Ma il ragazzo per me esiste?

Solitudine, emarginazione, discriminazione, omofobia...
bianchino
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Re: Ma il ragazzo per me esiste?

Messaggio da bianchino » martedì 1 novembre 2011, 21:01

purtroppo anch'io vivo più o meno il tuo stesso problema, come penso lo vivano anche moltissimi altri ragazzi!! ho provato ad andare a due serate "gay" in discoteca ma alla fine sono arrivato alla conclusione che non è di sicuro così che posso trovare qualcuno. io sogno una storia seria adesso diciamo!! sono d'accordo con te quando dici che verso un ragazzo ci deve essere anche attrazzione fisica perchè sennò si rischia di non dare tutto l'amore al partner che meriterebbe e di soffrirci in due. adesso mi sto mettendo un pò il cuore in pace e ho deciso di aspettare. non è facile perchè ci soffro a stare solo quando tutti i miei amici sono in dolce compagnia ma almeno ci provo. un consiglio: parla molto con i tuoi amici dei tuoi pensieri e dei tuoi sogni perchè loro sono il bene più prezioso di questo mondo!! vedrai che con il tempo troverai quello giusto, anzi sarà lui a trovare te!!! ;) un bacio

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progettogayforum
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Re: Ma il ragazzo per me esiste?

Messaggio da progettogayforum » mercoledì 2 novembre 2011, 10:38

Già “trovare qualcuno”, però, scusate se mi permetto di dirlo, ma già l’espressione indica che il “qualcuno” serve a rispondere ad una esigenza individuale: “ho bisogno di trovare qualcuno”, cioè la genericità di quel “qualcuno” che dovrebbe rispondere alle nostre esigenze lascia pensare che “cercare qualcuno” non sia in nessun caso la premessa per costruire un vero rapporto d’amore che ha una dimensione spontanea e reciproca, mai unilaterale, fin dall’inizio, in qualsiasi grado e modo di presenti, e questo vale per qualunque rapporto affettivo. Ma scusate, ma che cosa pensereste di una ragazza che dicesse “devo trovarmi un qualche ragazzo perché non ce la faccio più a stare sola” . Vi sembrerebbe la premessa giusta per costruire un rapporto di coppia? Per non parlare poi del senso dell’andare alla ricerca, come se si andasse a caccia: “vado a cercare ragazzi gay dove li posso trovare”. Questa impostazione parte da un presupposto sbagliato, ossia che i ragazzi gay si trovano nei locali e nei siti di incontri. La stragrande maggioranza dei ragazzi gay non si dichiara pubblicamente, non frequenta locali gay né siti di incontri, ma non basta, nei locali puoi trovare solo gay dichiarati che spesso fanno del loro essere gay una bandiera e sono portatori di una mentalità molto lontana da quella dei gay non dichiarati. Se a quel generico “qualcuno” che dovrebbe risolvere i nostri problemi di solitudine proviamo a dare un profilo concreto, ci rendiamo conto che per avere una compatibilità vera di coppia, a qualunque livello, l’essere gay è una minima condizione necessaria, lontanissima dall’essere sufficiente e che nell’equilibrio di coppia giocano moltissimi altri fattori, legati all’educazione, al vissuto individuale e alle condizioni oggettive di vita. Le storie gay di coppia più belle che ho conosciuto non sono nate in ambienti gay e si sono sviluppate molto gradualmente a partire da amicizie profonde e non c’è stato nemmeno bisogno che ci si dicesse reciprocamente “sono gay”. Uno scambio di sorrisi, quando c’è ed è reciproco, vale molto di più di qualunque dichiarazione esplicita e quello scambio di sorrisi può realizzarsi in qualunque ambiente ed è anzi più probabile e più significativo in situazioni in cui i comportamenti non sono stereotipati come accade invece in un ambiente etichettato gay.

Johnny
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Re: Ma il ragazzo per me esiste?

Messaggio da Johnny » mercoledì 2 novembre 2011, 23:21

Rispondo principalmente a Marc ed Unicum.

Scusa ma perchè un ragazzo carino non dovrebbe aspirare ad avere altrettanto? Mi sembra che una ragazza carina per esempio non abbia problemi a trovare un ragazzo simile.
Io non parlo dell'uomo perfetto, parlo del fatto che chi piace a me, e che ad occhio altrui potrebbe essere visto come una persona normale, non la trovo sicuramente in contesti gay.

