Convertire i gay, storia di una stupidaggine

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IsabellaCucciola
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Convertire i gay, storia di una stupidaggine

Messaggio da IsabellaCucciola » venerdì 21 dicembre 2012, 18:23

Convertire i gay, storia di una stupidaggine. Ecco perché l'omosessualità non è una malattia e non deve essere curata.

http://www.giornalettismo.com/archives/ ... o-inutili/

Isabella
Ogni sera quando mi ferisco una parte di me si chiede cosa stia facendo, ma io non so cosa risponderle. Guardo il sangue colare dalla ferita, colare a terra, goccia dopo goccia, come una clessidra.

barbara
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Re: Convertire i gay, storia di una stupidaggine

Messaggio da barbara » sabato 22 dicembre 2012, 10:13

Molto interessante Isabella. Questo centro americano di terapie riparative che è stato citato in giudizio , a quanto riportato su un sito, è gestito da due "terapeuti" che si sono definiti di religione ebraica e che ritengono l'omosessualità una violazione della legge divina. Le loro "cure" , oltre che assai costose, si sono rivelate dannose sul piano psicologico.
Alcune dichiarazioni dei pazienti , comparse su un altro sito:
"Ci hanno costretto a pratiche umilianti, come stare nudi di fronte ai terapisti con il pene in mano, colpire le immagini delle nostre madri giudicate colpevoli della nostra omosessualità, persino bere il succo di due arance 'visualizzate' come testicoli".
"Cercavano di farmi esplodere di rabbia contro i miei genitori - ha detto M. Ferguson, oggi 30enne dottore in neuroscienze - e siccome non riuscivo a liberami delle mie attrazioni gay, venivo colpevolizzato e insultato". Come gli altri tre pazienti , Ferguson ha speso migliaia di dollari in altre psicoterapie solo per riprendersi dai traumi subiti.

Giustamente una legge del Governatore della California ha da poco vietato le terapie riparative almeno per i minorenni. Tuttavia ci sono organizzazioni che cercanodi affossarla,in quanto illegittima.
Nel Minnesota invece un pastore è stato denunciato di otto reati di quarto grado per condotta sessuale criminale. Per curare i ragazzi gay ,secondo la testimonianza delle vittime, egli li ‘benediva’ afferrando i loro genitali e chiedendo di masturbarsi in sua presenza al fine di ricevere «forza spirituale».

In Ighilterra una psicoterapeuta è stata condannata dalla British Association for Counselling and Psychotherapy per «negligenza professionale» e «dogmatismo». Lesley Pilkington ( secondo quanto trascritto da un giornalista che si è finto gay per condurre una ricerca sulle terapie riparative) durante una seduta ha invocato l’intercessione di Dio su di lui perché guarisse dall’omosessualità, ha indagato se avesse subito abusi sessuali da piccolo, ha sostenuto che l’omosessualità è una malattia mentale e gli ha anche consigliato di giocare in una squadra di rugby.

Lo scorso ottobre l'Associazione inglese per l'assistenza psicologica e la psicoterapia ha comunicato a tutti i suoi 30.000 iscritti una nota che dichiara completamente immorale la «terapia di conversione».

E in Italia?
Da noi l'ordine degli psicologi ha giustamente precisato che:

“L’omosessualità non è una malattia da curare, né un orientamento sessuale da modificare: affermare il contrario è una informazione scientificamente priva di fondamento e foriera di un pericoloso sostegno al pregiudizio sociale.
Citando l’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’omosessualità è soltanto una “variante naturale del comportamento umano”; è peraltro ampiamente dimostrato che i tentativi di “conversione” dell’omosessualità in eterosessualità non solo falliscono, ma anche segnano, e spesso gravemente, le condizioni psichiche di chi vi si sottopone."

Qui c'è la storia drammatica di un ragazzo morto suicida dopo una terapia per correggere la sua "effemminatezza".
http://edition.cnn.com/2011/US/06/07/si ... xperiment/

Speriamo che anche a livello legale sia possibile anche in Italia contrastare efficacemente queste pratiche dannose.
Per chi voglia approfondire c'è anche il recente saggio "Curare i gay? Oltre l’ideologia riparativa", a cura di Paolo Rigliano, Jimmy Ciliberto, Federico Ferrari, Editore Cortina Raffaello; 2012

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