «No, ma a noi piacerebbe una campagna pubblicitaria che dicesse “siamo aperti all’intera comunità”, nel senso che i clienti di una multinazionale sono uomini, donne, anziani, giovani, senza preclusioni di nessun tipo. Ma diverso è attaccare la Costituzione italiana con tale violenza. Spero che l’Ikea non utilizzi più quell’annuncio per le prossime aperture annunciate in varie città». Il sottosegretario ha poi giudicato «grave e di cattivo gusto che una multinazionale svedese, a cui il nostro Paese sta dando tanto in termini di disponibilità e che sta aprendo centri commerciali a manetta, venga in Italia e dica agli italiani cosa devono pensare polemizzando contro la loro Costituzione. Credo che molti clienti dell’Ikea non lo riterranno gradevole». Nella pubblicità, tuttavia, non c’è alcun riferimento alla Costituzione o alla legislazione italiana. Sollecitato infine sulla frase dell’Ikea «Noi portiamo la giustizia sociale», Giovanardi ha spiegato che «la giustizia sociale è quella di dare un occhio di riguardo a coloro i quali, oltre ai diritti, si assumono anche dei doveri».
A parte che io questo attacco alla Costituzione proprio non lo vedo, anzi, penso sia il solito fuocherello diversivo per celare il polverone che non cessa a posarsi, ma qui finiamo nella politica e vorrei evitare. E poi quella frase...a me non sembra neppure che l'Ikea abbia cercato di manipolare e modificare il nostro giudizio con quel poster, semmai aprire la mente e la visuale. Anche Hitler vnne in Italia e in un certo senso disse a Mussolini come comportarsi nei confronti degli ebrei, degli omosessuali e dei malati mentali,ma ovviamente questo il Signor Giovanardi se l'è scordato, a quel che vedo...
La giustizia sociale, infine, è ciò che dovrebbe andare incontro a chi proprio diritti non ne ha, e di conseguenza non ha un giusto ed equilibrato insieme di doveri. O almeno, io la vedo così...
Ma mi fermo qui, non vorrei violare la Costituzione, e far infurirare quel Molosso del sottosegretario alla Famiglia..
Scoprii di essere un Nessuno...di non essere completo.
Proprio come tutti loro, ero venuto al mondo senza un cuore.
Avrebbe fatto qualche differenza?
Se avessi un cuore...allora sarei "qualcuno"?

http://shufflecoffee.blogspot.com/

Nemesis

Re: Noi e l'Ikea

Messaggio da Nemesis » lunedì 25 aprile 2011, 14:10

Volonté Duvall ha scritto: Giovanardi ha spiegato che «la giustizia sociale è quella di dare un occhio di riguardo a coloro i quali, oltre ai diritti, si assumono anche dei doveri»
Forse Giovanardi ha un'idea parecchio confusa della giustizia sociale, in Italia ci sono troppe persone che hanno solo doveri e niente diritti.
Grazie per la risposta Duvall!

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Cagliostro
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Re: Noi e l'Ikea

Messaggio da Cagliostro » lunedì 25 aprile 2011, 15:32

Quando si dice che la famiglia è una società naturale, non ci si deve riferire immediatamente al vincolo sacramentale; si vuole riconoscere che la famiglia nelle sue fasi iniziali è una società naturale.
Pur essendo molto caro ai democristiani il concetto del vincolo sacramentale nella famiglia, questo non impedisce di raffigurare anche una famiglia, comunque costituita, come una società che, presentando determinati caratteri di stabilità e di funzionalità umana, possa inserirsi nella vita sociale. Mettendo da parte il vincolo sacramentale, si può raffigurare la famiglia nella sua struttura come una società complessa non soltanto di interessi e di affetti, ma soprattutto dotata di una propria consistenza che trascende i vincoli che possono solo temporaneamente tenere unite due persone

Aldo Moro, I Sottocommissione per la Costituente, discussione dell’art. 29 (5 novembre 1946)

Come noto, l' articolo 29 della Costituzione italiana apparve contraddittorio e poco comprensibile persino dagli stessi costituenti che lo votarono: l'unico significato che sembrerebbe certo - lo Stato riconosce solo le famiglie coniugali - in realtà non corrisponde al testo proposto e dibattuto nei sei mesi precedenti al giorno della votazione. Coloro che avevano progettato e approvato l'articolo in sede di Commissione non avevano mai pensato alla possibilità di legare la famiglia al vincolo matrimoniale, neppure fra i democristiani.
La frase che sancisce lo status della famiglia nella nostra Repubblica è frutto per metà della condotta del Comitato di redazione e per metà di strategie propagandistiche in vista delle elezioni dell'anno seguente.

