Il mio disagio.

Solitudine, emarginazione, discriminazione, omofobia...
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Dado
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Il mio disagio.

Messaggio da Dado » martedì 6 settembre 2011, 12:07

Mi sembra di avere il materiale per scrivere un capolavoro dantesco eppure le parole non mi escono. E' strano aprirsi dopo che ti sei sempre tenuto tutto dentro. Non vorrei esagerare ma mi sento come in coma vegetativo, quasi morto dentro. Non ho più voglia di fare qualsiasi cosa, neanche le cose che più mi rilassano o mi danno piacere. Sono contrario al suicidio ma una persona morta nella psiche non è come un qualsiasi essere vivente morto? Almeno posso sfogarmi qui. Ero indeciso se questa era la sezione giusta, credo che rientri in molte.

Sono sempre stato un ragazzo allegro e spensierato anche se non capivo come mai trovavo attrazione verso i ragazzi. A quell'età non capivo neppure il significato di attrazione sessuale, mi fa sorridere che credevo di avere una sorta di potere che gli altri non avevano e che mi rendeva speciale. Sinceramente non gli ho dato peso e l'ho sempre tenuto per me, molte cose non mi erano chiare all'epoca e mi si chiarivano con il tempo, sarebbe stato lo stesso per questo pensavo. Così è stato, non c'è stato proprio un momento netto ma alle medie, insieme alla comprensione del sesso, capivo di essere omosessuale. La cosa che non capivo era perché si usava (e si usa tutt'ora) il termine gay in modo dispregiativo. (Adesso sono uno studente di psicologia, come studioso del comportamento ho notato che le persone per scherzare si offendono a vicenda, almeno questo tra i giovani è molto in uso. E' normale usare termini dispregiativi come frocio, negro, scemo ed altri senza motivo e lo trovano divertente. Sono perfettamente consapevoli del significato e non li preoccupa affatto. Questo pensiero mi aiuta un po)
L'omosessualità per me è stato come un colpo di grazia, nella mia infanzia mi sono trasferito varie volte e ho cambiato tantissime volte scuola per il lavoro di mio padre, sono sempre stato allergico e per me uscire in primavera o andare in un campo fiorito o di fieno equivale a stare male per allergia, sono astemio e non mi diverte andare nei bar, locali o piazze con persone con cui non riuscivo a sentirmi a mio agio, tutti fattori che alla fine hanno avuto come effetto la mia solitudine da sempre. Anche alle superiori tutti i professori mi chiedevano in continuazione che cosa avevo. Andavo bene a scuola ma sembravo il più triste del mondo senza motivo. Non dissi mai nulla, ne a loro ne a qualsiasi altra persona. Mi è successo più di una volta che delle ragazze tentassero qualcosa con me ma ho sempre rifiutato.

Finite le superiori torno in abruzzo in provincia di L'aquila, dove sono nato e dove ho sempre avuto una casa. La casa dove è cresciuta mia madre e dove intorno ho tutti i parenti. Mi iscrivo all'università e nel periodo che prendo la decisione che è il caso di fare qualcosa per combattere la solitudine, magari contattando l'arcigay, arriva il sisma del 6 aprile. La cosa interessante è che questo non mi ha fatto ne caldo ne freddo. La mia casa è in piena zona rossa come quasi quella di tutti i miei parenti. Tutte le persone che avevo vicino erano profondamente shockate quando io in verità ero esattamente come prima. Anche se il terremoto ha in parte distrutto un ambiente in cui mi trovavo molto meglio rispetto a quelli passati e sembravo aver recuperato un po mi sentivo talmente abituato alla cosa che sono passato indenne. Questo dava i nervi a qualsiasi mio familiare. Come facevo ad essere così tranquillo quando loro erano fuori di testa. Passata l'emergenza ho deciso di reagire e mi sentivo abbastanza cresciuto ho provato un sito di incontri, questo un anno fa. Ho fatto molte conoscenze e sono rimasto molto deluso dal fatto che in molti cercano solo sesso oppure principalmente quello senza escludere altro, ma sono stato male e basta.

Mi sembra di non cavare ragno dal buco... e questa situazione mi sta lentamente uccidendo. La mia situazione familiare non è mai stata rosea, non abbiamo problemi economici grazie a Dio, ora non mi va di parlare anche di questo. E' da tanto tempo che non mi va neppure di mangiare... secondo me non ho il coraggio di premere "invia", è un racconto così deprimente...