Qui non si parla di volerlo alto, occhi chiari, bel viso,e muscoloso (nel mondo gay è pieno di questi tipi e non tutti mi piacciono) si parla proprio di trovare uno che fa per te, e questo implica anche il carattere.
Tuttavia senza ipocrisia vi dico, che prima del carattere, l'aspetto fisico è fondamentale, o meglio l'attrazione fisica tra due soggetti è di primaria importanza. E' inutile parlare di voler costruire qualcosa, se non c'è questo, perchè non si può proprio costruire nulla se non l'amicizia disinteressata, se non c'è un'attrazione a livello chimico.
Questa attrazione non è una teoria, ce l'abbiamo tutti, e ci è capitato a tutti.
Possiamo trovare un ragazzo carino, simpatico, intelligente, ma se manca questa chimica, non andrà al di là di questo.
Ecco a me quando sono nei locali gay o incontro, mi capita che anche se sono di fronte a ragazzi che magari sbaverebbero tutti, io non provo nessuna attrazione.
Viceversa, semplicemente un ragazzo carino, ma normale fuori i giri, spesso mi ci sento attratto fortemente, e posso passare alla fase della conoscenza, e poi eventualmente costruire un rapporto.

Ma è inutile parlare di costruzione del rapporto se:

1) l'attrazione è a senso unico
2) non ci sono le modalità per conoscersi e dichiararsi.

Secondo me nega l'evidenza, con la scusa che siamo noi che dobbiamo cambiare. Non è affato cosi: è difficile conoscere, e bisogna prendere consapevolezza anche che chi ci piace, piacciono le donne.
Sicuramente sono daccordo (anzi mi auguro e spero) che i gay sono anche fuori locali, siti di incontro.

Comunque nel mio caso c'è proprio una difficoltà nell'accontentarsi, perchè anche mia sorella per esempio ha lo stesso problema.

Forse perchè non mi interessa vivere "mezze storie" e poi accorgermi dopo 1 settimana, 1 mese che non ci piaceva veramente. Io vado direttamente al dunque e capisco che l'attrazione sessuale è il primo passo è alla base di tutto.
Attrazione sessuale è un termine ampio, non significa andarci a letto, intendo dire che quando vedi quella persona hai delle reazioni, ti piace e lo senti, sono emozioni inconfondibili, come la fame, la sete ed il sonno.
Se penso che un ragazzo è carino, è molto bello, ma lo faccio solo con la razionalità ,allora quella persona non mi attrae sessualmente, ma solo su un piano intellettuale.

Progetto Gay, mi piacerebbe pure a me non usare termini come cercare qualcuno, o

Johnny
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Re: Ma il ragazzo per me esiste?

Messaggio da Johnny » mercoledì 2 novembre 2011, 23:23

Per progetto:

scusa ma dopo un tot di caratteri non mi fa più scrivere :)

Mi piacerebbe non usare termini come qualcuno o cercare, però era per dire che non posso sempre stare ad aspettare il primo passo di qualcuno, anche perchè se tutti ragioniamo cosi, questo primo passo non c'è.

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Re: Ma il ragazzo per me esiste?

Messaggio da progettogayforum » mercoledì 2 novembre 2011, 23:43

Ciao Johnny, posso dire che le cose che hai scritto mi sembrano molto vere e le sottoscriverei, quanto al cercare un ragazzo, beh, è ovvio che non si sta ad aspettare che piova, ma c'è il rischio opposto che l'idea di trovarsi un ragazzo diventi una vera ossessione, che qualche volta può portra anche a comportamenti sconsiderati. Sono totalmente d'accordo sull'assunto di fondo che se manca l'attrazione fiisca è possibile costruire solo un'amicizia disinteressata ma una relazione di coppia, nel senso non platonico del termine, non è neppure pensabile.

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Re: Ma il ragazzo per me esiste?

Messaggio da Telemaco » mercoledì 2 novembre 2011, 23:44

Mah non so johnny, ciò che dici ha un rischio: sembra che tu stia considerando il tuo ipotetico "qualcuno" come un bambolotto da plasmare in modo che sia conforme ai tuoi desideri. Ma non funziona affatto così. Io non sono fidanzato ma lo vedo nelle altre coppie, sia etero che gay: la coppia seria non è mai, dico mai impostata su persone che si reputano reciprocamente perfette.
Se fosse diversamente, sarebbe semplicemente ridicolo e inconcepibile.

Io non ne so molto di amore e coppie ma una cosa che ho capito è che non realizzarai molto se credi di poter inserire elementi di strumentalizzazione programmata in queste vicende.

Quando una persona sta con un'altra persona non sta con essa perchè è perfetta. Ma sta con essa NONOSTANTE NON SIA PERFETTA. Perchè nessuno lo è e non è umanamente possibile esserlo.
E' il nonostante che fa la differenza.

