La cattiveria umana non ha limiti!

Solitudine, emarginazione, discriminazione, omofobia...
redelmondo
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Re: La cattiveria umana non ha limiti!

Messaggio da redelmondo » giovedì 29 settembre 2011, 19:58

Torno alla vita, parto senza salutare!
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Alyosha
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Re: La cattiveria umana non ha limiti!

Messaggio da Alyosha » giovedì 29 settembre 2011, 20:07

ahahahah... si redelmondo va a finire che istighiamo al suidicidio noi così :lol:

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Telemaco
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Re: La cattiveria umana non ha limiti!

Messaggio da Telemaco » giovedì 29 settembre 2011, 20:26

boy-com siccome penso di saperne qualcosa in modo da poterne parlare in maniera approfondita, mi permetto di dire che la cosa che hai appena scritto è una stupidaggine molto grave che rasenta L'INVENZIONE.
Il suicidio dunque rientra tra gli atti di violenza (pur su se stessi), e per questo è passibile di una sanzione penale ai sensi delle leggi in vigore. Tuttavia, causa di estinzione della pena è la morte del condannato. Dunque, quand'anche un suicida venisse riconosciuto colpevole di aver commesso un delitto contro se stesso, nessuna pena potrebbe venirgli comminata, proprio in quanto il "criminale" è deceduto.
Prima di tutto stai cercando di tirare fuori una SANZIONE PENALE dal CODICE CIVILE. E già qui mi viene da piangere.

Quanto all'articolo 5 del codice civile, il suo richiamo è improprio perchè esso fa riferimento ad una DISPOSIZIONE PATRIMONIALE DEL PROPRIO CORPO, come si denota appunto dal fatto che si tratta di un divieto ricompreso nel codice civile, e non in quello penale, dato anche il fatto che utilizza il termine "atti di disposizione" che è adoperato in materia contrattuale. Questo divieto non si fonda sul fatto che è stata cagionata una volontaria riduzione permanente dell'integrità fisica, ma per il fatto che essa è stata fatta con finalità di disposizione patrimoniale, quindi con VANTAGGIO ALTRUI.


Tutti i codici penali dei paesi occidentali fin dall'epoca dell'illuminismo NON CONTEMPLANO ASSOLUTAMENTE UNA FATTISPECIE CHE PUNISCE IL SUICIDIO.
Infatti il suicidio inteso come reato non punibile per via della morte del colpevole è un istituto previsto NEGLI ORDINAMENTI MEDIEVALI dei paesi a religione cristiana.

Nel nostro ordinamento, la legge penale è riconnessa con il retrostante insieme delle libertà fondamentali della persona umana direttamente tutelate dalla COSTITUZIONE è dalla lettura del dettato costituzionale scaturisce un intangibile ed incomprimibile diritto all'autodeterminazione dell'individuo alla scelta di vivere o morire in quanto imprescindibilmente riconnessa alla sua persona fisica e morale: da questo deriva LA ASSOLUTA ED INCONTESTABILE LICEITA' DEL SUICIDIO nel nostro ordinamento.

E te ne do la dimostrazione: l'unica fattispecie rilevante nell'attuale diritto penale è proprio l'"istigazione al suicidio"(art 580 cp) che punisce le condotte di chi induce una persona a suicidarsi o ne favorisce il suicidio in qualunque modo.
Quindi assume rilievo penalistico SOLAMENTE LA CONDOTTA ESTERNA di chi PROVOCA L'ALTRUI SUICIDIO, mentre il comportamento materiale della vittima che si suicida è assolutamente legittimo e non ha alcun rilievo penalistico.
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Alyosha
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Re: La cattiveria umana non ha limiti!

Messaggio da Alyosha » giovedì 29 settembre 2011, 20:35

No Telemaco sul serio con questi toni non entro nella discussione. Portami pazienza, ma non è mia abitudine scivolare così tanto. La vicenda legale non è così lineare per come la poni, ma temo che così non si vada da nessuna parte, cerca di non volermene.
Con affetto

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Re: La cattiveria umana non ha limiti!