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progettogayforum
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Re: Il mio disagio.

Messaggio da progettogayforum » martedì 6 settembre 2011, 12:56

Dado, parliamoci chiaro, il ragionamento non regge. Non è certo coi siti di incontri che potrai stare meglio (a parte il rischio aids) ma creandoti una rete di amicizie serie. Non stai sulla luna, stai in una città a 100 km da Roma e a Roma ci puoi arrivare in un’ora e mezza e lì hai la possibilità do conoscere i ragazzi del progetto perché ce n’è un bel gruppetto. Non è raro che si vada a prendere una pizza da qualche parte o che si passi una domenica insieme, e non è raro che vengano ragazzi da altre città. Non so se questo possa farti sentire meno solo ma penso proprio che potrebbe essere utilissimo e sono persone come si deve. Considera l’ipotesi seriamente. In realtà questi incontri possono sembrare delle banalità proprio perché sono solo degli incontri tra amici in cui si parla di tutto: studio, lavoro, ecc. ecc. e si vede la normalità della vita dei ragazzi gay, ma penso che sia proprio quello che serve per allontanare le visioni più stereotipate della vita gay e per tornare ad una visione positiva e realistica delle cose.

guy21
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Re: Il mio disagio.

Messaggio da guy21 » martedì 6 settembre 2011, 14:04

bah vorrei dire qualcosa ma mi avvalgo della facoltà di non rispondere. comunque caro dado mi ritrovo un pò nelle cose che scrivi, purtroppo la vita è così che ci vuoi fare, il problema è rendersi conto di come stanno le cose realmente di quanto fa schifo questo mondo quello è il problema, poi quando si è accettato questo dato di fatto, bisogna dirsi bè il mondo fa schifo questa è la realtà bisogna che riempa la vita con qualcosa qualsiasi cosa ma riempirla tanto il mondo è così non puoi cambiarlo perchè è impossibile puoi solo vivere a giornata come se fosse l'ultimo giorno, progettare non ha senso perchè la vita va e viene, ti succedono cose che cambiano la tua visione in male o in peggio e questo sono dati di fatto.
se uno si sente cattivo fa il cattivo senza reprimere nulla, se uno si sente buono farà cose buone, è inutile stare lì a farsi altri problemi se dev'essere buono o cattivo, si fanno le proprie scelte ci si sente così basta, si va avanti per quella strada finchè si cambia visione o altrimenti pace amen.
vabbè alla fine ho detto quello che non volevo dire, vabbè se dopo lo volete togliere questa risposta fate pure, non mi frega più di niente ormai, non è questo che mi cambia la vita. ciao, scusa dado per l'intromissione.

barbara
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Re: Il mio disagio.

Messaggio da barbara » martedì 6 settembre 2011, 14:33

Ciao Dado, se sei uno studente di psicologia forse avrai letto quali sono le conseguenze di quella che in gergo viene chiamata "omofobia interiorizzata" cioè il subire la discriminazione , dover mimetizzare e nascondere il proprio sé e il proprio disagio per paura delle conseguenze. Se hai letto tutto questo, avrai compreso che la tua è stata una guerra di logoramento che ha assorbito ogni tua energia fino al punto da renderti sopportabile perfino un terremoto.
Se poi la famiglia in cui hai vissuto ha già i propri problemi, vuol dire che sei stato lasciato solo di fronte a questa situazione . In tutto ciò posso solo stupirmi della determinazione che hai avuto nel continuare a fare progetti e a scegliere per di più una facoltà che necessariamente ti mette di fronte al disagio del tuo passato attraverso lo studio, e continuerà a farlo anche in futuro, se intraprenderai la professione.
Trovo che siano state scelte coraggiose o, per meglio dire, ambiziose dal punto di vista emotivo. Il che implica una buona dose di fatica in più.
Tutto questo è molto chiaro se visto dall'esterno. Ma tu che lo guardi da dentro , come lo vedi questo disagio ?
Solo chi lo prova può saperlo . Per questo credo fermamente che la sofferenza di oggi ti sarà preziosa il giorno in cui tu dovessi trovarti ad aiutare una persona come te. E sarà una conoscenza che nessun libro ti potrà mai insegnare.
Ti auguro presto di ritrovare l'equilibrio giusto per rialzarti e andare avanti, come non hai mai smesso di fare.
Buona fortuna per tutto
Barbara

Dado
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Re: Il mio disagio.