Se di famiglia si deve parlare, famiglia intesa come l’unione di un uomo e di una donna, tramite il vincolo del matrimonio, allora bisognerebbe anche annullare la legge che riguarda il divorzio, ripristinare le vecchie leggi che prevedevano il carcere per gli adulteri, l’arresto per i bigami e la tassa sul celibato di epoca fascista.
Per famiglia oggi si deve intendere l’unione di due o più persone che abbiano come obiettivo le stesse finalità, che siano unite da vincoli di amicizia, di amore, di rispetto e/o di sangue.
Considerare la famiglia solamente la coppia unita dal vincolo matrimoniale non solo è arcaico ma è anche moralmente sbagliato perché crea discriminazioni.
Il ministro Giovanardi non ha scusanti per la sua omofobia: piuttosto che preoccuparsi della pubblicità Ikea (che rammento viene dalla Svezia dove esiste un concetto completamente diverso di famiglia e alle coppie omosessuali sono riconosciuti tutti i diritti e i doveri di una qualsiasi coppia) dovrebbe preoccuparsi di questo paese chiuso e arretrato culturalmente che non offre possibilità a nessuno e dove il bunga bunga viene applaudito piuttosto che biasimato e fermato.
E’ grazie a questi benpensanti che in Italia non si potranno mai avere né i Pacs né i Civil Partnership che farebbero del nostro paese un luogo più democratico e meno ottuso. Gli omosessuali in Italia, sono costretti a vivere nascosti, come fossero degli appestati. Eppure pagano le tasse e producono reddito. Signor Ministro, vorrei sapere se quando conosce una persona, Lei si domanda se è omosessuale oppure se è una persona onesta? A quanti omosessuali ha stretto la mano ignaro che lo fossero? Stia tranquillo Signor Ministro, l’omosessualità non è una malattia infettiva, non si trasmette formando una famiglia.
Solo due cose sono infinite: l'universo e la stupidità umana e non sono sicuro della prima
Albert Einstein


Chi semina raccoglie,
ma chi raccoglie si china...
...e a quel punto è un attimo...

Nemesis

Re: Noi e l'Ikea

Messaggio da Nemesis » giovedì 28 aprile 2011, 13:09

Certo che è un pò triste vedere che siamo in così pochi ad aver risposto in questo topic. Forse dare attenzione a quello che il nostro governo sta facendo nei confronti di noi gay è un attimo più importante dei nostri problemi personali perchè se non cerchiamo di cambiare il paese in cui viviamo possiamo anche avere tutti i problemi che vogliamo ma non saremo mai liberi nè di esprimerci nè di poter vivere liberamente e dovremo sempre indossare la maschera del bravo eterosessuale...

Torrismondo
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Re: Noi e l'Ikea

Messaggio da Torrismondo » giovedì 28 aprile 2011, 14:57

Ho visto la pubblicità su un giornale e mi è sembrata semplice, innocua, normalissima. Mi è piaciuta molto.
Sotto al manifestino c'era l'articolo sul "pensiero" di Giovanardi; io mi sono stupito di tutto il livore che traspare dalle sue parole, anche perché solo una persona in malafede ed omofoba poteva trasformare una normale pubblicità in un "complotto" di stampo insurrezionalista.
Adesso, ragionandoci un po' su, noto la tattica retorica dell'Onorevole fondata più sull'attacco preventivo violento - perché la violenza è anche verbale, e forse fa più male di quella fisica se istiga - che sul ragionamento e sull'argomentazione.
Peccato che in questo modo non si conduce un discorso od un confronto e nemmeno un dialogo... E che questo parta dai nostri politici non è molto confortante.

Nessuno ha attaccato la Costituzione... semmai le proposte di cambiarla arrivano da tutt'altra parte. E non in meglio.
Velle parum est: cupias ut re potiaris oportet (Ov. Ex Ponto I 1, 35)

jack89
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Re: Noi e l'Ikea

Messaggio da jack89 » giovedì 28 aprile 2011, 16:56

La cosa che dovrebbe far riflettere è che il fondatore di Ikea è un filonazista: qui sia Ikea che Giovanardi usano un tema vitale per molti per raggiungere propri secondi fini: il profitto da una parte e il consenso dei bigotti dall'altra.