E poi fai attenzione, Johnny.
E' altamente probabile che il tuo modello ideale e perfetto sia talmente meravigliosamente e astrattamente perfetto, per come te lo sei immaginato... che quasi sicuramente non gli piaci perchè non sei alla sua altezza.
# Non basta un giorno di freddo per gelare un fiume profondo.
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Re: Ma il ragazzo per me esiste?

Messaggio da Johnny » giovedì 3 novembre 2011, 0:07

Telemaco io ho come l'impressione che tu non abbia letto ciò che ho scritto, o forse sono stato poco chiaro io.
Ho detto che i ragazzi che mi piacciono sono fuori i giri gay, ma non ho detto che siano cosi perfetti.
Poi è ovvio che a prescindere se loro sono belli o brutti, intelligenti o stupidi, sta il fatto che devono avere un interesse per me.
E non è finita magari ce l'hanno ma non lo ammettono o non posso dichiararlo.
Io poi sto parlando del primo passo che è l'attrazione fisica, il carattere viene sempre dopo.
Ma di quale elementi di strutturalizzazione parli???
Ti sto dicendo che è molto semplice, un ragazzo lo vedi, ti piace o non ti piace, già da subito, ed anche il corpo ne parla. C'è poco da fare, e non lo scegli tu se ti piace o meno.
Poi puoi scegliere e reputare se una persona è intelligente, ci puoi costruire qualcosa, ma quello viene dopo.

Io stavo parlando che non c'è chimica spesso con i ragazzi che sai che sono gay. Poi dopo un attenta analisi ho visto che ciò spesso è dovuto al fatto che (purtroppo) di ragazzi hanno poco, in attegiamento ed altri.

Mia sorella è uscita con tanti ragazzi, ma al di là di un amicizia, non le dicevano nulla, eppure non si sentiva ne superiore, ne inferiore, semplicemente sono cose che scattano o non scattano.
D'altronde anche l'amicizia tra persone è cosi, con alcuni leghi e con altri non leghi o addirittura ti scontri.

Ho avuto molte occassioni di avere relazioni, ma non me la sentivo e non per paura, ma perchè mi sentivo forzato, o che facevo un favore (ed anche per questo che ho pochi amici gay).

Ritengo che come in chimica ci sono alcuni ingredienti come l'acqua che li mescoli con tutto, e altri che non li puoi mescolare quasi con nulla.

Diciamoci la verità, la maggiorparte della popolazione, tra cui etero, si accontenta nella vita, perchè ha bisogno di vivere con qualcuno per non rimanere solo. Quindi se li fa andare bene, ma l'amore è un'altra cosa.
Ti ringrazio progetto, infatti la mia era una domanda esistenziale che può essere un contributo anche per gli altri utenti, per me non è un ossessione cercarlo, forse lo era quando avevo 20 anni, ma ora come ora, preferisco la solitudine, ad un psedo ragazzo, però non voglio manco cadere nella trappola di pensare che ormai c'ho rinunciato.

Comunque cercherò di sondare il terreno con questo ragazzo, l'altra volta gli ho dato qualche battuta, ma devo prendere in considerazione che posso non piacergli o che possono piacergli le ragazze.

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Re: Ma il ragazzo per me esiste?

Messaggio da Telemaco » giovedì 3 novembre 2011, 0:39

Facevo riferimento proprio al punto di vista così estremamente categorico con cui ti poni.

Il termine "perfezione" che ho usato non significa "estrema figaggine", significa semplicemente "totale, incondizionata e assoluta corrispondenza con le nostre aspettative astratte".

E' come quasi una sorta di pretendere che la realtà delle persone che ci circondano debba essere esattamente, dettagliattamente, incontrovertibilmente come la immaginiamo. Ma non può esserlo, non è... realistico che lo sia.
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Re: Ma il ragazzo per me esiste?

Messaggio da Johnny » giovedì 3 novembre 2011, 10:19

Ci si può accontentare per un lavoro (ed è già lo trovo da sopravvivente e non da chi vive) ma non ci si può accontentare del ragazzo, solo perchè qualcuno ci sta o perchè dobbiamo abbassare le aspettative.

Chi ha meno da offrire, forse parla bene di accontentarsi, ma chi ha di più da offrire.
Non capisco a cosa ti riferisce con aspettative: se avessi scritto che lo voglio tra i 25 e i 45, biondo, occhi chiari, etc. etc. ti potrei capirei, ma non mi sono dato un tipo specifico.

Semplicemente se è sentore che nel recinto dei locali gay, non ti piace nessuno, significa aver preso consapevolezza di ciò che ci piace e ciò che non ci piace.
Se dovevo mettermi con qualcuno che non mi piace, tanto vale scegliere una ragazza, allora, qual'è la differenza?
Io comunque sto parlando di attrazione fisica. Quel ragazzo può avere i peggio difetti del mondo, ma a prescindere da quello ti piace o non ti piace.
Il pensare di non voler stare con uno che ce l'ha grosso o piccolo, che non è ricco, o che non appartiene ad una certa casta sociale, è una costruzione mentale, e non il piacersi fisicamente.