Messaggio da Telemaco » giovedì 29 settembre 2011, 20:47

Ma certo boy-com, anche perchè tentare di insinuare larvatamente valori parareligiosi come fai tu abusando di nozioni giuridiche adoperate inconsapevolmente è una cosa davvero insostenibile oltrechè pericolosa.
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Re: La cattiveria umana non ha limiti!

Messaggio da Alyosha » giovedì 29 settembre 2011, 22:07

Telemaco mi capita spesso di leggerti nel forum e ti so persona sempre molto garbata e ragionevole. Per questo a maggiro ragione mi dispiaccio per il tono che ha presos la discussione. Ci riprovo e vediamo se va meglio...
Mi piace poco dire inesattezze e tuttavia rileggendo quello che ho scritto non posso non darti ragione, perché da un punto di vista legale è esattamente come dici tu. La questione la intendevo controversa e quello dell'articolo 5 voleva solo essere un esempio a dimostrazione del fatto che non è proprio vero che possiamo disporre del nostro corpo come vogliamo (parlavo infatti di casi più pacifici). Il reato che intendevo è esattamente quello che citi tant'è che quello citavo a mo dibattuta in risposta a redelmondo. Rileggendo quello che ho scritto pero devo riconoscerti che si capiva esattamente quello che hai inteso tu. Il ragionamento era se anche fosse reato penale non sarebbe perseguibile. Ti ringrazio per la precisazione. Avrei gradito un tono diverso in generale. Quel "riprovevole" non mi è proprio piaciutissimo, e tutte quelle sottolineature e maiscolettati un pò inquietano, ma evidentemente il tema ti sta a cuore ed è giusto così. Il mio te lo ripeto voleva solo essere un invito a guardare cosa succede dall'altro lato. Conosco più di una persona che ha avuto suicidi in famiglia e il mio pensiero è andato subito a loro. Non voglio ritornare su quanto già detto, penso sia chiara la mia posizione. Di parareligioso le mie idee non hanno nulla. Al di là del fatto che non la cosidero un offesa, in generale mi piace poco "etichettare" le cose.
Di nuovo un abbraccio

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Re: La cattiveria umana non ha limiti!

Messaggio da Telemaco » venerdì 30 settembre 2011, 1:12

Forse non ci siamo ancora del tutto capiti: è proprio quel "se anche fosse un reato penale tanto sarebbe non punibile" che è inconcepibile in un ordinamento laico e pluralistico: il suicidio non è nè un reato, nè un reato non punibile: E' L'ESPLICAZIONE DI UN DIRITTO.

Nel gesto del suicidio NON c'è disvalore giuridico: il suicida non è colpevole di nulla; al massimo egli potrebbe risultare vittima di una istigazione proveniente da altri che hanno approfittato di uno suo momento di debolezza per condizionarlo. Ma a quel punto i colpevoli sarebbero costoro.

Che poi il suicidio possa provocare sconforto e disperazione fra i prossimi congiunti è una conseguenza fattuale certamente triste ma che non deve mai permettere di erigere a carico del suicida oneri o responsabilità che comprimano la sua libera autodeterminazione e limitino il principio dell'incoercibilità a vivere.
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redelmondo
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Re: La cattiveria umana non ha limiti!

Messaggio da redelmondo » venerdì 30 settembre 2011, 7:32

Torno alla vita, parto senza salutare!
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barbara
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Re: La cattiveria umana non ha limiti!