Messaggio da Dado » martedì 6 settembre 2011, 15:13

Caro amministratore, mi scuso se ho detto qualcosa che ti ha provocato qualcosa simile all'irritazione. Il mio non era un ragionamento, più una cosa che sento, quindi è possibile che io non sia razionale. Come avrai capito fino ad ora non ho avuto amicizie serie e trovo difficoltà ad averne a priori. Visto che i ragionamenti ci piacciono molto ragioniamo un attimo. Come fa un rapporto a 100km di distanza ad essere chiamato rapporto? Questo vale per l'amore come per l'amicizia non superficiale, giusto? Un sito di incontri è il luogo infetto che se non fai attività sessuali o altro come avere contatti di sangue prendi l'aids? Per tua informazione ho conosciuto molte persone molto simili a me in quei siti, peccato che stavano sempre dall'altra parte del mondo. Non tutti conoscono questo forum e ci sono persone che hanno avuto la pensata di andare in quei siti per sfogarsi come fanno qui (non con il sesso, anche se alcuni si). E' vero, ci sono molti mezzi di trasporto, ma non credo sia possibile fare un viaggio (ne sparo una) una volta a settimana solo per fare incontri anche con voi a Roma. Se sposto la mia vita sociale in un altro posto ancora penso che non avrò più neppure una nazionalità a questo punto, ci manca che poi mi venga il desiderio di trasferirmi li. Vorrei chiarire un punto chiave che forse non è scontato per alcuni ma per me si, l'omosessualità nel mio caso non mi crea disagio in quanto diverso dagli etero, io ho un carattere diverso dalla norma e non mi da fastidio, bensì mi fa sentire solo in amore in quanto non posso capire la sessualità di qualcuno dall'esterno e non posso cercarmi un ragazzo normalmente. In italia domandare a un etero se è gay è tabù, quindi l'unico modo rimasto è un sito di incontri o le comunità gay. A parte quelle non intenzionate ad incontri, come questo sito, le comunità gay sono quasi tutte a rischio aids, perché per fare una comunità di quel genere si ha come scopo avere la sessualità in comune, giusto?

Guy20, :lol: non ti perdonerò mai per l'intromissione se non fai 10 piegamenti :lol: . Inizia su.

Barbara, trovo la tua risposta illuminante. Sono uno studente di psicologia ma trovo difficoltà in qualsiasi cosa in questo periodo, compreso lo studio. Ammetto di aver avuto la sensazione da te descritta in una lezione di psichiatria, non perché mi sentivo coinvolto io ma perché trovavo dei sintomi che non ho voglia di parlare ora in un componente della mia famiglia. Come vedo questo disagio... non so rispondere... (edit: dopo averci pensato un po direi che lo studio della psicologia per me anche se faticoso mi fa andare avanti, ho scelto quell'indirizzo per questo. Mi da la sensazione di combattere e fare qualcosa per me stesso. Ci sono psicologi religiosi che vogliono curare l'omosessualità, dicono che non è naturale... e altri che dicono il contrario.)
Sono molto alle prime armi, ho solo sentito parlare dell'omofobia interiorizzata. Ti ringrazio di tutto e auguro buona fortuna anche a te nella tua vita.

Muzzle
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Re: Il mio disagio.

Messaggio da Muzzle » martedì 6 settembre 2011, 15:34

Ciao Dado
non so mai se dire qualcosa perché in questi casi più che il contenuto di qualcosa che si potrebbe dire, ho sempre apprezzato che qualcuno mi avesse per lo meno risposto; comunicandomi una vicinanza virtuale, di fatto inutile (nel mio becero pragmatismo), ma se non altro piacevole..
quindi in qualche modo mi fa piacere che hai premuto "invio" perché mi da la possibilità di ricambiare, per una volta

perché mi ritrovo in quello che descrivi più di quanto possa ora dire, e al contempo non sopporto quando, a volte, mi sembra di non riuscire più ad assaporare il sapore della vita.
Prendimi per illuso, ma sapere che non è "un problema causato unicamente da come sono fatto io", che se soffro non è colpa mia, mi aiuta parecchio a mandare a quel paese quello che mi blocca dal rialzarmi e decidere di prendere in mano la mia situazione, senza rinnegare quello che sono. Anche con stupidi gesti insigificanti, che al momento sembrano non cambiare assolutamente niente, ma che ai tuoi occhi fanno tutta la differenza se si tratta di un cambiamento che stai controllando tu.

vabbé inguaribile ottimista sostenitore dei piccoli passi (ah e del locus of control interno;), ma se non altro potrebbe farti tornare per lo meno l'appetito: una pizza non si rifiuta mai tanto per dirne una ;)
Ha aperto la mano sinistra. Così ci ho messo dentro la mia storia.

barbara
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Re: Il mio disagio.

