La cattiveria umana non ha limiti!

Solitudine, emarginazione, discriminazione, omofobia...
redelmondo
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Re: La cattiveria umana non ha limiti!

Messaggio da redelmondo » lunedì 26 settembre 2011, 19:00

Torno alla vita, parto senza salutare!
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marc090
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Re: La cattiveria umana non ha limiti!

Messaggio da marc090 » lunedì 26 settembre 2011, 21:40

Mi piacerebbe continuare la discussione redelmondo ma sul forum è vietato parlare di religione... serve per evitare dissapori interni perchè non è facile essere sempre d'accordo su un argomento di questo tipo.

Personalmente sono credente, ma la vedo un po' diversamente..
Per prima cosa portarono via i comunisti, e io rimasi in silenzio perché non ero un comunista. Poi se la presero coi sindacalisti, e io che non ero un sindacalista non dissi nulla. Poi fu il turno degli ebrei, ma non ero ebreo.. E dei cattolici, ma non ero cattolico... Poi vennero da me, e a quel punto non c'era rimasto nessuno che potesse prendere le difese di qualcun altro.
Martin Niemoller


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redelmondo
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Re: La cattiveria umana non ha limiti!

Messaggio da redelmondo » martedì 27 settembre 2011, 19:33

Torno alla vita, parto senza salutare!
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konigdernacht
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Re: La cattiveria umana non ha limiti!

Messaggio da konigdernacht » martedì 27 settembre 2011, 19:57

redelmondo ha scritto:Io invece non credo [...] Perché poi bisogna essere d’accordo e non confrontarsi su argomenti spinosi?
Sai che triste un luogo dove tutti sono d’accordo? E’ l’appiattimento più totale.
Per il semplice fatto che esiste un REGOLAMENTO che tutti devono rispettare su questo forum, nessuno escluso, senza discutere ;)
redelmondo ha scritto:la colpa di tutto è di Dio, che quando ci mise su questa terra ci donò la liberta, di cui l’uomo non sa che farsene, al posto della felicità.
Questa frase non mi rappresenta minimamente, ma per regolamento non controbatto proprio perché le opinioni sono divergentissime: io sono agnostico.

Ergo, onde evitare problemi, quali discussioni accese ed eliminazione di post scorretti, chiedo gentilmente di rispettare il regolamento.

Per chi non avesse ancora preso visione, lo faccia! viewtopic.php?f=5&t=6
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redelmondo
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Re: La cattiveria umana non ha limiti!

Messaggio da redelmondo » mercoledì 28 settembre 2011, 19:06

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konigdernacht
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Re: La cattiveria umana non ha limiti!

Messaggio da konigdernacht » mercoledì 28 settembre 2011, 21:03

redelmondo ha scritto:io sputo sull'umanità.
Richiamo ad una maggiore calma ed abbassamento di toni!
redelmondo ha scritto:Scrivo questo per dimostrare che si possono compiere insieme azioni opposte, in un solo fresco respiro; sono contro l'azione; per la contraddizione continua, quanto all'affermazione poi, non sono ne pro ne contro e non spiego perché odio il buon senso. Coscienza di un egotismo supremo dove le stelle si consumano.
Avevo notato la forte carica egotica e narcisistica che si profonde attraverso la parole, caro redelmondo; poiché io sono un troglodita, e per me il REGOLAMENTO sta al di sopra di tutti gli utenti poiché verbum incarnatus di Project, ti invito ad esporre le tue tesi senza polemiche ;) grazie!
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Telemaco
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Re: La cattiveria umana non ha limiti!

Messaggio da Telemaco » giovedì 29 settembre 2011, 19:12

Sono estremamente colpito in negativo dal commento di Boy-com.

Il suicidio è una delle tante possibili manifestazioni del diritto alla libera autodeterminazione dell'individuo.

Pretendere di attribuirgli una VALENZA SOCIALE è davvero qualcosa di profondamente riprovevole.
La persona che sceglie di togliersi la vita si trova in uno stato di prostrazione psicologica tale da porla nella insostenibile alternativa fra procrastinare a tempo indeterminato una situazione di sofferenza e disperazione, o farla finita.

La brutalità del suicidio sta negli atteggiamenti delle persone che hanno ingenerato la situazione di strangolamento psicologico nella vittima... NON nella desistenza della vittima alle violenze di questo "ricatto" quando essa si sente ormai senza via di fuga.

Introdurre tematiche religiose, sociali, moraleggianti per connotare con un giudizio negativo l'atteggiamento psicologico della vittima del suicidio si traduce irrimediabilmente nel tentativo di comprimere e vincolare la libertà dell'individuo di disporre come meglio crede della propria vita e della propria persona, la libertà di avere l'ultima parola sulla propria esistenza.

E un vincolo del genere è assolutamente inaccettabile.

Tanto più laddove si cerchi di inserirlo in una palese situazione di istigazione al suicidio.
# Non basta un giorno di freddo per gelare un fiume profondo.
(Gǔlǎo de zhōngguó yànyǔ)

Alyosha
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Re: La cattiveria umana non ha limiti!