Eppure mi pare che il discorso è semplice, basta vedere l'amicizia, non tutti possono essere nostri amici, non con tutti leghiamo. Questo dovrebbe farci riflettere.

Ad esempio a me è successo che mi piaceva tantissimo un ragazzo, poi molto dopo l'ho frequentato ed ho scoperto che non aveva nulla a che fare caratterialmente con me, e non solo andava contro a tutto ciò che credeva, e non l'ho frequentato più, però mi piaceva moltissimo. Questo intendo.
Invece con molti gay, succede proprio che non parte il primo passo, ovvero che non mi piacciono fisicamente a prescindere che caratterialmente possono essere persino perfetti con me.
Se una persona ti piace già in partenza, copri anche i difetti, ma se non ti piace, può essere anche perfetta, non ti piace e basta.

Non fa parte dell'immaginare questo, fa parte di una realtà vissuta fisicamente, anche con il corpo!

Ora si pone la domanda: come fai a pensare solo di baciare una persona che non ti piace?
La verità è che troppa gente si accontenta e pensa che gay+gay faccia necessariamente coppia.

Non pretendere troppo è un conto, non sapere cosa si vuole e non conoscersi bene, è un altro.

Poi ci lamentiamo perchè i gay sono promisqui. E ti credo! Alla base di tutto c'è proprio questa insicurezza di cogliere l'occassione, anche se già (dentro di noi) sappiamo che quella persona in realtà non ci piace poi granchè.

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Re: Ma il ragazzo per me esiste?

Messaggio da Alyosha » giovedì 3 novembre 2011, 12:32

Jonny ho letto con molto interesse quelle che hai scritto. Anch'io trovo assolutamente condivisibili le tue riflessioni. Sul serio se uno deve stare con una persona giusto per sfogare istinti senza che ci sia un richiamo fisiologico ed emotivo o per non stare da solo a sto punto è meglio stare con ragazze, perché nei fatti sarebbe la stessa cosa. Sul fatto che non cerchi ragazzi che appartengano ai giri gay come li definisci tu mi vengono in mente tante cose. Di suo trovo tue perplessità più che giustificate, perché in effetti quelli cui fai riferimento sono luoghi dove certi atteggiamenti sono più che stereotipati. Mi verrebbe da chiederti soltanto, se la pensi così, perché frequentare certi posti? Io penso che i luoghi condizionino molto il modo di pensare e di fare delle persone e che quindi è più difficile anche se non impossibile trovare certe cose in certi contesti (come dire pretendere di trovare una ragazza seria in un bordello).
L'altra cosa che volevo dire giusto per spezzare una lancia a favore del tanto criticato mondo gay, è che in ogni contesto trovi le dovute eccezioni (tu per esempio a ben vedere sei uno che lo frequenta, ma che sente di non avere nulla a che spartire con quel contesto). Se uno ha chiaro in mente quello che vuole e sopratutto quello che non vuole, può anche trovare quello che cerca in posti in cui mai ci si aspetterebbe di trovarlo. Certo se uno parte da una certa visione del rapporto e forse anche della vita è sicuramente difficile superare le differenze iniziali abissali. Ognuno di noi all'inizio di una relazione riversa nell'altro le proprie aspettative, mentre poi è costretto a fare i conti con l'altro e la sua diversità. Sicuramente le in comprensioni sarebbero dietro l'angolo, ma questo immagino sia sempre vero in qualunque rapporto.
Per il resto non ne sono troppo sicuro ma te la butto lì... non vorrei che certe tue resistenze nascondano infondo una certa difficoltà a mettersi realmente in gioco. Non ho capito se i ragazzi che ti piacciono non sono gay stereotipati, ma restano gay oppure sono proprio etero. Vedi secondo me se un ragazzo lo trovi bello, a pelle comunque ti dice qualcosa, ti smuove. Poi magari ragionandoci capisci che non potresti farci nulla, perché lo trovi poco interessante da tutti gli altri punti di vista, ma comunque ti dice. L'attrazione in teoria non la puoi controllare. Provarla solo per ragazzi etero o da una mascolinità comunque evidente, ovvero, autorizzarsi a lasciar andare la macchina del desiderio in contesti "protetti", in cui si sa già che non può accadere nulla in concreto, forse (e dico solo forse) potrebbe celare una difficoltà a mettere questo desiderio in un rapporto reale e non soltanto immaginato, dove oltre all'attrazione giocano mille altre componenti. Non so se è questo il tuo caso ovviamente.

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