Messaggio da barbara » martedì 6 settembre 2011, 15:38

Ci sono tanti topic in questo forum sull'argomento, ma ti segnalo questo

viewtopic.php?f=20&t=1221

, anche perchè c'è il link di un articolo sull'omofobia interiorizzata che ho trovato molto concreto e approfondito.
Come hai potuto notare , la sezione "disagio gay" è molto letta e frequentata. Credo che , se avrai un po' di tempo e voglia, potresti dare un notevole contributo visto il tuo indirizzo di studi. ;)

PS: per quanto riguarda l'imparare a rialzarsi, c'è un topic di Teardrop molto vecchio, ma NON obsoleto che mi piace MOLTO. Ve lo dedico, ragazzi :)

viewtopic.php?f=6&t=200

Dado
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Re: Il mio disagio.

Messaggio da Dado » martedì 6 settembre 2011, 22:25

Grazie di nuovo barbara. Ho letto quello che mi hai detto, come dovrei comportarmi? Mi stupisco che i miei pensieri sono scritti esattamente nella pagina da te riportata. Se mi innamoro di un etero? :| Questo mi porta il pensiero a giuliux67vr, spero tu stia meglio.

tatos76
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Re: Il mio disagio.

Messaggio da tatos76 » martedì 6 settembre 2011, 23:29

Ciao Dado!

Della tua presentazione mi ha colpito il periodo del terremoto. Sai perchè?
Perchè il rischio che si corre è di rinchiudersi tanto in se stessi da vedere i propri problemi insormontabili e più grandi di quello che poi accade fuori...E fuori accade sicuramente di peggio.
Non so se è il tuo caso, ma è quello che capita a me e allora nei momenti bui, cerco di razionalizzare un po' di più e soprattutto mi aiuta il confronto con persone qui dentro (più lontane sicuramente di 100 km ;)

Quando stai così la cosa che più urta è quando ti dicono 'cerca di reagire', quindi non te lo dico, però ti dico...fai piccoli passi per aiutarti ad uscirne ;) e un piccolo passo potrebbe essere anche la gitarella a Roma :D (io per farlo ci ho messo un bel po')

Discorso sito incontri, beh ci ho provato anche io, ma sinceramente qui è tutta altra storia. Forse lì c'è un po' di immediatezza nel poter contattare qualcuno che si pensa posa avere uno stesso modo di vedere le cose.
Ho fatto un patto sai. Con le mie emozioni. Le lascio vivere. E loro non mi fanno fuori. (Vasco)

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Alecto
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Re: Il mio disagio.

Messaggio da Alecto » mercoledì 7 settembre 2011, 16:02

Brutta esperienza anche la mia sui siti di incontro: sesso, sesso e... sesso. Solo una volta mi sono fatto coraggio e ho incontrato un ragazzo apparentemente con diverse intenzioni, ma il fine era sempre quello. Sono un incurabile sognatore, con una fantasia che supera gli sconfinati confini tolkeniani... Sai, io spero sempre nel fortuito incontro con un ragazzo, magari per strada... Ma questa è un'altra storia. Anche io, come te Dado, non amo la vita "mondana" e ormai conosciuta della cultura gay. Ho potuto conoscere l'ambiente (e per poco), e ne sono rimasto deluso profondamente al punto da regredire e escludere la mia tendenza. Non è facile, no, per niente! Dal mio punto di vista l'avversione ad uscire e conoscere nuove persone e ad intessere rapporti (parlo per esperienza personale) risiedono nella non-accettazione di noi stessi. Mi spiego meglio. Io dico a me stesso di essermi accettato o comunque riconosco di essere gay... il problema poi è: interiorizzo o esteriorizzo? Regredisco in me stesso o progredisco con gli altri?
Un abbraccio
La verità è sempre quella, la cattiveria degli uomini che ti abbassa e ti costruisce un santuario di odio dietro la porta socchiusa. Ma l'amore della povera gente brilla più di una qualsiasi filosofia. (A. Merini, Terra d'amore)

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