Messaggio da barbara » venerdì 30 settembre 2011, 7:39

Mah, sul diritto a por fine alla propria vita nell'ordinamento italiano non sono molto convinta. Parlo per quanto riguarda ad esempio le leggi in tema di sanità.
La legge italiana , che io sappia, dà a noi cittadini il diritto di decidere se intraprendere delle cure e quindi di gestire la nostra salute come meglio crediamo, ma nella pratica c'è un limite rappresentato anche dal rischio di vita.
Tanto è vero che esiste in determinati casi anche la possibilità del trattamento sanitario obbligatorio . Ad esempio se una persona inizia uno sciopero della fame , quando raggiunge un certo dimagrimento che la pone a immediato di vita, specie se diventa incosciente , viene sottoposta ad alimentazione forzata.
Lo stesso vale per chi ha una sofferenza psichica che lo pone a rischio concreto di far del male a se stesso e che agli altri).
Chi tenta il suicidio , anche se dichiara la propria volontà apertamente, viene soccorso con l'obiettivo di riportarlo in vita. E non apriamo il capitolo eutanasia, altrimenti non finiremmo più di discutere.
A me sembra che in questo quadro sia francamente difficile parlare di diritto di disporre della propria vita in concreto.
So che la stessa giurisprudenza è divisa sull'interpretazione delle norme tra chi fa pendere la bilancia sulla salute come diritto individuale e chi la interpreta come diritto collettivo. Sarebbe un discorso lungo, per cui giusto per restare in tema di salute, concludo, dicendo a Redelmondo che sono pienamente d'accordo sugli effetti benefici delle passeggiate! :D

PS: se qualcuno comunque è interessato all'argomento consiglio il film " Il mare dentro " , un film molto toccante ; l'interpretazione del protagonista è straordinaria.

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Re: La cattiveria umana non ha limiti!

Messaggio da marc090 » venerdì 30 settembre 2011, 10:47

Io trovo l'atteggiamento di boy-com assolutamente corretto col tema... perchè invita a considerare non solo la parte del suicida ma anche quella di chi subisce la perdita...

Da questo punto di vista concordo che il gesto del suicida è un'atrocità verso coloro che gli stanno intorno... è solo che, secondo me è tutto fuorchè una provocazione...

Io lo vedo come un gesto neanche di rivalsa, forse si può parlare pure di vendetta in senso lato, verso coloro che non gli fanno vivere la sua vita.... il suicida teoricamente ritorce questa impossibilità contro coloro che gli negano il suo diritto ad esser qualcuno nella sua totalità e senza restrizioni...

E anche se questo discorso presume teoricamente dei colpevoli...a tutti gli effetti credo che nell'una ne l'altra parte possa rendersi conto del male che sta arrivando a creare... forse come gesto estremo il suicidio prende anche questa valenza..

E a parte queste affermazioni, ci tenevo un secondo a fare due precisazioni che mi stanno a cuore:
E poi basta far discorsi così cupi, via un bel colpo di spugna e via. Bisogna star su di morale, altrimenti la gente che entra nel forum ed è vagamente depressa si mette a piangere.
Suvvia!
Misurarsi con questi temi fa bene secondo me... forse proprio il fatto che non diamo la possibilità a tutti quanti di ragionarci in vista di chissà quale vitalità ci espone a problemi di questo tipo... Se abbiamo delle idee... che si possono ben plasmare con il confronto... sicuramente siamo anche in grado di giungere in maniera efficace al nostro concetto di bene personale...

Senza contare che la sofferenza è parte di noi e va accettata secondo me, al pari di qualsiasi altra emozione / stato d'animo umano.
Ultima modifica di marc090 il sabato 1 ottobre 2011, 14:26, modificato 2 volte in totale.
Per prima cosa portarono via i comunisti, e io rimasi in silenzio perché non ero un comunista. Poi se la presero coi sindacalisti, e io che non ero un sindacalista non dissi nulla. Poi fu il turno degli ebrei, ma non ero ebreo.. E dei cattolici, ma non ero cattolico... Poi vennero da me, e a quel punto non c'era rimasto nessuno che potesse prendere le difese di qualcun altro.
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