Messaggio da Alyosha » giovedì 29 settembre 2011, 19:33

Caro Telemaco capisco perfettamente il moto di stomaco che ti ha portato a replicarmi. A dire il vero mi aspettavo obiezioni molto prima, perché so bene che le mie sono tesi forti.
Sostenevo che il suicidio è un gesto stupido, a volte provocatorio, altre volte come qualcuno ha scritto dettato da una profonda sofferenza e solitudine. Chi può entrare in meccanismi così contorti pensando di avere la verità in tasca? Credo che non si posssa proprio fare.
Quando parlo ho in mente la ragazza di un mio collega (era un conoscente) finita in un centro di salute mentale, perché il suo ragazzo prima di buttarsi dal settimo piano della sua università gli ha mandato un messaggio dicendo cosa stava per fare... Non ce l'ha fatta a fermarlo.
Il mio era un invito a guardare cosa succede dall'altro lato. I familiari in particolare vivranno per tutta la vita con un senso di colpa che non avrà mai possibilità di perdono. Se la sono cercata direte voi, io penso proprio di no. Penso che quella del suicidio sia una forma di comunicazione violenta e che le vittime siano molto più di una. Condannare il suicida? Neanche per scherzo... dire che ha fatto una cosa stupida però si.
Per il resto non credo di aver dato connotazioni sociali al mio discorso, anche se in effetti non ci troverei nulla di riprovevole nel farlo. Già prima di me qualcuno di ben più illustre lo fece e il suo libro è storia della sociologia ormai:

http://books.google.com/books/about/Il_ ... tnGQAACAAJ

L'ho trovato interessante ai tempi. Una chiave di lettura parziale del fenomeno "anaffettiva" se così vogliamo definirla, ma qualche luce sul fenomeno la sociologia può gettarla e come mio caro Telemaco.
Quanto al tema del suicidio come atto di autodeterminazione è evidente che le cose non stanno proprio così. Senza volare troppo in alto sul tema della libertà, ci sono casi più pacifici che suggeriscono come la propria liberta non sia illimitata. L'art 5 del codice civile, nello specifico, sancisce che gli atti di disposizione del proprio corpo sono liberi e consentiti, purchè non causino infermità permanente o siano contrari al buon costume. l codice civile vieta quindi atti di disposizione del proprio corpo che possano provocare lesioni permanenti a quest'ultimo. E' l'affermazione del principio dell'inviolabilità del corpo, lo stesso per il quale non posso torturati per ottenere informazioni, non si può praticare l'eutanasia e si impediscono per via coercitiva i tentativi di suicidio per l'appunto. Quest'ultimo rientra infatti tra gli atti di violenza (pur su se stessi), e per questo è passibile di una sanzione penale ai sensi delle leggi in vigore. Tuttavia, causa di estinzione della pena è la morte del condannato. Dunque, quand'anche un suicida venisse riconosciuto colpevole di aver commesso un delitto contro se stesso, nessuna pena potrebbe venirgli comminata, proprio in quanto il "criminale" è deceduto.

http://www.testolegge.com/codice-civile/articolo-5-4

Un abbraccio
Ultima modifica di Alyosha il giovedì 29 settembre 2011, 20:27, modificato 4 volte in totale.

redelmondo
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Re: La cattiveria umana non ha limiti!

Messaggio da redelmondo » giovedì 29 settembre 2011, 19:43

Torno alla vita, parto senza salutare!
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barbara
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Re: La cattiveria umana non ha limiti!

Messaggio da barbara » giovedì 29 settembre 2011, 19:44

Quello della autodeterminazione alla propria vita è un tema molto "caldo", che non può prescindere dalle esperienze e convinzioni molto personali.
Ad esempio sono contraria all'accanimento terapeutico nelle situazioni dove l'esistenza non può più essere considerata "vita", mentre credo si debba fare il possibile per aiutare chi è a rischio suicidio.
Mi trovo daccordo con Telemaco nel ritenere che la persona depressa o sofferente psichicamente arriva a farsi del male per sottrarsi alla sofferenza e non per punire o richiamare qualcuno. E se certi gesti vengono attuati in modo manifesto credo che sia piuttosto perchè compiere certe scelte è molto difficile e l'istinto di sopravvivenza è molto forte.
Per fortuna in genere è più forte della sofferenza stessa.
Forse se avessimo nei confronti della sofferenza psichica la stessa attenzione e lo stesso rispetto che riserviamo a quella fisica , certi gesti non sarebbero nemmeno necessari. E non parlo solo della famiglia, ma anche dei servizi che mancano . Ad oggi le cure psicologiche ad esempio sono quasi sempre a carico della persona e non tutti possono permettersi di pagare anni di psicoterapia.
Con ciò non tolgo nulla al dolore di chi resta, che va ascoltato e accolto affinchè sia possibile tornare a vivere . Forse è più facile farlo se si accetta l'autodeterminazione dell'altro e anche i propri limiti . La realtà è che non siamo responsabili della vita altrui e , anche volendo esserlo, non abbiamo la possibilità di eliminare o controllare la sofferenza altrui . Possiamo solo fare del nostro meglio .

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