Progetto anti-omofobia in scuole Roma

Solitudine, emarginazione, discriminazione, omofobia...
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IsabellaCucciola
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Progetto anti-omofobia in scuole Roma

Messaggioda IsabellaCucciola » mercoledì 19 febbraio 2014, 17:58

Ogni sera quando mi ferisco una parte di me si chiede cosa stia facendo, ma io non so cosa risponderle. Guardo il sangue colare dalla ferita, colare a terra, goccia dopo goccia, come una clessidra.

barbara
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Re: Progetto anti-omofobia in scuole Roma

Messaggioda barbara » mercoledì 5 marzo 2014, 8:16

Tutto il nostro appoggio all'assessorato Roma che porta avanti un'iniziativa simile. Abbastanza inquietante la sua dichiarazione: "I dirigenti scolastici hanno difficoltà a portare l'argomento a scuola perché tendono a dire che l'omofobia non esiste , peccato che poi ci sono ragazzi che si suicidano"
Inquietante pensare che si possa chiudere gli occhi così perfino davanti alla morte di questi ragazzi .

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progettogayforum
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Re: Progetto anti-omofobia in scuole Roma

Messaggioda progettogayforum » mercoledì 5 marzo 2014, 11:15

Il vero problema della scuola non sono i dirigenti scolastici (salvo eccezioni) ma i genitori protettivi che pensano di poter gestire la scuola a loro piacimento e che, stante l'organizzazione attuale, possono benissimo riuscirci, dato anche il disinteresse generale da parte della grande maggioranza dei genitori. I genitori hanno molto potere nei consigli di istituto e sono temuti perché possono facilmente creare grane anche senza ragione, i genitori sono eletti "democraticamente" secondo i vecchi decreti delegati del Ministro Malfatti del 1974. Tuttavia la percentuale di genitori che vanno a votare è talmente minima che in alcuni casi attiva a 3/4% (il che significa che l'astensionismo arriva al 96/97% e che le elezioni non sono affatto rappresentative), ma non solo, dato il meccanismo elettorale che prevede che si possano esprimere due preferenze, è sufficiente in pratica avere l'1,6/1,7% dei voti per eleggere tutti i rappresentanti in consiglio che sono 8. Aggiungo che molto spesso c'è una sola lista di genitori candidati con solo 8 nomi, tanti quanti i candidati da eleggere, il che vuol dire che le elezioni di fatto sono una farsa, perché tutti i candidati vengono necessariamente eletti. Facendo due conti. In una scuola di 1000 studenti ci sono 2000 genitori, ammesso che le liste siano più di una, se i votanti sono il 3% degli aventi diritto, cioè 60, in tutto, basta avere solo una quarantina di voti, cioè 20 famiglie in cui vanno a votare padre e madre per eleggere "tutti i consiglieri". In situazioni così paradossali è ovvio che i dirigenti temano i genitori, anche perché accade più volte che alcuni genitori che si candidano alle elezioni scolastiche non siano persone collaborative nel vero senso della parola ma persone che tendono semplicemente ad acquisire una visibilità e una posizione di leader in polemica con l'istituzione, reclamando a gran voce dal dirigente cose che sono mille miglia al di fuori delle sue competenze.
Ho notizia documentata di alcuni casi di iniziative palesi di genitori, motivate ufficialmente dalla difesa della libertà religiosa, pesantemente polemiche verso i dirigenti che tentavano di aprire un discorso contro l'omofobia o volto a dare un minimo di oggettività alla educazione sessuale. I toni usati erano di vera e propria crociata, ma nella grande maggioranza dei casi l'omofobia lavora a livello di non detto e di pettegolezzi e a questo livello l'omofobia è estremamente diffusa.


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