Il tema (il diritto delle coppie gay a essere riconosciute come famiglia) è solo un mezzo, non un fine.

Forse il discorso è più ampio e complesso, e rigurda il rapporto tra capitalismo, consenso politico e diritti delle minoranze o dei più deboli: non sempre queste tre categorie si muovono nella stessa direzione.

Rayden
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Re: Noi e l'Ikea

Messaggio da Rayden » domenica 8 maggio 2011, 23:45

Concordo con Nemesis nel ritenere che non si tratta di una questione politica, ma di una questione sociale, peraltro passata sostanzialmente sotto silenzio dai media (anche se c'era da aspettarselo).

Proprio per questo, credo che sia fuorviante e riduttivo soffermare l'attenzione sulla sola figura di Giovanardi e sulle sciocchezze che va blaterando. Giovanardi non è l'interprete della Costituzione né la bocca del legislatore costituente, quindi le sue parole, per quanto non condivisibili, lasciano il posto che trovano e non hanno alcun rilievo sul piano giuridico. Si tratta di opinioni di un Sottosegretario di Stato, che esprimono il suo punto di vista e al limite quello del Governo, per quanto criticabile possa essere.

Piuttosto, bisognerebbe chiedersi per quale motivo Giovanardi, data la limpida evidenza della sua linea di pensiero sulle coppie omo, che non si manfesta di certo per la prima volta in questo episodio, eserciti le funzioni che ha attualmente. Egli è lì non perché ha vinto un concorso, ma perché fa parte di un gruppo di persone chiamato al governo del Paese da milioni di cittadini, che lo hanno scelto perché approvano e condividono le idee, le proposte e le scelte di cui si fa portatore - comprese quelle sulla famiglia.

Forse è proprio l'Italiano medio che, per limitatezza culturale o mentalità retrogada, rifiuta una nuova concezione di "famiglia", al di là di quelle che possono essere le sue convinzioni tradizionali o religiose. Forse è proprio alla base della piramide sociale che deve essere cercato il motivo per cui, mentre in Svezia si considerano normalissimi non i PACS, ma i matrimoni fra persone dello stesso sesso (ormai parificati a quelli etero), in Italia ci si scandalizza e si grida alla sovversione dei principi costituzionali guardando uno spot pubblicitario con due uomini o due donne che si tengono per mano.

Sono dell'idea che il problema affondi le proprie radici nell'assenza di un respiro di valori nuovi da parte di un'Italietta che fatica a spingere lo sguardo al di là di orizzonti ormai vecchi e superati e arranca con fatica verso un futuro che sa ancora troppo di passato, dalle tinte pallide e non ben definite, inciampando strada facendo nelle proprie macerie culturali.

Rayden

Blueboy
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Re: Noi e l'Ikea

Messaggio da Blueboy » mercoledì 21 dicembre 2011, 19:28

A proposito di spot e omosessualità, mi è tornato in mente questo argomento su cui ancora non avevo scritto niente.

Certo è rassicurante avere una linea di prodotti che si rivolge direttamente a te, prendendoti in considerazione come consumatore quale comunque inevitabilmente saresti, solo che da mera sagoma scura che eri diventi un po' meno.. anonimo, o almeno questa è la sensazione. Fermo restando che la coppia è comunque ritratta di spalle, il che se da un lato non offre né modelli né stereotipi, dall'altro preserva quasi intatto quell'anonimato. La coppia di spalle, forse intenta ad osservare i prodotti lontano dalle altre persone, è la tipica visuale che si offre al visitatore medio di un supermercato. Leggi visitatore etero, per il quale spesso l'omosessualità è qualcosa di più nascosto di quanto lo sia per gli stessi gay. Coppia isolata, punto di vista etero.. una visione insomma un po' eterocentrica? Chissà, fatto sta che questo manifesto da un lato sembra volersi accattivare il mondo delle coppie gay, mentre dall'altro rimane ancora ben piantato sulle posizioni étrangers di chi i gay li osserva solo da lontano.
      • Blueboy

Piero89

Re: Noi e l'Ikea

Messaggio da Piero89 » lunedì 27 febbraio 2012, 5:03

Ah ma guarda quello dell'Ikea...e io che pensavo che fosse un fatto successo recentemente invece parliamo addirittura dell'aprile 2011. Ho letto qualcosa l'altro ieri, ho visto addirittura un servizio delle iene in merito ieri e adesso vedo questo...non avevo fatto caso alla data, che coincidenza.

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